CURIOSITA'...

messaggio inserito mercoledì 8 maggio 2013 da ale

ale : [post n° 315948]

CURIOSITA'...

dopo quanti anni di "esperienza" presso studi altrui siete riusciti a "prender il volo della libera professione"???.. ad avere un giro di clienti sufficiente ed una conoscenza tale da camminare con le vostre gambe?? ...durante gli anni in studi altrui avete fatto comunque "lavoretti" per conto vostro??... che evento scatenante vi ha portato alla decisione di mettervi "in proprio"...!
??
ponteggiroma :
7 anni, due studi professionali, tra cui inframezzo di un anno da lavapiatti, cameriere etc...... Evento scatenante? Licenziamento in tronco da un giorno all'altro
kitto :
4 anni, 2 studi.
Evento scatenante? L'apertura è stata una naturale conseguenza del mio percorso: come quando nei documentari fanno vedere degli uccellini su uno strapiombo che devono buttarsi per provare a volare per la prima volta.
DR COSTA :
Due anni e mezzo in un solo studio, pagavano una miseria, ma ho imparato tutto quello che mi serviva e in provincia, miseria per miseria ( ho iniziato a 400 € al mese per finire a 1100 € lordi) tanto valeva provare da soli; ho cominciato senza nessun contatto o clienti.
Mila :
5 anni presso 5 o più studi, supplente nelle scuole pubbliche, collaboratrice a progetto presso l'università.
Mi sono "messa per conto mio" (ma sarebbe meglio dire "ho aperto P. IVA") un giorno prima che scadesse l'anno per le agevolazioni per i giovani Inarcassa. Non avevo lavori miei, ma inzialmente fatturavo per gli studi dove lavoravo. Poi una ciliegia tira l'altra e nel giro di 1-2 anni sono arrivati anche lavori miei, con enti pubblici, tribunale e (pochi) privati. Ora sono felicemente libera professionista. Quello che mi costa di più però è la solitudine insita in ciò, il fatto che non ho un gruppo di lavoro con altri colleghi e mi ritrovo sola alla mia scrivania davanti alle mie pratiche. Mi manca il lavoro di squadra di quando ero negli studi. Però sono io che ci metto la faccia, che studio e giro e mi informo...Diciamo che per me l'ideale sarebbe fare tutto ciò ma con un team di persone con competenze complementari alle mie, per una vera collaborazione fra professionisti.
kitto :
Condivido. La solitudine da studio non è il massimo sia a livello umano che professionale.
Dal lato umano te ne fai una ragione, ma da quello professionale ce ne sono di inconvenienti. Capita che viene gente in studio e non ti trova perchè tu sei su un cantiere o in Comune...Oppure non puoi fare concorsi di progettazione (anche se ho provato a farne un paio) perchè ti rendi conto che il risultato finale degli altri che lavorano in gruppo raggiunge livelli che non puoi eguagliare nemmeno se lavori ininterrottamente giorno e notte.
Valy :
8 anni in un unico studio, facevo tutto da sola, pure il timbro del mio capo, molte volte mi portava con lui in cantiere o a fare rilievi, qualche volta sono andata in comune o in catasto per vedere come funzionavano i colloqui per le pratiche un po' più complicate o le presentazioni dei documenti. Nel 2010 sono rimasta incinta e per poter prendere la maternità perché in studio non avevo contratto, ho aperto P.I., dopo purtroppo, quando sarei dovuta rientrare a causa di poco lavoro (avevano lasciato a casa anche gli altri 2 collaboratori) mi hanno lasciata a casa. io sono cmq rimasta in contatto con loro, infatti un po' di clienti me li ha passati il mio vecchio capo (quelli più rompiscatole diciamo) gli altri sono arrivati col passaparola o con gli agganci giusti.
Per quanto riguarda la solitudine, più che altro per il fatto che quando hai più lavori importanti da dover presentare non sai mai come dividerti e quindi tocca sempre cercare di dare la priorità a uno piuttosto che all'altro.
Mila :
Sì ma questo forse è vero per chi ha davvero ingranato..Io ho pochi lavori, però campo con quelli, sono felice di firmare e metterci la faccia io ma sento tanto, anche, la solitudine della mia scrivania. Se ho un dubbio, chiamo colleghi più anziani e uso molto i social network. Ma forse conta tanto anche il fatto che non ho uno spazio fisico: lavoro a casa (postazione normale da ufficio + fax virtual) + in nelle sedi degli enti pubblici quando collaboro loro. Ciò significa che se devo incontrare qualcuno non posso farlo, mi arrangio in altre sedi. Ma è anche vero che pagarmi un affitto per uno studio e ritrovarmi comunque da sola non mi cambierebbe molto: vorrei invece la possibilità di mettere su un gruppo di lavoro per supportarci a vicenda.
john :
Vedi MIla io ti invidio quella solitudine della tua scrivania, quella che provo quando riesco a farmi dei lavori da solo, che non bastano, che poi mi portano comunque in cantiere, dalle imprese, nei negozi, dai fornitori....quello che mi piacerebbe fare...invece spesso è deprimente passare da cose che fai per te, dove ci metti la faccia, gestisci il tuo tempo, puoi farti sentire e decidere, a quella dannata scrivania dell'impresa per cui faccio MILIARDI di cose, dove ho imparato molto per carità e mi fa andare avanti, ma pagato come un impiegato, con tanto di lavate di testa come se uno non facesse niente.....gli rendi per 10000 e ti pagano 1000 (classico spirito imprenditoriale). Sto vivendo dopo 7 anni una sorta di Dr. Jekyl e Mr. Hide che non so quanto riuscirò a portare avanti, mi sento stanco...invece dovrei essere al massimo delle mia forze. Mah...non so neanche perché ho risposto....
Edoardo :
Aggiungo al sondaggio:
1) Quanti uccellini si sono buttati prima e quanti dopo La Crisi?
2) Quanti uccellini ora volano veramente e quanti planano lasciandosi trasportare?
3) Quanti uccellini erano già stati rimpinzati e ben nutriti e quanti bisognosi di mangiare sempre e magri?
pepina :
@Edoardo questa tua metafora mi fa ritornare in mente "cinque anatre" di Guccini....
kitto :
Era così poetica l'immagine dell'uccellino che spicca il volo per la prima volta, perchè devi mettere il coltello nella piaga? :)
1) Io mi sono buttato l'anno scorso, quindi in piena crisi.
2) Dei periodi volo, altri plano.
3) Il verbo rimpinzati è passivo. Uno che apre lo studio non viene rimpinzato altrimenti non lo apre. Diciamo che ho cercato il più possibile di accumulare grassi per l'inverno....... e ora come ora mi mantengo in linea (scommettiamo che la metà di quelli che leggono non hanno capito il senso della frase?).
ponteggiroma :
se sei rimpinzato e ben nutrito è difficile che riesci a volare con le tue ali... se sei magro e denutrito o voli o crepi!
desnip :
10 anni in uno studio, dove alla fine, vista l'esperienza accumulata, davvero facevo tutto, compreso il tutoraggio per i geometri praticanti.
Durante questo periodo ho SEMPRE fatto lavori per conto mio, sin dal primo giorno, iniziando per i familiari, e mi è stata anche data la possibilità di usare i "mezzi" dello studio.
L'evento scatenante è arrivato con una sorta di crisi di mezza età, diciamo così...:-) All'inzio non c'era l'intenzione di mettermi in proprio, ma solo il desiderio di cambiare. Poi, la proposta di un'amica avvocato di condividere uno studio.
Inutile dire i clienti erano davvero pochi, solo tanto entusiasmo.:-)
Oggi ho il mio proprio studio, ma la "solitudine da scrivania" non esiste. A parte il rapporto con clienti, uffici ed imprese, ho il geometra che mi aiuta per il catasto, l'ingegnere a cui affidarmi per le strutture, colleghi vari e, poi anche voi tutti...;-)
Edoardo :
Certo, ma siccome la piaga c'è e si chiama realtà... ...aggiungo al sondaggio:
1) Chi fattura + di 50.000 euro l'anno? "mangiare"
2) Che cosa fattura? "volare"
Alle fiabe non credo, forse alle scommesse sì... ma con la calcolatrice in mano, per questo apprezzo chi è onesto e onestamente ammette certe cose, realtà contingenti che ha scelto di affrontare, meno quelli che fanno gli eroi e poi scopri chi e cosa hanno alle spalle (non alludo a kitto, che non conosco).
Edoardo :
desnip, la tua è una storia bella che ammiro.
john :
Desnip....ti invidio, e l'invidia è una brutta cosa :(
kitto :
Premesso che è triste cadere nei personalismi e che ognuno ha una sua storia... Per me:
"mangiare" vuol dire riuscire a pagare le spese dello studio e a mantenermi (considerando che sto ancora ammortizzando le spese di apertura studio);
"planare" vuol dire lavorare, ma non guadagnare a sufficienza per pagare le spese di cui sopra.
ponteggiroma :
Concordo con kitto quando dice che cadere nel personalismo è triste. Qualche decina di anni fa molti, pensando di difendere i più deboli, hanno poi finito con l’appoggiare (se non proprio diventare) la classe dirigente che ci ritroviamo oggi.
Loro credevano di poter giudicare cosa fosse il giusto (o vero) e cosa fosse sbagliato (o falso), non sapendo, o facendo finta, che erano loro stessi qualcosa di diverso da ciò che credevano di rappresentare. Perciò attenzione perchè nel nostro campo non ci sono eroi buoni ed eroi cattivi, ma solo competenza ed incompetenza ed è questo il campo su cui si combatterà il nostro futuro, il resto è solo puro esercizio mentale fine a se stesso.
Edoardo :
Sono poi gli stessi che hanno determinato la realtà, ovvero il costo della vita, il costo del lavoro, sia insubordinato sia autonomo e le distorsioni clientelari domanda offerta... piaccia o no. Quando vedo assegnare opere sempre agli stessi mentre altri "competenti" devono annaspare per campare senza poter avere alcuna chance la competenza non basta, ci vogliono necessarie condizioni al contorno. Quando il 95% del mercato è in mano ad essi, il nostro settore è fatto anche e soprattutto di ben altro che di competenza ed io personalmente mi rifiuto di investire in un futuro da comparsa se mancano le condizioni minime e le prospettive concrete di realizzazione professionale, tradotte anche in soldi, se si può dire. Stimo chi è orgoglioso ma diffido da chi considera la sopravvivenza come una situazione accettabile, o chi sopravvive per passione non facendo il lavoro per il quale ha fatto sacrifici. Questo è il mio punto di vista, poco eroico o professionale, ma forse non del tutto folle od incoerente.
DOTT. COSTA :
Edoardo, niente di personale, l'hai posta te questa domanda e la risposta è puramente generica; non sono i 50 000 € l'anno che ti fanno "mangiare"; è il tuo lavoro che ti permette di vivere, se una persona assunta a tempo indeterminato in uno studio a 1400 € al mese, ferie pagate, malattie 13°, 14° viene licenziata non troverà più, quasi certamente, un lavoro in studio a quelle condizioni; pensa chi non ha nemmeno un contratto ma lavora a PIVA, allora che fai se ti mandano a casa???? Lavori per conto tuo??? Lavori e poi ti pagano a 6 mesi se ti pagano e sempre che qualcuno ti consideri perchè di tecnici ce ne sono quanti ne vuoi.
Questa è una giungla chi si è messo da solo lo ha fatto penso per "disperazione" tanto, peggio di così non poteva andare; e forse sono stati fortunati perchè non devono andare a cercare lavoro, quanti architetti sono a spasso di questi tempi???
Io 50000 € non li guadagno ma con il mio lavoro ci vivo, pago il mutuo, la macchina ecc. nel 2008 mi sono messo in proprio senza nessun cliente o contatto, non ho lavori da milioni di euro, affogo nella peggiore burocrazia, ma mi consolo con il fatto che chi è rimasto nello studio dove lavoravo è stato mandato a casa ed ora è a spasso.
Mi arrivano curriculum di gente che lavorava in studi dove io stesso ho mandato curriculum anni fa!!!! Nessuno mi "voleva" e allora ho aperto lo studio.
Di questi tempi non saprei cosa è peggio se lavorare in uno studio ed avere il terrore di essere lasciati a casa o lavorare da soli.
Edoardo :
Capisco COSTA e condivido quanto affermi.
Il passaggio mettersi da soli-lavorare però non è così immediato, forse lo era maggiormente nel 2008 (se facevi di tutto). Credo che per avviarsi servano soprattutto soldi (famiglia ecc...) o mutui se te li danno (banche ecc..) e una rete di clienti o potenziali tali (OGGI), non è che tutti si mettono in proprio e lavorano, se lavori subito vuol dire o che c'è stata una calamità, o un boom economico, o qualcuno ti aiuta (in generale). La stessa condizione di "autonomo" è una condizione di chi può permettersi di rischiare somme. Gli altri ahimé, se licenziati o "non presi" vanno a cercar fortuna come architetti all'estero o provano in altri settori, magari tecnici e specializzati, abbandonando proprio. In Germania c'è stato un +40% in un'anno di immigrazione interna all'Europa, perchè quelli non hanno aperto degli studi o delle attività? Saran mica tutti conigli? Dico questo e sono dissacrante pur stimando chi sta lottando autonomamente, ma vorrei che venisse fuori tutto, serenamente e senza ipocrisie. Alle fiabe non credo, e tu sei stato molto sincero.
DR COSTA :
Mutui???? Soldi di famiglia????Quando ho iniziato io ho dato fondo a quello che avevo da parte circa 6 mesi di "autonomia", se andavo in banca a chiedere un finanzamento non mi facevano entrare nemmeno nella bussola; il primo lavoro è stato come al solito per un parente lontano, che mi ha pagato tranquillamente (non tutti hanno i parenti scrocconi), dopo tre mesi ho trovato per caso un tizio che stufo di essere rimbalzato dallo studio di geometri che costruiva tutto perchè avevano troppo lavoro è venuto da me e mi ha commissionato una bifamiliare; non sapeva nemmeno cosa "faceva" un architetto!!!!!!!!!!Pensava mi occupassi di arredamento, infatti era un pò titubante all'inizio!!!! Io abito in un paese di provincia e ci conosciamo tutti; perizie, sanatorie ristrutturazioni ecc. da cosa nasce cosa.
Il primo anno e mezzo ci sono andato sempre pari, ci vivevo ma contavo gli euro, poi da una perizia da 500 €!!!!! ho conosciuto un costruttore, gli sono piaciuto ed ha iniziato a passarmi i lavori, naturalmente considera il momento di crisi che a conti fatti mi ha tolto un sacco di guadagni.
Altra considerazione; io lavoravo in uno studio dove seguivo progetti dall'inizio fino alla fine, in comune, all'Asl al genio civile al catasto ci andavo io, lo stesso in cantiere, parlavo con i committenti ecc, diciamo che quando sono venuto via l'unica cosa che dovevo cercare era un committente, per il resto ditte, conoscenze, cellulari ecc. avevo già tutto.
Non avevo nemmeno uno studio l'ho aperto dopo 5 mesi in un capannone in periferia a 200 € al mese con una scrivania dell'IKEA un portatile, una stampante ed un fax!!! Che tristezza, ora ce l'ho in centro. Se sono contento di quello che faccio???? La solita robetta di provincia con poca qualità ma alla fine in questo caso è colpa del cliente che non vuole niente di più di quello che ha il vicino e se si lo vuole a modo suo con gusto e qualità discutibili, forse siamo noi Architetti che ci facciamo 2000 problemi ad un ingegnere i miei lavori andrebbero più che bene e sarebbe pure contento.
In ogni caso saremo sempre, autonomi o dipendenti, dei precari in balia del mercato.
archi-detto :
ACCETTA IL CONSIGLIO

consiglio di cuore: fallo solo se ti viene offerta la possibilità di un lavoro continuativo o di un'offerta che ti consente di partire bene.
Non è il momento per salti nel buio e oggi gli uccellini imprudenti cascano e basta.

La conoscenza non conta molto: conta molto di più "le" conoscenze. GLi architetti con più commesse che conosco hanno una conoscenza tecnica e preparazione quasi nulla... Ma come sanno muoversi sui campi da golf e nelle cene politiche....

Io dopo 4 anni in studio mi ero messo in proprio. Dopo 3 anni ho chiuso lo studio per 4 motivi:

1) meritocrazia nulla: i concorsi sono inutili e dispendiosi. Nessuno vince a meno dei soliti noti.
2) la professione dell'architetto è ormai svalutata
3) tasse tasse tasse
4) burocrazia miope, inutile (prepara gli antiacidi) 5) nessuno ormai ti paga, nessuno ti farà mai avere i soldi che meriti (meno che mai avvocati e tribunali)

Tornato a partita IVA in uno studio, abbandonato ogni velleità, ora lavoro per potermi godere il mio tempo libero e vivo più sereno ( ma non sai con quanto rammarico ho deposto le armi).

I miei sogni me li tengo per quando emigrerò o, finalmente, faremo la nostra rivoluzione.
desnip :
Pure tu co 'sta storia dei campi da golf???!!!
Ma quanti architetti conoscete che giocano a golf? Io nessuno.
Quanti campi di golf ci sono nella vostra zona? Qua da me credo nessuno nel raggio di 50 km.
archi-detto :
Dai... hai capito benissimo cosa intendo. Se non ti piace "Campi da golf " preferisci "circoli di tennis"? "cene di gala"? "partite a poker con AD di varie aziende".. "Circoli di Vela"... Quanti Architetti che fanno queste cose? Pochissimi, ma che clientoni che riescono ad avere...
desnip :
Guarda io conosco architetti che hanno i clientoni, pur senza fare tutta questa vita sociale così attiva e divertente. Sull'influenza della politica, invece, concordo in pieno.
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