lavoro e maternità

messaggio inserito domenica 22 agosto 2010 da irene

[post n° 238908]

lavoro e maternità

Saluto tutti.
Sono una neolaureata in architettura magistrale e da pochi mesi lavoro in uno studio, a nero, 8 ore al giorno per 500 euro. Fin qui è il solito caso di lavoro nero e sottopagato, che non va comunque bene, ma ad aggravare la situazione c'è il fatto che sono mamma di due bambine di 6 e 2 anni, che devo lasciare da nonni e zie perchè ovviamente non posso permettermi l'asilo nido per la piccola e la scuola non è iniziata per la grande, e anche con l'inizio della scuola dovrei portare la bambina da qualcuno prima del mio rientro a casa intorno alle 18.
Il mio sipendio è misero, ma non navigo nell'oro e comunque sono soldi che fanno comodo. La mia domanda che vi rivolgo è: secondo voi, è giusto che continui a lavorare così, oppure sarebbe più opportuno che trovassi un part time o iniziassi a pensare seriamente ad un'attività in proprio? Mi sento in colpa perchè trascuro la mia famiglia ma al contempo temo di non riuscire a trovare una strada migliore. Se qualcuno vuol darmi un consiglio, o ha avuto la mia stessa esperienza e vuole darmi la sua testimonianza ve ne sarei grata.
Ciao
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ciao irene, se ho ben capito il tuo dubbio riguarda il tuo senso di responsabilità di madre. La questione allora si sposta sul dilemma: fare o non fare l'architetto? La via dell'architetto mi pare che sia lunga, dura e sempre in salita, ma questo lo sapevamo dal momento che ci siamo iscritti alla facoltà. Anche se hai già molte esperienze di vita dici di essere neolaureata, quindi un periodo di "tirocinio" può essere utile per chi vuole intraprendere la libera professione. Certo se dopo circa sei mesi non senti aria di cambiamento, prova a cambiare studio. Approfitta della situazione per arrivare all'abilitazione e poi puoi pensare all'attività in proprio. Secondo me è giusto che continui a seguire la tua strada.
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molla lo studio! prova concorsi pubblici, o per lo meno fatti assumere. io sono stata silurata dopo il parto e avevo un contratto, e come me tante altre
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Anch'io sono neolaureata e sono nella tua stessa situazione. La mia fortuna è che lavoro 3 giorni alla settimana per 500 euro (sempre in nero). Io ho approfittato per fare l'esame di abilitazione come ti ha detto l'altro utente. Quando il lavoro scarseggiava trovava la scusa che io dovevo studiare e mi lasciava a casa anche per 15 giorni...io ne ho approfittato. Quei soldi che non ho preso li ho recuperati superando l'esame di stato.
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Ciao,
io mi sono messo in proprio da poco dopo cinque anni di gavetta e ti posso dire che nonostante le grandi soddisfazioni che dà lavorare per se stessi, non è facile e l'esperienza non è mai troppa. Se vuoi seguire questa strada ti consiglio di continuare a fare pratica negli studi quanto più ti è possibile. Lavorare a 500 euro al mese in nero è schiavitù, ti costringe a fare una vita grama e sposta sempre più avanti il problema della pensione. La cosa migliore sarebbe trovare un trattamento migliore da parte dello studio in cui ti trovi o cambiandolo. E' anche vero che in questo periodo chi di noi ha la fortuna di avere un lavoro presso uno studio è bene che se lo tenga stretto. So per certo che da circa un anno è quasi impossibile farsi assumere da qualcuno. Potresti continuare dove sei col fine di fare esperienza e appena finita la crisi provare a cambiare. Se però non hai nei tuoi programmi di metterti in proprio prova a considerare anche l'ipotesi di farti assumere da qualche azienda. Ti trattano più da persona umana, la tua laurea vale qualcosa e puoi avere una vita dignitosa. Questo è importante soprattutto quando si aspira ad essere genitori. Io vorrei tanto esserlo ma la vita da architetto attualmente mi costringe a rimandare sempre e lo vivo come una grande privazione.
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Lavorare a 500 euro al mese per una ragazza di 26 anni vuol dire che ti mantengono ancora i genitori e ti dicono "mettiti via i soldi per fare qualche corso in più". Questa è attualmente la mia situazione. Come si può pensare di staccarsi dalla famiglia e farsi una vita propria?
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Grazie per i vostri consigli. Sicuramente continuare così non va bene, va bene l'esperienza ma, personalmente, sto molto al computer e poche in mezzo alle cose che davvero fanno la professione. Mi piacerebbe mettermi in proprio, un giorno, ma anche rischiando di essere ripetitiva le figlie sono piccole una volta sola, meglio viversele o trascorrere le giornate a cercare di fare pratica e di fatto essere sfruttati? Ne vale la pena? Non so, bisogna scegliere e basta. La pensione ormai credo non la prenderò mai...
Grazie ancora e chi vuole continui a dire la sua, ogni testimonianza è utile
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Vuoi un consiglio? Molla tutto e sta con le tue bimbe...quel tempo che perdi ora non potrai mai più recuperarlo con loro. E poi in fin dei conti lavorare quasi agratis (imparare forse nulla) come è successo a me e a moltissimi altri...credimi il gioco non vale la candela!
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Per quello che ne posso capire, ti consiglio di aprirti P.Iva col regime dei minimi e gestirti il tuo tempo per stare con le figlie, offrendoti come collaboratrice ma magari lavorando a casa. Prova a specializzarti in settori trasversali come la renderizzazione o la grafica, se sei fortunata e brava ti fanno da apripista per lavorare stabilmente con professionisti già avviati.
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Mah, guarda Carmen, io ho mollato tutto quando mia figlia era piccola, e ora mi mangerei le mani. Certo ho visto mia figlia crescere e ho fatto la brava donna di casa (che schifo! considerazione sociale ZERO), nel frattempo mi sono ammosciata e intristita, e adesso mi ritrovo senza marito, senza niente di mio, un rientro al lavoro traumatico e un sacco di problemi, a 40 anni suonati, da affrontare da sola, compresa il fatto che non avrò pensione, o se l'avrò sarà ridicola; e per giunta troppo vecchia per pensare a fare altri figli (non sono mica la Nannini...;-) ).
Guarda, non mi ci far pensare, se inizio le lamentele non smetto più.
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Ciao fulser, il tuo post mi ha colpita molto, perchè anch'io credo che dedicarsi solo ed esclusivamente alla famiglia non sia appagante, non perchè curare la famiglia non lo sia, anzi, ma la vita di una donna non può essere fatta solo di quello... E poi dobbiamo anche metterci il discorso economico, non navigo nell'oro quindi uno stipendio in più mi è più che utile, ma facendo questo lavoro ora come ora si può dire che se non fosse per mio marito farei la fame... Se dipendesse solo da me ci starei ma è giusto che le mie figlie vengano private di qualcosa solo perchè la madre ha studiato e vuole fare un lavoro degno del titolo che ha? Non credo...e credo che prima ho il dovere di far stare al meglio le mie figlie, poi arrivano le mie ambizioni, ma solo poi... chi è madre credo possa capire
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si irene, capisco i tuoi dubbi.
Io sono figlia di genitori che hanno sempre lavorato molto e mi mancava la loro presenza materiale, anche per questo a suo tempo avevo fatto questa scelta di restare a casa. Chi dice che non conta la quantità del tempo ma la qualità tenta delle affermazioni auto-consolatorie, per la mia esperienza non è affatto vero e poi non è così semplice: che vuol dire qualità?? Potremmo perderci ore a discuterne.

Però faccio l'avvocato del diavolo:
E' vero che hai il dovere di far stare meglio le tue figlie, ma sei sicura, non lavorando, di farle star meglio? Quando sarai anziana e le tue figlie dovranno sobbarcarsi la tua vecchiaia perchè tu non avrai pensione credi che ti ringrazieranno? E tu credi davvero che ti accontenterai di fare le pulizie, pulire il moccolo al naso dei bimbi, occuparsi dei nonni quando si ammalano e appoggiare in tutto e per tutto la carriera di tuo marito (che magari poi se ne va con la ventenne?) senza che il tuo contributo venga assolutamente riconosciuto? E quando dovrai rinunciare a delle spese per te (parlo di cose indispensabili, non velleitarie) perchè ti senti in colpa a spendere?
L'emergenza sociale non è ancora scoppiata e la nostra cara classe dirigente non se ne è accorta, ma l'Italia va avanti per reti familiari, perchè quando tra qualche anno il settore pubblico dovrà sobbarcarsi tutti i costi sociali perchè non ci saranno i giovani a farlo, sarà una bella botta.

Le tue ambizioni sono non solo legittime, ma per come va il mondo anche doverose, dato che devi essere d'esempio per le tue figlie, a cui devi isegnare prima di tutto ad essere degli individui indipendenti.

Questo lo dico ora, dieci anni fa avrei detto l'opposto, sia chiaro. So che non è facile.
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Ho letto la tua risposta,fulser, e devo dire che sono d'accordo con te e devo fare una precisazione rispetto al mio post precedente.
Quando mi chiedo se sia giusto o no seguire le mie ambizioni intendo che, viste le mie necessità sia di avere tempo per le mie figlie che di avere del denaro in più a disposizione, forse sarebbe il caso che cercassi un lavoro part time anche al di fuori del campo per cui ho studiato, un lavoro in regola(al momento sono a nero quindi il discorso pensione non lo porto avanti comunque), che contribuisca a rendere un pò più sicuro il mio fututo e mi permetta anche di avere una vita più dignitosa.
Tu parli di individui indipendenti, e infatti è quello che voglio essere, sono stanca di dipendere economicamente da mio marito e dalle famiglie di origine, a 30 anni ho bisogno di sentirmi dipendente solo da me stessa, e soprattutto di essere capace di mantenere le mie figlie. Così intendo l'indipendenza, non mi interessa di fare anni di gavetta, magari lavorare chissà ancora quanto a nero, per ritrovarmi fra 10 anni, se va bene, a riuscire ad avere un minimo di mia clientela, ma per i prossimi 10 anni che faccio, continuo a chiedere soldi a mio marito per ogni cosa oppure lascio ogni giorno le mie figlie ai nonni? Che tra l'altro non sono i nonni di una volta, lavorano anche loro, quindi li sobbarco di un impegno ulteriore.
Certo che voglio lavorare, ma deve essere un lavoro che mi permetta, appunto, una certa indipendenza e del tempo libero da dedicare alla famiglia, ci vuole pure quello. Non credo che incaponirsi a voler diventare per forza architetto subito sia la mia priorità, visto che non sono sola, e aggiungo per fortuna...quando ho intrapreso la facoltà ero giovane e non sapevo che piega avrebbe preso la mia vita, ora è tutto diverso e la mia più grande soddisfazione sarebbe sentirmi libera e autosufficiente, nei limiti del possibile, non voglio farmi condizionare dal miraggio di una carriera che, forse, ora non sono in condizione di cercare.
Spero di essermi fatta capire un pò meglio. Comunque grazie per avermi risposto
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Figurati, è un piacere confrontarsi, e ripeto, ti capisco benissimo! Tutto quello che dici sono cose cui tutte noi pensiamo continuamente, penso, quindi parlarne aiuta molto.
L'unica cosa che conta è non perdere il rispetto di se stessi e di chi ci vuole bene, alla fin fine. In bocca al lupo!!!!
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per fulser.
penso che se tu avessi iniziato a lavorar subito dopo la laurea...come me e come molti altri...ti troveresti allo stesso modo di chi non l'ha fatto, in quanto avresti sì un bagaglio di esperienze lavorative di dieci quindici anni e più ma...credimi non risulterebbero poi così importanti come allevare un figlio! E poi cosa pensi che a livello contributivo cambia poi molto fra me e te? Credimi assolutamente poco visto che tutti noi dovremo lo stesso andare a lavorar fino a tardi in età...e la pensione non la vedremo nemmeno...
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..mollali; e non dimenticarti di denunciarli visto che lavori in nero..senza scrupoli..perche' loro non ne hanno avuti nei tuoi confronti..anche se sono tuoi parenti! Ma vi volete rendere conto..?..goditi il tempo con i figli...
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x Carmen:
il punto è che l'esperienza lavorativa me la sto facendo adesso con tutti gli enormi problemi che ti puoi immaginare, mentre facendo qualche sacrificio avrei potuto fare sia la mamma che lavorare, come sta facendo Irene con tutta la mia ammirazione. Qualche anno in meno ti fa affrontare le cose con più forza, credimi.
Invece io mi sono "crogiolata"...
Ma adesso basta con la mia esperienza, mi accorgo che sto diventando logorroica, mi sento un "caso umano".
Irene, fai come ti senti, tanto tra qualche anno, quando avrai dato tutta te stessa e avrai lavorato come una schiava, fatto la mamma perfetta e magari anche l'architetto di successo, troverai sempre qualcuno, ALMENO UNO, che ti dirà che sei una scansafatiche, oppure una pessima madre e una fallita. Ciao!
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Cavolo, fulser, sei un tantino pessimista. Sicuramente avrai le tue ragioni per dire che qualunque cosa si possa fare, anche col massimo impegno, ci sarà sempre colui che riuscirà a trovare un difetto in quello che si fa...in un certo senso anch'io trovo che le critiche non mancano mai, per esperienza...
Comunque almeno per me ciò che importa davvero è sentirmi a posto con me stessa, e ora come ora non lo sono, pur impegnandomi a fondo in tutto quello che faccio, qualcosa di sbagliato c'è, e credo sia che mi sento legata da scelte che sembrerebbero scontate ma per me non lo sono affatto, parlo di un'eventuale scelta di fare dell'altro rispetto all'architettura.
E ti assicuro che uscire la mattina, lasciare le bambine ai nonni, passare 8 ore a fare per lo più cose inutili per una miseria, per poi tornare a casa stanca e con mille cose da fare non è bello, non rimpiangere troppodi non essere andata a lavoro subito, perchè c'è lavoro e lavoro, quello che faccio io e, come me, tanti altri, non è lavoro, non serve a gran che, meglio un qualunque part time con assunzione. Quando si è mamme lavorare tutto il giorno è quasi contro natura, purtroppo al giorno d'oggi non se ne può quasi più fare a meno. Per le donne è dura, non c'è niente da fare. O te ne freghi e pensi solo alla carriera, allora sei a posto, ma se ti importa di curare la tua famiglia come si deve è dura e ci stai un pochino male...
Non colpevolizzarti troppo, fulser, hai fatto una scelta, col tutto il male che ne è derivato, ma credo che tua figlia sia stata felice di averti avuta sempre presente...
Grazie ancora, sono felice di aver iniziato questa discussione, mi è molto utile
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in bocca al lupo irene, io dopo 5 anni di lavoro sottopagati in vari studi di architettura, facendo mille e mille più esperienze, in cantinere e non, senza mai riuscire, MAI, a mettere 2 soldi da parte...sono diventata dipendente di una socità, dove non faccio "l'architetto" nel senso stretto del termine, ma almeno ho la sicurezza di uno stipendio a fine mese e la maternità pagata.
ti dirò, la cosa nemmeno mi pesa, forse in me non ardeva il "sacro fuoco" o le innumerevoli difficoltà l'hanno fatto spegnere per sempre.
qualunque cosa tu decida, ricordati sempre che le donne sono sobbarcate da enormi impegni (familiari e non) e da enormi aspettative: in un certo senso, quello che dice fulser è vero. qualunque cosa tu faccia ci sarà sempre qualcuno che ti dirà che non hai fatto abbastanza: l'importante è stare sereni, soprattutto con i figli e dormire la notte senza pensare a come pagare i 1800€ di contributo minimo inarcassa quando il tuo stipendio mensile è di 900 lordi.

P.S. MAI MAI lavorare al nero, meglio stare a casa. una persona che non ti paga i contributi non è una persona seria e SICURAMENTE non ti farà imparare nulla.
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@Archla...ti quoto in pieno. Una persona che ti fa lavorare in nero non è una persona seria, soprattutto per il più delle volte ti prendono perchè non sanno fare niente loro. Si beccano i soldi, danno poco a te, tu non impari niente e ti freghi con le tue stesse mani due volte.
Anch'io inizio a pensare (sono neolaureata) ad aprirmi anche altre strade finchè sono in tempo...mentre studi va bene fare la gavetta in nero però a patto che non intralci gli studi. Vorrei andare avanti a studiare e se agli studi professionali non sta bene, salve e arrivederci. Io ho la fortuna che i miei lavorano ancora quindi mi mantengono ancora loro. L'indipendenza economica? Sarà già tanto se riuscirò a pagare i 3000 euro l'anno di retta della scuola esaurendo il mio stipendio, il resto sarà ancora a carico dei miei.
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@Archla...ti quoto in pieno. Una persona che ti fa lavorare in nero non è una persona seria, soprattutto per il più delle volte ti prendono perchè non sanno fare niente loro. Si beccano i soldi, danno poco a te, tu non impari niente e ti freghi con le tue stesse mani due volte.
Anch'io inizio a pensare (sono neolaureata) ad aprirmi anche altre strade finchè sono in tempo...mentre studi va bene fare la gavetta in nero però a patto che non intralci gli studi. Vorrei andare avanti a studiare e se agli studi professionali non sta bene, salve e arrivederci. Io ho la fortuna che i miei lavorano ancora quindi mi mantengono ancora loro. L'indipendenza economica? Sarà già tanto se riuscirò a pagare i 3000 euro l'anno di retta della scuola esaurendo il mio stipendio, il resto sarà ancora a carico dei miei.
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vi prego donne:
lasciate la metà degli impegni e delle responsabilità ai vostri uomini.
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ladose, attento a quello che dici. Non sempre i "nostri" uomini, come tu li chiami, vogliono dividere le responsabilità con le "loro" donne... Anzi, a volte le mollano pure, con tanto di figli al seguito. Faremmo volentieri a meno di preoccuparci di portare a casa soldi, se i "nostri" uomini guadagnassero 2000 - 2500 euro al mese...ma ne guadagnano meno, spesso, e purtroppo siamo costrette a dover contribuire, perchè mandare avanti una famiglia costa e uno stipendio solo non basta, se non è alto... Non ne possiamo più di chiedere sempre aiuto ai nonni, poi dicono che siamo bamboccioni. Quindi facciamo attenzione alle parole...
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ma si questo è chiaro! Come scrivi sopra il tuo uomo sembra che ti sostenga. Ma appunto come dici molti invece se ne lavano le mani e pensano solo alla loro di carriera, a volte anche ingenuamente, perchè sembra normale così.
Quello che dico è solo un'esortazione a liberarsi dai molti sensi di colpa che purtroppo ancora oggi gravano sulle spalle delle donne.
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Hai ragione, ladose, forse siamo noi donne le prime a chiedere troppo a noi stesse. Sarebbe bello dedicarsi alla famiglia a tempo pieno e senza la paura di non arrivare a fine mese, e magari fare ogni tanto dei viaggi per coltivare la nostra passione per l'architettura... Anche percgè, almeno io la vedo così, la passione per l'architettura che ci ha portati ad iscriverci all'università ha poco a che vedere con il mestiere di architetto, a meno che il tuo nome non compaia in copertina sulle più blasonate riviste del settore... quindi tanto vale guadagnarsi il pane in altri modi e continuare a osservare con interesse e ammirazione le grandi opere realizzate da altri... Che ne dici?
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Continuare a coltivare le proprie passioni è importante anche se in tempi di magra bisogna adattarsi per forza di cose anche perchè non vivamo solo per noi stessi o almeno così si spera che sia... e comunque non si sa mai magari tra qualche tempo la situazione cambia.
In bocca al lupo!
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cia, volevo dire la mia: sono mamma di 2 bimbi 11 e 6 anni, che a scuola vanno benissimo, grazie a me che li sprono sempre in avanti rispetto ai programmi.. ma io che non ho sgobbato negli studi e da nessuna altra parte, mi sono solo abilitata dopo la laurea, io mi sento una fallita e mi pento amaramente del tempo a volte sprecato in casa, o a fare la spesa ... avrei potuto farmi schiavizzare un pò da qualche studio e ora forse i miei figli sarebbero più felici con una mamma più soddisfattae non fallita e rammollita come me, sì perchè poi perdi tutto lo smalto dei bei tempi, quando te ne rendi conto è difficile risalire la china. perciò consiglio a irene di tener duro e guardarsi sempre intorno per un lavoro nello stesso ambito ma più umano ...stare solo a casa no!mai!
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