Fattura elettronica gratis: debutta l'applicativo dell'Agenzia Entrate. Ecco come funziona

Un'applicazione web gratuita per generare, trasmettere e conservare le fatture elettroniche

L'Agenzia delle Entrate ha messo a disposizione un'applicazione gratuita per generare, trasmettere e conservare le fatture elettroniche. Funziona verso la PA e verso i privati, sia per i documenti emessi che per quelli ricevuti. Come si utilizza il servizio e quali i vantaggi fiscali se lo si impiega per clienti privati.

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L'Agenzia delle Entrate mette a disposizione delle partite IVA (imprese e professionisti) un'applicazione web gratuita che consente di generare, trasmettere e conservare le fatture elettroniche. Si tratta di un servizio che le Entrate hanno messo a punto con Sogei, partner tecnologico del Ministero dell'Economia, e applicabile sia alle fatture emesse per la Pubblica Amministrazione che per quelle rivolte ai privati. Il servizio è attivo dal 1° luglio e raggiungibile via web, così come aveva previsto il DLgs 127 del 2015, e presto diventerà una app per smartphone e tablet.

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La nuova applicazione è stata progettata per permettere agli utenti di creare, visualizzare e salvare le fatture elettroniche e di scegliere quando e come inviarle ai propri clienti attraverso un servizio pubblico, gratuito e alternativo alle soluzioni disponibili sul mercato. Il servizio permette, dunque, non solo di generare, ma anche di conservare a norma le fatture elettroniche, sia quelle emesse che quelle ricevute, purché rispettino il formato XML della e-fattura. E ciò vale sia per le fatture destinate alla pubblica amministrazione che per quelle B2B (business to business), ossia indirizzate a privati.

Emettere le e-fatture verso i privati non è obbligatorio, ma comporta alcuni vantaggi fiscali (introdotti dal DLgs 127 del 2015). Al contrario, invece, l'obbligo di fatturazione elettronica verso la PA - lo ricordiamo - era prima scattato per ministeri, agenzie fiscali ed enti nazionali previdenziali e poi dal 31 marzo 2015 allargato a tutta la PA. Dal prossimo anno il Sistema di interscambio gestito dalle Entrate e impiegato per le fatturePA aprirà anche alla trasmissione delle fatture tra privati.

Come accedere all'applicazione web per la fattura elettronica: tre le strade

Al nuovo servizio web per la fatturazione elettronica si accede tramite il sito dell'Agenzia delle Entrate, cliccando sul banner ben visibile nella homepage. Per entrare nell'applicazione sono tre le strade da poter percorrere: si possono inserire le credenziali utilizzate per i servizi telematici dell'Agenzia (Fisconline e Entratel) oppure quelle legate alla propria identità digitale (se se ne possiede una). La terza possibilità prevede l'impiego dalla Carta nazionale dei servizi (CNS).

1. Accesso tramite le credenziali di Fisconline

I professionisti che non sono registrati ai servizi telematici dell'Agenzia delle Entrate e dunque non sono in possesso delle relative credenziali, possono ottenerle on line attraverso l'apposita pagina registrazione (telematici.agenziaentrate.gov.it/Main/Registrati.jsp). Inserendo alcuni dati relativi all'ultima dichiarazione dei redditi presentata, potranno ottenere subito la prima parte del codice Pin. La password e la seconda parte del Pin vengono invece inviate per posta al proprio domicilio.

Chi possiede una Carta nazionale dei servizi, con la registrazione on line, ottiene invece direttamente il codice Pin completo e la password iniziale.

2. La Carta nazionale dei servizi (Cns)

Chi ha già una Cns può anche direttamente beneficiare del nuovo servizio di fatturazione elettronica on line. La Carta nazionale dei servizi non è altro che una smart card che serve per accedere ai servizi on line della PA su tutto il territorio nazionale.

Molte Regioni italiane hanno già distribuito una CNS gratuita, la Tessera Sanitaria del Ministero della Salute. Per gli architetti il Consiglio Nazionale ha attivato un circuito per il suo rilascio, a volte gratuito. Bisogna, dunque, informarsi presso il proprio Ordine provinciale di appartenenza (vedi www.awn.it/servizi/carta-nazionale-servizi).

3. SPID, accesso tramite identità digitale

In alternativa, per accedere all'applicativo gratuito per la fatturazione elettronica, si possono utilizzare le credenziali fornite dal Sistema pubblico di identità digitale (SPID). L'identità SPID è rilasciata dai gestori di identità digitale, ossia soggetti privati accreditati dall'AgID (Agenzia per l'Italia Digitale), che, dopo aver verificato l'identità degli utenti, forniscono le relative credenziali (username e password) con le quali poter accedere a tutti i servizi on line della pubblica amministrazione che richiedono un'autenticazione. (www.spid.gov.it).

Entrati nel servizio: la generazione, trasmissione e conservazione della e-fattura

Una volta entrati nell'applicativo web è possibile generare la e-fattura selezionandone il formato (fatturaPA, ordinaria o semplificata) e poi compilando i campi relativi al cliente e al fornitore e inserendo gli altri dati di fatturazione. In alternativa è possibile anche importare una fattura da un file XML.

Se il destinatario è pubblico la e-fattura sarà trasmessa al Sistema di interscambio (Sdi), ossia il sistema informatico gestito dall'Agenzia delle Entrate, che riceve le fatture, effettua i dovuti controlli e le inoltra alle Pubbliche Amministrazioni riceventi.

Per le fatture tra privati il transito per il Sdi non è ancora attivo, lo sarà dal 1° gennaio 2017 come sistema opzionale alla PEC. Dunque per le fatture verso privati fino al 31 dicembre 2016 il sistema di interscambio scarta la e-fattura e viene aperto il client di posta pre-configurato sulla postazione.

Infine, per conservare la fattura tramite l'applicativo, bisogna aderire al servizio gratuito e avanzare un'apposita richiesta. L'applicazione di conservazione funziona per le fatture emesse ma anche per quelle ricevute. Tutte le richieste in entrata al sistema di conservazione vengono protocollate attraverso il Sistema di gestione documentale dell'Agenzia delle Entrate.

Fatture tra privati: i vantaggi fiscali

I contribuenti che scelgono di servirsi della fattura elettronica anche per clienti privati, godono di alcuni vantaggi dal punto di vista fiscale.

Il DLgs 127 del 2015 ha infatti previsto alcuni incentivi per la trasmissione telematica delle fatture. In particolare vengono meno alcuni obblighi di comunicazione (spesometro, black list) e i rimborsi IVA sono eseguiti in via prioritaria. Infine i termini di accertamento in materia di IVA e di imposte dirette sono ridotti di un anno per quei contribuenti che garantiscano la tracciabilità dei pagamenti ricevuti ed effettuati.

di Mariagrazia Barletta 

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