Come è il lavoro da istruttore direttivo tecnico?

messaggio inserito giovedì 29 novembre 2018 da Leonardo

[post n° 415418]

Come è il lavoro da istruttore direttivo tecnico?

Viva la sincerità,
mi sto approcciando alla professione, sono agli inizi, sono giovane, le prime soddisfazioni arrivano, ma... guadagno certo qualcosa, certo mi pago tutto da me, viaggi, spostamenti, abiti, e tutto ciò che occorre... ma... sono sotto i 30 e vivo ancora dai miei. Il problema è che, nonostante lavori, nonostante riesca a mettere qualcosa da parte, è sempre troppo poco per poter fare il passo ed il mio desiderio più grande ad oggi è essere indipentente al 100% dalla mia famiglia.
Ho capito che non voglio lavorare presso altri studi professionali, guadagno più ora (nonostante sia sotto i 1000 al mese) e mi massacro meno. L'ipotesi di lavorare in aziende, per noi architetti, è remota, sono pochissime le richieste. Per cui, ho deciso (alla Zalone) che nella vita VOGLIO FARE IL POSTO FISSO.
Sto iniziando a studiare manuali per partecipare a concorsi per istruttore tecnico presso gli Enti Locali, alla fine è la figura più richiesta.
A conti fatti, vi chiedo, è un bel lavoro? È stressante? Logorante? Le pressioni dei privati sono consistenti? C'è tempo per la vita extra-lavorativa? Lo stipendio, accettabile?
Se qualcuno di voi è istruttore o ne sa in più, mi può indirizzare?
Grazie
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ci sono vari post nel passato che parlano dell'argomento, io non sono al posto fisso, ma ci sto provando, alcuni qui sono dipendenti pubblici, ma alle domande ti rispondo ugualmente per sentito dire.
A conti fatti, vi chiedo, è un bel lavoro? Dicono di No, e secondo me è pure vero.
È stressante? Si, se lo fai seriamente. Se sei in quei comuni dove timbri e vai a fare la spesa al mercato, direi di no
Logorante? Si, vedi comunque punto precedente
Le pressioni dei privati sono consistenti? certo che si, e poi l'incapacità dei tecnici, i politici, uhh, se ce ne sono di pressioni.
C'è tempo per la vita extra-lavorativa? si, probabilmente piu del libero professionista, che quello vero, non ha tempo libero, perchè purtroppo coi problemi a volte ci dormi (se sei onesto, ma se ei di quelli a cui non frega un cacchio, beh, altro paio di maniche)
Lo stipendio, accettabile? poco più che quello di un operaio.

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io lavoro in un grande comune (200.000 abitanti), di fatto come istruttore direttivo tecnico ma inquadrata in fascia inferiore (quando ho fatto io il concorso era l'unica fascia disponibile e pur di lavorare l'ho fatto).
è un bel lavoro? no. se ti piace progettare, seguire i lavori, fare l'architetto è un lavoro orrendo. molto burocratico. certo, dà delle soddisfazioni se finisci in un ambito che ti interessa dal punto di vista normativo, ma anche se segui le pratiche edilizie sei comunque lì a fare il controllore.
è stressante? molto, se lo prendi seriamente. io di notte mi sogno il lavoro, di risolvere questioni, se ho qualcosa di rognoso tra le mani e mi viene l'illuminazione nel weekend o in ferie scrivo al mio capo o mi auto mando una mail sul lavoro. devi avere a che fare spesso con utenti ignoranti, tecnici arroganti, gente che esige la pappa pronta, scontrarti con decisioni politiche che cozzano con la normale procedura amministrativa: sta a te decidere come affrontare le cose. certo, se sei una posizione organizzativa ti pesa ancora di più perchè sei responsabile penalmente e civilmente di quanto fate tu e i tuoi sottoposti.
stipendio? un D3 non posizione organizzativa prende circa 1400 euro al mese, un D6 arriva a 1600. la PO arriva a 1800/2000 e i dirigenti 4000/5000.
orari? dipende dall'ente. per tutti sono 36 ore settimanali ma ogni ente le articola autonomamente. il mio ente ad esempio ha come orario 8-16 con pausa pranzo minima di 45 minuti. in entrata c'è la flessibilità di un'ora (cioè si può entrare fino alle 9 senza giustificare, a patto ovviamente di uscire dopo nella stessa giornata) e a pranzo è di mezzora prima e mezzora dopo (cioè puoi fare una pausa massima di 1h45). altri enti hanno la pausa minima di 1h30 e questo ovviamente si ripercuote sull'orario di uscita. diciamo che in linea di massima se non sfrutti le flessibilità alle 17.30 la giornata si conclude anche negli enti che hanno orari con pause meno ridotte del mio, che limita all'osso per la conciliazione famigliare (da noi addirittura si può fare pausa pranzo di mezzora se si hanno figli alle elementari in modo da uscire 15 minuti prima il pomeriggio).
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Incredibile a dirsi, a me piace il mondo amministrativo e porto avanti il lavoro pubblico con passione.
E' possibile che la quantificazione dello stress dipenda da cosa hai fatto prima. Dato il mio ultimo incarico, trovo l'impiego da tecnico magari impegnativo, ma per nulla stressante (e assicuro che lo faccio bene, professionisti e rompiscatole vari compresi).
Ho le ferie pagate, per la prima volta in vita, e me le prendo. Flessibilità in entrata, in uscita, se devo fare delle visite mi organizzo per tempo e ho la possibilità di prendere delle ore. Nessuna giustificazione da dare perché queste cose sono, per la prima volta, diritti.
In un ufficio il ben lavorare (e ben stare) dipende molto dall'ambiente, dai colleghi, dalle buone relazioni: questa è fortuna, come del resto ovunque. Solo che nel pubblico l'ambiente può essere deprimente, e quello a mio avviso è il suo grande limite. Soffro molto il paraculismo che si respira in qualche ufficio (non dappertutto, beninteso), odio la burocrazia difensiva, avrei voglia di licenziare qualcuno io (infatti io e il sindacato ci guardiamo male).
Poi, non c'è orizzonte di carriera all'interno dello stesso ente, se non in ere geologiche. Ma con le 36 ore settimanali ho francamente il tempo per fare parecchio altro, tra cui studiare e organizzare il prossimo passo lavorativo. Ecco, è tutto molto "realpolitik", per me; ne avevo bisogno in questa fase della vita. Domani non so.
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il vantaggio indubbio sono il monte ore settimanale, le ferie pagate (28 giorni lavorativi i primi 3 anni, poi 32, che tradotti sono 6 settimane solari annue), più 18 ore di permessi medici con giustifica, 18 ore di permessi personali senza giustifica, malattia, contributi, 3 giorni per eventi particolari (es. assistenza in ospedale di un parente), 3 giorni per lutto.
i diritti sono tanti, poi sta alla coscienza singola non approfittarsene e contribuire comunque operativamente a fornire un servizio
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Archifra, sottinteso. Il prodotto finale è il servizio reso, il tempo in cui lo si rende, la qualità del servizio. Fosse per me istituirei il cottimo ;-)
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3 risposte che stavo aspettando...
mi sa che, come diceva arch_mb, che anche io sono in una fase della vita in cui aspiro a questo... mi sono laureato sognando di diventare un grande architetto, dopo la laurea ho ridimensionato moltissimo la vita di queste "archistar" e ho voluto fare tanto cantiere. Ora ho appena iniziato la professione, ma mi sento nettamente indirizzato verso un lavoro "pubblico", magari è una fase temporanea... c'è chi mi dice di buttarmi sull'insegnamento, ma l'idea non mi ispira molto... poi sono una persona a cui fondamentalmente piace studiare, imparare nuove cose, e la prospettiva di fare comunque un lavoro duro, ma che mi lasci tempo per continuare ad apprendere e provare altri concorsi e altre carriere ma con uno stipendio da parte mi alletta infinitamente...
Proverò i concorsi, non ho più ne scuse, ne freni...
Chi avesse altre delucidazioni da darmi ne sarei gratissimo.
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Premetto che lavoro da anni come progettista in uno studio di architettura e conosco l' iter verso un posto in ufficio tecnico per esperienza indiretta. In tutti i casi di colleghi che hanno intrapreso la strada del concorso pubblico, ho riscontrato l'importanza dell'investimento in "tempo di preparazione" al concorso, sia locale sia nazionale. Tempo che, con una normale attività in studio full time, è difficile da trovare. Nel senso che qualche oretta durante la settimana (alla sera, dopo un'intera giornata lavorativa) e il weekend, secondo me non consentono una continuità e un "monte ore" di preparazione adeguato, considerando i temi da studiare. Per esempio una mia ex collega di studio faceva part-time (perché era appena rientrata da maternità), quindi aveva il pomeriggio libero. In un paio d'anni ha partecipato a piú concorsi per posti in comuni, studiando costantemente, e nel dicembre scorso è riuscita a passare uno. Un altro mio collega, che ha avuto un periodo di inattività quest'anno, ha provato il concorso nazionale dell'agenzia delle entrate (quello per i posti in catasto), con prove a Roma. Ha studiato per un paio di mesi, decidendo di investire tutto il tempo su quello. Fortunatamente per lui, è riuscito a passare. Questi sono due degli esempi, sono esperienze indirette ma vicine a me e conosco l'iter di preparazione. È un investimento di tempo e lavoro che sinceramente io non riesco a sostenere lavorando in studio full time. Mi ero iscritto anch'io al concorso dell'agenzia delle entrate e avevo cominciato a studiare, ma mi sono reso conto che il carico di studio non è affiancabile ad un'attività professionale svolta full time. Almeno secondo mia esperienza, dovrei investire molto più tempo per la preparazione e, se necessario, almeno dimezzare il lavoro in studio: cosa attualmente non fattibile.
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Grazie mille Carlo, utilissimo, mi confermi, tra l'altro quello che mi hanno detto in molti. I concorsi devi studiarli, devi prepararti, non puoi andare li e provare...
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No vabè...è ovvio che se decido di partecipare ad un concorso, non posso andare senza preparazione adeguata, altrimenti è una perdita di tempo e di soldi (se ci sono spese). C'è da dire che, almeno per i concorsi nei comuni, lo scoglio è ottenere una preparazione di base tale da poter eventualmente partecipare a successivi concorsi, senza partire da zero (certamente si spera sempre di passare al primo...). Alcuni temi si ripetono, ovviamente.
Ritorno al caso della mia ex collega, perchè secondo me è emblematico. In un paio d'anno lei ha provato 4-5 concorsi (diciamo in comuni non troppo lontani) e già dal secondo ha potuto ripassare argomenti già studiati per il primo. Infatti in ufficio si notava una certa conoscenza che aumentava man mano, soprattutto sulla normativa (eheheh, grazie ar ......). Per l'ultimo (superato al primo posto) ha comunque investito circa un mese di preparazione (come già scritto, aveva i pomeriggi liberi).
Per questo ribadisco che l'investimento di impegno e tempo è notevole.
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Ciao,
sono funzionario tecnico, all'inizio fino ai 40 anni è una figata perchè di da indipendenza economica quando molti dei tuoi colleghi arrancano. Una categoria D (ma è facile che entrerai come C geometra perchè quelli sono i concorsi) prende 1500 € netti ogni mese cadesse il mondo anche se ad agosto sei in ferie. Quindi capisci che per un libero professionista significa fatturare almeno 40.000 € all'anno. E non è facile tutti gli anni mantenere questo standard se non abiti a Milano o roma
Mah.....
Dopo 12 per me è una prigione vorresti cambiare lavoro, magari ritentare con qualcosa di più interessante. Ma non è facile reinserirsi nel mondo del lavoro le opportunità sono nulle.
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Ciao Leonardo, ti dico la mia senza pretendere di rivelarti la verità assoluta.
Le premesse motivazionali della tua voglia di posto fisso sono in un certo senso scontate.
Secondo me, per esercitare la libera professione con qualche successo non devi partire da zero o da sottozero
ma avere le spalle coperte da una famiglia d'origine che ti consenta innanzitutto tranquillità economica.
Inoltre, nella libera professione la bravura è importante ma lo è ancor di più una certa dose di aggressività , spregiudicatezza e, soprattutto, fortuna.
Venendo al dunque, ti elenco alcune considerazioni personali.
1. Se puoi, scegli una struttura medio-grande e non una piccola o piccolissima.
2. Se puoi, scegli il Centro-Nord e non il Sud d'Italia.
3. Se puoi, stai alla larga dagli Uffici Tecnici e cerca altri settori come, ad esempio, quello dei beni culturali.
4. Se càpiti in un Ufficio Tecnico cerca di non farti appioppare o accettare una responsabilità di Servizio e tanto meno di Posizione organizzativa.
5. Non fare mai o limita all'osso gli straordinari.
6. E' un lavoro di merda come tanti altri ma, alle suddette condizioni, 1500 euro/mese (che prenderai quando sarai un D4) e 32 giorni/anno di ferie non sono male.
7. Sappi che di quando sarai vecchio, se sarai fortunato, prenderai di pensione si è no l'equivalente del reddito di cittadinanza che dicono di voler fare.
Questo, in estrema sintesi, è quanto mi sento di dirti dopo venti anni di lavoro come Istruttore direttivo in un Comune.
Non ho esplicitato i motivi delle mie considerazioni perchè sarebbe lunghissimo farlo.
In bocca al lupo!
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Mi intrometto anche io nel post..
@ X emperado , mi incuriosisce il punto 4 - come mai dici di non farti appioppare la P.O o responsabilità di servizio ? non è comunque un avanzamento di carriera rispetto ad un istruttore che non ha responsabilità?
Pensavo per un professionista potesse essere più gratificante avere la responsabilità sopratuttutto economica, oppure con quanto scrivi vuoi dirci che le responsabilità nel settore pubblico vengono sottopagate?
grazie
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Ciao Luciano, ti spiego la mia opinione.
Attualmente le retribuzioni massime della responsabilità di Posizione organizzativa e di Servizio sono (se non sbaglio) rispettivamente pari a 12.500 (alla quale aggiungere un 10 % max. di indennità di risultato) e 3.000 euro.
Sono importi lordi che pertanto, se va bene, corrispondono rispettivamente a circa 6.000 e 1.500 euro netti/anno.
Da tali cifre devi eventualmente detrarre anche un migliaio di euro per l'assicurazione,
Devi sapere che chiunque interessato può ricorrere avverso i provvedimenti a tua firma in sede di TAR, oppure produrre esposti all'ANAC, ovvero (visto che un ricorso al TAR costa almeno 6-7000 euro), direttamemte alla magistratura...
Con le migliaia di norme legislative (nazionali e regionali) e regolamentari in vigore e con questo Codice degli appalti, ti trovi in un campo minato sotto il fuoco nemico concentrico di cittadini, imprese, professionisti, ambientalisti, politici, eccetera eccetera. Anche se hai ragione da vendere ma sei comunque costretto a nominare un legale non sarà certo la retribuzione della Posizione organizzativa o di Servizio a pararti il culo.
Naturalmente, se operi in un Ufficio dove si fa bla-bla (e nelle medio-grandi strutture amministrative ce ne sono tanti), allora la questione è del tutto diversa, specialmente se sei Dirigente. Com'è diversa la questione (moooooolto...) se operi in Trentino Alto Adige invece che nel Sud...
Chiaro il concetto?
Libero, ovviamente, di non credere a quello che dico.
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"Naturalmente, se operi in un Ufficio dove si fa bla-bla (e nelle medio-grandi strutture amministrative ce ne sono tanti), allora la questione è del tutto diversa, specialmente se sei Dirigente. "
Ma quanto è vero!! Ho visto cose in regione che voi umani... E regione del nord, giusto per chiarire. Ho in mente un particolare dirigente il cui sport è andare in giro per il mondo, pagato, a partecipare ai convegni, o peggio relazionare, con preparazione assolutamente mediocre. Lingue parlate: zero. Viene da vomitare, e scusate la franchezza. Andate a vedervi quanti dirigenti ha una regione (a statuto ordinario, eh). Moltiplicate per 20. Riflettete su chi vi dice che gli sprechi sono in parlamento.
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Ciao arch_mb, mi fa piacere che condividi quello che scrivo. Tuttavia, oltre ai dirigenti che descrivi, anche nelle Regioni ci sono i fessi che con abnegazione lavorano dalla mattina alla sera per un piatto di fagioli o poco più. Siamo tutti dipendenti di Ente locali, però le differenze sono enormi. Nel Settore tecnico, "dirigere" una squadra plurisettoriale di persone competenti che si fanno il mazzo è semplice e ci si può dedicare al "bla bla". Altra cosa e "dirigere" una piccola struttura comunale dove "devi" sapere e fare tutto (edilizia privata e pubblica, lavori pubblici e manutenzione, pianificazione urbanistica, condono edilizio, paesaggistica, ambiente, eccetera eccetera), spesso da solo o quasi.
Altra cosa ancora (con tutto il rispetto) è lo Stato Civile o l'Anagrafe o l'Elettorale e così via. Però il 27, a parità di livello, si prende tutti lo stesso stipendio. Solo i sindacalisti fanno finta di non sapere di questa merdata e ai politici che si fecero su misura la "Bassanini" frega ancor meno.
Comunque a me non interessa molto rosicare perchè non serve a nulla e perchè tra un anno, se Dio vuole, me ne esco (con quattro soldi di pensione) da quest'ambiente schifoso. Scrivevo per quel Leonardo che voleva informazioni ma forse nemmeno a lui interessa più la cosa. Fatti suoi.
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