Secondo Lavoro

messaggio inserito domenica 7 ottobre 2012 da ArkItaka

ArkItaka : [post n° 300383]

Secondo Lavoro

Questa settimana ho appreso che ci sono dei miei colleghi Architetti che, per vivere, sono stati costretti a trovarsi un secondo lavoro, alcuni, lavori che non hanno nulla a che fare con l'Architetto. Tipo Cameriere, Parcheggiatore,ecc.
Cosa ne pensate e cosa fareste al loro posto ?
Alessandro :
parcheggiatore??
Dotting :
Credo che la professione intellettuale richieda molto tempo ed energie e quindi mal si sposi con un secondo lavoro, comunque piuttosto che i lavori da te elencati farei domanda in qualche scuola privata.
vero :
...io sto seriamente pensando ad un banco di frutta e verdura al mercato ....dei miei amici straguadagnano e si sono appena comprati 45000 euri di camper!!!!....ma chi ce lo fa fare!!!!!!!!!!!!!!!!!
sissi :
Cosa ne penso... bè dipende da quanto guadagnano facendo l'architetto, che obiettivi hanno sia professionali che di vita e quali esigenze economiche, non si può generalizzare. Quello che posso dire per esperienza personale è che non è così scontato trovare un lavoro alternativo in un altro settore, per esempio per fare la commessa o cassiera molto spesso prendono ragazze/i max 25 anni, o per altri lavori più "manuali" preferiscono i diplomati e non i laureati.
Poi sono del parere che se uno è senza lavoro dovrebbe cercare a 360° e non scartare nulla, almeno provvisoriamente, per il resto, come ho già detto, va valutato caso per caso.
Kia :
Se i tuoi colleghi devono pagare mutui o affitti e come architetti non entra un euro.... non mi pare tanto il caso di fare gli snob verso lavori totalmente diversi. Poi non so il caso specifico...ma se uno non ha rendite o genitori che li mantengano, bisogna che si organizzi diversamente.
Unica cosa che può creare problemi nel trovarsi un secondo lavoro è inarcassa, nel senso che non è compatibile con inps per esempio, quindi se si decide di fare la commessa bisogna disiscriversi da inarcassa.
ArkItaka :
Io mi immagino la scena. Ad Esempio, facciamo che un Arkitetto che, per arrotondare, lavori di notte in un caseificio.
Cosa penserebbero i suoi clienti, ammesso che ne abbia, che lo vedono fare questo secondo lavoro ?
Se io dovessi andare da un professionista, tipo avvocato, e mi devo affidare a lui per una causa o qualsivoglia consulenza, e, per caso, lo incontro in un altro luogo a fare il secondo lavoro, tipo corriere dei giornali, cosa penserei di questo Avvocato ?
Non credo che penserei che sia un Professionista affermato e in gamba, non credete ?
Ma questo lo si può dire per tutte le professioni, tipo medico, notaio,ecc.
Io penserei subito che costui non è capace nel suo mestiere al punto da arrangiarsi a fare lavori umilissimi, per cui, preferirei andare da un altro professionista che mi dà più garanzie.
Kia :
ArkItaka, non hai proprio tutti i torti. Nel senso che riproponi il ragionamento dell'individuo medio cioè quello che pensa che il professionista col secondo lavoro è uno sfigato perchè con il primo non sbarca il lunario. Viceversa, si potrebbe vedere la cosa da un altro punto di vista e cioè che è uno che si dà molto da fare e non sta a piangersi addosso.
Sarà che in famiglia ho avuto un esempio di questo tipo ma forse valeva trent'anni fa e adesso non vale più perchè si vede la vita in un modo diverso: professionista ora settantenne (no architetto ma altra professione) con suo studio ben avviato che da giovane faceva 2° e 3° lavoro nel we per mettere via i soldi per farsi lo studio suo, nonchè per mantenere la famiglia. La classica storia della persona che parte dal basso e poi raggiunge una buona posizione facendosi un mazzo tanto e non disdegnando anche un lavoro umile per far quadrare i conti. Poi, appunto, lo ripeto, magari trent'anni fa era diverso e la cosa era lodevole e meritava rispetto mentre adesso se nn hai l'I-phone sei uno sfigato (ovviamente esempio estremo, ma tanto per capirci su come magari cambia il modo di vedere le cose).
ponteggiroma :
Concordo pienamente con kia, già è un grosso sacrificio la sola idea di dover fare un lavoro più "umile" dopo tanti anni di sacrifici, poi ci si mettete anche il fatto che devi aver paura di un ipotetico cliente che ti veda. Sinceramente io l'ho fatto il doppio lavoro prima e dopo laureato e devo dire che non mi vergognerei mai a raccontarlo... Poi è anche una questione di età un conto è farlo a 30 anni, altro a 45, altro ancora a 60. Resta il fatto che se hai una famiglia da mantenere ed un mutuo sulle spalle, c'è poco da guardare al sottile...
kitto :
Premesso che ognuno di noi ha una sua vita in termini di posizione sociale, disponibilità economica pregressa, entrate mensili ecc. ecc. Io sono contrario al secondo lavoro perchè personalmente vivo il mio lavoro come una battaglia pertanto ogni mattina indosso il mio elmetto virtuale, mi chiudo il portone alle spalle e vado a combattere. Capisco che la tentazione del secondo lavoro è molto forte, viste le barriere all'ingresso del mondo del lavoro che incontriamo soprattutto noi che non facciamo parte del giro, ma è proprio lì il bello. Fare il secondo lavoro per me significherebbe allentare la presa: non ci penso proprio, almeno fino a quando riuscirò a garantirmi il minimo sindacale.
arki76 :
qualsiasi altro lavoro va bene, l'importante che non richieda obbligatoriamente la cassa, l'ordine, il commercialista, la p.iva, l'assicurazione prof....
Kia :
"almeno fino a quando riuscirò a garantirmi il minimo sindacale"....appunto. Forse chi cerca un secondo lavoro lo fa perchè ha superato questo limite. Che poi....quale sarebbe il "minimo sindacale"?
Dipende veramente dalla situazione specifica. Se uno sta a casa con i genitori che pagano tutto può anche lavorare gratis e dire comunque che fa l'architetto".
Ma se uno si cerca il secondo lavoro vuol dire, secondo me, che non ce la fa ma non vuole ancora definitivamente gettare la spugna.
Kia :
poi....boh, non stiamo mica dicendo che uno come secondo lavoro va a rubare. Quello sarebbe grave!
Edoardo :
Già lo fanno quei professionisti che come secondo lavoro fanno i politici, Kia. ;-)
ArkItaka :
Quello si che è rubare, ovvero, fare Politica.
Però mi domando e dico: Se uno non ce la fà ad arrivare a fine mese, è cmq un professionista bravo e coscienzioso, trovare un secondo lavoro umilissimo, non potrebbe danneggiare la sua Professione Originale ?
kitto :
Bisogna vedere cosa significa "arrivare a fine mese". Molti di noi "architetti" si rifiutano di fare sicurezza, assistenza tecnica alle imprese edili e tutta quella serie di incarichi diciamo da geometri (con tutto il rispetto per questi ultimi). Ma se in giro ci sono i figli dei Conti è giunto il momento per loro di rendersi conto che non è più aria! Con figli de Conti intendo quelli che usciti dall'università accettano di fare solo progettazione e DD.LL. e non si "abbassano" a fare altro perchè loro sono "architetti". E di questa gente, in giro, ce n'è da vendere. A costoro va un mio consiglio caloroso: non cercate un secondo lavoro, cambiate mestiere!
Edoardo :
kitto, i veri figli dei conti sono altri, lo sappiamo tutti.
Io aggiungo: se dovete fare gli architetti per fare S O L O i lavori complementari al mestiere di architetto... ...cambiate mestiere, non c'è nulla di male e vederlo come qualcosa di degradante (il cambiare mestiere) è un atteggiamento appunto da "figlio di conte". Fermo restando che ampliare la rosa delle proprie competenze sia necessario anche per il fatturato, vedere tali attività tuttavia come attività sulle quali "fermarsi" per me è come essersi GIA' RASSEGNATI ad avere cambiato mestiere, e ci sono mestieri più gratificanti e remunerativi di questi, volendo. Poi c'è anche tanta gente che non sa fare l'architetto.
Edoardo :
Insomma, non vorrei dare l'impressione di uno che se la tira... provo ad esprimere il mio concetto con una metafora: non sto a spaccare la legna, accendere il fuoco, preparare il barbecue ed aspettare le braci per cuocermi una zucchina o una melanzana... ...ma è ovvio che se avvio il tutto mi devo porre un traguardo e degli obiettivi step by step. Magari intanto che si cuoce la fiorentina mi mangio la zucchina o una costoletta... ma la griglia l'accendo per fare l'architetto. Poi piove, arriva la crisi e magari devo aspettare, devo mettere via la roba grossa e mangiare altro, magari pure dei sottaceti che so... però devo poter essere in grado, siccome il tutto ha un costo ma è anche bellissimo, di poter riuscire a cuocermi questa benedetta bistecca!
P.S. spero che anche i colleghi vegetariani abbiano afferrato; per loro associerei il mestiere dell'architetto a una bella cappella di porcino rosso con aglio e prezzemolo...
mari :
Ma perché generalizzare?! 1. Ognuno vive una situazione a sé, ed è ovvio che se uno cerca un lavoro umile dopo una laurea, tanto studio e sacrifici, lo fa per un'urgenza. 2. Non necessariamente un secondo lavoro deve essere qualcosa di degradante, a volte un lavoro "complementare" si può scoprire essere molto bello. 3. Perché mai una persona non dovrebbe poter portare avanti due lavori in maniera seria e magari essere bravo in entrambe?!

Poi credo che la laurea in architettura dia le chiavi per poter fare tante cose anche lavori apparentemente distanti da ciò che si è studiato, abbiamo competenze che se ampliate possono prendere tante direzioni, dalla grafica, a campi che spaziano tra l'economia e il design.. per cui se proprio non è una grossa urgenza non punterei diritto verso l'agricoltura o la ristorazione, ci sono altre possibilità.
ArkItaka :
ragazzi però vi siete un pochettino allontanati dal punto di domanda.
chi si trova il secondo lavoro lo fà per necessità ed è disposto al lavoro umile pur di sbarcare il lunario. visti i tempi che corrono.
faccio un esempio: io lavoro nella prov. di napoli, spesso mi capita che i dipendenti comunali, x istruire la pratica, mi chiedono dei soldi sottobanco e tu per lavorare glie li dai, x star tranquillo, converrete con me ke è 1 situazione skifosa insostenibile.
Molti colleghi stanno chiudendo o stanno x chiudere. E' brutto che dopo aver studiato tanto ci si ritrova punto e a capo.
sissi :
qualcuno lo fa per necessità, qualcuno per scelta, qualcuno fa un secondo lavoro temporaneamente finchè non consolida il giro di lavoro come architetto, tipo chi è giovane e sta avviando l'attività.
Qualcuno magari, oltre all'architettura ha altri interessi o nella sua vita ha frequentato altri corsi che gli danno la possibilità di un secondo lavoro appagante, magari qualcuno fa l'architetto come secondo lavoro ed è felice. Non è che chiunque abbia la laurea in architettura aspiri a mettersi in proprio e se non ci riesce si sente un fallito. (scusate i congiuntivi ma non sto tanto bene)
sissi :
cmq per rispondere alla domanda: no, non trovo che fare un secondo lavoro, anche più umile, sia disdicevole, nè per me nè per un collega; è vero però che ci sono tante persone classiste, sia colleghi che clienti; pertanto nel caso in cui un arch. che aspira a mettersi in proprio e per necessità economiche si trovasse a svolgere un secondo lovoro effettivamente deve considerare la possibilità di un giudizio non positivo da parte di potenziali clienti e altri professionisti
Kia :
Mi ricollego al discorso di Kitto sugli arch. figli dei conti. Sul fatto che molti si rifiutano di fare sicurezza, c'è un motivo spesso ricorrente, ossia che ti chiedono di fare la sicurezza per 500 euro ed effettivamente in alcuni casi non vale la pena prendersi la rogna per cifre che non coprono manco la multa minima. Io casi di rifiuto li ho visti solo per questo motivo. Per il resto vedo che tutti accettano tutto. Io stessa mi passo delle bellissime mattine in catasto e non lo trovo per nulla degradante. Poi, boh, siamo fatti in tante maniere.
ponteggiroma :
ma perchè scusate , secondo voi in cosa consistrebbe il nostro lavoro nel creare megastrutture all'avanguardia, fare grandi progetti o che so io, oppure semplicemente nel fare i tecnici con tutto ciò che ne comporta (catasto, sicurezza, dia, scia, perizie, ecc....). Ragazzi mettiamo i piedi a terra e scordiamoci quello che abbiamo fatto agli esami di progettazione una buona volta io sono stanco di avere a che fare con colleghi creativi che spesso e volentieri dimenticano cosa sia effettivamente un tecnico e credono di vivere nel mondo delle favole... sono finiti i tempi degli sfaccendati, figli di... qualcuno!
sissi :
non è questo il punto, si sta parlando di chi fa come secondo lavoro il cameriere o il parcheggiatore, se questa attività può ledere l'immagine dell'architetto e in qualche modo compromettere il rapporto con i potenziali clienti
ArkItaka :
Concordo con Sissi. Riguardo a cio che afferma Ponteggiroma, avrei un appunto da fare. In italia siamo + di 500.000 professionisti tra laureati e no, la legge che dovrebbe, ma non lo fà, dividere le competenze è vecchia del 1929. In questa legge viene descritta la figura del tecnico agrimensore, ovvero, un tecnico che misura i terreni, da questo la parola Geometra, misuratore della terra. Tale figura professionale era addetta a misurare i terreni, stime di terreni, capannoni agricoli e costruzioni di edifici di modesta entità. Dopo anni di sentenze, ricorsi, ecc. non si è arrivati ad un punto per capire qst modeste entità cosa sono. Ad horas un geometra progetta fino a 3 piani, uno scandalo, perchè questo è un ruolo che di diritto spetta al tecnico laureato in quanto ha una conoscenza + vasta. E' come una persona che si opera da un infermiere e no da un dottore, stessa cosa. Inoltre, tutti gli ingegneri, siano essi elettronici, informatici,ecc. possono presentare i permessi di costruire.
La figura di geometra la teniamo solo in Italia e solo in Italia abbiamo un conflitto di interessi cosi importante, ma tanto, siamo un paese che si mantiene nei conflitti e nella retorica.
Infine, dopo avervi fatto una testa cosi, vi dico che vedo molti professionisti che si arrangiano a fare uno di tutto, docfa, pregeo, successioni, ecc. E' una mancanza di serietà oltre che di professionalità, i tuttologi non vanno avanti. Bisogna specializzarsi ed identificarsi e formarsi soprattutto.
Io non ce l'ho con i Geometri ma con chi ha permesso loro di invadere impunemente il terreno professionale altrui creando scompiglio e mancanza di professionalità e competenza.

ponteggiroma :
Caro Ark il tutto si può riassumere in una sola frase a mio avviso ... è la legge del mercato che comanderà da qui in poi, quindi se sei un geometra capace vai avanti altrimenti resti a piedi, così come gli architetti e gli ingegneri... non ci si può più barricare dietro normative fatte a difesa degli ordini. Da questo periodo di crisi rimarranno in piedi solo quelli che si sono dati da fare a LAVORARE ed a specializzarsi ... le chiacchere stanno a zero. E non serviranno più le leggi e leggine a proteggerci come succedeva qualche tempo fa dove arrivava in cantiere il grande professionista architetto e/o ingegnere che dettava legge dal suo pulpito solo perchè ormai aveva raggiunto una posizione di riguardo senza che sapesse neppure come funziona un cantiere. Sbagli infine quando definisci tuttologi quelli che si mettono a fare docfa, successioni e pregeo o altre cosettine così, a mio avviso gli manchi di rispetto perchè è gente che ha capito che solo chi si specializza ha possibilità di trovare un futuro certo.
Edoardo :
Fare pregeo e docfa vuol dire specializzarsi? Faccio presente che non si può e non si deve sopravvivere con l'intento di sopravvivere, sennò sopravviverai tutta la vita. A quel punto ti sarai pentito di non aver fatto il gelataio (ho un amico che ha aperto una piccola gelateria e guadagna netti 2000 euro al mese). Basta ipocrisìe: un architetto non è un geometra, nessuno qui ha studiato PER fare lavori di questo tipo. Questo tuttavia non esclude di prestarsi o cimentarsi a farli. La formazione non è solo un'accozzaglia di nozioni ma anche una crescita umana e personale, una capacità di guardare le cose con punti di vista plurimi e differenziati. Questa capacità un tecnico, generalmente, non l'ha. Per questo chi ha una cultura ed una formazione diversa è giusto che abbia obiettivi diversi, anche mediante l'esplorazione di settori diversi ed alternativi, non necessariamente inseguendo un cliché arcinoto. Questo deve sempre contraddistinguerci anche quando facciamo i tecnici puri, ovvero la capacità di connettere più aspetti, di mettere in relazione, di offrire servizi di livello superiore. Sennò siamo morti e se ci rassegnamo siamo zombie. E questo lo posso dire perchè a me i tecnici puri, ingegneri o geometri, quando hanno avuto bisogno di un'idea.. ...di un progetto... mi sono sempre venuti a cercare, come è giusto che sia. E non credo di essere un genio.
ponteggiroma :
Vedi Edoardo quello che dico io è che a mio avviso oramai la professione, se fatta seriamente, è diventata talmente complessa da non poter essere gestita da una figura unica anche perchè le responsabilità sono diventate veramente pesanti, quindi se non sei specializzato in qualcosa non puoi permetterti di metterci le mani.
Premesso ciò confermo quanto detto precedentemente catasto, certificazioni energetiche, progettazione esecutiva, contabilità di cantiere, sicurezza, stime, rilievi strumentali, burocrazia.... ecc... sono tutte specializzazioni che concorrono alla produzione edile in senso generale. Così come l'ideazione di un progetto. Ognuno poi secglie la sua branca da seguire, non sempre dettata dalla passione, ma spesso anche da caso e o dalla necessità di far cassa, perchè come ha detto qualcuno, non tutti hanno la possibilità o la fortuna di fare ciò che più gli piace correndo il rischio di passare anni senza beccare un soldo... Spero di essre stato chiaro una volta per tutte su quello che è diventato effettivamente il processo edilizio. Altrimenti liberissimi di non accettarlo e continuare a lamentarvi se lavorate in studi sottopagati a fare i disegnatori o i segretari dei vostri capi.
Dotting :
"...scordiamoci quello che abbiamo fatto agli esami di progettazione una buona volta io sono stanco di avere a che fare con colleghi creativi che spesso e volentieri dimenticano cosa sia effettivamente un tecnico e credono di vivere nel mondo delle favole..."

Non posso che quotare;

Potrei anche io scrivere molte cose, ma non credo che mi discosterei significativamente dal pensiero di ponteggiroma
Edoardo :
Che amarezza nel leggere questa assuefazione passiva, che per essere espressa ha bisogno di identificare un pensiero positivo come un pensiero ingenuo. Come se il ruolo dell'architetto ormai fosse un ruolo solamente di "tecnico generico" e chi si sottrae dal considerarlo tale è un ingenuo che "non conosce il processo edilizio". L'invenzione della dicotomia tra professionista e disegnatore poi è degradante, poichè il disegno è il progetto ed il progetto è anche tutto ciò che ne consegue e si integra ad esso. Da qui la mia posizione sui "lavori meno nobili" circa i quali mi sono espresso come necessari e utili da saper svolgere, che è ben diverso da ciò che si è scritto da altri. Ma il fare l'architetto è ben altro che limitarsi a specifiche mansioni tecniche generiche, perchè un architetto è anzitutto un progettista, sennò fa un altro mestiere...
kitto :
Seguo a sprazzi questo post e spesso vorrei rispondere, ma per mille motivi non lo faccio. Leggendo però gli ultimi interventi non resisto più. Io la sicurezza, il catasto, la certificazione energetica, la tettoia ecc. ecc. li considero il mio SECONDO LAVORO. Ma stiamo scherzando? Mi sono laureato per fare sta robetta? Se la risposta è sì allora ho fallito, ho perso tempo, non ho capito niente dell'università e sinceramente non c'era nemmeno bisogno di laurearmi, un geometra li può fare lo stesso. Allora dove sta la differenza? Veramente c'era bisogno di una laurea per andare a fare il coordinatore per la sicurezza? E c'era bisogno di una laurea per presentare la domandina in Comune? Ma che ragionamenti fate?! Non stanno nè in cielo nè in terra!! Viva i colleghi creativi (cioè gli architetti)!
ponteggiroma :
Fermo restando che c'è modo e modo di fare STA ROBETTA! Una cosa è farlo coscienti di quello che si sta facendo e una cosa è farlo senza sapere cosa si sta facendo. Ma se è per questo anche il lavoro più NOBILE da architetti lo si può fare in tanti modi. Concludo augurandovi un grosso in bocca al lupo per il vostro futuro...
Dotting :
Sinceramente ora sono proprio allibito, considerare la sicurezza, il catasto, una tettoia un lavoro di serie B è ridicolo:

Prendiamo la sicurezza, si tratta di una vera e propria progettazione operativa, per farla bisogna avere delle conoscenze tecniche estreme, necessità di una visione di insieme che non tutti possiedono, ovviamente per “la sicurezza” non intendo la stampa di un psc già bello e pronto generato da qualche programma.

Sono d’accordo che per fare un simile lavoro non serve una laurea, come non serve per presentare una domanda in comune, come non serve una laurea per essere creativi, io onestamente ho preso una laurea per ampliare le mie conoscenze, non certo per ottenere privilegi particolari, ma magari sono io a non aver capito nulla dall’università.
kitto :
Io ho preso la laurea per lavorare, per fare un mestiere: l'architetto. Per ampliare le mie conoscenze ho fatto un corso da somelier :)
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