Mentalità padronal-bottegaia degli studi: analogie con politica italica?

messaggio inserito venerdì 31 maggio 2019 da Edoardo

[post n° 421896]

Mentalità padronal-bottegaia degli studi: analogie con politica italica?

"Il leader resto io" è stata questa l'affermazione odierna, tranciante, di un signore di 82 anni che, dopo anni di gloria ed aver tentato invano di passare la palla a un discendente, non si vuole fare da parte... non vuole e non sa far crescere una classe dirigente capace, non si rassegna. Il risultato è la frammentazione, la guerriglia, il tutti contro tutti. Chi ha volontà di crescere deve fare uno strappo. Immaginiamo che i voti siano il volume d'affari, ebbene anzichè capitalizzare le risorse queste si disperdono, anzichè diversificare le competenze in un unicum queste perdono forza. Questa gestione è tipica anche delle imprese-tipo italiane, che vanno forte se il padrone è in gamba... ma hanno il grosso limite di non saper fare squadra, di non sapersi accorpare in realtà più grandi e competitive, di non saper rinnovare ed innovare rinunciando al familismo-nepotismo e promuovendo piuttosto la meritocrazia come motore della propria azienda.
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il c.d. leader, malgrado la veneranda età, sa bene di cosa sta parlando. Sa bene che ad un certo punto è necessario anche parlare alla parte "pensante" dell'elettorato. Mentre chi sfrutta solo la parte "animalesca" prima o poi, finisce appeso a testa in giù.
Non credo che il paragone tra politica e lavoro calzi molto però, anche perchè di esempi come il nostro ne abbiamo parecchi in europa e fuori.
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Al di là del merito politico, che non mi interessa (ma concordo), è la pervicacia che mi ha fatto pensare all'accostamento... il non volere MAI fare un passo indietro malgrado la perdita di consensi, il voler erigere un figlio come unico possibile erede della sua "cosa"... casi come questo in Europa non ne vedo. Dittature a parte, c'è piuttosto un bel caso in USA ...ma chi ne è leader è visto come la pecora nera della politica là... anzi, come la pecora bionda, ed è una pecora tutt'altro che in declino, un pò come la pecora felpata nostrana.
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Tornando al settore lavorativo, io non penso che un capo sia davvero in gamba se a 82 anni non sa a chi lasciare le redini dell'azienda.
Un capo veramente in gamba lascia una generazione di eredi, parenti o dipendenti, in grado di continuare il suo lavoro perchè adeguatamente formati. Invece io conosco diversi ottantenni così che non vogliono mollare l'osso, che non hanno mai insegnato veramente ai collaboratori, per paura di perderlo, quell'osso...
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idem come desnip.
che poi tanti magari continuano perchè banalmente non hanno altro da fare (e tanto la pensione inarcassa gliela da) e non provano nemmeno a stare al passo coi tempi.
io sono qua in studio con questo architetto pensionato 72enne che non è in grado nemmeno di aprirsi la mail da solo...

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