nemo : [post n° 355251]

CILA requisiti

Buongiorno,
premetto che non sono architetto, ma sto aprendo una attività con altre 2 persone di cui uno è un architetto abilitato.
il punto che vorrei capire è uno dei requisiti necessari per presentare la CILA.
In parole povere, il mio socio architetto può presentare la CILA per la nostra società?

riporto quanto ho trovato nel web:
asseverazione, ai sensi dell'art. 6 c. 4 del D.P.R. 380/01 e s.m.i., a firma di un tecnico abilitato, il quale dichiari preliminarmente di non avere rapporti di dipendenza con l’impresa né con il committente e asseveri, sotto la propria responsabilità, che i lavori sono conformi agli strumenti urbanistici approvati e ai regolamenti edilizi vigenti e che per essi la normativa statale e regionale non prevede il rilascio di un titolo abilitativo.
giulio :
grazie nemo, un quesito interessante!
per la verità più legale che tecnico, ma vediamo di uscirne: il testo unico non dettagliava nulla sui rapporti fra committente - tecnico - ditta, ricordo norme (norme!! non leggi), norme deontologiche che ne consigliavano la distanza fra loro.
il DL 40/2010 proibisce rapporti di dipendenza fra tecnico e committente ovvero fra tecnico e appaltatore. chiaro la ratio: lasciare autonomia al tecnico che assevera la pratica.
Credo sia pacifico che un tecnico possa sottoscrivere una pratica nel proprio ruolo e come committente (se io ristrutturo casa mia, non vorrei avvalermi di un altro architetto)
per arrivare al tuo caso un architetto può asseverare una pratica commissionata da una società di cui fa parte? secondo me sì, non sussistendo rapporti di dipendente espressamente vietati dal DL 40/2010.
ricordo che ciascuno resta responsabile delle dichiarazioni che fa!
leggiamo anche il pareri dei colleghi...
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