Vi risulta?

messaggio inserito martedì 17 novembre 2020 da desnip

[post n° 439507]

Vi risulta?

A voi risulta che ci siano imprese edii tranquillamente propense ad aspettare il primo sal del 30%, prima di ricevere un acconto?
Io, come professionista non sono per niente propensa... Ma stando a quel che mi raccontano diversi committenti, le imprese lo fanno a cuor leggero.
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Negli ultimi anni ho visto solo pratiche del terremoto e quindi ti dico si. questo non vuol dire che debba valere la stessa cosa per i tecnici, che anche in quei casi prendevano l'80% del valore della progettazione. Direi che nei casi normali a fronte della presentazione della pratica il tecnico ha assolutamente diritto ad un acconto, anzi solitamente il primo acconto lo si dà alla firma del contratto(forse in un mondo ideale!!)
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ci sono alcune banche che si sono organizzate con un prestito cd "ponte", praticamente ti anticipano quello che dovrebbero darti al 30% ad inizio lavori. In fondo di interessi si paga pochissimo visto che da 0 a 30 si arriva in poco tempo. Questo fa comodo soprattutto alle imprese, visto che i maggiori costi vanno sopportati all'inizio per gli ordinativi ai fornitori.
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@desnip Mi ricollego alla risposta che hai dato in altro post ([post n° 439327] e che condivido pienamente): purtroppo si è innescato un meccanismo, vittima dello slogan #nonpagoniente ingenerato dalla pessima disinformazione e da pubblicità - non voglio dire ingannevole perchè anche l'utente comune ci mette del suo nell'interpretazione - approssimativa e carente dal punto di vista della coerenza.

Questo ha determinato, da una parte, il crescere di grandi aziende e consorzi che avendo un plafond di liquidità/capienza notevole, ingaggiando tecnici a stipendio, possono "permettersi" anche fasi di lavoro a "costo zero" per il committente (non mi dilungo sull'aspetto deontologico e di conflitto di interessi).
Accanto le banche hanno marciato per conto proprio, proponendo - all'alba dell'uscita del decreto - finanziamenti scandalosi che restituivano anche (solo) l'80% dell'importo della detrazione (che ricordo essere già maggiorata del 10% della spesa!): altre fortunatamente si sono uniformate alla ratio del legislatore, e pertanto a fronte della cessione di 110€, adesso si matura un credito che arriva a 100€ (si cede dunque da 7 a 10€).

Il problema di fondo è che, come al solito, c'è sempre la fregatura dietro l'angolo ed indovinate chi se la debba incollare? noi tecnici per primi e in secundis l'impresa esecutrice (quando cioè è un subappaltata da un "general contractor" per ovvi motivi di impossibilità di procedere da sola): questo accade con il semplice fatto che per vedere 1€, la banca ha bisogno della documentazione chilometrica che dimostri il primo SAL (30% dei lavori!). Questo per noi significa mesi di lavoro gratis....e ciò non è moralmente giusto...ma vallo a spiegare al committente di turno che ha stampato sulla fronte #nonpagoniente.

In questi mesi, proprio per l'esasperazione dovuta all'idiozia del suddetto slogan (una ennesima credenza comune, almeno nel 50% dei casi analizzati), abbiamo sviluppato uno schema di studio di fattibilità tecnico-economica che dice, all'ignaro committente, se è vero che non dovrà spendere un euro, ovvero restituisce un piano di ammortamento con il residuo comunque a carico: vi basti pensare che modellando la stessa situazione (edificio) nei 3 scenari (unifamiliare, plurifamiliare e condominio), ci sono altrettanti risultati, di cui uno sicuramente fuori budget e l'altro al limite. Anche perchè in tutto ciò nessuno ha ancora spiegato che per arrivare ad un definizione di un progetto ed essere sicuri di ottenere un bonus, prima ancora dei lavori che sono sempre l'ultima cosa da fare, c'è un immane lavoro tecnico dietro e che ha una incidenza spesso importante sul budget a disposizione (massimali).

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Se è vero che tecnicamente noi dovremmo offrire un "semplice" servizio di consulenza/prestazione professionale e che dovremmo teoricamente infischiarcene di chi ci paga (perché DOBBIAMO essere pagati e con criterio di proporzionalità...non come sento in giro in base ad una "provvigione"), è anche vero che ciò inizialmente contrasta con il "costo zero" dell'operazione e l'unico modo sembrerebbe quello di affidarsi ad un General Contractor, che però pagherebbe (nella maggioranza delle situazioni) solo al primo sal del 30%.

Personalmente abbiamo sviluppato un contratto preliminare (lettera di incarico sempre dovuta) di tipo complesso o condizionato, dove a fronte di uno studio di fattibilità il cliente ha la facoltà di:
a) non pagare niente se questo restituisce esito positivo e/o intende proseguire con le ulteriori attività (anche di esecuzione) in regime di esclusiva
b) pagare quanto dovuto per il suddetto studio preliminare, in ragione del fatto che costituisce una relazione a tutti gli effetti, giorni di applicazione e previsioni progettuali, non altrimenti restituibili con le sole chiacchiere: questo in base ad un tariffario che alleghiamo al contratto.

Per esito positivo si può intendere:
a) intervento fattibile ed a totale costo zero per il contribuente (rispetto sempre allo scenario ipotizzato che è quello da normativa nonchè criteri e scelte opportune e non allo #misoniosvegliatoquestamattinacosì del committente)
b) intervento fattibile ma a costo zero solo parzialmente per il contribuente

Secondo me questa fase è importante perché informa il cliente di quanto si ipotizza dovrà o non dovrà spendere di tasca propria: inutile dire che molte società propongono studi di fattibilità che sono cartastraccia, fatte solo sulla carta o in condizioni generiche e che si limitano a "citare" i massimali di spesa, senza incrociare i dati dell'esistente e delle esigenze.
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È stato da poco pubblicato su una sezione dedicata agli interpelli online dell'Ordine Arch. di Roma, una risposta che purtroppo o per fortuna (io sono per questa linea), determina ulteriore incertezza nel processo. Non faccio altro che condividere il quesito:

D: "Buonasera, devo essere incaricato per la Direzione Lavori e la Asseverazione sulla congruità dei costi per un intervento di riqualificazione energetica che usufruisce del Superbonus 110%. Vorrei avere una indicazione sulle cautele professionali da adottare per svincolare la figura del Direttore dei Lavori da quello della Società (General Contractor) a cui il Condominio cede il credito fiscale. Ritengo che ci sia un evidente problema per il professionista, nel caso in cui il General Contractor "gestisca" economicamente i professionisti coinvolti. E' possibile suddividere le cessioni del credito fiscale in più figure (Professionisti, Società, ecc.) ognuno per le sue competenze e attività?”

R: «Gentile iscritto, Quello che stanno facendo molti General Contractor è palesemente in contrasto con le norme deontologiche e non solo. Il direttore dei lavori deve tutelare il cliente e non può essere nominato dall’impresa, il condominio deve incaricare separatamente il professionista e l’impresa, ciascuno può effettuare l’acquisizione del credito in maniera autonoma. Per i professionisti ci sarà anche una piattaforma dedicata CECRE promossa dalla Fondazione Inarcassa, in ogni caso ogni professionista si può rivolgere ad intermediari finanziari (banche, assicurazioni, Poste) per cedere il credito acquisito dal committente con costi variabili dal 10 al 15%. Pertanto vanno segnalati al Consiglio di Disciplina i professionisti che non rispettano tale terzietà e indipendenza, e all’Ordine che può segnalare all’ANACI, eventuali Amministratori di condominio che hanno comportamenti scorretti che non tutelano il committente.
Sportello Superbonus 110% OAR»
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Grazie per questo documento, archspf.
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Prego. dovere ;-)
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