Sintomo di qualcosa?

messaggio inserito lunedì 2 maggio 2011 da Edoardo

Edoardo : [post n° 261377]

Sintomo di qualcosa?

Prima ero in palestra con un amico architetto MA libero esercitante, uno che ha firmato anche progetti discreti, potendo.
Dopo la battuta "Siamo priprio due braccia strappate all'architettura" gli ho proposto di fare un tour a Roma per vedere qualche opera contemporanea, quelle opere che dovrebbero incendiare gli animi e porsi a riferimento per noi intelletto-tecno-creativi.
Beh, s'è fatto scuro in volto ed ha abbassato lo sguardo, come se gli avessi ricordato un lutto di una persona cara, non sapeva cosa rispondere (e non per la battuta precedente).
Ci sono rimasto male, pensavo che almeno uno così potesse, con spirito critico, manifestare interesse verso l'architettura "dei nostri tempi".
Ma allora mi chiedo: "Qual'è l'architettura dei nostri tempi?". Questi episodi che sorgono qua e là, pubblicizzati sulla carta patinata, non sono forse qualcosa di avulso non solo dalla Società Civile, ma anche dalla maggior parte degli "addetti ai lavori"? Forse fino a 20 anni fa ci sarebbe stato maggiore senso di identitificazione, di partecipazione e di consapevolezza sociale?
Per me s'è rotto qualcosa, qualcosa di grosso, di molto grosso e che abbraccia anche la Società e la Politica.

Andiam pure avanti...
fulser :
forse non è tanto l'architettura, quanto Roma. Io per vedere architettura contemporanea d'ispirazione non andrei mai a Roma; andrei, che so, a Parigi, a Berlino....
Edoardo :
Sì, certo, avrei potuto dire anche Marte per lui... ...il concetto spero emerga comunque...
kkk :
sinceramente anche a me cadrebbero le braccia se un mio collega mi chiedesse di andare a vedere architettura contemporanea a roma.....
Edoardo :
A me cadono le braccia, invece, quando vedo che un collega non ha neppure l'elasticità mentale per capire un discorso...
desnip :
Forse semplicemente non aveva voglia di fare un tour con te...:-)
(Ingrato!;-))
Edoardo :
No, beh, manifesta una idiosincrasia irritata verso qualsiasi citazione di cultura contemporanea architettonica, un distacco che secondo me è proprio culturale nei confronti di chi, oggi, per un progettista dovrebbe essere un riferimento, come sicuramente lo furono i 5 maestri moderni e i più recenti Aldo Rossi e Botta (e di concausa L.Kahn), piuttosto che un Carlo Scarpa o Mario Ridolfi.
Allora c'era una cultura di riferimento, qualcuno che faceva scuola... ...oggi?
Per esempio lui usa il legno, non sa chi è Zumthor e non lo vuole sapere, non gli interessa niente.
Questo amico ha firmato una lottizzazione e relativi fabbricati (costruita) tutta Casaclima, con impianto geotermico, linguaggio contemporaneo malgrado il paese che la ospita... ...è un progettista (fa il progettista), per questo mi sembra strano un atteggiamento di distacco e freddezza, di apatia culturale. Mah.
E io che faccio il servo dai tecnici allora? Dovrei mangiare le banane e fare il bunga bunga?
e.c. :
Io se fossi a Roma non mi sognerei MAI di andare a vedere qualcosa di CONTEMPORANEO, a parte due opere (e nessuna di esse è stata progettata da Renzo Piano).
Edoardo :
Invece, a prescindere dai gusti, a Roma c'è qualcosa da vedere anche di contemporaneo.
Il senso del mio thread voleva essere un altro, Roma...Parigi...Berlino è indifferente.
Certi commenti mi fanno venire in mente uno a cui passa un ufo davanti e pensa: "Però, che brutto colore per un disco volante..."
fulser :
Edoardo, come sei acido in questi giorni!
Guarda che il senso di quello che vuoi dire l'abbiamo capito tutti, penso. Il fatto è che, lo dici anche tu, a Roma c'è "qualcosa" di contemporaneo: il punto è proprio il "qualcosa"; oppure magari il tuo amico era semplicemente stanco perchè aveva avuto una brutta giornata.

Per non parlare del fatto che, al di là di qualcosa di contemporaneo, la qualità nel costruito recente non si vede spesso in Italia; se non sbaglio ne hai parlato anche tu qualche post fa, a proposito dell'eccezione dell'Alto Adige. Vedere casermoni e periferie degradate mi toglie il gusto della visione globale e personalmente preferisco talvolta distacco, per quanto ci possa essere di interessante.
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