Ma i primi passi per fare l'Architetto?

messaggio inserito venerdì 14 settembre 2018 da Ansia

[post n° 412357]

Ma i primi passi per fare l'Architetto?

Salve a tutti, sono un giovane architetto confuso in cerca di consigli.
Mi sono laureata da 2 anni e abilitata da 1, ho lavorato 1 anno e mezzo per lo studio di un geometra, ad oggi sono 3 mesi che lavoro per un'impresa di costruzioni.
In questi pochi anni che mi hanno vista scontrarmi con la realtà dei tenici, mi è parso di constatare una cosa: LA CONFUSIONE, e con questo intendo che mi è sembrato come se stessero tutti in balìa di tutto, sembra sempre che nessuno sa esattamente cosa sta facendo, e lì parte il giro di consulenze e chiamate e mail anche solo per una domanda stupida. Allora continuo a chiedermi, come si può evitare gran parte di questa trafila? Non c'è un metodo che sia UNO per istruire una pratica, non so se esiste un Manuale che, almeno per il primo periodo, possa aiutare i giovani Architetti a capire come fare, cosa allegare ad una pratica, se è veramente necessario, come funziona una deroga se è veramente necessaria e tutto il resto ... ?
Possibile che queste linee guida le troviamo solo nelle normative stesse (che se non fosse per bosetti&gatti che ti rimanda agli articoli singoli, ciao proprio) o tramite consulenza?
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Nomn so se esistano delle guide simili, però ti posso dire che servirebbero a poco se non a riassumere le normative, tenendo conto che poi è ormai obbligatorio il passaggio preventivo in comune per sapere dal tecnico comunale di turno cosa pretende.
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In teoria potresti anche protocollare una pratica redatta seguendo passo passo la normativa, senza prima passare dal tecnico che la dovrà istruire e che potrà inviarti a domicilio la relativa autorizzazione.
Ma in pratica, tranne che non si tratti di comunicazioni senza successive autorizzazioni, quando la pratica arriverà al tavolo del tecnico, questo ti chiamerà per parlare di presenza del tuo progetto e quasi sicuramente dovrai modificare qualcosa o aggiungerne altre seguendo la prassi consolidata in quell'Ente.
Ci sono Comuni a 4 km di distanza, dove per la stessa pratica si presentano elaborati differenti e a volte contraddittori tra loro.
Poi ci sono le varie normative regionali, specialmente di Regioni Autonome, che entrano in netto contrasto con quelle nazionali, ma questo è un altro complicato discorso.
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@ Pablo, esatto, diciamo che il passaggio preventivo dal tecnico è utile a non perdere tempo e a sapere sin da subito che cosa devi produrre. Purtroppo è una giungla
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Eh si, il bignami! Magari! Come dicono i colleghi se ci sono dubbi si va dal tecnico di zona. Io è da oltre 10 anni che lavoro ma con il mio capo, con ben 40 anni di esperienza, abbiamo spesso dubbi sul da farsi perché ogni caso è diverso, cambia la normativa, il r. E. è vago, e quindi ne parliamo tra noi, se serve chiediamo ad un collega che magari ci è già passato, ecc. Ecc. È normale. Comunque è poco che lavori, quando avrai affrontato diverse casistiche saprai anche tu muoverti meglio.
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Nomen omen.
Detto questo di bignami non se ne troveranno mai perchè le norme sono sia nazionali che locali quindi un bignami che riassuma tutta la casistica è sostanzialmente impossibile da relizzare. Anche perchè andrebbe aggiornato di continuo.
Comunque molto semplicemente le pratiche si istruiscono studiando le norme, confrontandosi poi con gli uffici tecnici dei comuni e con i colleghi. Non vi è altra via.

In ogni caso la pratica è un piccolissimo ambito della professione, certamente il meno stimolante in assoluto.
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