Consiglio

messaggio inserito lunedì 7 ottobre 2019 da Livorno81

Livorno81 : [post n° 425241]

Consiglio

Ciao, sono laureato in architettura e lavoro in un'azienda come disegnatore tecnico. Nel tempo è cresciuta la mia insoddisfazione dovuta al fatto che io non sto imparando un mestiere. Il mio desiderio è quello di fare il semplice "architetto di paese" affrontando questioni reali e quotidiane, insomma essere un normale tecnico con una reale utilità. Come posso raggiungere il mio obbiettivo senza lasciare il mio attuale lavoro dall'oggi al domani?
sclerata :
mettendoti a fare l'architetto, di paese o no, fuori dall'orario di lavoro. Facendoti conoscere e cercando clienti.
per poi abbandonare se e quando avrai abbastanza clienti.

però personami, io non so quante ore lavori, ma vedo abbastanza incompatibile fare il tecnico che "affronta questioni reali e quotidiane" se per 8/9 ore sei comunque altrove a fare altro.
un conto se fai cose che presuppongono solo lavoro da remoto (render?) che ti puoi fare di notte o nelle pause, ma l'architetto "classico" che piglia e va sul cantiere lo devi per forza fare in orario di lavoro.
Siccome suppongo che il tuo lavoro ti serva per vivere, non credo tu possa darti, che so, al part time, e usare il resto del tempo per fare l'architetto.
Insomma, dovresti tenere il piede in due scarpe, cosa molto pericolosa e che può durare davvero solo qualche mese, poi ad un certo punto una decisiono la dovresti prendere.
E non credere che a fare l'architetto di paese che affronta questioni reali e quotidiane tu sia automaticamente soddisfato e felice (e senza soldi).
ArchiFra :
aggiugno che per fare l'architetto fuori dall'azienda è obbligatorio essere abilitato (tu dici di essere solo laureato), essere iscritto all'albo, avere partita iva (o gestione separata se si è dipendenti), inarcassa e assicurazione professionale. non esiste fare prestazioni occasionali
sclerata :
@ArchiFra: giustissimo quello che hai aggiunto, io lo davo praticamente per scontato, ma ha un suo peso anche quello.
carlo :
Aggiungo che bisogna pensare che quasi sicuramente esistono già "architetti di paese", che hanno già il proprio giro di clienti. A questi si aggiungono i geometri.
Quindi per "affrontare questioni reali e quotidiane" bisogna farsi conoscere, cercare clienti (come già consigliato) e soprattutto cercare un proprio spazio nell'affollato "mercato delle pratichette".
Leonardo :
Io vado controcorrente.
Il mio desiderio di non stare incollato 10 ore al giorno al PC mi ha portato a rompere tutti gli schemi preconfezionati. Senza alcun paracadute ho deciso di lasciare 2 studi in cui complessivamente sono stato 1 anno e di iniziare da subito a lavorare per conto mio. Ho cercato di trovare lavoro in tutti i modi e iniziando con qualche impresa e poi parenti, e poi amici di parenti e poi amici degli amici, tutto sommato la vita scorre. Non lavoro di certo 10 ore al giorno, a volte anche 2-3, ma ovviamente le responsabilità sono ben diverse. Anche se è pieno di responsabilità anche il lavoro in studio, soprattutto se si hanno capi isterici.
Io ti direi di iniziare a ritagliarti tempo per te, per capire come fare, per capire come procedere. Mi associo a chi ti dice che se stai tutto il giorno in ufficio difficilmente riuscirai a fare altro. Devi ritagliarti spazio e occasioni al di fuori dell'azienda. Non è facile, ma prima inizi meglio è. Anche io la vedevo come te, fare il disegnatore non ti fa crescere, perchè fai cose che in fondo sai già fare, anche meglio dei capi che te le propinano...
Anche io ambivo a fare le praticucce come dicono qui, o i bagnetti, o le ristrutturazioni di appartamenti. Non chiedo molto, chiedo libertà di scelta, di tempo e di modalità di lavoro. Se la pensi come me, inizia subito. Non ti dico di lasciare il lavoro, ATTENZIONE, inizia subito però a pensare a come fare. Quando la strada ti sembra percorribile non osare più perdere tempo e perseguila.
ArchiFish :
@Leonardo
se possibile, gradirei un paio di chiarimenti sul tuo intervento. Chiedo senza alcun intento polemico, ma per pura curiosità (le risposte potrebbero costituire un utile approfondimento, tanto per me, quanto per Livorno81).
Quando parli di iniziare cercando imprese (la questione parenti ed amici mi è chiara; purtroppo ne ho pochi e non abbienti), potresti specificare materialmente come ti sei mosso?
Chiedo perchè, ad oggi, nella mia misera realtà agricolo/provinciale, i rapporti imprese/tecnici sono ascrivibili a tre categorie:
1) Imprese che elemosinano consulenze (gratuite) per capire se si possa realizzare l'irrealizzabile, sovente per clienti che si rivolgono prima a loro che ad un progettista. Il tecnico corre nella speranza di portarsi a casa un misero incarico. Nel 90% dei casi non si può procedere, nel restante 10% costa troppo. In ogni caso finisce tutto in un nulla di fatto.
2) Le imprese (e non solo) fanno il "giro del latte" per elemosinare lavoro presso gli studi tecnici. Ovvero accade il contrario di ciò è stato suggerito di fare a Leonardo81.
3) Imprese e studi tecnici sono "collusi" e monopolizzano la piazza. Tirano a campare, visto il periodo di crisi nera, ma si spartiscono il poco mercato che c'è, sovente a discapito della qualità e della clientela ignara. In ogni caso, sempre a danno di chi, nel mercato, vorrebbe provare ad entrarci, magari mettendo sul piatto onestà e professionalità.
sclerata :
sono curiosa anche io sulla questione sollevata da ArchiFish in quando anche qui la situazione è pressochè identica.

e se un qualsiasi nuovo tecnico si presenta alla porta dell'impresa di turno viene guardato come se fosse una specie fungo viola a pois verdi...

Io in due anni ho trovato solo una impresetta davvero piccola in cui il titolare è un ragazzo sui 30 che mi chiama tipo tutti i giorni più per confessarsi che altro...gli ho fatto decine di preventivi finiti in un nulla di fatto e in un anno solo una pratichetta insulsa che doveva essere una cosa semplicissima e sta diventando una roba infinita...

Leonardo :
Allora è molto semplice.
Sono molto giovane e vivo coi miei, le imprese di cui parlo sono del paese in cui vivo, e i lavoretti che becco sono di piccolo conto, per lo più ristrutturazioni di appartamenti con diversa distribuzione degli spazi. Iniziando con i primi lavoretti umili poi si spera nel passaparola, in un paio di casi ha funzionato sia parlando con le maestranze che con parenti di clienti e simili. Posso permettermi di lanciarmi così perché vivo coi miei. E spero che il mio sia un approccio fruttuoso. Di sicuro è una scommessa che durerà al limite qualche anno. Male che va ne uscirò arricchito professionalmente. Bene che va vivrò solo di libera professione. That's It.
Leonardo :
Di certo non mi arricchisco ma per ora, in questa fase della mia vita, lo preferisco. Vedremo.
Livorno81 :
Grazie a tutti per i vostri consigli, avete tutti un po' ragione , il tempo a mia disposizione è poco, il mercato è difficile e così via.. però di fondo non demordo.. ringrazio in particolare Leonardo che mi ha dato un punto di vista diverso (e allineato al mio pensiero). In bocca al lupo a tutti!
Edoardo :
Il famoso architetto-Marzullo che va dai clienti di notte, talvolta scambiato per licantropo...
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