pina : [post n° 219131]

ARCHITETTI SFRUTTATI..CHI CI TUTELA?

è una situazione a dir poco scandalosa! Ne ho sentite di tutti i colori, architetti che a 38 anni si guadagnano da vivere facendo i dog-sitter, che a 35 anni prendono 500 euro in nero...Ma quando capita a te...Ho i nervi a fior di pelle! Ho 27 anni, laureata a 25, abilitata a 26, lavoro da 2 anni in studi, agenzie di formazione, fino ad ora mi è andata benino, ma adesso ho raggiunto il fondo. Ho iniziato 3 mesi fa a lavorare in uno studio tecnico, la proposta era primi 3 mesi a 400 euro netti e poi 800 euro netti al mese per un anno. Premetto che ho P.I. da un anno, lavoro 9 ore al gg, devo rimanere a disposizione anche nei festivi per eventuali urgenze, senza nè ferie nè malattie pagate (che vanno ovviamente recuperate). Bene, ieri ho sapuo che gli 800 euro netti si sono trasformati in 800 euro lordi, quindi 640 netti, che a 1000 km da casa, con affitto e spese da pagare sono assolutamente insufficienti. Perchè tutto questo? Perchè più queste situazioni sono diffuse più vengono taciute? Ci sono organi di tutela? a chi bisogna rivolgersi? Gli ordini cosa fanno in tutto questo? Perchè le università devono continuare a sfornare architetti impreparati al mondo del lavoro in sovrannumero costretti alla disoccupazione per anni? Abbassate i numeri chiusi, anzichè 150 riducete a 20 i posti per l'ammissione ai corsi di laurea! Avrei ancora mille altre domande...Sono ormai amareggiata e disillusa...KE TRISTEZZA!
poipoi :
Mi sembra ipocrita lamentarsi dell'Università dopo essersi laureati.

Ci sono oltre 140.000 architetti in Italia. Per non parlare di geometri e ingegneri edili che possono fare gli stessi lavori.

Con chi possiamo prendercela? Certamente con l'Università, che non boccia più nessuno, e sforna 20.000 nuovi architetti all'anno. Ma non è anche colpa di qualcun altro? Magari di alcune scelte personali sbagliate?

Su queste pagine è un tutto un lamentarsi.
Prima perché bocciano agli esami di stato (anche se le percentuali sono le stesse di 20 anni fa).
Poi, una volta abilitati, perché nessuno ci tutela.
Evviva la coerenza.

Il lavoro c'è per chi è capace, per chi ha studiato, per chi ha saputo studiare, per chi si è inventato qualcosa di diverso, per chi ha saputo inserirsi nel mercato del lavoro in maniera intelligente. Le difficoltà che incontra uno appena abilitato sono le stesse di 10 o 20 anni fa. A parte questo ultimo periodo che è difficile per tutti.

Questo continuo lamentarsi è inutile e inconcludente.
Per fare l'architetto ci vuole impegno, fatica, inventiva, sacrificio. Non abbiamo nessun potere contrattuale, nessuno ci si caga se facciamo sciopero. E ne sono stati fatti, senza alcun risultato. Non ve l'ha detto nessuno quando vi siete iscritti al primo anno? Pensavate che dopo 5 anni diventavate come Renzo Piano?
Avete voluto la bicicletta?

P.S. scusate lo sfogo. ma quanno ce vo' ce vo'.
luca :
Se ti lamenti degli 800 euro perché li hai accettati? quando a me capitano proposte del genere educatamente ringrazio e me ne vado. Semplicemente perche stando a casa so tirare la cinghia e vivere con una spesa di 20 euro a settimana, mentre se lavoro devo comprare il pranzo, e la benzina che cono piu' dei 3 euro che spendo stando a casa cercando un lavoro pagato meglio. Perche quando lavoro non ho il tempo di recare di meglio e fare i colloqui.
bonaparte :
Pina capisco benissimo la tua frustrazione, non sai quante volte mi sono trovata nella tua stessa situazione. La realtà è una sola: gli altri nn ci rispetteranno finchè nn impareremo a rispettare noi stessi. Se il trattamento economico nn ci va bene, dobbiamo essere pronti a rinunciare! Dobbiamo imparare a buttare nella pattumiera le nostre ambizioni da Arch. e tirarne fuori la nostra vita, la nostra indipendenza ed autonomia... io faccio altri lavori x pagare il mutuo, in questo modo chi mi sta intorno ha capito che nn ho tempo da perdere... e ti dirò che nn escludo la possibilità di abbandonare l'architettura per sempre, se nn mi consentirà di vivere dignitosamente!!! al di là dei miei studi e del mio percorso, anzitutto sono una persona LIBERA e questo è solo un MESTIERE!!!
maurizio :
Pienamente d'accordo con bonaparte! Anche se so benissimo che non è facile, ma la laurea in architettura, oltre che il coronamento ad un lungo periodo passato a studiare quello che ci appassionava di più, deve essere un'opportunità, non un ulteriore vincolo...
bonaparte :
scusate la parentesi: e pensare che quando ho fatto la scelta dell'università tutti mi consigliarono di fare architettura e nn le università "inutili" per trovare lavoro dopo... bene i miei amici che hanno studiato lettere ora hanno lavori molto + dignitosi e indeterminati dell mio...
ikko :
Salve cari colleghi, ho letto i vostri messaggi è devo ammettere che effettivamente la situazione non è delle più rosee, ma devo anche ammettere che ha ragione il nostro collega bonaparte"gli altri nn ci rispetteranno finchè nn impareremo a rispettare noi stessi". Infatti quando ci propongono cifre che si aggirano intorno ai 400 massimo 500 euro dovremmo tutti alzarci e andarcene. Finchè ci sarà qualcuno di noi che accetterà ci tratteranno sempre come carne da macello. Io ho avuto un esperienza simile appena laureato lavoravo in uno studio di ingegneria sfrttato alla grande e sottopagato,in nero, è successo che l'ingegnere dello studio ha assunto in seguito altre 2 persone non architetti ma ingegneri e subito gli ha fatto il contratto con mille euro nette di stipendio !!!! tuttociò per dire che agli occhi dei datori di lavori siamo gli"architetti" cioè quelli che si accontentano di farsi sfruttare! Tra me e un ingegnere non cambia nulla laurea ho io laurea ha lui, anzi spesso gli architetti sono anche più preparati, però se dici che sei ing. ti si stendono i tappeti rossi! Facciamoci rispettare di più con meno di 20 euro l'ora un architetto non dovrebbe muoversi nemmeno da casa! Non ci arrendiamo ma pretendiamo i nostri diritti economici diamine abbiamo una laurea e non un diploma!
Tony :
capisco.
ho già affrontato più volte il tema della laurea in ingegneria...
il problema comunque non è solo quello della scarsa considerazione degli architetti.siamo troppi con un mercato inflazionato.se continuate a rivolgervi agli studi, gli stipendi saranno sempre da fame.C'è molta offerta di laureati e pocp lavoro. La media degli studi in italia è di 1,2 persone, lavorare negli studi non signiifica ambire ad un posto fisso, bensi' imparare per tentare in proprio.La laurea in architettura ha nel suo Dna la libera professione.Aprite gli occhi, ormai è fatta, vi siete laureati:o accettate questo oppure trovatevi un posto fisso. Se ci riuscite.Non ci assumetranno mai negli studi visto che abbiamo l'Inarcassa.Ci scaricano anche le tasse su di noi.Su via,o si tenta in proprio facendio di tutto ( e quando doci di tutto intendo ogni cosa pur di fatturare) oppure se aspettate la grossa commessa scordatevela.E' appannaggio di grandi studi che sfruttano la gente a 800 euro con Iva.se va bene.
geo :
ciao,
sei un libero professionista, nessuno credo ti possa tutelare.
non sei dipendente che allora sarebbero cotsretti a darti un minimo almeno.
se non riesci proprio a trovare nulla per cui poterti mantenere bene cambia lavoro come stanno facendo tanti... ragà si deve pure vivere in qualche modo!!!!
laura :
Ciao, be sfogati pure quanto vuoi, lo facciamo tutti.
Con chi prendersela? Non con l'università? E perchè no! Il numero chiuso regolarizza e demotiva chi come me a 18 anni segue i propri sogni, desideri, senza fare i conti con la realtà. Dici che il lavoro c'è per chi è capace, e certamente tu lo sei ed hai lavoro, e per questo hai tutta la mia ammirazione. Io invece ti dico che il lavoro c'è ed è in mano a pochi, che le percentuali di occupazione degli architetti sono bassissime, che con una laurea in economia o ingegneria gestionale vieni assunto da aziende con molta più facilità, e, permetti anche a me lo sfogo, la nostra laurea è considerara di SERIE B. E sai perchè? Perchè con una laurea in Architettura puoi fare solo l'Architetto. E dici che è ipocrita lamentarsi del proprio percorso di studi, e perchè? Io a 18 anni non immaginavo certo che sarebbe stato così difficile, che avrei dovuto faticare molto più di altri ex compagni laureati in altre facoltà.
E..urliamo invece di star zitti questo schifosissimo sfruttamento che la "casta" di architetti, ingegneri, geometri, e prof universitari continuano a praticare, anche nei confronti di chi è bravo e dotato di talento e capacità, perchè sai di persone speciali io ne ho conosciute, e adesso vendono mobili o fanno gli assicuratori.
bonaparte :
beh l'università sarebbe da denunciare alla grande, credo che abbia l'80% della colpa di questa situazione: non fanno altro che aumentare corsi e numero iscritti per aumentare le ore di lezione e così i loro posti da docenti e ricercatori... (inoltre ai dottorandi fanno preparare i concorsi ...). tutto questo con le tasse che i nostri genitori e noi paghiamo a fatica ogni anno!!! inoltre prima dell'iscrizione raccontano un sacco di promesse, che per qualsiasi altro prodotto verrebbe chiamata "pubblicità ingannevole" inducendo miriadi di studenti e di famiglie ad affrontare sacrifici inutilmente! una vera industria!
desnip :
"lavorare negli studi non signiifica ambire ad un posto fisso, bensi' imparare per tentare in proprio."
Bellissima questa affermazione, la sottoscrivo in pieno. E' quello che ho cercato di dire spesso in questo forum, ma non sono riuscita a trovare parole altrettanto efficaci.
laura :
peccato che per fare la libera professione devi conoscere il politico il professore universitario o peggio ancora...che fare l'architetto significhi svolgere una libera professione lo sappiamo tutti, è tutto il resto che nn viene detto. O ti risulta il contrario?
desnip :
Non conosco professori universitari e i politici locali che conosco sono tutti colleghi che hanno il proprio orto a cui pensare, non certo a me...
archila :
"lavorare negli studi non significa ambire ad un posto fisso, bensi' imparare per tentare in proprio."
sono d'accordo anche io. bisogna trovare il posto giusto per imparare il più possibilie, guadagnare due soldi (purtroppo dopo i trenta io non mi sento più di chiedere nulla in casa!), e pazientare, se non altro che si apra un po' il mercato.
ma l'iniziativa personale, in tutti e tre questi campi, è fondamentale, primaria. chiedere di fare esperienze, proporsi, chiedere gli aumenti, tutto però in modo equilibrato.
Se un giorno ci divesse capitare la grazia di poter fare il nostro mestiere, con questa palestra non ci ferma più nessuno!! :-)
Iosonostancodiquestefrottole :
Sei sicuro di non essere un geometra?...no, ti spiego perchè te lo chiedo: capisco la ragazza, l'università è sacrificio continuo per 5-6-7 anni, da ogni punto di vista (economico, lavorativo, si suda e si fanno le notti, non si dorme a volte anche per giorni...chi lo ha fatto lo sà). Il probleme non ci sarebbe se "certe categorie" di professionisti di ordine inferiore non invadessero costantemente il campo (vedi geo-metri che invece di misuratori di terra sono costruttori di case, e questo si che ci crea la dissocupazione...non si va all'università per fare i disoccupati, e rompe le scatole vedersi scippare il lavoro da "furbi" del mestiere....).....capito? prima o poi il vaso di pandora verrò scoperchiato....
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