MOBBING o STRAINING

messaggio inserito venerdì 8 maggio 2020 da Matitafuriosa

Matitafuriosa : [post n° 431999]

MOBBING o STRAINING

Ciao a tutti
Dopo tanti anni di lavoro presso uno studio di progettisti credo di essere stato vittima di MOBBING.
Premetto che sono arrivato nel 2011 e sono rimasto 3 anni da solo nel corso del quale mi hanno dato gli incarichi piu’ disparati. Dopo il secondo anno i capi (in realtà il capo , e la figlia capo solo per riflesso perche’ si fa condizionare dal capo ottantenne) incominciano a manifestare malumore nei miei confronti.
Intanto non è che mi toglievano mansioni ma me aggiungevano altre, e nel frattempo incominciavano a polemizzare e trovare errori su ogni cosa facessi, anche le piu' stupide.
C’è da dire che al di fuori di questo ufficio, nelle mie precedenti esperienze lavorative, non ho avuto nessun problema di sorta o di comprensione.
Dopo il terzo anno, visto anche che il fatturato dello studio aumentava, si sono aggiunti via via altri colleghi. A questi sono state risparmiate tutte le mie mansioni (fotocopie, archivio materiali, rapporti con i fornitori, segreteria, ordini dei materiali) ma intatto io avevo anche una parte delle loro (competenze specialistiche da progettista)
Avendo un mutuo alle spalle ed una vita parsimoniosa (oltre che un discreto gruzzolo dovuto alla vincita di un concorso di progettazione) non mi son lamentato. Intanto vedevo che tutti i miei colleghi raggiungevano il mio stipendio ed anzi lo superavano.
La rabbia era vedere che i miei capi via via trovavano errori laddove non ce ne stavano, si lamentavano, e intanto continuavano a darmi quei tipi di lavori assieme alle mansioni che mi facevano intendere fossero di ripiego (giusto perche’ non era bravo a fare le cose d’architetto) .
A dicembre 2020 arriva una nuova collega, sponsorizzata dal collega per il quale il capo stravede. 3 anni di esperienza, contro i miei 9. E parte gia’ il primo mese con il mio stesso stipendio e per di piu’ le devo insegnare io ad usare il software di studio. La osservo lavorare (è facile, la sua scrivania è quasi davanti la mia), ebbene su 8 ore ne lavora effettivamente al massimo 20 minuti. E non esagero 20 minuti su 8 ore..VENTI MINUTI Innumerevoli distrazioni, alzate per andare in bagno, fumatine in balcone, chiacchiere infinite con i miei colleghi (cerca di parlare anche con me e non certo faccio l’antisociale, le parlo il giusto per non fare l’antisociale).
A questo punto, dopo il primo mese dal suo arrivo, chiedo un adeguamento dello stipendio. Negatomi perche’ a detta del capo “io non sono spendibile in altro” e che non me lo merito in base alla mia “produzione”e che io sto ancora lavorando in quello studio solo perche’ la figlia del capo è stata clemente con me.
Passano i mesi e vedo la reale esperienza della collega che si vanta di aver avuto 3 anni di esperienza in medioriente. Non sa cosa è una piaggetta. Non sa cosa è una forometria, mai fatto scia o cila in vita sua, né un progetto anticendio, ne’ tanto meno un DOCFA ne’ rendering. Non sa cosa è una presa 503. Non ha idea di cosa significa alveolato (per esempio) Sa solo usare Revit esattamente come io so usare Archicad (che le ho insegnato).
Passano 5 mesi e in questi mesi produce esattamente UNA SOLA COSA: l’esecutivo di un nuovo reparto di un edificio pubblico (grazie anche al mio training).
In quegli stessi 5 mesi io ho prodotto:
-Un esecutivo di un piano per un altro nuovo reparto dello stesso edificio pubblico
-Un progetto antincendio per lo stesso edificio (5 padiglioni)
-Parte di un progetto antincendio per un altro nuovo edificio (5 piani )
-Una Scia per un lo stesso reparto di cui la collega ha fatto l’esecutivo
-Una Scia per un intero piano di un altro reparto.
-il videoediting del progetto di uno degli edifici di nuova costruzione di cui sopra
- ed a parte le registrazioni di contratto delle case del capo (mi era stato promesso che non mi avrebbero piu’ distratto per queste mansioni ma oggi stesso dopo 5 mesi il capo mi ha chiesto di aiutarlo per una risoluzione di contratto), gli ordini di studio (che alla fine ho fatto sempre io), le telefonate e le mansioni di segreteria.
La capa tra l’altro mi ha pure detto che secondo lei io non ci sono ma ci faccio (!) e non perde tempo per umiliarmi in pubblico davanti ai miei colleghi appena non condivide una idea o trova errori (non errori in realta’) nelle mie tavole
Tra l’altro abbiamo fatto due settimane di smartworking a casa in cui ho prodotto come non mai
(proprio perche’non ero tenuto ad occuparmi delle mansioni estranee alla mia professione)
In piu’ oggi ho avuto la sensazione che questa collega abbia chiesto l’aumento al capo (che spesso si sofferma sulle due linee appariscenti che produce ogni giorno - messe in bella mostra sul tavolo appena sa che il capo è nella stanza- e ignora invece le mie tavole frutto del lavori di 8 ore piene)
Posto che non vedo l’ora di andare via da questo posto dove la meritocrazia non esiste ma solo la simpatia e la furbizia del capo che vuole risparmiarsi un segretario avendo al contempo un segretario + architetto (e la finta clemenza della figlia del capo che si risparmia un sacco di rogne),
non credete anche voi che io sia vittima di MOBBING o quantomeno di STRAINING?
paoletta :
Sei stato tu a permettere di comportarsi cosi'.
Ti fanno fare le fotocopie? ehm non la so usare la fotocopiatrice...
Ti fanno sistemare l'archivio? mettici 2 mesi...
Ti dicono di sentire i fornitori? ah si ora lo faccio...
Mi sembri uno dei soci, non un dipendente.
paolo :
E' una storia stranamente molto simile ad un'altra scritta qui qualche tempo fa.
Anche il modo di scrivere è uguale. Non sarai mica la stessa persona?
FranzArch :
Momento "indovina chi"

La figlia è andata a sciare?
Ti hanno chiesto di mettere le mascherine perchè vai con i mezzi pubblici?

Io dico che è proprio lui, a volte ritornano.
paoletta :
lol vero, mi ricordo di quel post.
unfor :
ma cos'è la piaggetta ?
Alessandro :
Credo che sia arrivato il momento di laciare Professione Architetto per visitare professione psicologo.
FranzArch :
@unfor la piaggetta è il profilo/coprisoglia di raccordo che si installa tra pavimenti diversi tipo parquet e gres. Generalmente è in alluminio o acciaio.
sclerata :
premesso che manco io sapevo cosa era sta piaggegga... sì ragazzi è sempre lo stesso.
Direi che gli abbiamo giù abbondantentemente risposto su più o meno tutto.

Cmq per il mobbing bisogna avere prove concrete e chiamare a testimoniare anche chi può avere assistito a episodi di "maltrattamenti" ... quindi anche se fosse, non è dimostrabile e non credo servirebbe a molto dimostrarlo nel caso del nostro amico.
Servirebbe invece crescere. Non tanto come architetto, come essere umano proprio.
E noi colleghi architetti possiamo aiutarti poco, serve un professionista, ma uno psicologo.
mia :
Forse ricordo anche io il post precedente. Ormai è passato un po' di tempo, mi sembra di capire che la situazione non cambia anzi dal tuo punto di vista peggiora. Però da quello che racconti non mi sembra che il problema sia mobbing ma la stima reciproca... La posizione dei tuoi capi è piuttosto chiara, più di così non otterrai. Inoltre per quanto ti sembri ngiusto, non credo che la collega meriti più di te ma nemmeno il tuo disprezzo, dopotutto che colpa ha? Forse è stata assunta in qualità di Bim specialist e il resto lo imparerà (da come dici sembra agli inizi). A questo punto, vista la tua professionalità, perché restare in un ambiente dove non ti senti valorizzato? Cerca altro o mettiti in proprio.
arko :
Neanche io so cosa sia una piaggetta, è grave?
eli71 :
Neanche io lo sapevo, magari è un termine locale???
Ricordo nel primo studio dove lavorai in un esecutivo per indicare l'architrave in laterizio delle finestre il mio collega scrisse "paglione".....
desnip :
Grazie, ragazzi.
Quando ho visto che non sapevo cos'era una piaggetta, dopo 25 di esperienza, stavo per andare in depressione...
Poi ho visto che sono in ottima compagnia. :-)))
ArchiFra :
un consiglio solo: trovare un bravo psicoterapeuta perchè qui emerge un notevole disagio. non lo dico per essere offensiva, ma seriamente, perchè lo stato d'animo di chi scrive non è assolutamente sano.
depressione e paranoia sono evidentissimi anche a occhi non professionali, con anche una bella spruzzata di disturbo borderline della personalità.
non c'è niente di male ad andare in terapia o analisi.
arko :
Di contro nessuno qui dentro saprà, a parte forse desnip, cos'è la "rattolella" :D
desnip :
Eccerto, arko! :-)))
Bauhausina :
Mobbing è mobbing anche leggero ma mobbing. Sono sicura che prima o poi andrai via ma lo devi fare tu altrimenti ma non ti butteranno mai fuori, a loro conviene che rimani a queste condizioni. Ed è qui il marcio: non ti mandano via perche' gli servi a basso prezzo...
Mi sembra evidente che non è un contesto meritocratico, dal quale spero stai cercando di andare via . Dopo che andrai via, fagli causa (ma prima documenta un po' del marcio).
E ignora i commenti di sclerata ed archifra , sei vittima di questo sistema che funziona "a simpatia" e in giro ci stanno proprio poche alternative, lo sfogo che fai è lungo ma non è vittimistico. Non hai bisogno della psicoterapia come dice qualcuna, solo di colloqui lavorativi. Se è vero quello che scrivi sei immerso ogni giorno nello schifo ed hai una grande forza per resistere, questo mi dispiace proprio. In bocca al lupo collega.
Ps.
La tua collega forse nei cantieri in cui la mandavano faceva la valletta, non l'architetto.
ArchiFra :
Bauhausina, se rispondiamo così è perché è l ennesimo post di questo tipo che mette cambiando il nome e alcuni piccoli particolari credendo di non farsi riconoscere.
Ne ha scritti a decine, e francamente dopo che gli è stato risposto lungamente cercando di aiutare ormai non crediamo più nel suo essere totalmente vittima, perché dimostra di crogiolarsi nella situazione e di volere non soluzioni ma solo sentirsi dire che il mondo è cattivo e lui un'anima innocente e pura.
E basta!
ArchiFish :
Fosse anche il primo post dell'autore (ma non lo è), dal modo di esprimersi , dai concetti espressi e dall'approccio al ragionamento, si coglie un'allarmante immaturità. Sembra di stare di fronte al diario di un "bimbominkia" adolescente piagnucoloso. "Il capo mi ha detto", "la figlia del capo ha fatto" sono cose che non avrei scritto nemmeno in un tema di seconda media per paura di sentirmi rispondere "e allora vallo a dire alla mamma". Le ingiustizie sono questioni più o meno oggettive, come ci si rapporta con esse e con la vita, è questione di essere sbarcati nel mondo degli adulti oppure no. La soluzione non è univoca, ma giudicare il proprio operato in numero di disegni prodotti (ad esempio) denota non aver capito nulla del mondo e della professione. La mia opinione è che in questi frangeti, prima di affrontare il problema, sia indispensabile svilupparsi e maturare. Purtroppo temo sia tardi. In questo caso direi che l'utente , più che vittima di mobbing, è vittima di sè stesso e del suo non essere mai cresciuto realmente (prendendo per vera ogni sua parola sulla situazione lavorativa spiacevole).
Aggiungo che, in un contesto professionale di per sè già discutibile, una personalità del genere, di certo non aiuta a fare il salto di qualità, a maggior ragione dovendosi rapportare con sciacalli o persone semplicemente un po' più "sveglie" e scaltre.
arch_mb :
Bauhausina, se in vita ti è mai capitato di essere a capo di un gruppo di persone, saprai che quello che dal punto di vista del dipendente si bolla genericamente come "simpatia" o "mancanza di meritocrazia" in realtà, dal punto di vista del capo, è frutto di giudizi più complessi. Abilità, consocenza e produttività sono importanti, ma non più delle cosiddette "abilità trasversali": attitudine alla soluzione di problemi, abilità interpersonali, attitudine alla leadership per i quadri, flessibilità, proattività, ruolo positivo nel gruppo, e via così.
Nella mia personale esperienza con una ventina di individui, posso dire in termini di resa complessiva le seconde hanno pesato più delle prime.
Poi, è evidente che trattandosi di rapporti umani ci sono anche delle dinamiche di congenialità più o meno spiccate, ma il punto di fondo rimane uno: un capo, o datore di lavoro, o team leader o come lo vuoi chiamare, ha l'unico obiettivo di far funzionare la produzione al meglio delle sue possibilità.
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