redazione p+A : [post n° 233024]

Manovra finanziaria. Sconcerto per il nuovo condono

Il Consiglio Nazionale degli Architetti, (CNAPPC) esprime la propria contrarietà verso possibili generici provvedimenti di sanatoria del patrimonio edilizio, realizzati in assenza di autorizzazione ed in contrasto con gli strumenti urbanistici.
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Ily :
Preoccupazione inutile, visto che non non riguarda le case abusive ;-)!!!
maurizio :
ma le case dei fantasmi!
miky :
Il consiglio nazionale degli Architetti, dovrebbe vedere , sapere e SUBIRE, quello che ci fanno fare certi loro colleghi quando diventano assessori all'urbanistica o quando sono i responsabili degli Uffici Tecnici comunali.
Il loro ordine, quando vede certi piani regolatori e certe norme morfologiche, dovrebbe intervenire pubblicamente e pretendere coerenza professionale e rispetto democratico di tutte le esigenze abitative.
Sono questi "architetti" che CI COSTRINGONO all'abusivismo edilizio, petrchè non si accontentano di darci degli indirizzi generali, ma ci impongono persino il modo di aprire una finestra.
Prima di fare i "puri", fate una indagine professionale interna al vostro ordine, e chiedetevi se conoscete il significato della parola "democrazia", e se avete idea di cosa sia il rispetto delle altrui opinioni, idee architettoniche, ecc. ecc. e pretendetene il rispetto anche da quelli di voi che, avendo il potere urbanistico, impongono moduli abitativi a intere classi sociali ghettizzandole, di fatto, in una tipologia abitativa penalizzante e umiliante della individualità di ogni singola persona.
Ily :
Io gli ordini professionali li abolirei.
Manterrei solo l'iscrizione obbligatoria all'Albo, per tutelare i clienti. Leggetevi al riguardo il capitolo sugli ordini professionali contenuto ne "La Deriva".
Alberto :
scusatemi ma dissento profondamente dal delirio di miky, penso invece che chi ha una cultura delle regole fa bene ad indignarsi (lasciateci almeno questo) chi non l'ha non dia lezioni....
mi chiedo cosa vuol dire CI COSTRINGONO..........io faccio battaglie culturali tutti i giorni (con i clienti che vogliono i 7 nani nel giardino, con costruttori indolenti, con l'amministrazione incompetente ecc.) pur di non accettare le imposizioni bigotte, fate altrettanto anche voi e non fate la parte delle vittime di questo sistema di regole......le regole vanno migliorate non aggirate.........
miky :
Caro Alberto, forse il mio "delirio" deriva proprio dal fatto che da TRE ANNI io faccio battaglia culturale con l'amministrazione incompetente, senza alcun risultato.
Alla fine la scelta diventa fra fare un abuso edilizio o spendere i propri denari in una costruzione che adotta soluzioni architettoniche paradossali.
Siccome a noi cittadini comuni non c'è nessun Anemone che ci paga le case, tu potrai ben capire che, una cosa così importante, ti può portare anche al delirio, proprio, e specialmente, se è nella tua indole rispettare le regole.
osservatore :
Facciamo discorsi da politici, vero è che le sanatorie sono una violenza al territorio, ma per molti "colleghi","purtroppo" è fonte di esistenza. Perchè tutti gli amministratori, specialmente nel Sud, lasciano che i tecnici del pubblico impiego, facciamo anche la "libera professione" ma nessuno di noi denuncia. Gli amministratori dormono, e noi facciamo si che il loro sonno non venga disturbato. Dimenticavo, la nostra aministrazione gode di grandissimi ignoranti ed incompetenti fra gli impiegati. Fino a quando questa violenza ai veri "liberi professionisti" non verrà riconosciuta, "VIVA LA SANATORIA".
mario :
laddove ci sono regole come nel caso dell'italia, noi architetti saremo sempre costretti a ad operare con vincoli sempre più restrittivi...diamo uno sguardo ai cileni per esempio, il loro di creare case scaturisce da un puro senso liberale e democratico...a questo punto mi chiedo indipendentemente da quanto sopra citato chi commette un abuso per lo più come prima casa, necessaria al riparo della famiglia e a custodire il nucleo familiare (guardiamo la capanna come prima costruzione di case...c'erano le regole?) perchè non avere la possibilità in questo caso di sanare tele corpo e far sì che lo stesso continuerebbe a dare riparo all'uomo!
lucia :
Quoto miky e mario. In Italia per la smania di preservare siamo entrati nel concetto di museificare il territorio, di normare anche il colore dei portoni delle case e di pretendere che il cittadino attenda 6 mesi l'autorizzazione paesaggistica per la finestrella del bagno...insomma siamo in pieno delirio proibizionista e di conseguenza aumentano i piccoli abusi dei cittadini stufi. Solo un dato: in Francia la prima casa di max 100 mq si può costruire senza concessione e non mi sembra che il paesaggio francese sia così orribile. Bisognerebbe che gli amministratori ed il legislatore si ricordassero che il cittadino comune, senza appoggi politici o altro, subisce da queste normative astruse e dalle lungaggini burocratiche conseguenti quello che secondo me, come tecnico e come cittadina, è un vero e proprio abuso. Spero che presto gli ordini comprendano queste esigenze dal basso, altrimenti è meglio che veramente vengano aboliti.
Ily :
x Lucia

In francia hanno un rispetto innato delle leggi e del bene comune. Qui in Italia con la stessa norma farebbero la villetta a schiera pure dentro il Colosseo (il palazzinaro di turno così risparmierebbe pure sui muri e sui solai, in effetti).
Comunque corcordo pienamente con te che com'è adesso siamo al completo delirio: ci vorrebbero poche leggi, chiare, poche regole ma certe. Una settimana e un modulo e una tavola di tecnico abilitato per avere un Permesso di Costruire, ma se sgarri ti demolisco la casa (ma veramente, non solo nei soliti roboanti proclami del politico di turno).
Alberto :
e bravo il nostro collega Mario, a cui vorrei porre una domanda: perchè non sanare anche una rapina in banca, visto che anche i soldi servirebbero ad uno scopo nobile? (comprare da mangiare e nutrire la famiglia che con tanto amore ha costruito la sua....... capanna abusiva) Qui tra un "VIVA LA SANATORIA" e un "VIVA L'ABUSO PURCHE' SE MAGNA" siamo in piena regressione....scusatemi ma preferisco pensare e credere che un'altro modo c'è.......più propositivo e meno arrendevole di fronte alla realtà.
E se volete ne possiamo parlare anche su queste pagine.
Un saluto
miky :
C'è un abisso fra l'ideologia e la realtà.
Ideologicamente, dovrebbero esserci regole che democraticamente tengano conto delle esigenze di tutti e rispettino la pluralità dei pensieri architettonici; e queste regole andrebbero applicate a tutti e rispettate da tutti.
La realtà è che il primo imbecille che si alza la mattina, può imporre le sue regole, le sue idee in un determinato territorio, poi farà deroghe o varianti "ad personam" per favorire qualcuno (di solito imprenditori edili) mentre la gente "normale", quella non immanicata con la politica, sarà costretta a realizzare e a vivere in abitazioni che rispecchiano solo le convinzioni architettoniche di chi, in quel momento, governa il teritorio.
L'edilizia muove importanti interesi economici, e la politica, attaverso gli strumenti urbanistici, ha modo di influenzare e gestire quegli interessi.
Gli strumenti democratici( la consultazione dei consigli di zona o di quartiere) vengono sovente disattesi e/o sottesi.
Questa è la realtà, e in questa realtà l'unico vessato è il cittadino comune, l'unico che ha bisogno di un condono per affrancarsi dal potere politico.
Gli imprenditori, i grossi potentati economici, non costruiscono abusivamente, loro, trovano il modo di sistemare le cose prima, loro un permesso di costruire ce l'hanno sempre.
federico :
Non ci trovo niente di bello nel grido "Viva la sanatoria". Se è vero che i regolamenti e le norme italiane sono vessatorie e, molte volte, contro ogni logica di buon senso, la soluzione non è scavalcarle in qualche maniera, ma impegnarsi per cambiarle o creare un clima culturale propizio a tale mutamento.
Non è neanche vero che la sanatoria è lo strumento "dei poveri" contro l'Amministrazione corrotta e/o distratta. Molte volte, invece, è stato il grimaldello per gli abusi di speculatori. Inoltre, da un punto di vista fiscale ha avuto sempre un efficacia minore delle attese.
Penso che lo scavalcamento delle regole sia un brutto segno di depauperamento della cultura architettonica. Se lo stato di fatto nelle amministrazioni è quello descritto da miky (e lo è purtroppo), la soluzione vera è fare i concorsi per entrare nei comuni e simili, trovare gli appoggi politici, e cambiare le cose dall'interno, mettendo sul piatto le proprie idee.

Usiamo il nostro diritto di lamentarci in maniera produttiva, e non cerchiamo scuse!

Che poi se fanno il condono, un professionista è comunque contento perchè ha per forza maggiori possibilità di lavoro, è un altro paio di maniche...
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