collaborazione con partita iva

messaggio inserito giovedì 19 agosto 2010 da dd

dd : [post n° 238840]

collaborazione con partita iva

Ciao a tutti. Nel post prima del mio qualcuno ha scritto che le collaborazioni con partita iva sono una truffa legalizzata. Sarei curiosa di conoscere cosa ne pensate, se siete d'accordo e perchè.
Grazie
next :
Ciao dd, le collaborazioni con partita iva sono truffe se lavori 8 are al giorno per lo stesso professionista (arch. ing. geom.) con uno "stipendio fisso" mensile e senza possibilità di lavorare/collaborare con altri. Questa ormai è la regola negli studi tecnici ed è una truffa perchè maschera un dipendente da libero professionista negandogli i diritti che gli sono dovuti come tale (13/14 esima, ferie pagate, malattia pagata). Se invece si riesce a collaborare con più studi, c'è flessibilità di orario e il compenso è trattabile a seconda del lavoroda svolgere allora credo sia un buon modo per iniziare come giovani architetti a fare esperienza.
dd :
grazie next.
però è pur vero che chi è proprio alle prime armi non può essere trattato come uno che lavoro per esempio da tre o quattro anni. Qui si pone il problema di cosa ha diritto ad aspettarsi un giovane architetto che si affaccia alla professione. Ci si lamenta spesso di quanto siamo sfruttati, lo faccio anch'io...ma mi metto nei panni del titolare di uno studio che affida un lavoro ad un novello laureato e mi chiedo cosa sia giusto nei confronti del titolare e nei confronti di chi lavora per lui.
Grazie
franz :
La P.IVA ha senso se sei un libero professionista e collabori con più studi oppure lavori per conto tuo...se però lavori 8/9 ore al giorno nello stesso studio è una fregatura colossale perchè alla fin fine sei un subordinato, non hai possibilità di fare altri lavori, ma non hai i diritti di un dipendente regolare, paghi più tasse, paghi il commercialista, ma non puoi scaricare niente perchè lavori in uno studio e quindi di grosse spese non ne hai. Morale: hai solo svantaggi.
Ovviamente allo studio conviene che tu faccia la P.IVA perchè può scaricare quello che ti dà, senza però avere la seccatura della busta paga, del contratto, ecc.
e ti può lasciare a casa quando vuole.
Fra :
sarebbe ora che chi lavora a p.iva per minimo 40 ore settimanali per uno studio si rivolgesse a un giudice del lavoro: non solo avrebbe l'assunzione garantita (anche se emergerebbero altri problemi di mobbing.. ma quelli ci sono anche con p.iva, anzi...) ma magari gli studi la pianterebbero di sfruttare la gente... considera che non è vero che qyesto è il trattamento riservato ai neolaureati ma che molto ultratrentacinquenni sono obbligati a sottostare a queste schifose regole
Edoardo :
Un mio amico che lavorava presso una grossissima ditta doveva strisciare il badge ma aveva p.Iva. Al momento di andarsene ha minacciato di far loro causa e questi gli hanno dato 20.000 euro cash per annullare tutto.
next :
Per coloro che sono alla prima esperienza ci sarebbero gli stage (magari retribuiti) e convenzionati con le universita'. si possono attivare fino a 18 mesi dalla laurea.
C'e' sempre molto da imparare nel mestiere di architetto ma non possiamo aspettare anni prima di avere una retribuzione decente. E' giusto non essere pretenziosi ma non facciamoci prendere per il naso da professionisti che piangono miseria ma fanno mesi di vacanza in localita' esotiche...
luca :
Ma i contratti a tempo determinato (cococo, interinali e qauntaltro) non sono stati inventati per questo, anche io sono contrario alla partita iva per lavorare in un unico studio 8 ore a l giorno.
dd :
grazie per aver espresso i vostri punti di vista, mi hanno chiarito alcune cose che credo approfondirò.
marta :
Sono d'accordo con chi dice che le collaborazioni a p.iva. se si lavora 8/9 ore al giorno sono truffe. Io ho perso un lavoro interessante per non sottostare all'obbligo di essere presente in studio 8/9 ore al giorno ma perchè mi sono imposta di lavorare solo per chi mi garantisce la libertà di gestirmi tempi e modi. Ovviamente non ho uno stipendio fisso ma vengo pagata ad ore per i lavori più semplici e che richiedono meno tempo e a preventivo quando si tratta di lavori più importanti. Collaboro con più studi e riesco a gestirmi anche dei lavori autonomamente. NOn è assolutamente semplice e spesso ho giornate/settimane che non finiscono mai ma ho anche periodi di assoluto nulla. PErò chi lavora autonomamente per davvero deve abituarsi anche a questi sbalzi di lavoro. Quanti però sono disposti a rischiare per davvero? Parlando con vecchi compagni di università devo constatare che sono in pochi a volerlo e a lamentarsi di fronte allo sfruttamento.
desnip :
Ma non capisco: che ci vuole a fare causa a chi utilizza falsi dipendenti a p.i.?
Basta andare da un avvocato e portargli le 12 o 11 uniche fatture che fate in un anno, tutte dello stesso importo...
Lisa :
Beh... l'importo, se lavori a ore (e i mesi non hanno tutti lo stesso numero di giorni e di ore), non è sempre lo stesso.
E poi c'è anche una paura in fondo in fondo: se rimani dopo in quello studio, ti fan sputare l'anima e se non ci rimani, chi ti si ripiglia?
Ily :
X Luca
Anche un contratto a progetto (Co.co.pro.) o collaborazione continuativa (co.co.co) è illegale se si ha un orario fisso di lavoro e nessuna reale autonomia di gestirsi i tempi e i modi lavorativi.
desnip :
per Lisa: naturalmente mi riferivo a quei casi veramente paradossali di tot fatture uguali in un anno (ci sono).
Adogni modo se si ha paura che dopo "ti fan sputare l'anima e se non ci rimani, chi ti si ripiglia", allora è inutile lamentarsi della condizione attuale.
Kia :
Io sono passata da anni con contratto a progetto in uno studio ad un altro che mi prendeva solo se mi aprivo partita iva (ovviamente ho optato per il regime dei minimi)...ma la sostanza nn cambia: sempre garantire presenza dalle 8 ore in su in studio. La fattura nn la faccio ogni mese ma ogni tanto (dopo 2 mesi, 2 mesi e mezzo, 1 mese, ecc.) in modo da avere fatture sempre con importi diversi per nn fare vedere che c'è "continuità" lavorativa....Purtroppo c'è da dire che così facendo nn si riesce ad avere chissà che lavori propri...a meno che nn si tratti di piccole pratiche che non richiedono di assentarsi + di qualche ora dallo studio.
Edoardo :
..Io lavoro in uno studio da 4 anni e mezzo assunto regolare, 40 ore / sett. MA riesco a portare avanti progetti anche abbastanza complessi per amici geometri professionisti lavorando nei ritagli (sempre o quasi fuori dallo studio) e il week-end.
Faccio molta più fatica a fare una pratica o una fognatura che non un complesso resid.
Cerco di rientrare nel range dei 5.000 euro annui come prest. occ.
Se ci saranno di nuovo queste benedette COMMESSE potrò propormi come professionista collaboratore.

MA ORA NO!!! ...e ne soffro...
luca :
kia ma che cambia se le fatture sono irregolari se il committente e' lo stesso? se poi uno volesse essere fiscale basta dividere, lìimporto x per i giorni intercorsi tra una fattura e l'altra che viene sempre la cifra z
Kia :
Per Luca: è quello che ho detto anche io al mio capo.....e cioè che basta fare una divisione!!!!ma si illude che così la continuità lavorativa nn si veda....e io sinceramente nn ho voglia di impuntarmi. L'importante è che i soldi arrivino.
Avvisami quando qualcuno risponde
Non mandarmi più avvisi

Se vuoi essere avvisato quando qualcuno interviene in questa discussione, indica un nome e il tuo indirizzo e-mail.