formazione professionale

messaggio inserito domenica 31 marzo 2019 da emperado

[post n° 419769]

formazione professionale

L'altro giorno l'Ordine mi ha inviato una pec per avvisarmi di essere incorso nel provvedimento disciplinare di censura/sospensione (penso mi comunicheranno quale) conseguente l'inottemperanza dell'obbligo della formazione professionale.
Facendo il dipendente pubblico, sono rimasto iscritto all'Ordine soltanto in previsione della possibilità di poter fare collaudi statici una volta in pensione (prestissimo) quando mi daranno cinque o seicento euro netti.
Se sfumerà anche questa possibilità pazienza; mi arrangerò: anche io devo mangiare.
Non voglio rosicare ma, per curiosità, mi piacerebbe conoscere la vostra opinione.
Fuor da ipocrise "politicall correct", la mia è la seguente:
- gli Ordini provinciali sono carrozzoni che servono soltanto a pagare esosi contributi annuali da parte degli iscritti (con un Ordine nazionale si pagherebbe una fesseria);
- la formazione professionale è una perdita di tempo oltre che un business (per chi la organizza).
Pertanto mi aspetto... un diluvio di critiche..!
Salve a tutti.
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Perdoni la franchezza, ma la formazione e l'aggiornamento professionale è niente affatto inutile.
Probabilmente lei ha questa percezione perchè non ha mai dovuto far pesare le sue competenze per mangiare ergo anche il livello di consapevolezza/professionalità degno del pleistocene le è stato sufficiente, ma oggi le competenze sono trasversali e l'aggiornamento è condizione necessaria ma niente affatto sufficiente per poter fare la nostra nobile professione.
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Fuor da ipocrise "politicall correct", direi che le tue critiche risultano piuttosto velate da un qualunquismo antisistemico di fondo tipico del nostro paese, che prima o poi ci porterà a sbattere contro un muro.
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Il fatto che un dipendente pubblico definisca l'Ordine un "carrozzone" mi suona strano. E le PA cosa sarebbero?
Sull'importanza della formazione, a mio avviso, non si discute mentre sulla sua obbligatorietà nutro anche io qualche perplessità ( cozzerebbe contro il principio della libera professione). Tuttavia, visto che l'aggiornamento obbligatorio riguarda tutte le categorie professionali ( medici, commercialisti, avvocati, ecc. ) non vedo per quale motivo dovremmo noi sottrarci a questo dovere.
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Bah! pensavo che gli Ordini, in verità, fossero degli inutili carrozzoni, ma, a quanto pare, lo è solo il mio (Napoli).
La formazione è sacrosanta, se fatta come si deve e su questioni effettivamente utili e necessarie, come, ad esempio il BIM. Tralasciando il discorso sulla gratuità, che, visto che paghiamo una quota, almeno per alcuni ambiti,potrebbe essere presa in considerazione, non so voi, ma io ho seguito per lo più corsi assolutamente inutili, tesi più che altro all'ottenimento dei crediti, per noi professionisti, e alla pubblicizzazione dei propri prodotti, per gli addetti ai lavori. Ho seguito anche corsi interessanti e utili, sia chiaro, come ad esempio quelli sulla deontologia o sulle novità della normativa, ma rappresentano una cospicua minoranza. Se voglio farmi un corso di aggiornamento serio e che mi serva realmente, me lo scelgo e me lo pago.
Quindi, in sintesi, concordo con Emperado: la formazione obbligatoria, PER COME è CONCEPITA ALL'ATTUALITà, è semplicemente un modo ulteriore per fare cassa, spillando soldi ai professionisti.
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Non so come funziona nel resto d'Italia ma a Roma l'offerta di corsi dell'ordine , sia frontali che in FAD (sincrono o asincrono) gratuiti permettono l'aggiornamento a costo zero (a parte la quota di iscrizione annuale all'ordine) quindi quando asserite che l'aggiornamento è una partita di giro davvero non capisco di cosa stiate parlando.
Poi è CHIARO che l'aggiornamento di livello implica un esborso di tipo economico, ma non è altro che un investimento su se stessi e sulle proprie competenze ergo trovo assolutamente normale e logico che, nel contesto del libero mercato, un corso/docente in grado di fornire competenze di livello debba essere adeguatamente retribuito.

Ma tutte queste considerazioni sono un contorno alla riflessione a monte di questa discussione che vorrebbe l'aggiornamento delle competenze come INUTILE.
L'aggiornamento non è INUTILE, assolutamente e asserirlo è sinonimo di profonda povertà intellettuale.
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Infatti la premessa era la medesima. Anche a napoli hanno, finora, fatto corsi gratuiti, ma da quando si è insediato il nuovo direttivo sono scomparsi. In ogni caso, molti erano a numero chiuso, e finiva prestissimo la disponibilità.
Non so a te, ma a me sono serviti a poco, e quindi il discorso aggiornamento, in questo senso, va a farsi benedire completamente.
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Noi a Roma abbiamo i FAD asincroni che non hanno numeri chiusi e puoi farteli online quando vuoi.
L'utilità?
Bhè c'è un pò di tutto, fermo restando che il taglio degli eventi gratuiti è per forza di cose più sul divulgativo/informativo che sul pratico/tecnico atto a fornire competenze.

Sul servire "poco" dipende quale è il punto di vista.
Parlando di eventi gratuiti ho seguito, l'anno scorso, un paio di incontri frontali di divulgazione BIM e li ho trovati molto interessanti nonostante conosca il fenomeno molto bene. Intendiamoci non mi hanno dato competenze (ma ripeto non è quello il fine di quegli incontri/eventi), ma mi hanno fornito spunti di riflessione "sull'avanguardia" della filiera BIM, argomento comunque utile.

Poi ce ne sono anche che forniscono competenze.
PEr dire il fad asincrono sul DOCFA (in due fasi base ed avanzato) l'ho trovato molto utile.
Per dire.

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io concordo con FranzArch, ritenere inutile l'aggiornamento a priori è profondamente sbagliato e molto limitativo, soprattutto se si svolge la libera professione e ogni giorno ci si deve confrontare con norme che cambiano ogni due per tre, procedure che evolvono in continuazione, novità tecnologiche (sia per quanto riguarda i programmi che materiali costruttivi). Poi certo che se invece di cogliere l'occasione e volgere a proprio favore l'obbligo alla formazione, uno frequenta il primo corso/seminario che trova su un argomento di cui non ha il minimo interesse allora diventa una banalizzazione del concetto di base di "aggiornamento professionale" e non si possono imputare colpe al sistema o all'ordine. Io personalmente ho cercato di frequentare corsi di mio interesse, pagandoli anche cifre piuttosto significative ma lo considero un investimento per la mia professione: visto che mi tocca impiegare tempo e risorse per raggranellare crediti, almeno lo faccio per acquisire conoscenze che il giorno dopo posso spendere nel lavoro di tutti i gg e far anche fruttare dal punto di vista economico! Ad esempio ho seguito corsi base ed avanzati per il software di disegno che utilizzo, di rendering, per docfa e per certificazioni energetiche.
Il mio ordine non ha mai organizzato corsi FAD e quelli (pochini) frontali che organizza il 99% delle volte non mi interessano quindi utilizzo moltissimo la piattaforma Imateria per seguire ad esempio i corsi di deontologia messi a disposizione da altri ordini a cifre assolutamente abbordabili: 6/7 euro per un corso che puoi seguire direttamente da casa tua/studio, on line magari lavorando anche nel frattempo mi sembra più che ragionevole!
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Bah!
Io ho scritto, per come è concepita, non che sia inutile, anzi, ho detto esattamente il contrario.
Anche noi abbiamo i FAD asincroni, grazie ai quali ho recuperato in poco tempo i crediti che mancavano. È questo il problema, che per evitare sanzioni si tende a cercare corsi che hanno più crediti piuttosto che corsi che ci interessano di più. Ê una raccolta punti, in pratica, per evitare la mannaia degli ordini che ti puniscono come all'asilo. Ridicolo.
Gli ingegneri per esempio possono autocertificare i propri crediti attraverso il lavoro svolto. Noi no. Perché?
Istituire un obbligo non funziona mai per lo scopo per cui è nato. Nel caso i esame, a voler essere ingenui, lo scopo sarebbe quello di aggiornare le competenze, a beneficio non solo del professionista, perché se fosse così non ci sarebbe l'obbligo visto che avrebbe conseguenze negative solo sul professionista stesso, ma soprattutto a beneficio del cliente e dei servizi aggiuntivi per lui, riducendo così al minimo le brutte sorprese derivanti dall'incompetenza del tecnico scelto.
Ottimo. Se non fosse per il fatto descritto da me qui sopra, e cioè che, pressato dall'obbligo, dovendo inserire gli aggiornamenti tra altri mille impegni, si fanno corsi molto proficui solo sul piano della quantità di crediti conferiti. È inutile che ci giriamo intorno, è così. E si scelgono prevalentemente quelli gratuiti, che non sempre sono utili, anzi, spesso, come detto, sono semplicemente campagne pubblicitarie di un'azienda. È utile tutto ciò? Sì ok, mi hai fatto vedere il tavolo con la luce integrata, ma alla fine?
Ripeto, il vero aggiornamento lo facciamo per noi stessi scegliendoci i corsi, quando e come farli ed eventualmente se pagarli, o meno, indipendentemente dal ricatto, perché questo è, perpetrato degli ordini professionali.
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"la formazione professionale è una perdita di tempo oltre che un business (per chi la organizza)": giusto.
E siccome io lavoro per chi la organizza, ben venga la formazione, visto che è a lei che devo una buona parte del mio reddito!
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Emperado, mi spiace ma l'iscrizione all'albo ha onori ed oneri. L'onere della formazione onestamente mi pare accettabile anche perchè ormai sia con gli ordini stessi sia con la piattaforma I-materia c'è la possibilità di ottemperare anche a costo zero e senza tanti sbattimenti. Chi non lo fa è essenzialmente per pigrizia. E' chiaro che se voglio un corso specifico e che non è nè gratis nè on-line me lo pago, ma forse è un concetto difficile da capire se si lavora nelle PA dove gli aggiornamenti te li programma l'amministrazione comunale per esempio e te li fornisce gratis.
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Non mi sorpendono le critiche (lo avevo facilmente previsto) quanto, invece, il coraggio di Arko, unico nel pensarla come me!
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eh si, effettivamente ce ne vuole di coraggio a mettersi contro. Ti invidio per la forza e la temerarietà dimostrata. Speriamo non ci siano ritorsioni da parte dei poteri forti... In bocca al lupo!
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Diciamo che io mi sono posto in una posizione intermedia in realtà, ma ho già espresso il mio pensiero, che non presuppone coraggio alcuno, è soltanto un punto di vista, tra l'altro ampiamente condiviso da una larga parte del consiglio del mio ordine di appartenenza.
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