calcare : [post n° 342046]

Iscriversi in ritardo

Ciao a tutti scrivo questo post per chiedere informazioni,opinioni e consigli a voi che siete pratici del settore.Premetto che cercherò di essere il più sintetico possibile onde evitare poemi che nessuno gradisce.
Sono un ragazzo di 22 anni finalmente deciso ad iscriversi ad un corso di laurea quinquennale in architettura,non avendolo potuto fare in precedenza per un serie di problemi e limitazioni che non sto qua a scrivere.Per negligenza e avendo altro a cui pensare,il bel giorno che vado fiducioso e contento sul sito per iscrivermi al test scopro che quest'anno sono stati anticipati e che il termine utile per l'iscrizione fosse scaduto solamente da 2 giorni prima.Colpa mia avrei dovuto informarmi e muovermi molto prima ma ormai la frittata è stata fatta.Dovrò fare il test ad Aprile dell'anno prossimo per poi iniziare ad Ottobre alla "veneranda" età di 23 anni. E qui arrivo al punto centrale per cui chiedo a voi:

1) Mi ritroverei con il pezzo di carta in mano(scusate la brutalità) a 29-30 anni.Quanto può influire a livello lavorativo e curriculare questo bel ritardo considerando già la grave crisi del settore?

2)A vostro avviso è possibile coniugare lo studio nel frattempo avere un lavoro part time?Qualcuno di voi l'ha fatto?So che alcune lezioni sono con obbligo di frequenza.Ciò non mi spaventa vorrei solo sapere qualche vostra esperienza.

3)Considerando che dovrei aspettare un'altro anno e passa nel frattempo cosa potrebbe tornarmi utile ai fini universitari e non.Mi spiego meglio ,ero intenzionato ad iscrivermi ad ingegneria edile per poi fare il cambio di studi ma tale iniziativa mi è stata fortemente sconsigliata in quanto mi verrebbe riconosciuto un solo esame.Studiare alle serali o da privatisti ad un I.T.G?Corsi di formazione di qualunque tipo?(mi scuso anticipatamente se dovessi aver detto baggianate ma non so proprio che pesci pigliare)

Grazie
Luca :
Ciao ti rispondo da Architetto Iunior abilitato e iscritto all'albo.
Io ho iniziato l'università a 25 anni e ho deciso di fermarmi alla triennale per vari motivi che non ti sto ad elencare.

1) non ti preoccupare dell'età. 23 anni non è tardi: se il lavoro non c'è non c'è neanche per chi si laurea a 30 anni.

2) se ancora non ti sei iscritto ti invito a pensarci molto bene: la facoltà di architettura da pochissimi sbocchi lavorativi e siamo veramente tantissimi a dividerci una fetta di mercato che è diventata ridicola. L'architetto (triennale o quinquennale non fa alcuna differenza) per sbarcare il lunario oggi deve sudare le sette camicie e la maggior parte neanche ci riesce;

3) la facoltà è impegnativa perchè richiede di passare tante ore in laboratorio quindi non so quanto può essere compatibile con un lavoro a meno che si tratti di un lavoro serale. Tuttavia, nonostante la difficoltà, è una facoltà fattibile sotto tutti i punti di vista.

4) Il corso di laurea non impara quasi niente se non a progettare cose che nella realtà non progetterai mai (fantomatiche sale lettura, teatri, centri congressi, musei e sale mostra). Il corso di laurea non ti prepara alla professione pratica ma solo a quella teorica che oggi non esiste. La maggior parte dei corsi di laurea in architettura non insegnano cos'è una DIA, una SCIA, una Certificazione Energetica, la normativa antisismica, la sicurezza nei cantieri e tutte queste cose pratiche.

5) ti sconsiglio di farla ma ti consiglio anche di seguire i tuoi interessi e se il tuo interesse è veramente l'architettura (perchè ti appassiona) allora fallo e non te ne pentirai ma non di certo perchè sarà economicamente appagante (te lo auguro, magari fra qualche anno sarà cambiato qualcosa).

In bocca al lupo.
Tata72 :
Io mi sono iscritta tardi perchè ho lasciato Lingue e letterature straniere per "seguire le mie ispirazioni" e mi sono laureata altrettanto tardi perchè ho deciso di lavorare mentre studiavo. Per questo non posso che sconsigliarti vivamente di iscriverti ad Architettura, soprattutto quinquennale.
L'età conta molto, difficilmente sopra i 30 troverai qualcosa di buono, sopra i 35 poi non trovi più neanche lavoro.
Secondo me dovresti prenderti un diploma di geometra: impegni meno tempo e meno denaro e alla fine, oltre a fare tutto quello che fa un architetto, sarai anche preso più sul serio.
Luca :
Concordo pienamente con tata72.
Arch&Cons :
Soprattutto, se prima dei 30 anni raggiungerai un buon grado di autonomia e consapevolezza nel seguire determinati incarichi, nessuno ti vorrà più. E dovrai arrangiarti da solo, tra il deserto dei clienti che non sai come reperire e l'invidia dei colleghi che appena vedono che hai qualcosa in più, tendono a proteggersi.
molly :
Questo si chiama DESTINO!!!!
Si perchè, a meno che tu non abbia una certa passione per l'architettura, ti consiglio di lasciare perdere.
Quoto Luca, tutto quello che ha detto è purtroppo la triste verità e realtà delle facoltà italiane che non ti preparano alla professione.
Il lavoro è praticamente inesistente a meno che tu non sia davvero bravo bravo è riesca a distinguerti con concorsi di architettura e cose simili.
Io al tuo posto mi butterei sulle professioni sanitarie, tipo infermiere o cose simili.
Scomettiamo che trovi lavoro prima di noi????fidati
Paolo :
Non credo che alla fine il ragazzo seguirà i consigli di nessuno. Possiamo, saggiamente, tutti noi che siamo nell'inferno di questa professione, consigliare di non iscriversi ad Architettura, ma la decisione prescinderà secondo me da tutte le nostre esperienze che gli raccontiamo in un blog.
Anche a molti di noi che si iscrissero a questa facoltà, vennero allora sconsigliati da altri architetti, ma alla fine siamo qua a parlare di Pos obbligatorio, Inarcassa e clienti che non arrivano. Potrei saggiamente consigliare come Molly di intraprendere professioni sanitarie, ma il ragazzo sceglierà da solo e sarà artefice del proprio destino. Pensaci molto, ma molto bene e, in bocca al lupo.
Luca :
Io mi ero anche iscritto a una seconda laurea in professioni sanitarie 1 anno fa ma poi ho mollato perchè non ce l'ho fatta a ricominciare da capo. Questo dice tutto di quanto sia mal-messa questa professione.
Ora mi sono iscritto all'Ordine, cerco per quanto possibile di aggiornarmi e di cercare qualche cliente. Sto iniziando adesso e, se non fosse per altri lavori, non potrei vivere di architettura. :(
ArchiFra :
lascia perdere.
la crisi è spaventosa e laurearti a 30 anni, andando fuori corso come inevitabile se lavori anche solo part time, implica buttare via anni e anni della tua vita.
io ho 34 anni, mi sono laureata a 24 in corso perfetto (studiavo e basta, stavo tutti i giorni in facoltà dalle 9 alle 18 seguendo sempre tutti i corsi), ho iniziato subito a lavorare, poi a 30 anni ho avuto un figlio in concomitanza con la crisi, la mia azienda mi ha dato un bel calcio in culo (e notare che di maternità ho fatto 15 giorni invece che 5 mesi obbligatori più 6 facoltativi, lavorando fino alla settimana prima del parto nonostante avessi una gravidanza a rischio e infatti mio figlio è nato premturo di un mese e mezzo), non ho più trovato lavoro perchè troppo vecchia (sopra i 28 anni non si possono fare stage e apprendistati), troppo qualificata, con un figlio di troppo.
ho cercato lavoro in ogni ambito, nella nostra professione non cercano nessuno o meglio cercano solo neolaureati giovani da non pagare che facciano le fotocopie e i galoppini, negli altri settori sono troppo vecchia.
adesso sto finendo un corso di massaggio per tentare la strada in quella direzione: mi fa schifo ma bisogna mangiare.
se hai una passione molto forte e hai la certezza di cosa voglia dire essere architetto, quindi non l'artista visionario ma per la stragrande maggioranza del tempo un tecnico burocrate che litiga con committenza e si barcamena tra le norme, allora cerca un'università all'estero, tipo in finlandia, in america, in canada, ma vai via dall'europa perchè il settore è in crisi ovunque.
personalmente ti consiglio di cambviare proprio disciplina e cercare altro che non ti riduca col fegato amaro a pensare a 35 anni di aver sbagliato tutto nella vita
DR COSTA :
Col cavolo che mi sarei iscritto se qualcuno mi avesse detto cosa avrei trovato dopo essermi laureato.......
Se vuoi seguire le tue passioni i tuoi sogni troverai solo lavoro precario, pagato male e tanta tanta insoddisfazione con il rischio di dover cambiare lavoro....Gli studi cercano solo neolaureati per pagarli poco a 30 anni sei già vecchio a 35 non ti vogliono più specialmente se sei bravo a fare il tuo lavoro (che paese strano ltalia).
Vedrai i più mediocri dei tuoi colleghi lavorare non perchè sono bravi ma solo perchè hanno gli agganci giusti ( in un paese accanto al mio lavora solo un geometra e basta).
Il lavoro dell'Architetto non è progettare ma solo riempire scartoffie da consegnare in comune e fare la direzione lavori della peggiore edilizia possibile.
Vuoi fare Architettura allora studia e scappa via subito da questo paese vai a finire gli studi in Francia, Inghilterra, Germania, Canada ecc...non ti fare fregare in Italia non c'è più lavoro.
Io ho 37 anni quando avevo 30 anni mi sono messo in proprio perchè mi pagavano una miseria, mi sono fatto il culo ho costruito e ristrutturato anche edifici interi e ti posso assicurare che venendo dal nulla è davvero diffcile prendere lavori grandi, ed ora con la crisi????Clienti spariti, pagamenti posticipati, peccato le cose stavano girando per il verso giusto ed ora con il mio curriculum non mi prenderebbero nemmeno per compilare la SCIA più demenziale e lo sai perchè??? Perchè ho 37 anni ( allora vuoi essere pagato... ) ho lavorato da solo ( allora se ti tratto come un cane mi vai via dopo una settimana...., e sono completamente autonomo nel lavoro ( col cavolo che ti prendo, così mi porti via i clienti).
Vedi te cosa vuoi fare della tua vita, hai 23 anni e puoi ancora fare mille scelte; ma ricordati che una mattina ti alzerai e sarai troppo vecchio per altri lavori, avrai perso delle occasioni rincorrendo quello che alla fine è stata solo una illusione e che, soprattutto, nella vita non si torna in dietro.
molly :
che tristezza però!
Arch&Cons :
Io stavo pensando di tornare a fare l'artista, carriera che ho abbandonato a 19 anni per studiare architettura.
Arch&Cons :
Io stavo pensando di tornare a fare l'artista, carriera che ho abbandonato a 19 anni per studiare architettura.
molly :
:-)
biba :
Ma povero disgraziato, con queste risposte lo avete demolito!! ...però in effetti hanno un po' ragione, caro 22enne: il momento è pessimo! perciò se hai anche solo un minimo interesse per una facoltà che offra maggiori possibilità di sbocchi lavorativi (cito a caso: medicina, ingegneria gestionale, economia) vacci a bomba.
Se invece sei proprio innamorato dell'architettura, beh, in bocca al lupo! Se vuoi studiare e lavorare, metti in conto tempi più lunghi per la laurea. Sappiamo tutti che più tempo passi in facoltà e più riesci ad essere informato su appelli, dispense, scorciatoie varie ed eventuali che ti facilitano nella preparazione degli esami. A mio parere, se puoi permettertelo, evita e laureati prima. Eccezion fatta per qualche ora in uno studio tecnico da fare verso gli ultimi anni.
E adesso aspettiamo che arrivi Ily a spiegare quanto è figo fare l'architetto, e del suo immenso amore per il restauro :-)
Arch3B :
Ily, intervieni tu! :-s
Hermes :
Dipende se la sua famiglia ha i soldi e le conoscenze e se lui vuole progettare (cioè fare l'architetto) od occuparsi di burocrazia.

Io "architettura" ad oggi la farei all'estero e resterei là... a meno che il mio babbo...

La cosa più terrificante tuttavia è che ancora non sappiamo a che punto della crisi siamo, e se si possa ancora parlare di crisi.
Con un rimbalzo miracoloso imminente, come propagandato dai media, senza le condizioni succitate forse avrebbe chances anche qui, ma dopo clamorosi eventi non certo indolori.

Forse sono stato troppo ottimista.
calcare :
Ho notato che la quasi totalità,giustamente,si sia soffermata sul primo punto in questione,sconsigliate di studiare architettura a prescindere dal ritardo in quanto sia un settore particolarmente chiuso e con pochissimi sbocchi lavorativi concreti.Posso solo immaginare quanto sia dura e angosciante vivere certe situazioni che avete descritto e che si prospettano,ma da quel che osservo intorno a me(quindi non ho la pretesa che sia la realtà italiana)attualmente questi son problemi che interessano tutti i campi:mio fratello laureatosi in medicina,considerata unanimamente una laurea forte,come molti suoi compagni di corso è a spasso da due anni poichè le specializzazioni sono nella realtà dei fatti chiuse,2-3 posti per centinaia di aspiranti;una mia amica studentessa alla specialistica in infermieristica m'informa di come praticamente le tirocinanti vengano impiegate come fossero dei dipendenti con relativi orari e responsabilità di cui non dovrebbero neanche farsi carico a causa del personale ridotto all'osso e le infermiere assunte non stiano percependo stipendio da circa 5 mesi;vogliamo parlare dei laureati in giurisprudenza?sarebbe come sparare sulla croce rossa;Facoltà di economia è fortemente inflazionata(chi di voi non ha un amico laureato in economia?),avevo letto una statistica che riferiva come questo ambiti di studi occupi da solo circa il 40% di tutte le lauree prese in italia negli ultimi 15 anni,ho il vago presentimento e spero di sbagliarmi per gli interessati che nel breve futuro ci sarà una saturazione di tale mercato come lo è stato e lo è giurisprudenza da 20 anni a questa parte.E non mi dilungo ulteriormente per altri generi di studio.L'argomento è talmente vasto e complesso che di certo non riusciremo a sviscerarlo per bene qua con qualche post,detto alla carlona da quel che son riuscito a capire non va bene per nessuno ma alcuni stanno "meno peggio" di altri. Apprezzo la vostra schiettezza senza troppi giri di parole,preferisco una verità scomoda e dura che non vaghe illusioni.A questo punto dato per appurato che con l'architettura non si campa ma che io sia pazzo fino al midollo e decida lo stesso di volerla studiare,chiedo di spostare il tiro su altre questioni, in particolare il punto 3 che avevo posto all'inizio: dovrei aspettare più di un'anno per la questione test.

-esistono studi,corsi privati,regionali insomma qualsiasi cosa che potrebbe rivelarsi utile un giorno o che mi avvantaggino una volta iscritto.
-A tale proposito mi è venuta in mente l'idea di studiare direttamente all'estero,non in erasmus ma d'iscrivermi direttamente in un ateneo straniero prendendo due piccioni con una fava:non butto un anno e a quanto pare lo consigliate.Tenendo conto che non potrei permettermi di mantenermi in paesi il cui costo della vita sia alto ero propenso per l'est Europa come la Polonia o i paesi Baltici,oppure in Spagna o Portogallo.Tali paesi se ne avete avuto esperienza diretta o non a vostro avviso propongono degli studi validi e formativi?Quale paese in particolare a vostro avviso o università ancora più specificatamente presenta dei buoni corsi?Non voglio fare come il trota :)
Ad esempio ho scoperto che in Scozia gli studi universitari siano gratuiti per qualunque cittadino UE.Conoscete situazioni simile?Insomma chi più ne ha più ne metta,ogni consiglio, informazione e spunti sono ben accetti!

Grazie a tutti, scusate il lungo papiro e eventuali errori ma vado di fretta
Luca :
Hermes ha detto una cosa interessante " dipende se lui vuole progettare (cioè fare l'architetto) o occuparsi di burocrazia". Infatti secondo me è tutto li.
Oggi l'architetto in Italia per forza di cose NON può fare l'architetto (non si progetta più, gli incarichi di cantiere sono sempre meno e sempre più rari ecc...). L'architetto oggi ha qualche minima (MINIMA) chance solo se si mette a fare quello che normalmente è di competenza del geometra e cioè curare tutte le scartoffie varie delle pratiche burocratico-catastali.
Questo a mio avviso è anche un po più facile in zone periferiche dove ci sono molti terreni da frazionare o edifici da dividere...Insomma in generale oggi l'architetto come si è sempre immaginato non lo si può fare...si può guadagnare qualcosina (di veramente misero) facendo qualche pratica catastale, qualche certificazione energetica o simili. Insomma abbastanza deprimente ma è la realtà.
Arch&Cons :
Presa in considerazione l'ipotesi di studiare direttamente in una facoltà estera, il mio consiglio è di cercare un corso di laurea riconosciuto a livello europeo, così, se vorrai tornare, ti verrà riconosciuta la laurea.
Andrea :
Ciao, io sono uno studente in "ritardo" in quanto mi sono iscritto più o meno alla tua età e sto facendo ora la magistrale.
Beh il consiglio che ti do è di lasciar stare alla grande architettura. Per farti capire come siamo messi, ti dico che lo scorso anno finchè aspettavo di iniziare la magistrale, acquisita la laurea triennale, ho cercato lavoro portando e mandando il cv in circa 150 studi ottenendo la miseria di 3-4 risposte affermative, ovviamente avrei dovuto andare a gratis (si parla che non mi davano nemmeno un rimborso spese minimo).
Inoltre, fossi in te, lascerei stare a priori un qualsiasi corso di laurea.
In ogni caso se proprio vuoi iscriverti (capisco i tuoi sogni e le tue ambizioni) e sei interessato a studiare all'estero, posso dirti che nel Domus di dicembre 2013 è uscito con la rivista un fascicolo che si chiama "Europe's Top 100 Schools of Architeture And Design 2014" dove elencano le migliori facoltà europee e riportano il costo annuo di ognuna (molte sono gratis come dicevi tu per chi fa parte della UE).
Dacci un occhio a breve perchè io, sempre lo scorso anno, ero intenzionato ad informarmi per la Royal Danish Academy ma ho guardato troppo tardi e se non sbaglio le domande erano da presentare entro giugno o addirittura maggio.
Hermes :
Io farei dei corsi per quelle case in legno... che vendono in paesi prosperi tipo Austria, Germania, Alto Adige. Magari imparando il tedesco... tutto ciiò che comincia con HAUS o finisce con HAUS è sinonimo di benessere, una sorta di Eden vicino casa. Ma devi andarle a vendere là! A venderti là! Ho amici tutti Casaclima, A+, geotermico... che hanno abbandonato perchè è quasi impossibile far sostenere tali spese... Poi magari tra 10 anni la Germania (2a ris. aurea mondo) se la sono pappata Blackrock e i Rothschild... chissà.
Hermes :
P.S. ...noi siamo la terza riserva aurea... ed abbiamo già cominciato a fare svendite "Di Stato" ai nostri creditori. Quindi forse il futuro sono l'Africa, il Sud America... ...e qualche stato asiatico remoto, tipo Cambogia. Però se uno ha 22 anni è già vecchio per agganciare il boom di quei paesi negli anni giusti, ci vuole un pò più tempo. Poi quando anche lì la manodopera costerà di più le multinazionali accentratrici ed uniche padrone torneranno nell'Europa dei Neanderthal post Euro. Scusate l'off topic, ho divagato.
Ily :
Eccomi eccomi: giammai ho rifiutato consiglio a un giovine virgulto insicuro&dubbioso :D
E dico questo: dal mio punto di vista, punto di vista che vale per me ed è puramente personale, scegliere gli studi universitari basandosi UNICAMENTE sulle possibilità di lavoro è quanto di più sbagliato uno possa fare. Infatti il lavoro PURTROPPO ci condiziona la vita, e lavorare in un campo che non ci piace è una condanna all'ergastolo.
Già ci ritroviamo a vivere la nostra vita vera (cioè a fare le cose che ci danno soddisfazione, e che guarda caso quasi mai coincidono con il "lavoro") nei ritagli di tempo.
Inoltre, almeno dal punto di vista mio personale, non riuscirei a costringermi a studiare cose che non mi interessano proprio: ricordo gli esami di progettazione come un incubo (non mi interessava l'aria fritta dei professori, spacciata per grandissima architettura), gli esami di restauro come gioia pura.
Ora "lavoro" nei ritagli di tempo a certi miei progetti professionali, pagati poco o nulla, ma non faccio assolutamente fatica e sopratutto non lo considero lavoro, perché sono appassionata di quello che faccio e non mi pesa (se una cosa mi appassiona non è "lavoro", ma è appunto passione, un modo per realizzarsi).
Quindi, il lavoro è una cosa che ci tocca per pagare le bollette e concederci certi sfizi, niente di più.
La realizzazione personale personalmente la cerco altrove (se poi dalla nostra passione viene anche qualche soldino, tutto di guadagnato) ed è fatta di tante cose: interessi culturali, amici, hobby. Senza architettura di sicuro non posso stare, ma non è lavoro: cioè, anche se vincessi al superenalotto sicuramente continuerei a occuparmi di architettura, anzi lo farei molto meglio perché non dovrei lavorare per mantenermi, e quindi avrei molto più tempo per i miei progetti.
Quindi penso che il nostro amico insicuro e dubbioso si debba porre questa domanda: cosa mi appassiona davvero? L'architettura? Una volta trovata la risposta, saprà cosa fare. Poi: chi ci garantisce che, anche iscrivendosi a una facoltà che oggi (2014) da lavoro, tra cinque anni ci sia ancora lavoro in quel campo? Infatti, se tutti corrono a iscriversi a economia perché i giornali dicono che i laureati di quella facoltà trovano subito lavoro, nel giro di due tre anni il mercato rischia di essere completamente saturo. Inoltre, tra cinque anni la crisi potrebbe essere finita, e il mercato immobiliare in netta ripresa, e ci siano finalmente politiche decenti in fatto di gestione del territorio e dei beni culturali. Come possiamo conoscere il futuro?
Ily :
Quanto al lavoro part-time, dipende da tante cose:
1) Se abiti vicino alla facoltà (e quindi quanto tempo ogni giorno perdi negli spostamenti): io facevo la pendolare, erano tre ore di spostamenti al giorno e quindi per me era una cosa fuori questione.
2) Se trovi dei professori intelligenti che capiscono le tue esigenze: certi miei compagni avevano enormi difficoltà perché i professori (guarda caso di progettazione) esigevano presenza costante ai loro laboratori. Dove l'attività didattica durante i laboratori (tranne le rarissime lezioni teoriche) tutti disegnavano ognuno per conto proprio, salvo quella mezzora di revisione. Io di solito mi portavo i libri e passavo il tempo a studiare (i progetti li facevo a casa mia).
3) Dal tipo di lavoro: se il lavoro consiste nel dare ripetizioni private, fare rendering per conto terzi oppure fare il cameriere in un bar tre sere a settimana, si ce la fai. Se il lavoro part-time è in uno studio o azienda (ad esempio la mattina o il pomeriggio, oppure due o tre giorni pieni a settimana) no non ce la fai perché i datori di lavoro nel 90% dei casi sono di mentalità ristretta e delle tue esigenze se ne fregano altamente.
Ily :
Aggiungo anche alcune considerazioni maturate dalla mia esperienza universitaria (ovviamente limitate, quindi prendile con beneficio di inventario e mi raccomando valuta altri punti di vista, meglio se opposti al mio, e poi decidi colla tua testa): se deciderai di fare architettura, è meglio decidere entro i primi due anni quale sarà il tuo campo, ovviamente in base ai tuoi interessi. Quindi, cerca di scegliere tutti gli opzionali di conseguenza, e sopratutto tieniti aggiornato: leggi, leggi, leggi, sopratutto saggi e classici di architettura, non limitarti ai libri di testo, e segui tanti blog di architettura, anche se magari gestiti da semplici architetti come noi, studenti di architettura o semplici appassionati, anche questo sito ti sarà molto utile. Perfino leggere il giornale e seguire le vicende di attualità sulla gestione del territorio e dei beni culturali per me è stato molto formativo.
Lascia perdere le riviste, sono solo marketing. Guardati attorno: c'è da imparare da ogni paesaggio e da ogni edificio, bello o brutto, antico o moderno, di geometra di paese o di mega archistar, perché capirai cosa fare e cosa non fare, e allenerai la tua percezione all'architettura. E sopratutto, dimentica i laboratori di progettazione: almeno nel mio caso, erano purissima aria fritta, che non mi sono serviti assolutamente a nulla (non ho imparato nulla di architettura contemporanea ma anzi ho tuttora gravi lacune in quel campo, non ho imparato un metodo progettuale serio, se non quello di partire da un'idea avulsa da qualsiasi realtà, non ho imparato come si fa una pratica edilizia, non ho imparato le leggi italiane in materia, non ho imparato a interpretare un regolamento edilizio o un PRG), i voti migliori andavano a progetti completamente irrealistici, o a quelli che seguivano pedissequamente i gusti del professore di turno. E infine: anche le archistar sbagliano, anzi, spesso sbagliano! Ad esempio il ponte di Calatrava a Venezia è un flop, sicuramente è bello, ma non è assolutamente funzionale.
DR COSTA :
Non si diventa architetto per la gloria, io quando mi sono iscritto lo fatto perchè credevo di poter avere un giorno un lavoro che mi appassionava e magari anche ben pagato; chi ha studiato a Firenze se le ricorderà benissimo i sacrifici per superare esami come Scienza delle Costruzioni dove passava si e no il 10 % degli studenti ad appello, Storia I,II,III i laboratori di progettazione con progetti da correggere in continuazione, gli esami di matematica tenuti da tutti i professori trombati dai dipertimenti delle facoltà di matematica e fisica d'Italia, giometria descrittiva con il mitico Corazzi (L'unico in Italia a conoscerla d'avvero); si forse anche io alla fine la rifarei architettura, ma vista l'attuale situazione economica dell'Italia come posso dire ad un ragazzo "si studia pure architettura, studia quello che più ti appassiona" per poi averlo sulla coscienza tra qualche anno quando sarà a fare il galoppino in qualche studio a 800 € al mese con PIVA???? Vuole studiare architettura bene, ma secondo me deve prepararsi ad andare all'estero, meglio ancora a finire gli studi; qui non c'è più niente, solo lavoro precario a meno che tu non abbia gli agganci giusti.
Hermes :
Quoto COSTA. Stessi prof. a FI, forse pure conoscenti in comune (LI)... roba da fuoco persa nel vento? Sì e no.
Avvisami quando qualcuno risponde
Non mandarmi più avvisi

Se vuoi essere avvisato quando qualcuno interviene in questa discussione, indica un nome e il tuo indirizzo e-mail.