Case prefabbricate in legno: un simpatico aneddoto.

messaggio inserito venerdì 12 giugno 2020 da Edoardo

[post n° 433341]

Case prefabbricate in legno: un simpatico aneddoto.

Facemmo un incontro con un cliente per un progetto di monofamiliare da realizzarsi in zona rurale "di pregio" e questo diede piena fiducia allo studio "di fiducia" ed ai tecnici storicamente già "di fiducia". Dopo aver revisionato 2 volte il primo progetto ed adattatolo, con studi volumetrici, modello 3D (la seconda volta concertato anche in presenza della moglie), ci diede l'OK. Andammo così in comune ma ci fecero capire che la planimetria non era confacente alla tradizione ed all'allineamento storico (centuriazione). Facciamo così un secondo progetto con tre opzioni distributive e, dopo parecchio lavoro, calcoli volumetrici e di superfici, gli proponiamo il progetto spiegandogli che presentare il primo è un bel rischio. Questo secondo avrebbe rispettato non solo le sue esigenze ma anche, probabilmente, la "immagine tradizionale" a livello di prospetti e planimetrico. Passa il lock-down, passano 2 mesi. Un bel dì costui ci informa che "non gli piace" ma non solo, sta anche facendo fare parallelamente una proposta ad un cugino studente di ingegneria (non viene a discutere per una soluzione migliorativa o valutare di muoversi sul primo, quindi non sappiamo il perchè non gli piaccia). Ecco che, dopo altro tempo, ciliegina sulla torta, arriva una sua e-mail con gli screenshots (termine usato da lui) di una casa prefabbricata in legno da catalogo che dobbiamo inserire secondo lui nella pratica. La casa ha ambienti ben più piccoli di quelli richiesti e tante cose diverse da quelle a noi richieste inizialmente, oltre ad essere a due piani anzichè uno...è di una banalità sconcertante ma, purtroppo (per fortuna?), si può fare ed è compatibile con il sedime.
Non so quale sia la morale di tutto ciò, pecunia non olet e bisogna legare il somaro dove dice il padrone... ...ma una cosa certa è che la pratica (non riesco a chiamarlo progetto) vorrei farlo fare anch'io ad un cugino studente a questo punto perchè non ne ho assolutamente voglia, dopo tutto lo sbattimento ed il lavoro svolto. Peccato non ne abbia. P.S. il mio collega si era accordato che lo studio di fattibilità non glie l'avrebbe fatto pagare confidando di farsi pagare il PdC, quindi siamo in un cul de sac.
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Storia già vissuta e sentita purtroppo, seppur per altri versi, in ogni caso di concetto è sempre la stessa: il famoso "parente studente" (e si badi non ho nulla contro gli studenti, giacché lo siamo stati tutti sino all'altro ieri) che compare magicamente a metà dell'opera, per proporre (anche) personalissime versioni contrastanti con le richieste iniziali (quando non sono solo inattuabili per evidente mancanza di esperienza pratica).
Io sto cominciando, seppur con non poca difficoltà, a smettere di combattere contro i mulini a vento, consigliando il committente (che trova sempre a suo dire la soluzione migliore, ed allora non si capisce perché mai dovrebbe venire da te) di affidarsi totalmente al "cugino" di turno, senza nemmeno più perder tempo nel metterlo in guardia rispetto ai possibili "pericoli" in cui andrebbe incontro.

Solidarietà.
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Grazie archspf per la solidarietà. Stiamo combattendo l'ultimo tenzone col mulino... e la nostra arma finale è: "in legno sì, ma su nostro progetto". Proviamogli la febbre così, sennò proviamo a fargli una fatturina per la prima parte e uno sconto sulla seconda.. solo che in genere, quando chiedi i soldi, il termometro tende a rompersi. BOH!
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Ha pagato il progetto fatto e poi cassato? Se si, ottimo.
Aumentagli il prezzo del Permesso di Costruire essendo un cliente spaccaballe.
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