Edoardo : [post n° 235361]

Comprate ancora riviste di architettura?

L'altro giorno facevo un ripulisti della mia stanza... ...e mi sono capitate in mano le riviste che compravo da studente, che tenerezza.
Adesso non riesco più a comprarle, ma difficilmente riesco anche solo a guardarle.
Le trovo promotrici di una realtà distorta e falsa, lontana non solo dall'edilizia corrente in cui operiamo, ma anche distante culturalmente dai luoghi in cui viviamo.
Forse è anche il linguaggio di riferimento che non è più lo specchio della nostra cultura, ma rappresenta solo la deriva eccentrica di alcuni pseudoartisti, fornitori di contenitori e non più di contenuti.

Io la vedo così... non mi rispecchio più in quelle pesanti riviste di carta patinata.
KITTY :
a me arriva solo quella degli architetti lombardi, ma perchè sono iscritta all'ordine...per il resto non compro più nulla..
Tia :
Io continuo ad abbonarmi a molte riviste, ma poi le sfoglio appena. Uno spreco di soldi? Forse. Nella realtà molte delle cose che si vedono nelle riviste sono o irrealizzabili o porteranno problemi appena dopo un mese dalla loro realizzazione: ambienti interni senza battiscopa (che io odio, ma poi i muri diventano neri), tetti piani senza scossalina, ambienti minimalisti con 10 oggetti al massimo (chi di noi riuscirebbe a vivere con solo 10 oggetti, peraltro decorativi...), etc. Perchè le compro? Boh, forse perchè mantengono allenati il mio gusto e la mia sensibilità, se vedo soluzioni interessanti le memorizzo, le ritirerò fuori all'occorrenza. Di certo portare a termine un'opera come quelle delle riviste è raro quanto lo è trovare un committente ricco che può sprecare soldi nella manutenzione di un'immagine lontana dai nostri usi quotidiani.
desnip :
Io sono fortunata: quando compravo riviste all'università era SPECIFICAMENTE per avere un'idea di come progettare per gli esami. Sapevo già allora che quello non era ciò che avrei progettato nella vita.
Cmq, quando mi capita, le compro ancora per avere un'idea di cosa si realizza in giro per il mondo.
Edoardo :
Vero, ma gli input che si possono avere da una rivista, secondo me, diventano importanti proprio da quando ti liberi dell'approccio scolastico dell'università. A quel punto sei autonomo e la tua fonte è molto più vasta, hai gli elementi per progettare senza più imitare, sennò non sei un progettista ma un emulatore.
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