volere la luna

messaggio inserito mercoledì 13 giugno 2012 da mia

mia : [post n° 292815]

volere la luna

Sono architetto. A volte ho la sensazione di volere la luna. Sette anni nello stesso studio, con contratto per collaboratore studi tecnici (800 euro in busta paga+300 di extra), iscrizione all'ordine inutile , ovviamente mai una firma su un progetto. Di questi tempi sembra una sistemazione quasi onorevole: ferie e malattia pagate, assegno familiare, niente inarcassa o assicurazione professionale. Certo sono quattro soldi, ma ci sono. E a mio marito va molto peggio. Cambiare sembra impossibile, mettersi in proprio ai confini della realtà... Quello che pesa sono gli orari pesanti, la misoginia generalizzata secondo cui il cantiere non è posto per una donna, la totale mancanza di prospettive di crescita, l'appiattimento generale dell'architettura all'edilizia e alla politica. Possibile che non ci sia nient'altro?
Edoardo :
Per esigere "altro" bisogna indossare la tuta da cosmonauti ed affrontare lo spazio. Io pure sono messo (circa) come te... ...che dire? Bisogna adattarsi ma allo stesso tempo reinventarsi. Mollare un lavoro SE NON HAI CERTEZZE di un'attività migliore è una follìa oggi. Questo se hai bisogno di lavorare. Se non ne hai bisogno invece puoi metterti in proprio, fare corsi, ecc... Prova magari a farti largo nello studio, cerca di captare indizi per il futuro... ci sono lavori su cui puoi avanzare delle proposte? Roba "tua" anche se non è tua? Ecco, in questo contesto "assistito" mettersi in proprio può essere non una follìa ma una mezza follìa.
Arch. Ir :
Buongiorno ragazzi, ma avete la possibilità di fare lavori vostri che vi procurate fuori dall'ufficio e fatturarli per conto vostro compatibilmente con l'orario di lavoro oppure no?
si :
ciao a tutti..io arrivo allo studio alle 20.15 e me ne vado alle 19..non ho tempo materiale di fare altro!
mia :
grazie a tutti per le risposte.
per Edoardo: esigere è un parolone. Desiderare.Aspirare.Mica per domani, anche tra dieci anni(che sommati ai sette già trascorsi non sono affatto pochi!)... invece quello che vedo all'orizzonte sono tanti bei muri! Direi che per come stanno le cose il massimo della gratificazione personale e professionale che potevo raggiungere all'interno dello studio è quella attuale.
Il primo problema è quello.

per Arch. Ir e si : in effetti il secondo problema è proprio l'orario massacrante, che impedisce da un lato di trovare lavoretti propri , dall'altro semplicemente di farsi una VITA propria. Certo, di domenica si può far tutto.

Piccola nota a margine da non dimenticare per tutti gli arch./ing/geom. donne: e un figlio quando?
si :
se poi facciamo un figlio, verremo considerate come la ruota bucata dello studio!...
io sto maturando l' idea di lasciare lo studio dove sto, guadagno poco e lavoro tanto..arrivo stremata...e sto perdendo la mia grinta.
ma se lascio devo riuscire a fare qualcosa..nn posso stare cn le mani in mano a casa
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