ci vuole davvero talento per essere architetto?

messaggio inserito martedì 4 settembre 2018 da ExpatArch

[post n° 412017]

ci vuole davvero talento per essere architetto?

eccomi qua, l ennesima con una crisi esistenziale.
penso negli ultimi anni abbia fatto una scelta sbagliata e per rimediare ho continuato a farne di altrettanto sbagliate.
finite le superiori ero molto sicura su iscrivere architettura (anche se non mi ricordo il motivo) avevo una visione romantica del mestiere che presto pero mi si e ritorsa contro. Dato che e molto difficile per me ammettere di aver sbagliato strada ho preferito perseverare con le scelte poco azzeccate cosi mi sono laurata alla triennale in architettura in Italia, una volta raggiunta faticosamente la laurea, capisco che la vita non e tutto sto gran divertimento specialmente per i neolaureati italiani e specialmente per gli architetti. Quindi decido di mettermi sotto, iscrivere una specialistica internazionale all estero e di trovare lavoro fuori dall Italia.
Ho avuto la gran fortuna di trovare subito, in uno studio dove le condizioni lavorative sono ottime. Adesso sono 9 mesi che lavoro e ovviamente capisco che le cose da imparare sono infinite, pero la voglia c e e non ho paura di farmi le ossa.
Il problema e che mi porto sempre a presso la sensazione di non capire i progetti, di esser fuori luogo, di non esser brava e di non aver talento nel progettare.
Vado avanti ripetendo: vabbe hai appena iniziato, migliorerai... ma se invece fossi proprio pessima e basta? Se veramente ci volesse talento per questo mestiere e io non lo avessi?
c e qualche altro neo architetto che si sente di aver sbagliato, di non essere adatto al lavoro?
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Tranquilla, a me ci sono voluti dieci anni per arrivare alla conclusione che mai potrò anche lontanamente sapere tutto!... è normale alle prime armi non essere sicuri di se stesso, ma tranquilla, col tempo peggiora :-).. a parte gli scherzi, in 9 mesi è evidente , ovvio e comprensibile che non puoi capire appieno quello che stai facendo, la nostra professione è molto complicata e sia in Italia che fuor dall'italia, perchè siamo chiamati a gestire processi complessi e che comportano una multidisciplinarietà che deve essere acquisita col tempo, persevera e vedrai che i dubbi passeranno, altra questione è il talento, quello ci vuole, non lo hanno tutti, e di quelli che lo hanno pochi riescono ad esprimerlo, e ancora meno a valorizzarlo. per quelli che non ce l'hanno, resta che studiare, essere curiosi e crescere poco alla volta. La passione però quella è essenziale, la vera questione è se hai o meno la passione per quello che fai, che si traduce nel mi piace quello che faccio, al di la del fatto che sono o non sono remunerato adeguatamente (che è altra importante questione). La passione va oltre il talento ed è quella che ti fa perseverare e non mollare, morta la passione puoi pure cambiare mestiere. Passione ad esempio è perdere ore su un dettaglio che ai piu potrebbe essere inutile, e invece tu, dopo ore che stai la a rimuginare, trovi la soluzione, e sei contenta, o addirittura felice, e ti fa incazzare se te lo bocciano, ecco il talento è che quel dettaglio piaccia agli altri, e che non venga bocciato dai capi.
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applausi per d.n.a.! condivido e "rubo" un po' di incoraggiamento anche per me!.. io ormai sono quasi 8 anni che faccio questo lavoro e ogni tanto i dubbi e le incertezze saltano fuori. Poi si fa un bel respiro, ci si ricorda che non si può essere onniscienti e che ogni giorno si può (anzi si deve) imparare qualcosa di nuovo e piano piano il bagaglio e le sicurezze aumentano.... poi secondo me se, nonostante i dubbi, la passione e la voglia di imparare non ti mancano vuol dire che la strada non è del tutto sbagliata! in bocca al lupo!!
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Se in Italia i mediocri che hanno una posizione non meritata, ereditata, clientelare ecc... si ponessero gli stessi dubbi e si dimettessero tutti ci sarebbe un bel rimescolamento! Dubitare di sè è fondamentale per migliorarsi, purchè non si passi al Lato Oscuro della Forza, cioè l'autocommiserazione. Una cosa è certa: un mediocre non dubita mai delle proprie capacità.
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Se in Italia i mediocri che hanno una posizione non meritata, ereditata, clientelare ecc... si ponessero gli stessi dubbi e si dimettessero tutti ci sarebbe un bel rimescolamento! Dubitare di sè è fondamentale per migliorarsi, purchè non si passi al Lato Oscuro della Forza, cioè l'autocommiserazione. Una cosa è certa: un mediocre non dubita mai delle proprie capacità.
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Strano, perchè tutti quelli che vengono a fare lo "stage" nel mio studio non dimostrano mai di avere dubbi, anzi sono sempre entusiasti del lavoro che gli somministro ed ogni volta che lo portano a termine mi vengono a chiedere se c'è altro da fare, anche dopo le 21, quando solitamente chiudo la porta dello studio. Forse dipenderà dal fatto che sono un Grande Architetto.
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Credo che il buon Renzo, involontariamente stia facendo piu danno che altro ai gggiovani che vuole tanto aiutare,
Poi non so voi come si fa a fare un progetto del nuovo morandi con tanto di plastico (quel poco che ho visto) in una settimana.

Comunque ci vorrebbe un concorso, ma come abbiamo visto in italia ultimamente questi affidamenti diretti ad archistar sono sempre un po farlocche (calatrava su tutti).
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Azz ponté, ma che je fai fà a sti porelli?
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Non ti devi scoraggiare, devi solo trovare il tuo campo. Io sono un'architetta-studiosa stra-innamorata dell'architettura storica, faccio anche progettazione se mi capita ma non è il mio campo d'elezione. Troverai la tua strada, capirai che non puoi sapere tutto, ma devi trovare il campo di specializzazione più adatto a te. Tu hai un dono, devi solo trovarlo.
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Era una provocazione.
A buon intenditor...
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Ah ok, anche perchè alle 21 corca...
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Io ho fatto il percorso inverso: all'inizio, a parte la mancanza di esperienza, mi sentivo una persona molto preparata e non riuscivo a sopportare la quantità di incompetenti intorno a me a cui venivano affidati incarichi importanti o che avevano posti di prestigio.
Invece, più tempo passa e più mi sembra di non sapere niente e che anche la signora delle pulizie ne sappia più di me di edilizia e architettura...
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mah, desnip.... quello era probabilmente il tipico miscuglio inesperienza/immaturità/entusiasmo giovanile... più che accettabile e comprensibile.
Per quanto riguarda il talento, secondo me è un aspetto molto sopravvalutato e non conta più del 10%. E non solo in Italia.
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Non è da escludersi, desnip, che la tua donna delle pulizie sia realmente una architetta.
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