consigli pratici per sopravvivere in cantiere

messaggio inserito martedì 18 ottobre 2016 da pepina

pepina : [post n° 388155]

consigli pratici per sopravvivere in cantiere

premesso che sono del tutto inesperta in materia e (a detta di altri) dimostro meno anni di quanti ne ho realmente... avete qualche consiglio per me? mi è capitato un incarico di dl.
dal look all'atteggiamento, ovvio. grazie
ponteggiroma :
di look non me ne occupo, io ho due giacche, tre paia di pantaloni e 20 camicie e uso sempre quelle a rotazione. Unico consiglio: quando hai dubbi non dare MAI risposte certe, ma rimanda a dopo. Quando poi arrivi in ufficio informati bene e rispondi per email
pepina :
si ma scarpe antinfortunistiche? caschetto ecc? pensavo di si
quindi mi studio bene il progetto, capitolato/elenco prezzi, cronoprogramma e poi via di cane da guardia?
e poi il dibattuto fatto che il dl non è cse...come ci si comporta? posso sospendere le lavorazioni in caso di pericolo grave e imminente?
scusa ponteggi ma c'ho un po' d'ansia :)
fulser :
secondo me scarpe e caschetto certamente si, ma fai in modo che sembrino un po' usati altrimenti ti sgamano subito. In ogni caso l'umiltà è apprezzata, ma umiltà non vuol dire farsi mettere i piedi in testa: gentilezza si, specialmente con i livelli più bassi delle maestranze, ma sii ben certa su quelli che sono i tuoi punti fermi e non mollare. Cerca di individuare nel gruppo una persona che abbia esperienza e mestiere e ti ispiri fiducia, e con questa cerca di confrontarti in particolare: da un operaio in gamba c'è sempre un mare di cose da imparare.
Visto che inizia il freddo e sei pur sempre a nord-est consiglio assolutamente maglietta termica e abbigliamento pesante in genere.
E ha ragione ponteggi, in casi di dubbi informarsi e poi rispondere in modo SCRITTO, con frasario e vocaboli a prova di scimmia.
pepina :
stasera allora mi andrò a rotolare nel fango...:)
Ily :
Allora, ecco la mia ricetta (appartamento ristrutturazione, due operai e due artigiani).
1) Salutare sempre gli operai quando arrivi e quando vai via, con un "ciao ragazzi" oppure "buongiorno" a seconda della loro età.
2) Augurare sempre buon lavoro. Se il lavoro è stato fatto bene lodare gli operai, se è stato fatto male far notare le cose che non vanno senza urlare ma in modo educato.
3) Andare spesso in cantiere, due o tre volte a settimana, ed essere a disposizione per dubbi o chiarimenti. Fornire spiegazioni e disegni esecutivi. Compilare il quaderno di cantiere.
4) Lasciare che artigiani esperti si organizzino il lavoro come preferiscono, purché il lavoro sia fatto bene e nei tempi previsti. Non vogliamo insegnare il mestiere a un muratore o un piastrellista o un imbianchino con 15 anni di esperienza, vero?
5) Fare due chiacchiere ogni tanto, e magari offrire o accettare un caffè.
6) Lasciare che gli operai possano fare pausa (senza esagerare), possano bere al bisogno o sentire la radio, se non lede le norme di sicurezza. I miei ad esempio si erano portati uno stereo e ascoltavano la radio (era il periodo degli europei).
7) Far capire che siamo si architetti, ma non pretendiamo di sapere tutto (vedi il punto 4).

Altro per ora non mi viene in mente ;-)
Ily :
I miei mi adoravano e vedere l'apprendista ventenne che mi ha guardato con gli occhi a palla perché gli ho detto: "bravo, hai fatto un buon lavoro" e lui ha timidamente risposto "Architetta, nessuno dei suoi colleghi mi aveva mai augurato buon lavoro o detto questo" ecco mi ha fatto un po' vergognare di certi miei colleghi. Erano le 11 del mattino, giugno, questo sotto al sole a lavorare dalle otto... Io penso che ci vuole rispetto per il lavoro altrui, non atteggiarsi ad archistar, non essere un dittatore ma essere autorevole. Io per esempio ho accettato la sfida del piastrellista e ho posato una piastrella con la sua supervisione, cosa che non avevo mai fatto ;-)
ponteggiroma :
pepina per caschi, scarpe ecc... direi che dipende dal cantiere.
Una cosa è l'interno di un appartamento, altra è la diga di Mosul.
arko :
quoto in toto ily
patri :
Il "manuale del DL" di Ily è perfetto!
Mi permetto solo un paio di aggiunte:
- se ti pongono un problema e hai dubbi prendi tempo "devo valutare tempi e costi, ci vediamo domani!" e, se sono problemi ordinari di cantiere e lavori con persone in gamba (90% dei casi) la possibile soluzione il caposquadra ce l'ha già... chiedigli "lei cosa farebbe?" e avrai un amico per il resto del lavoro!
- abbigliamento comodo, vietati cappottino e tailleur ma anche la tuta da jogging (ho visto cose che voi umani non potete immaginare...) e non avere paura di sporcarti.
Se non sei cse, a meno di situazioni clamorose, non intervenire. Io se ci sono problemi faccio semplicemente una telefonata al cse e lo avviso.
Anch'io sembro più giovane di quello che sono, magari all'inizio ti guarderanno strano e ti faranno qualche piccolo "esame" o qualche battuta cretina... tu sorridi sempre, non te la prendere e, se è il caso, rispondi a tono.
Vedrai che andrà tutto bene e che troverai più persone disposte a darti una mano che a metterti in difficoltà!
pepina :
grazie! :)
lori :
Anche a me davano molti anni in meno e allora ho risolto: niente più tinta...faccio affiorare i capelli bianchi che per fortuna sono ancora pochi.
delli :
ottimo elenco di ily e mi permetto di aggiungere:
-identifica il responsabile del cantiere (quello che comanda) e decidi con lui le operazioni da fare, i modi e tempi, senza dare "ordini" o compiti ai vari soggetti presenti in cantiere
-se il responsabile non è presente e parli con i sottoposti preoccupati di informarlo al telefono o con una mail appena ti è possibile
bye bye
pepina :
@lori: bella questa! così ci guadagna la salute e il portafoglio
grazie a tutti davvero. Ho seguito i vostri consigli e alla fine è andata bene. Certo è che ho ancora moltissima strada da fare!
ivana :
...se c'è un ponteggio sali fino all'ultimo piano per controllare il lavoro. Non se l'aspettano :-)
lori :
Si si...il ponteggio "scalato" da una donna fa sempre effetto!
Ricordo la fantastica (è ironico) esperienza che mi fece provare l'architetto presso il quale andavo a fare uno stage appena laureata. Mi portò in cantiere in un giorno di pioggia e mi chiese di salire sul ponteggio fino al 5° piano. Quel giorno avevo i tacchi (a dir la verità tacco quadro di 6/7 cm). Lo feci senza batter ciglio pregando di non scivolare a ogni passo. Non so se rimase più stupito o male.
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