equo compenso ai professionisti

messaggio inserito giovedì 16 novembre 2017 da ponteggiroma

d.n.a. :
no..
ponteggiroma :
caspita che successone questo post. Questo la dice lunga sulla fiducia che abbiamo nei nostri governanti. Ma dai, magari sta volta ne viene fuori qualcosa di accettabile....no?
d.n.a. :
se non sbaglio, la legge dice una cosa tipo che il compenso, fino a prova contraria, non è equo se inferiore ai minimi, e che le clausole, e che È nulla ogni clausola o patto che determina un eccessivo squilibrio contrattuale tra le parti in favore del committente della prestazione prevedendo un compenso non equo... ok... e quindi... in pratica cosa mi è stato tutelato. Intanto già il fino a prova contraria mi puzza di cacchiata, perchè o è equo o non lo è, se devo provare qualcosa, devo andare da un giudice, e quindi sono già in processo. se devo fare un offerta per una p.a. e se la mia offerta è sotto il minimo, non è equa per definizione, e quindi in teoria non puoi concorrere a livello economico, o sbaglio? vogliamo parlare della clausola di nullità.. è nulla la clausola che porta un eccessivo squilibrio di compenso, tipo quindi il famoso comune che ha fatto il famoso bando ad 1 euro, era nulla la clausola, e quindi in base a cosa mi pagano se è nulla la clausola che stabilisce quanto devo essere pagato? in base ai minimi? presumo di si, quindi torniamo sempre la, che devo andare davanti ad un giudice per farmi stabilire il compenso, e allora si vede come al solito, che la legge è stata fatta per il pubblico, ed esclusivamente per il pubblico, ma facendo finta che vale anche per il privato, quindi le tariffe non sono obbligatorie, ma se vado sotto il minimo, la clausola è nulla (per me ma anche per il mio cliente), che nel mentre magari gli ho finito la prestazione, e non mi vuole pagare, e inizia una bella causa civile che dura dieci anni... grazie.
tranquillo ponteggi, cambiare tutto per non cambiare niente....
ponteggiroma :
ok d.n.a. e su questo posso anche darti ragione, ma comunque ci sarà un tariffario minimo di riferimento? Perchè a me è quello che interessa, in modo che quando andrò da un cliente a contrattare avrò quello come base di riferimento, poi magari invece di 10 gli farò 8, ma almeno non parto da 3 per arrivare a 1.
Non so se sono riuscito a farmi capire
Leonardo :
Io sono sempre d'accordo con Ponteggi... sia per quanto riguarda il fatto che non ci credo minimamente, sia per i vantaggi che avrebbe. Infatti il tariffario ha prezzi ben più alti di una ristrutturazione a 2000€...
d.n.a. :
si ponteggi, il tariffario c'è e per ora è quello "di una volta", che nulla e nessuno ti impone di non applicarlo oggi. Anche ora puoi andare da un cliente e chiedergli 10, piuttosto che 8, piuttosto che 100. Appunto perchè MINIMO, la clausole ti dice che se scendi sotto il minimo, non è piu equo compenso, e quindi, il tuo patto è nullo. sopra il minimo ci puoi andare eccome, è che quella che viene considerata minimo, in realtà è fuori mercato, perchè se il mercato dice che quella prestazione vale 3, vale 3, non dieci o cento. esempio: sono un contadino, vado al mercato a vendere le mele. Una legge mi dice che posso venderle a quale prezzo voglio, mi dice che se scendo sotto il minimo di 10, è nullo l'accordo con chi le compra. Ora fiero di quello che mi dice la legge vado al mercato, e le mele stanno a 3, 4. il dico, guarda che sotto 10 non posso andare, ti faccio 8, ma già sono fuori legge. e quello, mi dispiace non posso comprare le tue mele. questo perchè il prezzo delle mele lo fa il mercato ovvero domanda (pochi clienti) e l'offerta (piu architetti). ora se all'offeta tutti applicassero la legge, beh, sarebbe diverso, perchè qualunque contadino che va a vendere le mele a 10 le vende a minimo quel prezzo, e quindi al minimo puoi vendere anche le tue a 10, ma se i contadini scendono di prezzo, pur di lavorare, perché diciamocelo, se non lavori, non mangi, cosa succede?
infine una considerazione, credo che hai qualche anno piu di me, e forse ti ricordi che prima delle liberazioni, le tariffe erano obbligatorie! eh, in quanti le applicavano? nessuno... perchè... il mercato è così. Sai chi riesce a tutelarsi e a comandare sui prezzi delle prestazioni? i notai.. e perchè? perchè sono pochi tutto sommato, fanno lavori chiaramente dettati dalla legge, e che altri nessuno può fare, hanno un bacino di persone determinato per legge, un compenso minimo garantito dallo stato, eppure un gruppo di notai della mia zona, si è associato per fare cartello e non sgomitare per i prezzi delle prestazioni al ribasso, e va da tizio o da caio, quello è il preventivo, salvo lo sconticino... sai qual'è il problema, qui? che se si applica il liberismo puro, di noi ne restano forse il 10% a fare i liberi professionisti, e il resto fa altro, e allora facciamo finta di avere tariffe, di farle diventare minimi che in realtà sono massimi, ci diamo norme deontologiche tra noi, per far finta di non accopparsi tra di noi, quando il cliente gira l'angolo e trova un geometra, un ingegnere, un perito edile, che puo' fare per le sue necessità quello che noi possiamo fare per lui allo stesso modo.
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