iniziare in proprio

messaggio inserito lunedì 10 gennaio 2011 da mirò

[post n° 251509]

iniziare in proprio

Ciao a tutti, negli ultimi mesi ho lavorato presso uno studio, senza dilungarmi troppo la situazione è quella comune a molti, tante ore per una retribuzione misera e non in regola... voglio provare a fare l'esame di stato nella prossima sessione e per prepararmi, e anche per questioni familiari, vorrei lasciare questo studio.
Questa esperienza mi ha fatto maturare la possibilità di iniziare, non appena avuta l'abilitazione (speriamo il prima possibile...), a lavorare per conto mio.
Qualcuno di voi può parlarmi della propria esperienza? C'è qualcuno che ce l'ha fatta? Si può scampare alla lunga gavetta fatta a servizio di chi è avanti per età ed esperienza?
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Per lavorare in proprio ti servono:
1) Dei clienti.
2) Uno spazio dove lavorare e conservare le pratiche, e dove eventualmente ricevere i clienti. Può benissimo essere una stanza di casa tua, a patto ovviamente che tu viva solo, o comunque almeno sia solo durante gli orari "di ufficio".
3) Un minimo di attrezzatura: un pc, un distanziometro laser, strumenti da rilievo, libri di architettura.
L'unica spesa seria da affrontare sarebbe l'acquisto dei software.
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4) conoscenze consolidate(politiche: come assessori, sindaci....etc...e non: medici, avvocati, generali persone facoltose insomma) o lavoro cuscinetto(un part-time qualunque và già benissimo o cmq altra fonte di reddito), perchè è vero che negli studi si guadagna poco ma se sei solo e piccolo come professionista nn è detto ke tu produca un reddito maggiore della miseria del finto dipendente.
5) tanta pubblicità nel caso tu non abbia i requisiti di cui al punto 4
5) tanta fortuna e coraggio!
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7) Non chiedere mai i soldi ai clienti, mai.
8) Se fai solo il professionista e non hai rendite, sviluppare un metabolismo simile a quello del pitone (conseguenza del punto 7), il quale rimane anche un anno senza mangiare e, nel frattempo, striscia piano piano per consumare meno calorie, anche solo 20 calorie al giorno.
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9) assicurazione professionale.....non appena inizi a realizzare.
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X Edoardo:

Mi dispiace ma con condivido per niente il punto 7.
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Ily NEANCH'IO!!!


Dove collaboro (estemporaneamente) vige questa legge, infatti i professionisti sono tutti possidenti di molti appartamenti messi a rendita e non mangiano certo con la professione. Sono molto benestanti a prescindere.
Io li sollecito (per farmi pagare) a farsi dare anticipi e a firmare conferimenti incarico... ...ma per loro è oltraggioso e offensivo, mah.
Adesso è due settimane che provo a rintracciare la mia amica ricca geom. a cui ho consegnato il DWG del mio progetto di 5 unità immobiliari... ...doveva farlo vedere al cliente... ...E SE IL CLIENTE SI TIRA INDIETRO?!?!?
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Ovviamente di quel lavoro non ho visto ancora un euro.

Una volta, e questo rientra nel tema della professione, quelli come suo padre, anziano geometra guru dal 1960, erano soliti comprare terreni agricoli... ...farseli "mettere sotto" piano come edificabili... ...costruire in società con un costruttore..... ...vendere gli appartamenti... e accumulare un così un bel patrimonio personale. Per questo la figlia non chiede i soldi, li ha già!!!
Le regole le fanno queste caste di professionisti e noi giovani dobbiamo sottometterci, (o sposare le figlie per entrare nella casta).
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Già Edo, tutti che si lamentano per il costo dell'architetto... e poi tutti l'avvocato, il dentista, il notaio, l'idraulico e l'elettricista lo pagano (in nero) senza fiatare, anche di fronte ad esose richieste e parcelle chiaramente gonfiate.

E' questo che non mi va giù!!!
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Neanche a me Ily, anche perchè ci vanno di mezzo i collaboratori.....che nn campano di altre rendite........................................................................................
10)conoscere qualche impresa e qualche artigiano
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grazie a tutti. punto 4): non ho conoscenze. punto 5): fortuna poca,coraggio così così, tanta motivazione perchè non ho una situazione familiare che mi permette di star dietro a professionisti per due soldi, preferisco dedicare il mio tempo ai miei figli. punto 8): sono perennemente a dieta, quindi non mangiare potrebbe essermi di aiuto!... punto 10): mio marito lavora nell'edilizia, magari la cosa mi può aiutare...
E' una brutta faccenda, la nostra, grande passione che negli studi è un'arma vicente ma poi la vita continua e si evolve...
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Bhè dai potrebbe essere un ottima occasione quella di avere tuo marito nel settore....gira ke ti rigira qualche ragno dal buco lo caverai! tenterei...........comincia magari facendoti un pò di pubblicità partendo dal fruttivendolo di fiducia e dal parrucchiere :D....comincierei con gioco!!!!piano piano il coraggio verrà da solo.
In bocca al lupo
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secondo voi quanto preavviso devo dare per lasciare lo studio? ricordo che non sono assunta, non ho nessun vincolo preciso.
grazie
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x Mirò.
Dipende anche da che rapporti hai con gli attuali tuoi datori di lavoro...Se sono degli st***i, fatti pagare quel che ti devono e salutali senza badare troppo alle loro esigenze. Se invece tutto sommato, nn sono malvagi, parlane con loro e trova un accordo su come fare il passaggio di consegne con eventuale persona che verrà dopo di te.
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vorrei completare il mio post precedente.Ma adesso sei in ritenuta d'acconto?...oppure sei "in black"?no, perchè allora cambia. Se sei in nero salutali quando ti sembra meglio PER TE, dato che nn ti hanno messo in regola in qualche maniera, sono affaracci loro se te ne vai dall'oggi al domani. L'importante è che la cosa nn ti arrechi un danno economico, del tipo che nn ti pagano l'ultimo mese che hai fatto.....
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Io me ne sono andato dopo due anni e mezzo a P.IVA sono partito da 600 € al mese e dopo due anni e mezzo 1100 € al mese fatturati.
In pratica era come avere un semplice rimborso spese.
Ho imparato il più possibile e a Gennaio 2008 con l'assegno in mano di Dicembre 2007 gli ho detto: " senti ti volevo dire una cosa da domani non vengo più".
C'è anche rimasto male e si che lo avevo avvertito che mi pagava poco.
Comunque siamo rimasti in buoni rapporti.
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per kia: niente ritenuta d'acconto o robe simili, sono "in black", ormai sono mesi e la situazione non sembra cambiare. Devo dire che i datori di lavoro sono persone molto accomodanti, creano un ambiente di lavoro piacevole, però purtroppo questo non basta a rendere un lavoro appagante...poi ho altre cose da fare e non riesco a conciliare. Magari se potessi fare un part time, e in regola, allora rimarrei. A dire il vero non ne ho mai parlato, ma ci sono altri nella mia stessa situazione in studio e a sentir loro gli sembra già tanto prendere poche centinaia di euro al mese... Forse non mi dicono la verità, non so. Allora dici che mi devo fare pochi problemi e fare il mio interesse? Magari glielo dico una settimana 10 giorni prima così se vogliono si organizzano
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ho dato l'esame di stato dopo aver lavorato rigorosamente in nero e dopo essermi dedicata ai miei figli per diverso tempo.riprendere gli studi non è stato semplice e per passare l'esame ho faticato, la prima volta ho superato lo scritto ma non l'orale la seconda volta è andata bene. ora sono abilitata e la soddisfazione è enorme. se ti posso dare un consiglio però non lasciare il lavoro' soprattutto se sono brave persone i tempi sono difficili per tutti .in bocca al lupo
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Secondo me, in qualunque caso, l'importante è non andare a rinchiudersi in un "buco nero", e aver sempre la possibilità di progredire.
Se i tuoi attuali datori di lavoro ti concedono pause per corsi, aggiornamenti, concorsi e lavori in proprio, convegni (tutta roba che serve per evolverti professionalmente), tutto sommato per qualche tempo stringerei la cinghia e aspetterei di avere un po' più di esperienza e titoli (che non sono solo pezzi di carta, ma anche cose che sai più o meno fare e competenze che puoi spendere sul mercato).
In caso contrario me ne andrei e mi metterei in proprio...
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Rovescio della medaglia di assunzione regolare: mai un corso, mai uno stimolo a crescere, mai una pausa.
Finchè c'era da progettare ok... ...ma ora è terribile.
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per antonellapch: grazie per il consiglio, purtroppo non credo di essere nelle condizioni di poter conciliare lavoro e famiglia, non voglio metterla troppo sul personale ma, come tu saprai, i figli sono un impegno e se devo scegliere scelgo loro...
Grazie per i vostri consigli, li accetto sempre volentieri
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carissimo, non è l'abilitazione o il lavorare in uno studio di progettazione. io ho lavorato 1 anno in uno studio è ho imparato solo cose burocratiche. il cantiere è il luogo dove si forma il professionista e non l'ufficio.Se vuoi veramente imparare la tua professione inizia a lavorare per una seria impresa di costruzioni. Scendi in campo e non fare il topo di ufficio o il burocrate. La tua professione parte dal cantiere e non dall'andare in cantiere quando lo ritieni piu' opportuno. Vivere il freddo invernale e il caldo estivo, vedi la costruzione che cresce sotto il tuo sguardo, capisci le complesse dinamiche che governano un cantiere, ti interfacci con gente che sicuramente ne saprà pi' di te. Tutti parlano dell'architettura rinascimentale o medioevale o barocca , delle forme della tettonica, ma tutti si dimenticano lo spirito che animava la personalità di quegli architetti. la presenza in cantiere . perchè era lì che l'architetto imparava a fare l'architetto e non il burocrate-tecnico.Di ARCHITETTI in giro ce ne sono a bizzeffe ma chiedi a qualcuno come si realizza e si contestualizza un determinato manufatto e sentirai soltanto risposte vaghe e prive di logica. Tieniti sempre aggiornato da un punto di vista normativo e si aperto a qualsiasi confronto costruttivo.
e soprattutto lascia perdere questi blog pe4rchè tanto tutti parlano ,bla bla bla ma siamo tutti bravi a dare solo problemi senza mai proporre soluzioni.
in bocca al lupo.

Un saluto
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Quoto eddie, il cantiere è cruciale per lo sviluppo corretto del progetto, è lì che ci si "scorna" ma non avere mai complessi nei confronti delle maestranze e dei tecnici, da cui hai da imparare.
Il difficile, che eddie non ha scritto, è non farsi mettere i piedi in testa di chi sta sotto, perchè se perdi il tuo ruolo di Arki-tekton (capo - costruzione) è finita.
Non mi stancherò mai di dire, inoltre, che a monte di una buona D.L. c'è sempre il progetto e come si pensa di realizzarlo. Se il progetto è stato pensato correttamente e commisuratamente anche alle proprie (e non solo) possibilità realizzative avrai vita + facile.
E continua a leggere i blog perchè, come vedi, anche chi blablabla, qualche piccolo consiglio te lo può dare o quantomeno ci prova.

Un saluto.
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Secondo me parte burocratica e cantiere sono entrambe importanti....se nn ti occupi bene prima della parte autorizzativa e permessi vari, col cavolo che apri il cantiere!quindi nn sottovalutatela!
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Il cantiere è fondamentale ma deve partire da un progetto curato e pensato in ogni sua parte altrimenti diventa un "inferno" e la realizzazione del progetto ne risente.
Purtoppo a monte di tutto c'è la parte burocratica che costituisce l'80 % del tempo che si dedica ad un progetto.
Ormai in Italia siamo al limite del ridicolo chiedono dichiarazioni su tutto, i regolamenti attuativi sembrano scritti da dei ragionieri invece che da tecnici, tutte misure e percentuali da rispettare anche l'angolo di smussamento degli scalini che quando l'ho comunicato al marmista pensava lo prendessi per il culo......
Cosi abbiamo tanta bella carta per foraggiare le mandrie al pascolo di burocrati delle pubbliche amministrazioni.
A paragone della Germania (vedere puntata di Report) siamo una repubblica delle banane sudamericana.
Tre settimane per avere l'autorizzazione per la realizzazione di un edificio residenziale, documentazione spedita in una busta A4 per posta, un regolamento edilizio appeso ad una bakeka del comune di quattro pagine.
In Svizzera sei mesi per avere l'autorizzazione all'attività di una azienda (vedere puntata di Report) con realizzazione dell'edificio, in Francia lo stesso e un unico interlocutore che fa da tramite tra inprenditori e pubbliche amministrazioni.
E poi dicono che in Italia non si può fare architettura e soprattutto non si investe più; e ci credo.....
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Vista anche io quello puntata! io ho ferma una pratica per una sanatoria di una canna fumaria da 1 anno e mezzo: tutti pareri favorevoli, anche quello della tanto temuta commissione di Salvaguardia, e sono ancora qua che aspetto che scrivano il parere definitivo e mandino sto benedetto bollettino da pagare al proprietario!allucinante!figuriamoci se dovevo costruire una casa!!!
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