Questa me la tatuerei...

messaggio inserito venerdì 18 gennaio 2019 da Edoardo

[post n° 416905]

Questa me la tatuerei...

"Un esperto è un uomo che ha smesso di pensare. Perchè dovrebbe pensare? E' un esperto." (F. L. Wright) Ora qualcuno mi darà lezioni di vita pratica lo so... ma credo che in questo aforisma ci sia condensata la differenza, sublimata, tra un architetto e un tecnico. Poi ci sono architetti che diventano esperti di qualcosa per necessità (o per vocazione) ed esperti che pensano al posto degli architetti e, di fatto, fanno gli architetti meglio degli architetti, anche perchè "non siamo tutti Wright"... (falsa modestia e falso buonismo off). :- D _____________ Scatenatevi.
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Un vero "esperto" non si ritiene mai nè arrivato nè superiore a chi ne sa meno di lui.
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Non sono d’accordo con questa affermazione, primo perché la differenza tra architetto e tecnico non esiste, secondo perché colui che crede di sapere tutto e sente che non ha più nulla da imparare (potremmo definirlo saccente) lo si può trovare in qualsiasi categoria
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... effetto blue monday?
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Per me diventi esperto più che con il tempo appunto con "l'esperienza"... sei un "maestro" finché non ti riconosci tale e non ti dai da solo questi appellativi. Appena ti riconosci superiore a qualcuno smetti di crescere e cominci a difendere il tuo ego da ogni fronte che protrebbe sminuirti. Quello che ti porta a essere in gamba non è quello che fai quando ti consideri in gamba. È quello che hai fatto per, che conta.
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Esatto Leonardo, questo aforisma secondo me trascende le categorie (nella realtà).. .ed il "pensare" è proprio il processo che ti mette in gioco, che ti porta ad evolverti e/o ad ADATTARTI alla situazione mettendo talvolta in crisi quello che sai e che ritieni già completamente sufficiente.
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veramente non mi sembrava proprio che tu intendessi ciò con il tuo post, ma forse sono io che continuo a captare male....
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Anche io avevo capito una cosa completamente diversa, anzi speravo di farmi finalmente spiegare cosa fa l’architetto e perché non lo si può definire tecnico
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Non lo so Lila, forse dovresti chiederlo a Wright. : P ... Ponteggi, ti aiuto a captare (a meno che non sia stitico) essendo un aforisma... io lo interpreto così, ma ho specificato anche, dal primo post, che questa differenziazione è teorica (sublimata)... anche se, imho, derivante da esperienze che ebbe probabilmente lui stesso alle prese con "esperti" vari. Ciò non significa che l'architetto non sia anche un tecnico! Me possino cecamme se penso ciò (e come potrei?). Un aneddoto celebre narra che lo stesso Wright prese a calci le casseforme della "Casa sulla cascata" perchè le maestranze avevano paura. Forse erano gli esperti? Forse alcuni ingegneri lo avevano deriso o criticato aspramente? Nessuno lo sa...
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E invece lo chiedevo proprio a te Edoardo! Wright non menziona categorie, sei tu che hai utilizzato l’aforisma per sottolineare la differenza esistente tra architetto e tecnico, anzi dal tuo post iniziale sembrava che “finalmente” tu avessi trovato una definizione calzante per sottolineare quella che tu ritenevi fosse una distinzione netta tra i due ruoli.
Comunque si può anche cambiare opinione tra un post e l’alto
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Wright non menziona categorie ma, per produrre l'aforisma, le pensò sicuramente. Io, da architetto, dovendo e volendo risalire al caso terreno le ho interpretate così... un serramentista potrebbe definire "esperto" un architetto ed affermare che gli esperti non si sforzano di pensare come pulire le vetrate che progettano... oppure non pensano che certi angoli possono dare luogo a infiltrazioni. Fermo restando che dovrei capire i problemi tecnici dei serramenti io non sono un serramentista. E non lo era neppure Wright come non lo siete voi (credo). Captasti? ;- )
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...... in poche parole il tecnico sa(o dovrebbe sapere) il come si fà una cosa ...l'architetto oltre al come anche il perchè
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Ritornando al topic, secondo me Wright non ha pensato a categorie ma piuttosto al genere umano, purtroppo però non possiamo chiederglielo! Esistono serramentisti che non solo sanno spiegarti il come, ma anche il perché e con dovizia di particolari, come pure architetti che non sono in grado di spiegarti neanche il come. Ovviamente vale anche l’esatto contrario.
A questo mondo ci sono persone che non smettono di pensare e altri che non iniziano neanche e questo è indipendente dalla categoria di appartenenza
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Essendo un aforisma Lila, la sua applicabilità è universale e, GIUSTAMENTE, il significato ufficiale è al di sopra delle speculazioni. Volendo ufficiosamente leggere tra le righe, reputo che Wright non possa non aver assurto sè stesso a progettista "pensatore", in contrapposizione a determinati "esperti" che probabilmente ostacolavano il suo pensiero o non erano in grado di seguirlo. Se il "pensare" dell'aforisma è il pensiero architettonico, la visione, è un qualcosa che dovrebbe essere strettamente vicino alla visione del progettista... ma se estendiamo il significato allora anche l'ingegno e la capacità tecnica specifica possono essere estese a svariate altre categorie, dall'artigiano al meccanico.
Steve Jobs, per esempio, non eran solo un tecnico ma anche uno che aveva una visione del prodotto, una capacità di innovare oltre lo standard. Anche Horacio Pagani volle spingersi a produrre una vettura pazzesca, con specifiche e tecniche produttive fuori dallo standard. E' il concetto di "visione" che fa da discriminante, volendo riferire l'aforisma al mondo dell'architettura.
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