Post confuso

messaggio inserito sabato 31 agosto 2019 da Mkl

Mkl : [post n° 424132]

Post confuso

Ciao a tutti. Scrivo perché mi trovo in una vera crisi depressiva e vorrei capire cosa fare. Ho 27 anni compiuti da poco e sono laureata alla magistrale di architettura da un anno. Ho svolto una tesi in restauro sull archeologia industriale che ho sviluppato in Spagna e in questo anno ho frequentato un master, preso l'abilitazione e avuto due esperienze in due studi diversi. Sono molto spaventata del futuro per la situazione lavorativa, vedendo intorno a me casi che di certo non mi danno nessuna speranza. Ho paura di ritrovarmi senza un lavoro e senza autonomia tra vari anni e vorrei trovare una soluzione. Se dovessi rimanere nell ambito dell architettura mi piacerebbe continuare nell'ambito del restauro e della generazione urbana, che però ho visto che viene affrontata poco negli studi e quindi pensavo ad un dottorato. O cambiare priprio strada. A volte penso di prendere un'altra laurea, ma poi penso di finire troppo tardi, o di buttare tutta la fatica spesa in questi anni di studio e fare proprio altro. Sono troppo avvilita
d.n.a. :
Primo passo... calma..
secondo passo... un bel respiro profondo...
terzo passo... benvenuta nel triste mondo reale.
Purtroppo la situazione lavorativa di un neo laureato architetto oggi in italia è quanto mai frustrante, poche opportunità e molti laureati.
Difficile darti un consiglio utile, se non quello di capire cosa vuoi fare da "grande", e quando lo avrai capita, percorrere quella strada in salita, che sarà in salita come tutte le altre, ma almeno ti piacerà affrontarla.
La seconda domanda a cui rispondere è devi lavorare per vivere, o puoi permetterti di non lavorare per vivere (e per vivere intendo, pagare bollette, affittuo/mutuo, spesa ecc). se la risposta è si, devi trovare un lavoro, se la risposta è no, puoi fare quello che vuoi.

kia :
al dottorato secondo me ci devi pensare se hai intenzione di intraprendere carriera universitaria altrimenti è solo rimandare di tre anni l'entrata a tutti gli effetti nel mondo del lavoro. Sarò cinica...ma poi dipende se devi restare in Italia o se pensi alla Spagna, perchè se poi finisci a lavorare in uno studio qui in italia non frega niente a nessuno sei hai o meno un dottorato. Scusa la franchezza, ma sono andata direttamente all'aspetto "pratico" e triste della faccenda.....
Lolo :
Se già campare di architettura in Italia è difficile, campare di restauro e generazione urbana (?) per me è fantascienza... Valuta tu se un dottorato puo' magari portarti a qualcosa in un futuro (se sei interessata ad es. a rimanere in ambito accademico, o a qualche concorso). Io tornassi indietro cambierei strada dopo aver conseguito la laurea, tornassi ancora più indietro non mi sarei iscritta a questa inutile facoltà... Ma ognuno ha un percorso diverso e possibilità diverse nella vita, come dice d.n.a. prenditi un attimo di calma per valutare il tuo fututo.
Ale_ :
Ti tranquillizzo io:
Gennaio resto senza lavoro per una situazione davvero surreale, lo trovo per fortuna quasi subito (febbraio). Lavoro in questo ufficio 3 mesi e me ne paga uno solo, mi dice che sono un incompetente, non so fare nulla, mi merito meno soldi, accetto. Consegno le due fatture e mi dice che non me le paga perchè mi da meno soldi allora lo mando a cagare e me ne vado (penso gli farò causa); da metà maggio non ho più trovato uno straccio di lavoro. Sto cercando tra uffici, aziende e supplenze ma per ora nisba perchè la città in cui abito fa schifo.
Da due settimane sono diventato padre e ad ora nel 2019 ho fatturato solamento 2400€.

In tutto questo, in italia solo per il fatto che siamo delle p.iva (finte) siamo dei ricconi e di assegno familiare prenderò nulla,00€ . Però non so come mai non riesco a non essere positivo.

Ti capisco benissimo perchè anche io sono passato per vari periodi di crisi dati dal fatto che non si trova lavoro...però ti prego dimmi che con ti ho calmata raccontandoti del mio bel 2019 :D

L'unico vero consiglio che mi sento di darti è, calmati, e fai un analisi a freddo di quello che vuoi fare, falla come se dovessi farla per un amico, quindi senza calartici dal punto di vista emotivo. Falla come se dovessi fare dei conti excel mettendo nel paniere i dati positivi e negativi, e poi fai una scelta.
Personalmente mi sento di consigliarti di andare via dall'Italia, io lo sto valutando da un po'.

Un abbraccio,
Ale
Alessandro :
Caro Ale_ non fai onore alla professione. Rifletti sugli errori che hai fatto
carlo :
Ale, so che il tuo commento ha un buon fine, ma provare sollievo dalle situazioni difficili altrui non aiuta e non è neanche rispettoso (in questo caso proprio verso di te).
E questo vale non solo a livello lavorativo, ma anche in altri aspetti, come per esempio quello della salute.
Mkl :
Purtroppo le situazioni negative degli altri non mi riprendono ma finiscono solo di abbattermi perché finisco con il pensare che non c'è alternativa e che dovrò fare la mantenuta a vita
Ale_ :
Era tanto per sdrammatizzare...
Personalmente se uno mi avesse detto una così mi sarei un po' rinfrancato.

Io personalmente quando mi sento giù penso, che alla fine un tetto sopra la testa lo ho e sono circondato da persone che mi vogliono bene; essere grati di quello che si ha, soprattutto in relazione a chi non ha niente può essere di sollievo.
Ale_ :
Chi sei? da dove vieni? "hai mai mangiato a casa mia?" diceva un mio amico..
Alessandro :
Cari colleghi, vi invito a riflettere che lavorare gratis per altri colleghi è molto grave. Intanto è degradante per voi stessi, poi ogni architetto che ha in studio uno o più colleghi non pagati praticamente produce il doppio di uno che li paga e così si penalizza chi è onesto. Quando un collega capo non vi paga si prega di smettere subito di andarci e di scrivergli ogni giorno una decina di emails e lettere di messa in mora, insomma se uno vuole fare i soldi ci si deve comportare di conseguenza. Io in una decina di anni di furboni ne ho visti tanti ma chi non mi pagava non mi rivedeva, al massimo si teneva le mie email con fatture e inviti a pagare entro 5 giorni. Alla fine hanno sempre pagato tutti, al massimo qualcosa in meno.
Cara MKL in Italia il lavoro esiste, però in mezzo a chi lavora e da lavoro onestamente ci sono tanti che non vogliono pagare e che lavorano gratis. Evita sempre subito questi personaggi, non c'è altra soluzione. Evita tutti quelli che non sembrano onesti e che non ti assicurano dal primo giorno il giusto compenso. Diffida di quelli che mettono scuse per ritardare i pagamenti. Se io chiamo un collega nel mio studio vuol dire che ho già da parte la somma per pagarlo, se non la ho allora non devo proprio chiamarlo.
Mkl :
Fatto sta che ho troppa paura e ne sta diventando una malattia. È il mio pensiero fisso ormai, la paura di ritrovarmi tra un tot di tempo senza nulla tra le mani e sta condizionando tutta la mia vita riversandosi sia nelle relazioni che nella salute
Ale_ :
Alessandro,
Se la mettiamo su questi termini ti do piena ragione.
Purtroppo siamo una categoria debole e stretti alle corde, personalmente ho un sacco di amici che nel tempo che collaboravano si sono fatti famiglia e questa cosa ha fatto si che se già prima mandavi giu rospi, ora mandi giù tutto lo stagno, perchè purtroppo le bollette e i pannolini vanno pagati.

Probabilmente tutto cambierà quando questo sistema di merda imploderà, perchè è assurdo che basta solamente valicare le Alpi per trovare una situazione lavorativa "cristiana".

"Italiani brava gente" dicevano...ne conosco pochi.
Ale_ :
Ferma, ferma.
Non fare si che questa situazione rovini la tua vita, la tua/nostra vita è troppo importante per darci più peso di quello che merita.
Come ho detto sopra, cerca di fare un ragionamento a freddo, a tavolino, fai i tuoi conti e valuta le possibilità.
Poi prendi un bel respiro e fai la tua scelta e la porti avanti il tempo necessario per vederne dei frutti.

Ale
Nanna :
Ciao Mki,
anche io come te sono laureata alla magistrale di architettura con tesi in restauro.
Ho "lavorato" in Italia un po' di anni, poi mi sono stancata di essere trattata come una schiava e ho deciso di andarmene dal "bel paese".
Sono all'estero e qui é tutta un'altra cosa lavorativamente parlando, trovo soddisfazione nel svolgere la mia professione.
Visto che hai fatto un'esperienza fuori dall'Italia, ti suggerisco di andare all'estero invece che sprecare 3 anni a fare la leccapiedi di qualche professore per un Dottorato.
In bocca al lupo!
Ale_ :
Ciao Nanna,

se posso chiederti dove ti sei trasferita?

solite domande di rito: come va? come non va?

Grazie :D
Ale
Alessandro :
Ho già scritto molti post su questo sito, ad ogni modo lo scriverò ancora una volta. Dopo 10 anni in Italia anche io sono andato via, sono in Germania già da 4. Quando al decimo anno ho sentito ad un colloquio in un blasonato studio una offerta indegna mi sono detto, adesso basta! Ora sono rammaricato, rammaricato di non essermene andato prima e aver perso tanto tempo in Italia!
Ale_ :
Ale non ti nego che penso ad ogni giorno ad andarmene, se non fossi così frenato dal fatto che mia moglie non vuole andarsene..mio cognato è già a Stoccarda e non vorrebbe andarsene anche lei.

Una delle cose che più mi ha offeso e rattristato è successa negli ultimi due anni e mezzo.
A Gennaio dopo continue richieste di aumento di stipendio, con continue risposte negative, ho deciso di mandare a cagare lo studio per cui lavoravo e il progetto per cui ho sputato sangue. Due anni e mezzo di fuoco, scanditi da tanto fastidio per il rapporto con i capi (due gran stronzi) ma tanto legame con i miei colleghi a cui sono ancora molto affezionato. In assoluto lo studio migliore a cui ho lavorato, progetti più belli; pagassero normale (stipendio normalissimo) e non fossero delle merde, avrei messo la firma a vita.
Ho lavorato ad progetto da 20 mln di euro(progetto di cui + di un milione di euro era di parcella per lo studio), il più grosso a cui ha lavorato lo studio. Forza lavoro: il mio titolare, un mio collega coetaneo con un po' più di esperienza e io.
La cosa che più mi ha offeso, oltre al fatto che ho dovuto minacciare di licenziarmi per avere il congedo matrimoniale (non pagato), che invece a mia moglie, dipendente, spetta da contratto, è stato quando ho scoperto che una mia collega guadagnava 1000€ (MILLE) lordi al mese più di me e più di vari colleghi in ufficio già da 2-3 anni prima di me. Lei era arrivata in ufficio qualche mese dopo di me, lavorava a progetti molto più piccoli di me, era più giovane di me e con meno esperienza....(WTF?!) però per sua fortuna era del posto, e li tutte le persone che non sono della provincia sono trattati decisamente in altra maniera.
Appena ne ho avuto l'occasione, seppur con parecchio dispiacere, me ne sono andato.

Io davvero mi chiedo come si faccia ad essere così stronzi nella vita, se poi consideriamo anche solo il fatto che, essendo in tanti (16 con i titolari) solo di tasse di vario genere evase, ogni anno secondo me si aggiravano sopra i 100.000 €...mai nessuno che controlli.

Questa esperienza a livello lavorativo personale mi ha molto cambiato, in positivo, ma a livello personale mi ha lasciato molto offeso, al punto che il prossimo studio per cui lavorerò non voglio che sia in italia, infatti attualmente punto ad aziende.

un saluto,
Ale

P.s. scusate per la lunghezza del post ma mi sentivo di condividere un racconto relativo alle latrine umane con cui mi sono trovato a condividere l'ossigeno.
Edoardo :
Se penso che una volta, dopo un 30 a Progettazione IV, volli compiacere un ordinario (circondato da leccapiedi) per disegnare come voleva lui a esame finito e voto sul libretto... e per cosa, si aspettava diventassi un leccapiedi per il dottorato forse? Lo feci perchè fu un accordo sulla parola in cambio del 30 e mi aspettavo fosse pubblicato... ma evidentemente serviva anche leccare. In quel tempo avrei potuto preparare un altro esame! Era l'anticamera del leccapiedismo che, per mia fortuna, non ho più avuto modo di sperimentare nei 15 di lavoro successivi.
emperado :
Ciao Mkl, da quello che scrivi ho la sensazione che tu non sia, né ricca, né ammanicata con il mondo radical-chic (due indispensabili condizioni per fare l'Architetto... non lavorando...). Se è così, secondo me, in Italia non hai futuro. Da quello che mi consta direttamente posso dirti (ma naturalmente non è il Vangelo) che in Francia, per esempio, vieni assunto in uno Studio in base alla semplice presentazione on-line di un curriculum e se ritengono di assumerti ti pagano mediamente tra i 1.600 e i 2.000 euro mensili netti se ti inquadrano in un rapporto indeterminato. Ovviamente non è il bengodi: con quella cifra a Parigi ti toccherà vivere in una stanza di venti metri quadrati (se riesci ad affittarne una trovando un garante) e arrivare a fine mese sgobbando ben bene anche fino alle sette-otto di sera (nessuno ti regala nulla in nessun Paese del mondo...). Però, sempre secondo me, per una ragazza di ventisette anni vale la pena tentare. Se non adesso, quando? Cosa mai potrà succederti di male tentando? Fuggi dall'Italia! Coraggio e in bocca al lupo!
Tia :
Prova a fare un tentativo in proprio. Specializzati su un settore, ad esempio il render, e incomincia ad autopromuoverti con i canali offerti dalla rete (likedin, Instagram). Gli studi cercano figure specializzate per collaborazioni a prestazione. Lavorando da casa, con poca spesa (si riescono ad ottenere ottimi risultati anche con investimenti contenuti) riuscirai a costruirti un portafoglio clienti che un giorno ti permetterà di sostenere il costo di una postazione in un coworking. Poi vedrai che da cosa nasce cosa.
Se invece preferisci una prospettiva come dipendente di una struttura ti consiglio di specializzarti in BIM, dopodiché potrai trovare facilmente lavoro in qualche azienda o società di ingegneria.
Tia :
Un’ altra strada che mi sento di segnalarti, considerando le tue predisposizioni, è questa. Al MIBAC hanno una forte carenza di organico. Hanno fatto un concorso tre anni fa e ne hanno assunti due - tre centinaia, ma con i pensionamenti di quota 100 si è quasi ritornati alla situazione di sottorganico precedente. È quasi scontato che prima o poi faranno un altro concorso. Nell’ultimo si accedeva solo se si era in possesso di un titolo più alto della laurea, dottorato o scuola di specializzazione, ovviamente riguardanti l’ambito della tutela dei beni culturali. Potresti pensare dunque di fare un dottorato o una scuola di specializzazione in restauro o similia, per arrivare pronta a questo eventuale bando. Un dottorato inoltre ti dà maggior punteggio anche nelle graduatorie della scuola, se dovessi decidere di ripiegare sull’insegnamento.
ponteggiroma :
"Scrivo perché mi trovo in una vera crisi depressiva e vorrei capire cosa fare. Ho 27 anni compiuti da poco e sono laureata alla magistrale di architettura da un anno..."
Benvenuta nel mondo degli adulti... il bello comincia ora!
Chiara :
Sei già molto in gamba ad aver capito alla tua età l'andazzo. Pagherei oro per aver capito tutto alla tua età. In Italia non c'è nulla da fare in nessun settore. Architettura 0. Dunque metti da parte dei soldi, preparati un bel portfolio e vai a Parigi, Londra, Berlino, Vienna. Lascia perdere la Spagna. I primi tempi prenderai poco ma poi prenderai il giusto ma nessun salario spettacolare. Ti parlo dalla Francia dove ho un contratto regolare. La mia collega 24enne francese prende 2.300 al mese, indeterminato. Questo per dirti che ogni giorno speso in più in Italia è un giorno perso. Se hai bisogno di aiuto ti lascio il mio contatto.
Mkl :
Chiara, potresti lasciarmi i tuo contatto?
Nanna :
Inghilterra, ma non Londra.
Mi trovo bene come ho giá detto, é difficile all'inizio inserirsi nel mondo degli studi di architettura, cercano soprattutto chi ha esperienza in UK. Una volta peró che si inizia, si viene subito inquadrati con un contratto regolare ed un buono stipendio, ferie pagate e malattia...un'utopia in Italia.
ponteggiroma :
Come mai dici non Londra?
Mi hai incuriosito
Nanna :
Londra é cara ed é un'altra cosa rispetto ad una cittadina inglese qualsiasi...tutto qui.
Chiara :
email
Avvisami quando qualcuno risponde
Non mandarmi più avvisi

Se vuoi essere avvisato quando qualcuno interviene in questa discussione, indica un nome e il tuo indirizzo e-mail.