apertura partita iva

messaggio inserito lunedì 28 febbraio 2011 da sara

[post n° 256090]

apertura partita iva

Ciao a tutti, vorrei dei consigli sull'apertura della partita iva. Sono una dipendentente a tempo indeterminato che ha scelto di dimettersi e aprire la partita iva per collaborare in uno studio di design per 10 mesi...si sembrerà una follia !!
La scelta è dovuta al fatto che il mio lavoro non mi piaceva e non mi trovavo neanche bene sul posto di lavoro oltre al fatto che secondo me avrà vita breve. Ora, il mio stipendio era di 1300 netti per 13 mensilità, secondo voi, per arrivare a percepire netti togliendo tutte le tasse 1500/1600 quandto dovrei fatturare ?
Grazie
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1300 netti e te ne sei andata, hai fatto una visita dallo psichiatra prima, ci sono professionisti esperti che ti possono aiutare
comunque devi fatturare almeno 2500
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Ma stai scherzando? 1300 e te ne sei andata? Hai mai letto cosa si dice in questo blog?
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obbiettivo 1500 netti? auguri..! per dieci mesi.. e poi?.. comunque..

1500 netti
imposte 20% = 300
inarcassa 4% = 60
inarcassa fissa 800 circa (su 10 mesi) = 80
iva 20% = 300
totale 2240, che arrotonderei a 2300 € per tenermi cauto...

quando ti pagano chiama, che passo a lasciare un curricula...
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Non mi sembra il caso di offendere Sara in questo modo.
Immagino che abbia fatto le sue valutazioni, e, se veramente il suo posto di lavoro era vacillante (perchè lo studio/azienda era in crisi) è stata anzi previdente a trovarsi un altro posto prima di finire in cassa integrazione o disoccupata.
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Grazie Ily per la comprensione. Per essere concisa nel precedente messaggio non ho specificato bene che sto pensando di dimettermi, non l'ho ancora fatto! All'altro studio devo fare io una proposta economica e poi loro la valutano (stanno vedendo altri candidati ovviamente), quindi è tutto ancora campato per aria. Il lavoro sembra molto interessante, si tratta di art direction (io sono una designer, non un architetto). Ora invece sono limitata a disegni, render, grafica. La partita iva è un'opzione, potrebbe essere un contratto (non ho capito di che tipo) a tempo determinato alla fine del quale si vedrà (probabilità 50%). Non so cosa mi conviene, vorrei arrivare a 1600 netti per ammortizzare il fatto che lascio un indeterminato con ferie pagate, malattie, tredicesima ecc. La voglia di cambiare è tanta, mi sento di fare questo salto, ho 31 anni e tanta voglia di fare esperienze nuove e stimolanti.
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dna ma che conto hai fatto scusa? dipende anche da che tipo di regime fiscale intende avere, ed avendo 31 anni ed iscrivendosi all'inarcasdsa ora ha diritto ad agevolazioni per 4 anni pagando 1/3 dei contributi minimi alòl'anno. basta andare sul sito inarcassa a controllare...
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io appoggio la sua scelta invece, lavorare in un'azienda per troppi anni ti taglia fuori dalla libera professione. Io ho amici che hanno un buon lavoro in azienda ma vorrebbero fare gli architetti. Il problema è che non abbiano idea neppure di come sia fatta una pratica tra le più elementari, non hanno mai visto dei computi e non hanno mai trattato con un'impresa. certo di questi tempi non è facile, ma siccome passiamo 4/5 della nostra giornata lavorando, ritengo che uno debbe cercare di fare quello che gli piace, altrimenti lo specialista ti serviròà sul serio!
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sil.. non vedo l'errore dove sta? non va più pagata inarcassa? si certo, vuoi che non so quanto pago ogni anno di inarcassa? :-( e per fortuna che c'è il regime agevolato per 5 anni, se rientri nel criterio età/prima iscrizione!
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Io sono messo come lo era Sara, prendo come prendeva lei ed ho un tempo ind. da 5 anni.
E la capisco! Se se lo sente (e non muore di fame) FA BENE!
Vorrei fare lo stesso ma le condizioni perchè non diventi pura follìa AL MOMENTO non ci sono proprio.
Inoltre con i titolari ormai siamo in amicizia, anche fuori dal lavoro e desidererei aspettare che le condizioni maturino con loro (e non solo) per diventare da bruco a farfalla.
Ma meglio essere un bel bruco variopinto e grasso che una farfalla senz'ali. Solo che se ingrassi proprio non ti muovi più!!!
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Se ingrassi TROPPO, intendo.
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si, sono stato troppo stretto.. 800 di inarcassa quest'anno non bastano :-(
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Scusate, ma per iscrivermi all'inarcassa dovrei essere architetto scritto all'albo? Io non lo sono, sono laureata in disegno industriale, non esite un albo (che io sappia). Mi sa che oggi chiamo il commercialista.
Ma secondo voi contratto atermine o partita iva?
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Un mio conoscente lavorava in una società di costruzioni di Bologna, famosissima, come developer (non faceva lui i progetti, li facevano le archistar).
Rifiutò tuttavia di farsi essumere e fatturava quasi 4.000 euro al mese. Se ne andò perchè non si sentiva realizzato.
Si è messo in proprio e non ha mai battuto chiodo.
Adesso si è trapiantato a Milano, mah, che coraggio...
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si Inarcassa prevede doppio requisito, iscrizion ordine architetti + partita iva.

se non sei architetto, devi iscriverti all'inps.

tra contratto a termine e P.i., io sceglierei il primo..
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per Edoardo.. evidentemente il tuo amico aveva le spallucce coperte e mollti soldi in tasca.. oserei dire beato lui.. noi ascoltiamoo i consigli del Liga.. chi si accontenta gode.. anche se un po' così così..
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In teoria dovremmo poter fare come lui... ...girare... conoscere, collaborare (pagati)... Per ora faccio come Vasco Rossi: "C'è chi dice no, io non mi muovo".
Ma se anche solo dalle conoscenze che ho si profilassero le opportunità che credevo attuabili e che, invece, si sono ibernate, farei il mio lavoro... ...che non è certo stare a prendere ordini o a far passare il tempo.
Certo che se uno si deve mettere a fare di tutto pur di fatturare... ...allora, a quel punto, considererei realmente di mettermi a lavorare il legno (che già l'ho fatto, anche se artistico). Ho pure un amico falegname con un laboratorio avviato a Modena....

Capisco quindi Sara e la stimo moltissimo. Dovremmo tutti noi POTENDO muoverci sapendo però dove poggiamo i piedi, almeno all'inizio. Per ora qui è buio.
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E per poggiare i piedi all'inizio, c'è bisogno non dell'architettura, dei musei, o delle stazioni dell'alta velocità... ...ma dell'edilizia, che sia sul nuovo o sull'esistente, incentivata da nuove politiche.
Ora manca il substrato su cui pensare di avviarsi. La gente non ha più i soldi e i grossi hanno rapporti clientelari intoccabili (e politici) con i soliti noti.
Botta cominciò facendo residenze private intorno a Lugano, Le Corbusier qualche casa per gli amici (villa di Garches, quella col prospetto composto con la sezione aurea), Wright cominciò (staccatosi da Sullivan) con le Prairie's Houses...
E lo fecero da giovani, Diobono.
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dna. Non intendevo dire che non sai quanto paghi intendevo dire che la nostra amica Sara forse non dovrà pagare quanto te, visto che si iscriverebbe ora e magari sceglierebbe un altro regime fiscale (www.inarcassa.it/site/Home/Contributi.html). Tuttavia il problema non si pone Sara perchè non essendo un architetto o un ingegnere non potrai iscriverti all'inarcassa e dovrai versare all'INPS e allora sono dolori perchè i contributi sono altini (in compenso un domani avrai più soldi quando andrai in pensione IN TEORIA o meglio SULLA CARTA). Ti sconsiglio la partita iva e l'inps se non sei almeno sui 2200 euro di stipendio lordo più iva mensile. Considera poi che negli studi non seipagata quando non lavori, non sei pagata durabnte le ferie estive (purtroppo spesso è così) e non sei pagata per la malattia. Ed essendo INPS non so nemmeno come saresti messa per la maternità se volessi avere figli
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Qui dove sono io c'è un gruppo di architetti giovani che sta facendo qualcosa di originale ed apprezzabile... anche cose medio grandi ...ma alle spalle hanno un geom. compagno ammanicato con le P.A. e le Coop che procura loro le commesse (fonti attendibili), sennò col piffero...
Solo che se li contatto (abito nel paese dove hanno lo studio) col piffero che mi associano o mi assumono... mah, vedrò...
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Sì insomma, Sara "O tienes el dinero o tienes los cojones".
Valuta molto bene, come ti consigliano.
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Sara...secondo me stai per fare una follia e nn te ne rendi conto perchè hai le idee mooolto ma moooolto confuse. Tienti il contratto che è meglio. Se ti venisse poi la malaugurata idea di figliare almeno hai delle tutele. Noi a parte i miserrimi soldi di inarcassa nn abbiamo una cippa! Nn so se hai letto qualche post in merito....Tu che nn sei nè architetto nè ingegnere saresti messa ancora peggio perchè la partita iva come disegnatore (?) o con altri codici attività che nn siano quelli di architetto o ing. ti obbliga ad avere la gestione separata inps che nn è per nulla conveniente. Se resti senza lavoro con il contratto puoi richiedere l'assegno di disoccupazione, con la partita iva sono solo cavoli tuoi. Pensaci bene. Poi nn so se sei tra quelli che si possono permettere di fare colpi di testa alla "va dove ti porta il cuore" ...se avere stipendio basso nn te ne frega perchè hai altre fonti di reddito o qualcuno che ti mantiene.....Io personalmente nn farei questa scelta anche perchè per avere pari redditto con p.iva il tuo prossimo datore di lavoro dovrebbe sborsare veramente molti ma molti soldi e di questi tempi mi suonerebbe alquanto strano..... Ma lui ti ha fatto una proposta economica?Ha detto che vuole metterla per iscritto?se nn ti ha ancora detto niente....stai attenta.
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Poi il lato oscuro dei contratti è il sentirsi "arrivati" come mia cugina che appena assunta (con 1000 euro/mese) si è messa un mutuo trentennale ed ora figlia per la seconda volta (non con un benestante, anzi).
Questo per dire che se da una parte un contratto può far comodo, dall'altra ti può illudere portandoti a fare il passo più lungo della gamba.
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Sì, è vero, ho le idee confuse. Colpi di testa non ne ho mai fatti nella mia vita, sarebe il primo. Ho un mutuo ma avrei le spalle coperte (proprio in caso di estrema necessità, ma sono troppo orgogliosa e non arriverei a quel punto...ma so che c'è). La cosa che un po' mi blocca a dire il vero è proprio il fatto che dovrei posticipare l'idea di avere figli, però penso anche che sarebbe bello averne quando si è soddisfatti della propria vita e adesso non posso dire di esserlo...boh
Comunque offerte economiche non me ne hanno fatte, lo hanno chiesto loro a me ieri e stavo testando il terreno per sapere quanto sparargli, partendo dal fatto che il mio stipendio è di 1300 netti a tempo ind. ma cmq l'azienda sta andando male e potrei cmq rimanere a casa anche se mi hanno detto di no ma non mi fido al 100%. Io me la sento ma ovviamente vorrei essere contenta anche della retribuzione, ok precaria ma almeno pagata giusta. Poi magari sparo tropo alto e sceglieranno qualcun altro...amen, ci ho provato. Devo parlare con il commercialista ma da quello che avete scritto sto pensando di proporre un tempo determinato senza p.i.
comunque vi aggiorno, grazie!
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"Poi il lato oscuro dei contratti è il sentirsi "arrivati" come mia cugina che appena assunta (con 1000 euro/mese) si è messa un mutuo trentennale ed ora figlia per la seconda volta (non con un benestante, anzi). Questo per dire che se da una parte un contratto può far comodo, dall'altra ti può illudere portandoti a fare il passo più lungo della gamba"

Perchè c'è gente che trova la propria realizzazione personale non ne lavoro ma (ad esempio) nella vita privata, nella sfera di affetti e nelle passioni extralavorative, o nella somma di tutte queste cose: per queste persone il lavoro è un mezzo per guadagnarsi da vivere, e quindi, raggiunto un posto fisso, sono contente così.
Altri, invece, vedono il lavoro come il principale strumento di realizzazione di se stessi e quindi hanno voglia di fare "carriera" e di affermarsi nel lavoro.
Sono entrambe scelte di vita che vanno condivise e accettate: dipende tutto dalla propria scala delle priorità.
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non vorrei sembrare una voce fuori dal coro, ma a me sembra un troll. non posso credere che si stia discutendo su tale "dubbio"
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A parte che ho cercato ora su wikipedia il significato di troll, non volevo offendere nessuno, ma non mi sembra neanche di averlo fatto, qual è il problema? A cosa non puoi credere?
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non posso credere che si stia discutendo sul tuo dubbio. parlo comunque di esperienza personale, dal mio punto di vista.
leggo tutti i giorni di ragazzi che stentano ad avere uno stipendio decente, in regola (e sottolineo in regola), contratto, 13esima, ecc. e stiamo qui a domandarci cosa dovresti fare? per non far cadere la gente in errore (come me daltronde), dovresti darci più informazioni, perchè ognuno ha la sua storia e i suoi punti di vista. così su due piedi direi che sei una pazza a mollare il lavoro attuale (tralasciamo il romanticismo della libera professione, dei lavori tuoi, ecc), per avventurarti nella partita iva, a meno che tu non abbia le spalle coperte e parecchio anche.
ti chiedo scusa, non volevo essere offensivo nei tuoi confronti, solo che dal mio punto di vista mi sembra davvero una situazione assurda.
p.s.: quando ti sarai licenziata, mi puoi inviare i dati dell'azienda? grazie! :D
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Sara, sul serio, nella tua posizione, senza un ordine di riferimento e dovendo pagare i contributi all'INPS, lascia perdere, ameno che non trovi qualcuno disposto a darti 5000 euro al mese onde poter così "metterne da parte" un po' per i periodi di magra o per eventuali ferie non pagate e malattia. Tra le tante voci qui, alcune delle quali si esprimono in modo grottesco, siamo però tutti ben consapevoli di quello che diciamo, viviamo e lavoriamo con un p.iva e sappiamo bene quello che stiamo dicendo, in particolare chi è passato attraverso l'inps prima di approdare all'inarcassa.
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"dipende tutto dalla propria scala delle priorità."

...E dai nonni.
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Sara, scusami, nn vorrei sembrare offensiva ma mi pare di avere letto + sopra che nn sei proprio una giovincella ma hai sulla trentina.....ma ti sei guardata attorno? hai fatto un giro in questo forum dove + o meno tutti abbiamo raccontato le nostre esperienze?Forse l'unico assiduo frequentatore con contratto è Edoardo. Gli altri nn è che hanno la p.iva perchè è "poetico" fare la libera professione anche perchè pochi la fanno sul serio. Spesso stiamo dalle 8 ore in su in uno studio come un lavoratore dipendente ma senza le tutele di quest'ultimo. Non mi pare proprio una scelta saggia nè un passo in avanti lasciare un contratto e aprire p.iva come nn ho capito cosa perchè nn hai un ordine di riferimento. Io quando ho aperto p.iva lasciavo una serie di contratti a progetto rinnovabili all'infinito, capirai che roba, glieli lasciavo volentieri! ma perchè cmque ho un'abilitazione per fare l'architetto altrimenti sarei rimasta dove ero!
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Già, ma questo solo per le femmine di architetto.
I maschi della specie infatti non hanno questo problema.
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Ily, spiegati se ti riferisci al mio post.
Altrimenti ciò che scrivi è molto equivoco.
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Come dice Kia, la scelta deve essere motivata non solo dalle ambizioni personali ma anche dalle reali possibilità di riuscita professionale che, purtroppo, dipendono moltissimo dalle condizioni al contorno.
In passato mettersi in propio voleva dire FARE il professionista, adattandosi magari... ...ma si lavorava.
Adesso si rischia di non lavorare del tutto.
Secondo me la P.Iva ti può dare quel plus solo se hai in mano tu i clienti, se sei appesa ad una corda, invece, chi ti tiene appesa può tagliarla se gli fa comodo. Quando vuole.
Il geom. con cui collaboravo e con cui ho fatto alcuni prog. residenziali ed uno specialistico aveva un cliente miliardario che SEMBRAVA volesse farci fare tutti i ristoranti e rifugi di una località sciistica. E' sparito, non investe più là, il geom. l'ho rivisto per un pranzo dopo 2 anni, per tenere i contatti.
In quella circostanza mi ha detto che il cliente facoltoso tiene 500 appartamenti invenduti, in città.
Se mi fossi messo in proprio sull'onda iniziale, avrei fatturato una cifra ridicola.
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Poi, io ho espresso solo il mio punto di vista da timoroso... ...magari qualcuno va all'avventura e gli dice bene, magari c'è qualcuno che ha voglia di indebitarsi e gli dice bene... oppure è anche solo qualcuno che non ha bisogno di guadagnare per vivere perchè attinge ad altre fonti.
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ma quello che dico io è anche questo: a Sara nn hanno fatto ancora una proposta economica nè messo nero su bianco una proposta di retribuzione. Io per valutare di mollare un tempo indeterminato vorrei almeno questo. NN so se anche gli altri sono d'accordo con me. Poi Sara parla della consapevolezza che se lascia le sicurezze del contratto rimanda un eventuale pensiero alla maternità.....per carità io nn so quanto sia prioritaria la cosa per lei, ma se molla il contratto rischia proprio di dover rimandare di 10 anni se nn proprio rinunciarci...almeno di nn sposare il miliardario come dice quel minchione a noi tristemente noto..
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Eccomi qua! :)
Allora ho appena mandato la mail con la mia richiesta economica. Ho detto che vorrei circa 1600 netti al mese senza partita iva ma con contratto a termina (10 mesi, questo era il periodo indicato da loro, lasciando aperto il discorso su che tipo nel caso scegliessero me). Vediamo, se mi dicessero ok credo che mi dimetterò ( poi vi dò info sull'azienda nel caso qualcuno si volesse proporre, ma vi ricordo che qui le cose vanno male quindi progetti a lungo termine boh) ovviamente continuerei a cercare ma almeno nel frattempo farò un lavoro nuovo, stimolante e in cui ho da imparare. Se invece mi dicono che è troppo amen, rimango qui a fare questo lavoro che non mi piace e continuerò a cercare sperando di non rimanere a casa prima.
Voglio essere ottimista! Ciaoooo
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Anche se netti farei 2.000. Exceptum gloriam.
Facci sapere.
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Trovassi io un lavoro a 1600 netti da cui ho anche da imparare!
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Da tutti i lavori si ha da imparare, e allora?
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Sarà che io sono consapevole in primis di ciò che posso offrire... e dovremmo esserlo un pò di più tutti, imho, proprio per non farci mettere i piedi in testa da chi si arroga il diritto di sfruttarci.
A costo di sembrare sbruffoni o fuori mercato (che mercato non è).
Proprio perchè, facendo altrimenti o pensando altrimenti, diventiamo corresponsabili della nostra situazione.
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@ edoardo: il mio intervento sull'imparare era riferito al fatto che solitamente quando uno "ha da imparare", non gli viene offerto uno stipendio da 1600 netti.
So bene che c'è sempre da imparare in qualsiasi lavoro ed esperienza.
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Ho capito tunas, ma io volevo provocatoriamente dare uno scossone a certi dogmi.
Ho visto offerte di lavoro (CAD design / architecture) a Vancouver - 25 dollari/ora -> 200 dollari/giorno -> 4.000 e più dollari/mese, con tutti i se e ma del caso.
Offerte in cui c'è scritto sia cosa vogliono, sia il compenso, sia il contratto che offrono.
Quindi, il concetto di non pagare o di sottopagare è un vizio perlopiù nostrano, non è una verità giusta ed assoluta.
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...Te l'immagini poi farsi un giro in mountain bike nei boschi intorno a Vancouver e trovarsi faccia a faccia con un Grizzly che ti vuole assaggiare?
Se vado là devo rinunciare per lo meno al mio completo rosa salmone.
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