lavori di manutenzione

messaggio inserito martedì 28 gennaio 2020 da felix2020

[post n° 428727]

lavori di manutenzione

Devo fare dei lavori di manutenzione ordinaria di un edificio di due piani, (rifacimento delle facciate, tinteggiature esterne, ripristino di intonaco esterno), so che questi lavori possono essere fatti in edilizia libera, cioè senza l’ausilio del tecnico e senza titoli abilitativi come la CILA. Vorrei usufruire delle detrazioni fiscali previste per questi lavori edili, il mio commercialista mi ha detto che si deve presentare una CILA per avere un n. di un protocollo da inserire nella richiesta della pratica delle detrazioni. Ma se sono lavori liberi perché devo fare la CILA e pagare un tecnico? Come prova non bastano soltanto i bonifici pagati alla ditta che naturalmente deve stare in regola con le normative e soprattutto non deve avere lavoratori in nero?
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Si può usufruire delle detrazioni fiscali anche per quei lavori di ristrutturazione che non richiedono una pratica edilizia. In tal caso, il contribuente dovrà presentare una autocertificazione indicante la data inizio lavori ed in cui si attesta che le opere eseguite rientrano in quelle agevolabili.
A tal proposito, è importante evidenziare che non sono ammessi al beneficio fiscale delle detrazioni gli interventi di MO, a meno che non si tratti di lavori condominiali.
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gioma, ma con la novità 2020 non sono state estese le MO anche a privati?
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I lavori di manutenzione ordinaria sono detraibili SOLO se eseguiti nelle parti comuni degli edifici condominiali, ma non su edifici privati (ad esempio case unifamiliari).
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Quindi, un poveraccio che possiede una casetta da ristrutturare (anche soltanto le facciate esterne) non può avere detrazioni, ho capito bene? Vale solo per gli edifici condominiali? Anche nel 2020?
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I lavori di manutenzione ordinaria sono incentivati solo per il condominio. Anche se, ad onor del vero, ci sono interventi di manutenzione ordinaria per i "privati" che danno comunque accesso agli incentivi previa autocertificazione (gli infissi, ad esempio e tutto ciò che ha a che fare con l'antieffrazione). Questo è quanto risulta dall'ultima guida pubblicata dall'Agenzia delle entrate risalente a Luglio 2019. Ovviamente, siamo in Italia e chiarimenti o risposte ad interpelli, aprono e chiudono prospettive ormai quotidianamente confermando il clima da giungla burocratica.
Tutto ciò premesso, personalmente, mi rivolgerei ad un tecnico di fiducia, perchè ho ragione di credere che non sia così scontato che l'intervento rientri in Manutenzione Ordinaria. Cosa significa "rifacimento delle facciate"? Comporta un mutamento dei prospetti? Se sì in che termini? Nuovi davanzali di materiale e colore diverso? Che percentuale dell'intonaco si va a ripristinare? Tinteggiatura con stesso colore e/o stesso tipo di pittura muraria? E' previsto un cambio degli infissi e di eventuali scuri o tapparelle?

PS
occhio al discorso sicurezza, un intervento di quel tipo potrebbe non richiedere pratiche edilizie , ma potrebbe obbligare alla nomina di coordinatore e redazione PSC (ad esempio se più imprese usano lo stesso ponteggio).
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Esimiiiii colleghi, perdonatemi, ma state dicendo un mucchio di inesattezze! Mai sentito parlare di bonus facciate? Se ne parla da mesi... Solo per quest'anno sono detraibili i lavori di manutenzione ordinaria delle facciate con una detrazione di ben il 90% anche su immobili privati, ma solo nelle zone A e B.
Quindi, felix, devi vedere in che zona si trova la tua proprietà.

" il mio commercialista mi ha detto che si deve presentare una CILA per avere un n. di un protocollo da inserire nella richiesta della pratica delle detrazioni"
Il tuo commercialista è un emerito ignorante. Non solo non serve la Cila come ti ha spiegato gioma, ma soprattutto per le detrazioni non va fatta alcuna richiesta! Vanno solo inseriti alcuni dati in dichiarazione dei redditi, che non sono nessun protocollo, ma solo gli identificativi catastali dell'immobile.
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Aggiungo, felix, che se hai bisogno di una consulenza in materia, puoi scrivermi a questo indirizzo: email
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Sempre a tale proposito, mi avevano anche detto che nel 2020 bisognava fare anche delle certificazioni ENEA o simili; è vero? E se è vero chi è che li fa? Se una MO delle facciate può essere fatta in edilizia libera e senza un tecnico chi è che dopo si prende la responsabilità di fare queste certificazioni? Cosa ne pensate di questa burocrazia?
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Le hanno detto un'altra sciocchezza... innanzitutto non si tratta di una "certificazione", ma di una comunicazione da fare all'Enea che può richiedere l'invio di alcuni documenti. In secondo luogo non è una novità del 2020 ma c'è già da diversi anni.
Inoltre, nel suo caso, molto probabilmente non è necessaria, poi dipende dal tipo di intervento che farà.
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Dal sito dell'Agenzia delle Entrate:
"L’agevolazione consiste in una detrazione d’imposta, da ripartire in 10 quote annuali costanti, pari al 90% delle spese sostenute nel 2020 per interventi, compresi quelli di sola pulitura o tinteggiatura esterna, finalizzati al recupero o restauro della facciata esterna degli edifici esistenti ubicati in determinate zone. Sono ammessi al beneficio esclusivamente gli interventi sulle strutture opache della facciata, su balconi o su ornamenti e fregi.
In particolare, si tratta delle zone A e B individuate dall’articolo 2 del decreto n. 1444/1968 del Ministro dei lavori pubblici: la prima include le parti del territorio interessate da agglomerati urbani che rivestono carattere storico, artistico o di particolare pregio ambientale o da porzioni di essi, comprese le aree circostanti che possono considerarsi parte integrante, per tali caratteristiche, degli agglomerati stessi; la seconda, invece, include le altre parti del territorio edificate, anche solo in parte, considerando tali le zone in cui la superficie coperta degli edifici esistenti non è inferiore al 12,5% della superficie fondiaria della zona e nelle quali la densità territoriale è superiore a 1,5 mc/mq.
Se i lavori di rifacimento della facciata, quando non sono di sola pulitura o tinteggiatura esterna, riguardano interventi che influiscono dal punto di vista termico o interessano oltre il 10% dell’intonaco della superficie disperdente lorda complessiva dell’edificio, è richiesto che siano soddisfatti i requisiti di cui al decreto Mise 26 giugno 2015 (“Linee guida nazionali per la certificazione energetica degli edifici”) e quelli, relativi ai valori di trasmittanza termica, indicati alla tabella 2 allegata al decreto Mise 11 marzo 2008. In queste ipotesi, l’ENEA effettuerà controlli sulla sussistenza dei necessari presupposti, secondo le procedure e modalità stabilite dal decreto interministeriale 11 maggio 2018.
Si applicano le disposizioni del decreto Mef n. 41/1998, ossia il regolamento in materia di detrazioni per le spese di ristrutturazione edilizia."

Direi che i "paletti" imposti dall'Ade sono molteplici e gli elementi in nostro possesso sono un po' generici per consentirci di consigliare il bonus facciate. Bonus che per altro, come da tradizione, ho ragione di pensare sarà oggetto di innumerevoli chiarimenti ufficiali e si spera, di una guida un po' più "pratica" dell'attuale testo di legge disponibile. Non dico che non esista, ma ho ragione di insistere sul fatto che ci sono vari aspetti da approfondire con chi pone il quesito e da valutare dal punto di vista normativo/burocratico.
Alla luce di ciò non credo di aver espresso inesattezze nel mio intervento, ma di aver sollevato temi funzionali ad approfondire la tematica, oltre a consigliare, appunto, di prendere contatti con un tecnico di fiducia.
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Adesso è tutto un pò più chiaro. Grazie a tutti per il tempo dedicato a questo argomento. Siete stati professionali ed esaurienti. Grazie davvero e buon lavoro a tutti. Cordialmente Felix.
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"Esimiiiii colleghi, perdonatemi, ma state dicendo un mucchio di inesattezze! "
ed ancora:
"Il tuo commercialista è un emerito ignorante"
Desnip questi tuoi interventi mi fanno morire. Sei un mito!
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Archifish, sul fatto che ci sia necessità di chiarimenti ufficiali da parte dell'Agenzia concordo in pieno, infatti l'ho scritto anche sul mio sito e su altri con cui collaboro e al momento non consiglio il bonus facciate ai miei clienti.
Se però almeno tre di voi affermano con sicurezza che le opere di manutenzione ordinaria citate da felix sono detraibili SOLO per i condomini, non mi puoi dire che oggi (2020) non sia un'inesattezza.

Ponteggi, ormai, facendo di necessità virtù, mi sto un po' "specializzando" sulle detrazioni... quindi non me le toccate! :-)
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@desnip
Ok. Allora mi esprimo meglio. I lavori di M.O. non danno accesso alle agevolazioni fiscali spettanti per le ristrutturazioni edilizie, salvo, in alcuni casi, per determinate categorie di opere oppure per i condomini (ad esempio per le parti comuni). Per contro, alcune opere di M.O. potrebbero dare accesso al bonus Facciate.
Di certo non abbiamo elementi sufficienti per definire se le opere che intende realizzare Felix rientrino in M.O.
Direi, azzardando, che potrebbe non trattarsi di presentare una CILA.
Potrebbe essere che non serva alcuna pratica edilizia oppure che, per aver accesso ad una qualche forma incentivante, si debba optare per un'interpretazione (perchè purtroppo, in Italia, ancora si interpreta) delle normative che conduca verso la ristrutturazione e, quindi, la presentazione di una SCIA (o SCIA alternativa al PdC, addirittura).
Volendo essere obbiettivi e zelanti, infatti, potrebbe darsi che si rientri nelle modifiche ai prospetti e/o, perdonatemi i termini, negli "obblighi di efficientamento energetico". Molti fingono di non vedere o ignorano volutamente certe tematiche, ma la situazione si complica quando si va ad intervenire, ad esempio, sul fantomatico 10% o più della superficie disperdente, sul rifacimento totale dell'intonaco con cambio di tipologia (termointonaco, ad esempio), tinteggiatura con cambio del colore, ecc.
Ribadisco, quindi che occorrerebbe entrare nel dettaglio di ciò che felix intende realizzare ed aggiungo, di ciò che prescrivono i regolamenti locali. Ragioni per le quali, suggerisco nuovamente di contattare un tecnico di fiducia.
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Ok sarò più preciso. Devo rifare le facciate: spicconatura di intonaco ammalorato, ripristino e rifacimento di intonaco; ripristino di alcune ornie in marmo; senza cambiare gli infissi; rifacimento della tinteggiatura con lo stesso colore originario ridipintura delle ringhiere con lo stesso colore originario, tutto come prima. Questi lavori, secondo la tabella di edilizia libera dovrebbero rientrare. Oppure no? Voi che siete tecnici che ne pensate?
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Chiudendo un occhio o anche due, sul discorso intonaco qualora eccedesse la fantomatica percentuale del 10% e sul tipo di pittura (assurdità del macchinoso sistema legislativo italiota) direi che si tratta di opere di manutenzione ordinaria. Quindi niente pratica edilizia e teorico OK per il bonus facciate (se si rientra nei paletti imposti dall'AdE).
Rimane da ottemperare, a mio avviso, nel caso di più imprese che utilizzano gli stessi apprestamenti (ponteggio, ad esempio), agli obblighi in materia di sicurezza.
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