m. : [post n° 286740]

riforma del lavoro

Io capisco che ci sono partite iva, aperte obbligatoriamente per pochi soldi, in quei settori dove non c'è possibilità di assunzione come i piccoli studi professionali; e che questi ragazzi sono sfruttati e non hanno libertà di orario come dovrebbe essere.
Ma ci sono anche società in cui il consulente è pagato abbastanza bene e accetta di aprire partita IVA, pur di lavorare costantemente e per un adeguato compenso.
Loro pensano che queste persone verranno assunte, in questo momento di crisi non sarà così, gli faranno dei contratti di consulenza di massimo 6 mesi dopo di che dovranno cercasi altro.
non si può impedire ad un libero professionista di accettare consulenze di 1 o 2 anni, se queste gli garantiscono un reddito sufficiente.
E' anticostituzionale! Questo non porterà ad una valanga di assunzioni, porterà ad ancor più disoccupazione e lavoro nero.
Perché nei piccoli studi professionali nonostante gli sgravi fiscali non assumeranno mai a tempo indeterminato, e proporranno ai loro ragazzi di lavorare in nero.
Le società le società superati i 6 mesi sostituiranno i consulenti piuttosto che assumerli a tempo indeterminato...e con la crisi di committenza che c'è oggi questi non avranno altra scelta che chiuderla la partita IVA, ovviamente non vale per tutti, ma molti architetti, geometri, ingegneri, informatici, si troveranno in questa situazione.
Anche ammettendo che assumano qualcuno dei loro consulenti, con l'abolizione dell'articolo 18, per assumere loro manderanno via alcuni dipendenti, oppure assumeranno per uno o 2 anni e al primo cenno di calo del fatturato licenzieranno.

Questa stretta eccessiva, creerà solo altra disoccupazione o lavoro nero.

Dovrebbe esserci un controllo su queste situazioni, non l'impossibilità totale di lavorare costantemente a partita IVA, ben venga la "monocommittenza" se questa mi permette di lavorare tutto l'anno costantemente e di guadagnare abbastanza per vivere;

Le situazioni vanno valutate caso per caso, a limite va controllato che ci sia realmente flessibilità d'orario, o che questi consulenti siano pagati abbastanza da riuscire a mantenere i costi di una partita iva, si dovrebbe aumentare la percentuale di contributi addebitata al cliente, almeno un pò, 6% invece del 4% attuale.

Insomma non si può stringere troppo la maglia si rischia di creare più disoccupazione.

Semmai bisognerebbe abbassare e differenziare maggiormente le aliquote IRPEF, è assurdo che la più bassa sia al 23%, buona è l'idea del 5% per le nuove partite iva sotto i 30.000, ma dopo 5 anni?
Quelle persone che non avranno già chiuso partita IVA, a causa del mancato rinnovo dei loro contratti di consulenza, probabilmente saranno costretti a chiudere per le troppe tasse e contributi.

Bisognerebbe differenziare maggiormente gli scaglioni, non so 5 % fino 15.000 Euro, 10% fino a 30.000 e così a salire.... in maniera che anche anche nei tempi di magra "liberi professionisti" o "consulenti" riescano a sbarcare il lunario.
Bisogna controllare che non ci sia lavoro in nero!
è inutile dare super agevolazioni a qualcuno per qualche anno, e dopo dargli la mazzata, perché quella persona non è detto che tra 2, 3 o 4 anni abbia un reddito di molto maggiore di oggi...e comunque se lo avrà è giusto che paghi più tasse, altrimenti no!

Non va stretta eccessivamente la maglia, va controllato che le cose siano fatte in maniera regolare.

Bisogna far crescere questo paese, non portarlo al collasso definitivo!
Edoardo :
Scusa la mia risposta un pò sintetica rispetto al tuo bel post, in effetti credo che questa riforma SE NON ACCOMPAGNATA A MISURE PER LA CRESCITA, OVVERO PER L'AUMENTO DI LAVORO, non sia altro che un illusione per molti. Infatti la CGIL, consapevole di questo, si è trincerata per proteggere i lavoratori da licenziamenti lapidari. In un contesto di crescita la flessibilità in uscita e la stabilizzazione in entrata favorirebbero le aziende ED ANCHE i lavoratori... ...ora è drammatico ammetterlo ma le aziende non possono assumere ed i lavoratori non possono muoversi dal posto.
m. :
non sei tu che sei sintetico, sono io che sono prolissa!!!
comunque concordo!
M.
DR COSTA :
Non ti preoccupare, sono esclusi i professionisti iscritti ad un Albo Professionale, quindi rimarrà tutto come prima per lo meno negli studi di architettura.
dar :
scusa dr costa, purtroppo non sembra chiaro che siano esclusi i professionisti iscritti all'albo, hai delle fonti? mi potresti rassicurarare in proprosito?
m. :
non è vero nel disegno di legge definitivo, quasta formula è sparita, vale per tutti.
Come era loggico che fosse, non è l'iscrizione all'albo la prova che sei un libero professionista, o un consulente ben pagato.
Ci vogliono controlli negli studi professionali e in alcune aziende.
Se sei ben pagato puoi essere anche un professionista monocommittente...antrimenti no, e niente vincolo d'orario.
Alle :
abolizione stage gratis e chiusura finte partite IVA
meno concorenza sleale per gli studi onesti
m. :
sono daccordo con te sugli stage, volendo anche sulle partite iva, se questo portasse alle assunzioni...altrimenti va bene una partita IVA anche monocommittente, ma pagata bene (onestamente), e con flessibilità d'orario... se è così io non me la sento di definirla finta solo perchè monocommittente, è una cosa che può capitare in un periodo di magra, ma magari in futuro potrebbe avere più committenti... se vuole... se gli interessa ...se il mercato permette. intanto però si accontenta di uno e lavora.

Magari fossero tanti gli studi onesti...invece son pochini e meriterebbero controlli, sanzioni, anche la chiusura... la gente o la paghi bene o lavori da solo!!! Mi dispiace solo per i tanti ragazzi che rischiano di rimanere anche senza quel poco.
M.
Vichy :
Io ho letto "per più di sei mesi"...(he vuol dire fare almeno una fattura al mese per 6 mesi continuati?)...o che il 75% del reddito derivi da quel committente. Se così fosse io sono rovinata, percepisco quasi tutto da un unico ing, ma sono REALMENTE una libera professionista, vengo chiamata per dei lavori, faccio i miei giorni e faccio fattura, NON sono alle sue finte dipendenze o altro, sono libera, ma siccome lui ha un buon giro di lavoro vengo chiamata più volte l'anno. Nel mio caso sarei rovinata davvero!!
Chiarina :
anche perchè cari signori... E' TUTTA UNA QUESTIONE DI TASSE E DI CONTRIBUTI IN PIU? DA VERSARE!! possibile che nessuno abbia ancora capito che a questa gente di noi non gliene frega un emerita pippa?? credete davvero che questa riforma sia stata fatta per noi? per un futuro lavorativo più sereno?? NO!!! provate a pensarci.... la maggior parte verrà lasciata a casa o costretta a lavorare in nero e una piccolissima parte porebbe essere assunta, ma a che prezzo?? ora paghiamo le tasse che ci spettano come partite iva (nel mio fortunatissimo caso il 5% grazie alla riforma dei minimi), un domani, se assunti, dovremmo versare ben di più, sia come contributi che come quota irpef (ecc ecc) e lo stesso dovrebbe fare il nostro ipotetico datore di lavoro... doppia tassazione!! altro che pensare al nostro bene!! QUESTI ANCORA UNA VOLTA SI DIMOSTRANO SOLAMENTE INTERESSATI AI NOSTRI SOLDI, A FARCI PAGARE DI PIù E AD ASSICURARSI CHE LE NOSTRE TASSE NON VADANO AD UNA CASSA CHE GRAZIE A DIO FUNZIONA, MA ALL'INPS!!
bonaparte :
concordo con Chiarina. anche io SONO libera professionista anche se collaboro principalmente con una sola azienda. vado e vengo quando voglio e loro mi chiamano al bisogno, come potrei essere inquadrata come dipendente??? e soprattutto che fine farebbero i miei contributi versati finora???
sil :
Il sistema delle partite iva monocommittenza funziona dalla parte del "dipendente" se lo "stipendio" percepito gli consente di guadagnare quanto basta per svolgere una vita decorosa e proporzionalmente al suo contributo lavorativo, mantenendo comunque delle caratteristiche di "indipendenza" come, se si vuole, giusto contrappeso al fatto di non avere delle certezze economiche a lungo termine. Decisamente meno funziona per i "datori di lavoro" i quali non pagano allo stato una valanga di soldi.
Ho scritto o no una buona apologia dell'utopistico mondo della partite iva?! applausi grazie
sonnik :
Ma poi, scusate, io lavoro con un architetto che, a mio avviso, mi paga più che bene, e non ho nessuna intenzione di essere assunta. Assolutamente no! Io sto benissimo così, libera professionista, con la mia partitra iva e con la possibilità di poter fare anche lavori miei. Non vedo xè dovrei essere assunta e perdere la possibilità di fare l'architetto.
Sarò contro il coro, ma chissene frega del contratto a tempo indeterminato!!!
Io sto più che bene così.

Ciao a tutti!!!
eddy :
Qui il disegno di legge definitivo...
www.ivaseipartita.it/2012/03/obbiettivo-raggiunto.html#links
sil :
scusate ma in virtù del nuovo disegno di legge dobbiamo diventare tutti soci o assunti?
sil :
pieamente daccordo con sonnik, così come, se ho dei lavori miei ai quali lavoro solo io di sera e la notte, non vedo perchè associandomi, poi sarei costretta a dividere la torta!
desnip :
per sonnik: la penso esattamente come te. Anch'io lavoro prevalentemente per altri e faccio poi lavori privati (che in questo momento di magra penso siano inferiori al 25% del fatturato). Probabilmente mi assumerebbero pure, ma sono io che NON VOGLIO...
Il problema è che si è tanto parlato (giustamente) dei problemi delle finte p.iva che ora, per risolverlo, si inguaia tutte quelle che finte non sono!
sil :
ma siamo matti? io me ne devo andare all'estero, se trovo lavoro poi gli devo dare anche il preavviso e rischio di perdere l'occasione della fuga?! ma vogliamo SCHERZARE ;-)
Andrea :
il preavviso puoi anche non darlo al massimo ti fanno una trattenuta dal TFR, tanto adesso non lo vedi nemmeno
DR COSTA :
Continuate a preoccuparvi?? Leggete qui da IVA SEI PARTITA:
"attraverso controlli effettuati dall'ispettorato del lavoro, la partita iva che fattura per più di 6 mesi a un committente prevalente (da cui deriva il 75% del suo reddito) e ha una postazione di lavoro fissa presso il datore di lavoro, viene convertita in rapporto di lavoro a tempo indeterminato, salvo che il committente non riesca a provare il contrario".
Insomma se non avete il vostro "ufficio" nello studio dove collaborate siete liberi professionisti e non finte partite IVA.
mea :
@dr costa.....ma qui il problema è un altro.....il fatto è che la maggior parte di noi ha la postazione nello studio e percepisce reddito da monocommittenza...ma non vuole essere assunto per non perdere la possibilità di fare lavori in proprio...nel mio caso è così...io farò due lavori all'anno per conto mi...nulla in confronto a cio che percepisco dallo studio con cui collaboro...ma non vorrei mai...e sottolineo mai.... essere assunta proprio alla luce di quei due lavori che magari poi diventeranno tre o quattro, chi lo sa...ma non voglio certo chiudermi le porte in faccia da sola!
In fin dei conti pagniamo le tasse...cosa vogliono di più!
dar :
sono pienamente d'accordo con mea io sono un avvocato che lavora prevalentemente per lo studio ma cosa, pago tasse e contributi alla mia cassa. ma dico cosa vorrebbero che diventi un dipendente????? a parte che avrei problemi ma io nn posso in futuro precludermi altro questa legge è assurda e lo è ancora di più se, come pare , non hanno escluso gli ordinistici
Alle :
guarda che mi pare che anche come dopendente puoi fare lavori per conto tuo fino a 5000euro
poi se incominciassero a fare dei controlli software come si deve vedi come cambia la storia
mea :
si alle...ma significherebbe chiudere partita iva per poi riaprirla nel momento in cui sfori i 5000€....con relativi costi di riapertura ovviamente, perdita di benefit ecc....non credo ne valga la pena!
DR COSTA :
Avete perfettamente ragione ma per uno che è contento ce ne sono altri nove che vengono sfruttati all'inverosimile.
E' anche vero che un datore di lavoro che ha collaboratori a PIVA è avvantaggiato rispetto a chi ha dipendenti assunti; magari voi siete pagati bene, ma altra gente è pagata una miseria, non hanno ferie e malattie pagate e le donne quando vogliono avere un figlio vengono gentilmente mandate via dallo studio.
Bel mondo del lavoro.
Il lavoro è un diritto e ha delle regole; oggi viviamo in una giungla di contratti e collaborazioni, quindi è bene che il legislatore si occupi di questa situazione.
La cosa assurda è che proprio chi ha un solo committente è quello più svantaggiato, ma come fate a dire che state bene così?????
Magari domani il lavoro diminuisce e vi mandano a casa con un messaggio sul cellulare: "da domani non venire più perchè c'è poco lavoro"; e dopo cosa fate????Lo vedi dovi li metti i tuoi due lavoretti....
Chiarina :
Forse non hai capito caro dr. Costa che se sta riforma passa tu e tutti quelli che ora gioite restate a casa a fare la calza o ben che vi vada dovrete lavorare in nero. Ribadisco: con questa crisi NESSUNO VI POTRA' ASSUMERE e voi siete, scusate se lo dico, dei veri ILLUSI se pensate che i vostri monocommittenti ora vi fanno fare la fame ma da regolari, da domani siano disposti a pagare 3 volte tanto per tenervi come dipendenti!!
dar :
ha ragione chiarina nn vi rendete conto del danno che si verrebbe a creare...prego DIO che non passi questa riforma
DR COSTA :
Infatti ci dovrebbero essere più controlli da parte dell'ispettorato del lavoro come avviene nei cantieri dove se beccano un lavoratore al nero costringono la ditta ad assumerlo e a pagare una sanzione che ti fa passare la voglia di prendere gente al nero.
Comunque di cosa vi lamentate???? Siete manovalanza a basso costo da prendere e mandare a casa a piacimento ecco cosa siete altro che collaboratori siete voi gli illusi, vi riempono la testa dicendovi che così potete fare qualche lavoro per conto vostro, si come no ahahahah bravi; quando avrete un figlio, mutuo, macchina,bollette da pagare voglio vedere se vi basta la paghetta dello studio; quando sarete malati o avrete un figlio voglio vedere se non vi manderanno via.
Chi è l'illuso.
marco :
Si gia ce lo vedo il mio capo che manda a casa i collaboratori, poi passera' le giornate a capire come si accende il pc
abbiate un po di dignita se vi danno da lavorare non e' per carita' cristiana ma perche' voi nello studio servite
dar :
nn capite che le situazioni possono essere differenti da caso a caso.... è assurdo e poi cmq sia anche se per un periodo di tempo lavoro prevalentemente x qualcuno io nn voglio essere un dipendente o il concetto ancora non vi è chiaro?
ivaseipartita :
Si precisa che il contratto come dipendente a tempo indeterminato o determinato, part-time, full time - non impedisce di avere contemporaneamente la P.iva e svolgere la professione come libero professionista. Non c'è incompatibilità tra le due cose (se non per gli avvocati). Piuttosto il problema è la contribuzione perchè tra inps, inps gestione separata e casse private non c'è il passaggio automatico e non oneroso. Se flessiblità deve essere si deve poter scegliere nel corso della propria vita lavorativa di passare da un lavoro da dipendente a uno come libero professionista 8iscritto o no all'ordine) senza vedersi svanire i contributi versati.
ivaseipartita :
In Francia è praticamente inesistente la finta P.Iva, si è solitamente assunti con contratti da tirocinanti (se non si è iscritti agli ordini) o con contratti a tempo determinato e gli studi professionali e le società di ingegneria non hanno sedi "sotti i ponti", ma un sistema molto più efficente e competitivo sui mercati esteri. Riquilibrare il mercato del lavoro vuol dire anche smetterla di questo arraffazoname italiota.
mea :
Quando ho tentato di capire come pensava di risolvere la questione il titolare dello studio con cui collaboro mi ha risposto che se passa la riforma lui chiude lo studio e ne apre uno all'eestero.........fate un po' voi!
francesco :
Cari colleghi, la penso esattamente come tutti voi..Dopo un anno di stage (appena uscito dall'università) l'azienda in questione mi ha offerto un anno ci contratto come consulente (P. Iva per intenderci). Io sono molto soddisfatto del rapporto che si è instaurato: percepisco uno stipendio che al netto è praticamente simile a queLlo di un dipendente (1100 euro), in più non sono assolutamente vicolato ad orari nel senso che quando ho bisogno prendo e me ne vado e saluto tutti (mi capita di fare qualche piccola pratica e sono assistente di un docende all'univesità),basta avvertire e gestirmi per i lavori all'interno dell'azienda. Se non ho necessità o attività esterne da svolgere, anche per correttezza e onesta professionale vado in ufficio e ci rimango 8 ore anche se magari finisco il lavoro prima o se ci sono periodi di magra in cui ci sono pochi lavori. Daltro canto, quando ci sono necessità, rimando anche più di 8 ore e finisco di svolgere i miei lavori. Diciamo che alla fine dei conti tra le ore che mi "prendo" e quelle che rimango in più (ovviamente non pagate) ci vado pari, anzi forse ci guadagno pure, senza contare che in momenti di stallo anche se presente in ufficio svolgo i miei lavoretti, stampo con i loro plotter ect...
In ufficio sono tutti contenti di me...ma non so se con questa riforma e con la carenza di lavoro che c'è, questa collaborazione continuerà al termine del contratto..a perderci sarei anche io perche oltre ad un fisso mensile saro anche costretto a tagliare dai guadagni le spese dei miei lavoretti con i quali di certo non potro sostentarmi.
Io credo che il discorso delle finte P.Iva vada bene per quei lavoratori autonomi realmente "dipendenti" tipo maestre d'asilo nido, disegnatori e quant'altro...ma per i professionisti...bha...quanta gente resterà a casa...
m. :
Tu hai perfettamente ragione, ma il problema è che questo non porterà ad assumere, ma a mandar via i collaboratori, perlomeno quelli degli studi professionali (forse nelle aziende grandine sarà diverso). Oppure si troveranno altri exmotage come lavoro nero, fatture adebbitate al cliente dello studio invece che al professionista titolare dello studio.
Fatta la legge trovato l'inganno... per non parlare della gente che sarà mandata a casa.

La situazione non va bene così, ma tutta questa drasticità la peggiorerà, i consulenti non vanno eliminati, vanno regolamentate, in maniera che chi sceglie o è obbligato a rimanere consulente, abbia più tutele.

L'art. 4 della costituzione dice che il lavoro è un diritto, ma anche un dovere, e ognuno lo deve svolgere in base alle proprie possibilità, scelte, esigenze ecc... per cui se voglio rimanere consulente è mio diritto.

Ma ovviamente le aziende non se ne devono approfittare, la situazione va regolamentata.

Oltre tutto in questo momento di crisi se sono obbligati ad assumere i consulenti, manderanno via altra gente, magari dipendenti di 58/60 anni che prima gli mancavano 2 anni alla pensione o gliene mancano 4 / 5 /6 o 7 ...e quelli che si mangiano per i prossimi anni.

Io preferisco che queste persone conservino il posto di lavoro (visto che la legge l'ha obbligati a restare), e io che son giovane faccio il consulente, poi magari tra 4 o 5 anni quando questi andranno in pensione davvero, magari verrò assunta...

ma intanto per un pò di anni abbiamo lavorato entrambi!!!

Ragazzi tanti ne escono - tanti ne entrano, con l'abolizione dell'articolo 18, sarà troppo facile mandar via la gente, per cui tanta gente tra i 50 e i 67 verrà mandata a spasso, qualche consulente assunto...ma comunque con meno garanzie di quelle che c'erano con la legge precedente.


Per cui io dico che sarebbe giusto regolamentare la consulenza non abolirla.
Perché se a me sta bene e ci guadagno io e l'azienda anche ben venga... bisogna creare lavoro non eliminarlo definitivamente.

E poi gli schiavi negli studi professionali non verranno assunti... per cui bisogna perlomeno far si che vengano pagati meglio, e tutelati.

m. :
costa tu hai pienamente ragione, lo so anche io che non ho maternità, malattia ecc... per questo bisogna chiedere più tutele e regolamentare...
gli studi non vi assumeranno...le aziende forse si, ma gli studi no.

Per cui va valutato caso per caso, e stabilito delle parcelle minime per le consulenze più alte.

e degli ammortizzatori per i periodi d'inattività, degli indennizzi per la malattia...l'assicurazione professionale dovrebbe assere a carico dei datori di lavoro.

L'indeterminato in alcuni casi è un utopia, e con la modifica dell'articolo 18 se al tuo datore di lavoro cala il fatturato (cosa che in questo periodo è facile che accada) ti manda a casa comunque...certo hai un pò di cassa integrazione, ma che ci fai... tamponi per un pò... poi che fai riapri partita IVA?...perchè se le aziende devono assumerti per forza a tempo indeterminato... è difficile che lo facciano con facilità!!!!

ragazzi si parla tanto di flessibilità, e invece c'è precarietà...ma tra un pò non ci resterà neanche quella.

Ricordate tanti ne escono tanti ne entrano.!
sarò pessimista, ma penso che se passa le cose andranno così!!!

M.
mea :
purtroppo m. non è del tutto vero.....non puoi nemmeno fatturare al cliente in quanto persona riconducibile al tuo "datore di lavoro" in teoria il titolare dello studio dovrebbe passarti in toto il cliente....il che significa fare il progetto, firmarlo e fatturare....ma quale titolare di studio vuoi che ti molli un cliente così...giusto per fare?
m. :
peggio ancora! allora lavoro nero e disoccupazione!
... :
Io l'ispettorato del lavoro lo manderei negli studi, nelle società...ma non per obbligare ad assumere i consulenti, ma per garantire loro dei diritti, una giusta retribuzione flessibilità d'orario...
per controllare che non ci sia lavoro nero, e che si fatturi tutto!

Bisogna distogliere professionisti e società dall'abusare dei consulenti...
mea :
quoto con .... controllo per i diritti dei liberi professionisti, niente obbligo di assunzione!
m... :
si controlli regole ferree e multe!!! no allo sfruttamento!
L'obbligo non funziona!!!
bonaparte :
Dr.costa il lavoro da 'impiegati' ora é una vera fregatura! Una collega lavora presso una coop di progettazione regolarmente assunta, contratto annuale, 40 ore per 670 euro mensili... Sai che bello! E se si sposa secondo te le rinnovano il contratto? Anche in uno studio per cui collaboro io mi han detto che se passa la legge, si cambieranno i conslenti ogni 5 mesi, sai che bello! Evi la guerra dei prezzi, e così lavoreremo gratis a vita!
sil :
sinceramente credo che dipenda anche molto dal lavoro che uno fa e dalle mansioni che uno svolge, io dubito che negli studi che trattano alcuni "temi"sia facile spedire via uno e trovarne un altro, visto che ci volgiono 6 mesi prima che cominci a cairci qualcosa.. ovvio che noi siamo un paese di architetti, we are all architects era anche lo slogan di una vecchia biennale di 10 anni fa, e quindi la cosa è ben diversa per chi lavora nella miriade di studi che si occupano delle cucce dei cani ( ed è chiaro che la sottile ironia va al titolare, noi ai suoi poveri servi neh). In questo caso è davvero possibile fare, fuori uno avanti un altro ed è ben per questo che io, per tutti questi coleghi spero arditamente che la riforma non passi...
Kia :
scusate, esco un attimo dal tema...ma volevo sottolineare che ancora qualcuno tira fuori 'sta storia del tetto dei 5mila euro per le collaborazioni occasionali.Noi NON le possiamo fare in quanto iscritti ad un ordine professionale!idem per l'avvocato che ha scritto qualche post + sopra.
dar :
kia nn ho capito spiegati meglio...quindi questa eventuale legge dovrebbe escludere gli iscritti all'ordine?
mea :
No, io credo che Kia voglia dire che se noi chiudiamo partita iva pensando di poter comunque fare dei lavoretti nostri finchè non sforiamo il tetto dei 5000 in realtà non è ver proprio a fronte dell'iscrizione all'ordine.......insomma qui mi sembra o bianco o nero....niente fuxia purtroppo!
DR COSTA :
Il vero problema è che in Italia non c'è lavoro, a parte qualche settore poi è miseria nera, ci sono parti del paese che sono già fallite.
Secondo voi come mai gli stipendi da noi sono così bassi???? Perchè il lavoro non c'è è una corsa al massacro a chi fa il ribasso più alto.
Ci devono essere più controlli, io l'ho sempre detto nei post un conto è avere 40 collaboratori schiavi ed un conto e avere 5 persone pagate regolarmente ed assunte che ti costano come 40.
Quanti concorsi farà quello studio?????? Questa è CONCORRENZA SLEALE, voglio vedere le nostre ARCHISTAR a fare decine di concorsi l'anno con 5 persone.
Voglio vedere le società di ingegneria se farebbero il 70 % di ribasso nelle gare di appalto per i servizi di progettazione dovendo pagare dignitosamente i loro dipendenti.
Ci sarebbe una ridistribuzione generale dei compensi perchè il lavoro che viene fatto ad oggi da collaboratori a PIVA e stagisti non lo potrebbero più fare e quei lavori li farebbero altri studi.
Vuoi avere 100 collaboratori???? bene li paghi 22400 € l'anno ciascuno e quanto fa il conto???? 2.240.000,00 € voglio vedere che ribassi farebbero questi studi o quante persone assumerebbero.
Bravi fare 20 concorsi l'anno con manovalanza gratuita!!!!!!!!!!!
Potrebbero emergere tanti piccoli studi associati che adesso non ce la fanno a vincere niente perchè non riescono a fare i ribassi mostruosi dei grandi studi o a partecipare a concorsi.
Paradossalmente ci sarebbe più lavoro.
gg :
DR COSTA
A quei concorsi la maggioranza non partecipa perché non sono invitati oppure perché non hanno fatturato e struttura per poter partecipare. E la struttura non sono 40 neolaureati sottopagati, ma persone capaci, con esperienza e ben pagate. Merce rara purtroppo.
Se l'obbiettivo di questa riforma è creare più lavoro, andrebbe semplificato il sistema per assumere (e licenziare) le persone, con avviene in Nord Europa. Non complicarlo con inutili regolette che verranno aggirate il giorno dopo. Ho il sospetto che questa riforma non risolverà il problema, favorendo invece licenziamenti o lavoro in nero.
Simo :
Salve, io ho una situazione differente e vorrei capire meglio cosa mi aspetti! Ho la partita IVA al 5% e lavoro come consulente assicurativo presso una sola azienda e per quanto ne sappia, anche volendo, non ho la possibilità di lavorare per altre aziende.
Lavoro da due anni ma da quattro mesi come responsabile mi hanno fatto aprire la p.i. .
Questo vuol dire che passati sei mesi o mi assumono o potrebbero lasciarmi a casa?
Grazie per l' eventuali risposte!
kia :
x dar:
volevo dire quello che ha espresso in modo migliore Mea.
DR COSTA :
X gg: ahahahah la struttura sono proprio quelle decine di persone che stanno li in ufficio tutto il giorno a disegnare e a fare plastici e rendering, a montare tavole di concorso, a modificare gli esecutivi la domenica pomeriggio ecc.
Capacità, esperienza ecc. quelle servono in tutti i lavori ma se permetti chi ha collaboratori sottopagati che chiama il venerdi sera dicendogli di restare al lavoro anche il fine settimana, tanto a lui non gli costa niente, per consegnare lunedi mattina, è leggermente avvantaggiato rispetto ad uno studio associato dove ci sono solo i soci a lavorare e non 10-15 studenti,stagisti,collaboratori non pagati o pagati con un tozzo di pane ed una pacca sulla spalla.
Lascia stare il fatturato e la situazione allucinante dei concorsi in Italia, dove ad un concorso per una pizza ci partecipano in 400; roba da matti questo vuol dire che non si fanno abbastanza concorsi ma si va sempre ad incarico diretto.
m... :
TU HAI PIENAMENTE RAGIONE... ma gli studi grandi assumeranno 5 dei loro 30 consulenti, gli studi piccoli nessuno, o forse prenderanno un architetto "associato", dandogli una percentuale minima sui lavori...o andranno avanti a stagisti, neolaureati ecc... oppure faranno da soli, o più probabilmente con qualche collaboratore in nero!

E le società che i consulenti li pagano bene, e hanno davvero libertà d'orario, ne assumeranno una minima percentuale, e gli altri fuori...cambieranno consulenti ogni 6 mesi.

Io faccio parte di questa ultima categoria, pagata bene, libertà d'orario ecc... 95% del mio fatturato è per questa società, perchè devo rinunciare al mio contratto di consulenza, probabilmente per restare a casa...

Se sono un libero professionista, sarò anche libera di scegliere per chi lavorare e in quale percentuale del mio tempo.

Conosco bene la situazione degli studi, prima stavo a collaborazione occasionale da un arch. 800 Euro al mese, fino ad arrivare a 5000 Euro dopo di che avrei dovuto aprirmi la partita iva, non poteva e non voleva assumere.

Sono scappata prima e ho aperto Partita IVA per una situazione molto molto più conveniente!

A me non spaventa la precarietà della partita IVA, perchè comunque sei sei fortunato e in gamba, riesci a conservarti la tua consulenza anche per lungo tempo. Mi spaventa di più rimanere a casa, perchè non posso avere incarichi più lunghi di 6 mesi.
Mi spaventa di più dover star li a cercare e cercare...altre consulenze per differenziare il mio fatturato, quando io al momento sto bene così!

é un periodo di magra, non potete pensare che assumeranno ... purtroppo non sarà così sopratutto negli studi!

Poi sinceramente col discorso del ricongiungimento oneroso dei contributi, non mi va di perdere i soldi dati all'inarcassa o dover pagare per ricongiungerli con l'IMPS nel caso di assunzione.

non è giusto!

questa è la vera sola...il ricongiungimento dovrebbe essere gratuito!

perchè magari se il mercato si riprende e tra 4 o 5 anni la mia società accetta di assumermi, (cosa che non può fare ora, causa calo del fatturato), devo pagare un sacco di soldi per ricongiunge con l'imps.

La consulenza va regolamentata, non eliminata!
M.
gg :
la ricongiunzione è e sarà sempre onerosa.
A chi è architetto, e può iscriversi Inarcassa, NON conviene avere versamenti INPS.
Dal punto di vista dell'architetto i contributi sono soldi che comunque sono usciti, ma dal punto di vista dell'Ente sono soldi pagati ad altri. Per la ricongiunzione ti chiederanno sempre altri soldi, tanti quanti servono per pagarti quello scatto di pensione per i successivi 20 anni.
Ci conviene?
Ily :
Il problema è che io rischierei di trovarmi a spasso: se il mio capo mi assumesse dovrebbe spendere un capitale (tutto in tasse, ovviamente), quindi, visto che sta per andare in pensione (ma vuol continuare a lavorare) semplicemente potrebbe decidere di chiudere bottega, e io, forte di un bel contratto a t.i. mi troverei comunque in mezzo alla strada, e lo stato si ciuccerebbe un sacco di tasse e non avrei comunque diritto alla cassa integrazione.
Poi avrei la prospettiva di essere "assunta" IN NERO da qualcun altro, o di essere cacciata via dopo 6 mesi, e di dover evadere le tasse per forza (se l'unico modo di lavorare fosse essere pagata in nero), e a condizioni sicuramente molto peggiori...
Il mio capo è un galantuomo, mi trovo molto bene con lui e voglio restare come ora.
Anche perchè l'anno prossimo passo al regime del 5% e quindi vinco io!!!
Questa rischia di essere un'ulteriore precarizzazione per tutti noi...
Facessero una bella semplificazione fiscale, senza obbligarci a spendere uno stipendio di commercialista, piuttosto...
dar :
ragazzi speriamo che non passa sta riforma
gg :
x DR COSTA (hai un problema col tasto delle maiuscole?)
Sono d'accordo con te che chi può usufruire di manovalanza sottopagata può avere un piccolo vantaggio. Però devi tener conto che si tratta spesso di personale poco qualificato, che non ti dà la qualità (e la produttività) che ti può garantire chi viene pagato bene perché lavora bene. Forse ci sono due scuole di pensiero, e io appartengo a quella che preferisce persone capaci e cerca di coinvolgerle nella struttura, per un periodo più lungo possibile.
Non so se conosci il meccanismo delle gare, e cosa intendo per struttura e fatturato. Si tratta di quelle informazioni destinate alla commissione che stabilisce l'affidamento dell'incarico in cui descrivi le reali capacità organizzative ed economiche dello studio di affrontare un progetto di una determinata complessità. La struttura non te la fai come di tu, con 40 neolaureati a nero.
DR COSTA :
No infatti la struttura non la fai con gli stagisti al nero ma il 90 % degli studi di architettura di un certo livello che competono a livello internazionale ha gente sottopagata che ogni 6 mesi manda via.
Vuoi qualche nome????? Evitiamo perchè altrimenti cancellano il post.
Per il resto ci sono studi , anche di provincia, che hanno un solo titolare e qualche collaboratore a PIVA che vincono tranquillamente gare di progettazione di opere pubbliche di milioni di euro come parcheggi, opere di urbanizzazione ecc.
Magari l'aereoporto non lo progetterai, ma ti assicuro che tutto il resto si.
Per quanto riguarda l'estero nella maggior parte dei concorsi di architettura, dove premesso che devi essere bravo, ci mancherebbe, di quanto fatturi o quanti PC hai, giustamente, non gliene frega niente perchè loro vogliono l'IDEA ed il PROGETTO, cosa che in Italia è l'ultima cosa che interessa.
RAFFAELE :
www.awn.it/AWN/Engine/RAServePG.php/P/195571AWN0300/M/31901AWN0306

LEGGETE QUEST'ARTICOLO...si è mosso addirittura il Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori.....COMINCIANO AD AVER PAURA
dar :
io sono un avvocato e sono pienamente d'accordo con loro, ognuno la pensa come la vuole ma la realtà professionale degli iscritti ad un albo è diversa(con ciò non voglio dire che con comprendo le ragioni dei lavoratori autonomi nn iscritti ad un ordine) In ogni caso ammiro la loro unione a differenza di noi avvocati precisando però che secondo me ancora è presto per dire se gli iscritti siano veramente inclusi i questa proposta di legge
DR COSTA :
Dal post di Raffaele : "La struttura media degli Studi di architettura italiani - spiega la lettera - è assai piccola (tra due e quattro addetti) e si basa sulla cooperazione tra titolari e collaboratori, in un ambito di "bottega".
Questa è la ricetta per superare la crisi LA BOTTEGA ???????????????
Ma come fa la Bottega a competere con studi esteri con decine di persone???????
Semplice in BOTTEGA tiene due tre persone pagate bene o assunte e poi nel RETRO BOTTEGA mette decine di architetti ed ingegneri a disegnare pagandoli una miseria.
Complimenti, se te studio non hai soldi per pagare i tuoi collaboratori, non li devi nemmeno avere in ufficio ed i lavori che non riesci a fare perchè ti servono 10 cervelli pensanti e non scimmie, li faranno altri studi, altro che aumento della disoccupazione ci sarebbe più lavoro per tutti.
dar :
ognuno è libero di pensarla come vuole..ma soprattutto OGNUNO deve essere libero di scegliere se essere considerato un lavoratore dipendente con tutti i diriTti che ne derivano OPPURE NOOOO
DR COSTA :
Io direi che la scelta diventerebbe per la quasi totalità un ricatto: vuoi lavorare allora rimani a PIVA altrimenti te ne vai.

Questa è la scelta che si troverebbero a fare la maggior parte delle persone che lavorano negli studi di progettazione.
dar :
allora siamo tutti d'accordo su questo punto!
m. :
Sono d'accordo ma l'altra scelta che ti proporranno se passa la riforma invariata è: vuoi lavorare? allora in nero (nascosto nel retro bottega), oppure a ritenuta d'acconto fino a 5000 Euro il resto in nero, altrimenti a casa.
Perlomeno in molti casi, sopratutto negli studi piccoli...

siate realisti, bisogna chiedere tutele per i lavoratori "psudo - autonomi", non essere così rigidi obbligando all'assunzione.

Poi ve ne dico un altra, secondo me il governo ritoccherà tutta la riforma, rendendola meno rigida, tranne l'articolo 18.

è quello che gli interessa...dare via libera alle aziende per licenziare...non obbligarle ad assumere, perchè ora non se lo possono permettere, è tutta una manovra politica (o tecnica se preferite)!

Poi con l'agevolazione delle partite IVA al 5%, la persona licenziata si apre la partita IVA e continua a fare il consulente, almeno per 5 anni (magari anche per la stessa azienda)...ricordate che le agevolazioni sono per i lavori sotto i 35 anni, ma anche per quelli che hanno perso il posto di lavoro e sono cassaintegrati.

è tutta scena, così è troppo rigida!!!
non puoi liberalizzare i licenziamenti e poi pretendere che assumano a tempo indeterminato!!!

Kia :
x m.
Ricordo che per stare in ritenuta d'acconto bisogna annullare l'iscrizione all'ordine perchè il lavoro occasionale non è compatibile con iscrizione all'albo.
Chiarina :
DR COSTA... ma in che razza di paese vivi?? Nel paese del balocchi?? La realtà è questa e io sinceramente non mi posso prermettere di sognare un mondo incantato in cui saremo tutti assunti e felici. Io ad esempio sono riuscita ad avere un lavoro che mi permettere di vivere dignitosamente e di lavorare anche per conto mio perchè dovrei rinunciarci?Non ti sta bene la tua vita professionale attuale? Invece di lagnarti e di sognare un mondo impossibile METTITI A FARE IL LIBERO PROFESSIONISTA DAVVERO O ABBI IL CORAGGIO DI DIVENTARE DIPENDENTE IN UNA DITTA!! troppo facile voler sia l'uovo che la gallina! troppo facile cambiare il mondo a discapito di migliaia di giovani che ora un lavoro ce l'hanno!! non è questa la via per migliorare la nostra condizione. Poi scusate.. mettiamo caso che un professionista riesca ad ottenere un incarico per un committente, lavoro che dura più di sei mesi, committenza unica nell'anno perchè disgraziatamente il professionista non riesce a trovare altri incarichi... MONOCOMMITTENZA, DURATA SUPERIORE AI SEI MESI... il committente è costretto ad assumenti?!?! QUI DIAMO I NUMERI...
m... :
a ok! allora eliminiamo anche questa possibilità!
DR COSTA :
X CHIARINA:
Premesso che ormai è dal 2008 che ho lo studio per conto mio, aperto a 30 anni perchè dove lavoravo mi pagavano una miseria, quindi non mi devi dire cosa devo fare e soprattutto quali sacrifici vanno affrontati, questa riforma per gli studi piccoli come il mio dove si lavora alla pari 50 e 50 è semplicemente perfetta.
Primo ogni lavoratore deve avere la sua dignità e quindi lo devi pagare a dovere e non a PIVA 1000 € al mese senza ferie e malattie ecc; secondo se gli studi più grandi, di cui io sono un diretto concorrente, dovranno assumere e soprattutto se non ce la fanno, dovranno mandare via gente , quindi per me è tutto lavoro che ritorna sul mercato perchè se prima avevi dieci persone al lavoro ora te ne puoi permettere 2 e non potrai fare 50 progetti all'anno ne farai di meno e allora lo vedi come si ridistribuiranno i lavori.
SIETE VOI I CARNEFICI DI VOI STESSI, ma lo dico perchè ci sono passato anche io ed ora che sono più di 4 anni che lavoro da vero libero professionista, sinceramente perdere preventivi con gente che fa ribassi del 70 % perchè ha architetti ed ingegneri pagati una miseria, mi scoccia.
Non è il vostro caso???? Sono contento per voi ma io, e credo molti altri studi in Italia, non posso competere con chi non paga le persone perchè è impossibile.
CHI HA DEGLI SCHIAVI che non deve pagare farà sempre ribassi più alti dei miei.
Quindi ben venga questa riforma, ben vengano i controlli dell'ispettorato del lavoro e magari i grandi studi, anche di provincia, si ritrovino incasinati con i lavori, questo si chiama LIBERO MERCATO, anche io voglio giocare alla pari e che vinca il migliore.
DR COSTA :
Possibile che guardiate solo al vostro orticello, possibile che non capiate che essere pagati dignitosamente è un diritto scritto nella Costituzione.
Per un collaboratore pagato bene ce ne sono 100 pagati una miseria 400-500- 1000 euro lordi al mese per lavorare dalla mattina alla sera senza ferie e malattie.
Possibile che vogliate continuare ad alimentare queste rendite di posizione che non sono altro che i grandi studi con 10-20 40 architetti che fanno ribassi spaventosi per qualsiasi lavoro.
Io lavoro in ambito provinciale, ma è esattamente la stessa cosa; ci sono studi con 10-15 collaboratori a PIVA pagati pochissimo che fanno concorrenza sleale a quanti veramente vogliono competere in un libero mercato.
m... :
Sono pienamente d'accordo con te, ma penso anche che tutti quei ragazzi che verranno mandati via dagli studi grandi finiranno a spasso, qualcuno aprirà lo studio come hai fatto tu; altri continueranno a lavorare in nero per gli stessi studi dove stavano prima o per altri.
Qualcuno verrà a chiedere lavoro nel tuo studio, ma difficilmente potrai assumere dipendenti (anche se la mole di lavoro aumenta), quindi solo qualche consulente a 6 mesi.
Anche io lavoravo per pochi soldi negli studi, e non mi sarei mai aperta partita iva per 1000 Euro, lavoravo e intanto cercavo altro...ho trovato questa società, per la quale valeva la pena aprire partita IVA e l'ho fatto ben volentieri; e quando capita mi faccio anche qualche lavoretto extra.

Tu hai ragione, ma mi sembra che anche tu guardi più che altro il tuo orticello; non considerando i tanti ragazzi che rimarranno senza lavoro e che difficilmente potranno aprirsi uno studio...e comunque se lo faranno, sarà altra concorrenza per gli studi come il tuo!

I consulenti, diverranno altri studi di liberi professionisti, disoccupati o lavoratori in nero...

Ogni cosa ha i suoi pro e contro, io ti ammiro per la tua decisione di aprirti uno studio, e di lavorare come si deve (50 e 50)

ma resto dell'idea che la consulenza va regolamentata, NON ELIMINATA...!!! e l'ispettorato dovrebbe vigilare sullo sfruttamento di questi ragazzi, e stabilire tariffe minime per la consulenza!

è utopia pensare che con questa legge il mercato si riprenda...
i vari ragazzi rimasti senza lavoro, si metteranno fare lavoretti di ogni sorta, ribassando al massimo le tariffe...come gli ACE a 35 Euro di groupon, questo ti sembra libero mercato??? questa è miseria!

Siamo troppi ragazzi, per cui eliminare la consulenza vuol dire aumentare la disoccupazione!


Chiarina :
Grande m... ora si capisce chi guarda solo il suo orticello... DR COSTA!! lui parla solo perchè la cosa non lo tocca, o meglio... lo tocca in positivo!! ora si è svelato l'arcano!! Non gliene frega nulla che migliaia a di giovani ragazzi resteranno disoccupati, gliene frega solo di avere più lavoro per il suo studio!! ti do una notizia... C'è ANCHE CHI LAVORA A PARTITA IVA E NON è UNO SCHIAVO!! C'è CHI HA COLLABORATORI FISSI MA NON FA RIBASSI PERCHE' AI SUOI COLLABORATORI CI TIENE!! C'è CHI HA FERIE E MALATTIA PAGATE!! cmq basta, mi sono stufata di parlare con chi pensa solo a se. PS- bada bene che io non mi firmo con le maiuscole perchè non ho manie di protagonismo.
dar :
pienamente d'accordo con m e chiarina!!!!
dar :
“Articolo 69-bis.
(Altre prestazioni lavorative rese in regime di lavoro autonomo)
1. Le prestazioni lavorative rese da persona titolare di posizione fiscale ai fini dell’imposta sul valore aggiunto sono considerate, salvo che sia fornita prova contraria da parte del committente, rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, qualora ricorrano almeno due dei seguenti presupposti:
che la collaborazione abbia una durata complessivamente superiore ad almeno sei mesi nell’arco dell’anno solare;
che il corrispettivo derivante da tale collaborazione, anche se fatturato a più soggetti riconducibili al medesimo centro d’imputazione di interessi, costituisca più del settantacinque per cento dei corrispettivi complessivamente percepiti dal collaboratore nell’arco dello stesso anno solare;
che il collaboratore disponga di una postazione di lavoro presso una delle sedi del committente.

2. La presunzione di cui al comma 1, che determina l’integrale applicazione della disciplina del presente Capo, ivi compresa la disposizione dell’articolo 69, comma 1, trova applicazione con riferimento ai rapporti instaurati successivamente all’entrata in vigore della presente disposizione. Per i rapporti in corso a tale data, al fine di consentire gli opportuni adeguamenti, le predette disposizioni si applicano decorsi dodici mesi dall’entrata in vigore della presente legge.
3. Quando la prestazione lavorativa di cui al comma 1 si configura come collaborazione coordinata e continuativa, gli oneri contributivi derivanti dall’obbligo di iscrizione alla gestione separata dell’Inps in forza dell’articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, sono a carico per due terzi del committente e per un terzo del collaboratore, il quale, nel caso in cui la legge gli imponga l’assolvimento dei relativi obblighi di pagamento, avrà il relativo diritto di rivalsa nei confronti del committente.”.
4. La disposizione di cui alla prima parte del primo periodo del comma 3 dell’articolo 61 del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, si interpreta nel senso che l’esclusione dal campo di applicazione del Capo I del Titolo VII del medesimo decreto riguarda le sole collaborazioni coordinate e continuative il cui contenuto concreto sia riconducibile alle attività professionali intellettuali per l’esercizio delle quali è necessaria l’iscrizione in appositi albi professionali. In caso contrario, l’iscrizione del collaboratore ad albi professionali non è circostanza idonea di per sé a determinare l’esclusione dal campo di applicazione del presente Capo.

questo è il capo del disegno di legge, mi pare di capire che non si applica la presunzione se è riconducibile ad un'attività professionale per il cui esercizio è richiesta l'iscrizione ad albo professionale.In poche parole se l'iscritto ad un albo presta il suo lavoro come attività riconducibile alla sua professione è escluso da questa stretta sulle partite iva in caso contrario l'iscrizione ad un albo non è elemento idoneo alla esclusione dal campo di applicazione, Come intendete voi?

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