cornuti e mazziati

messaggio inserito martedì 27 settembre 2016 da ArchiFra

Kia :
Ma si sapeva. E' quello che ogni volta dico quando qui in bacheca viene fuori qualcuno con la domanda "ma mi conviene aprire p.iva da disegnatore?". E' vero che la gs nn si può ricongiungere a inarcassa (c'è scritto nel sito) però se uno ha maturato il minimo per avere qualcosa in gs (mi pare 5 anni di versamenti) avrà una mini-pensione (forse 10 euri...ah!ah! rido per non piangere) e anche quella di inarcassa ('n'altri 10 euri). Non ricongiunte ma ognuna per sè ma purtroppo con le regole che si leggono in articolo. Non è ancora vietato avere due pensioni se si hanno contributi in due casse. Io per esempio ho 5 anni di GS, non so cosa ne salterà fuori...
Kia :
c'è sempre la speranza che cambino le cose. Nel senso che una volta non c'era tutta questa "frammentazione" contributiva perchè uno faceva lo stesso lavoro per tutta la vita fino alla pensione.
gg :
Un articolo scritto davvero male. Si mischiano le vicende di chi non ha alternative alla gestione separata a quei dipendenti che fanno il doppio lavoro e che giustamente devono solo contribuire alla previdenza generale.
Ha ragione Kia. Chi può si iscriva a una cassa, prima possibile.
Kia :
purtroppo viene tanto sbandierata la "flessibilità" che bisogna avere ma alla resa dei conti...cornuti e mazziati come dice archifra. Non si può dire alla gente di essere flessibile e poi fare ' ste porcate con le casse previdenziali. Alla fin fine viene premiato chi se ne sta al sicuro col posto fisso al comune, ma ci rendiamo conto? e alla fin fine se all'inps non tornano i conti vanno a pescare nella fiscalità generale cioè anche dalle nostre tasche. Questa è forse la cosa che mi dà più su i nervi.
gg :
Molti considerano un dipendente pubblico che fa un doppio lavoro, specie se lo fa in orario d'ufficio, una forma di sleale concorrenza nei confronti dei liberi professionisti. È di questo che parla l'articolo: professori universitari, o ricercatori, o funzionari pubblici che fanno ANCHE la libera professione. In questi casi un contributo da parte loro alla previdenza generale potrebbe essere considerato un parziale risarcimento alla collettività, considerando che una pensione gli verrà garantita in altri modi.
ArchiFra :
gg, un dipendente pubblico può svolgere la libera professione solo se ha un contratto con l'ente inferiore alle 22 ore settimanali, se ha il via libera della giunta e se non è in contrasto col suo ruolo presso l'ente. che poi ci siano comuni dove se ne fregano bellamente è un altro discorso. preciso comunque che i dipendenti pubblici versano già all'inps
gg :
Alcune categorie hanno una distinzione precisa fra liberi professionisti e dipendenti pubblici, in due albi separati.
Questi iscritti all'albo dei dipendenti pagano meno tasse, hanno meno obblighi (ad es. per la formazione obbligatoria), ma non possono esercitare la libera professione. Anche il timbro è differente.
Forse in questo modo non si creano diversità di interpretazioni di una norma impossibile da verificare.
Un cliente non è in grado, ad esempio, di stabilire se un docente universitario che si propone come libero professionista ha optato o meno per l'elenco speciale dei docenti a tempo pieno o se ha un contratto inferiore alle 22 ore settimanali. Figurarsi: non sanno nemmeno che il preventivo è obbligatorio.
Poi certo, chi fa l'insegnante di Liceo avrebbe tutto il diritto di fare la libera professione, mentre forse un dipendente di una UOT dovrebbe esimersi dal farlo.
Non è materia facile.
ArchiFra :
gg guarda che ti sbagli. io lavoro in un ente pubblico quindi so bene di cosa parlo.
io sono sicritta ancora all'albo perchè ho valutato che mi può tornare utile, ho ottenuto l'esonero dalla formazione obbligatoria perchè il mio ruolo non è da contratto specifico da architetto, ma i colleghi che invece sono inquadrati come C (se non hanno diploma da geometra) e D (obbligatoria la laurea) devono sottostare alla formazione obbligatoria visto che la loro posizione prevede che siano abilitati e iscritti all'albo, e che lo svolgimento delle loro funzioni è sotteso al possesso di requisiti professionali.
inoltre non confondere la docenza universitaria con la dipendenza da un ente pubblico perchè non seguono le medesime regole: il limite delle 22 ore è solo per i dipendenti di enti come comuni e provincia ad esempio.
praticamente tutti i professori universitari fanno anche la libera professione perchè non hanno le 36/40 ore in università ma solo il monte ore legato alla loro materia. all'università per tutti e 5 gli anni ho avuto a che fare con docenti che avevano lo studio di progettazione e conosco ad oggi diversi liberi professionisti, medici, avvocati e ingegneri, che sono anche docenti in facoltà e spendono lì al amssimo 2 giorni a settimana.

il problema della libera professione vs dipendente pubblcio è di tipo morale: se sei a tempo pieno dove hai il tempo di esercitare? se sei a part time (quindi prendi 600 euro) perchè dovrebbe esserti vietato fare la libera professione se non sei in conflitto? ecco la necessità di delibere di giunta, non è che un dipendente a part time automaticamente ha lo studio, deve essere autorizzato e, ad esempio, non può presentare pratiche edilizie nel comune dove è istruttore tecnico.
gg :
Parlavo di geologi.
Un architetto che lavora nel pubblico deve essere iscritto all'Albo, perché deve poter firmare i progetti per conto dell'Ente per cui lavora. Per questo motivo ha un timbro come tutti gli altri.
Su quel timbro non c'è scritto se è inquadrato C o D o se lavora meno di 22 ore o se è docente universitario o in un altro tipo di scuola. Volendo può firmare progetti al di fuori del suo Ente e nessuno potrà mai controllare.
I geologi dipendenti pubblici, invece, hanno un timbro differente. Tutto qui.
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