Un pò qua e un po' la... reinventare la professione

messaggio inserito martedì 31 agosto 2021 da 100%architetto

100%architetto : [post n° 450345]

Un pò qua e un po' la... reinventare la professione

Sono una collega che svolge la professione da oltre venti anni. Un giorno, vagando un po' qua e un po' la in questa sezione del sito - che in realtà è uno spaccato autorevole su questa professione - sono caduta nel baratro dello sconforto più totale: Cila, Scia, PdC, CCP e LSD (è una battuta)... in un crescendo di sigle, questioni su parcelle sottopagate, previdenza, sfruttamento, mobbing e molto altro. E' triste realizzare quanta fatica facciano i miei colleghi architetti italiani, per sopravvivere in un paese dove geometri, ingegneri, politica e amici di amici la fanno da padroni. Agli esordi, mi fu detto da un affermato architetto (era uno che pesava tutto in percentuali, ma rendeva bene l'idea): "Ricordati che il 70% del tempo lo dovrai impiegare per farti pagare, progetterai per un 30%, mentre l'altro 70% andrà impiegato per le scartoffie burocratiche" Niente di più vero!! Le sue parole mi sono state di monito, tanto che ho sempre messo in piedi delle strategie uniche per farmi saldare in anticipo quasi tutto il lavoro. E siccome ne avevo abbastanza di tutte le boiate burocratiche, dei committenti arroganti e paraculi, imprese furbette e molto altro, benché il mio studio fosse in attivo, a 40 anni suonati ho reinventato la mia professione, chiudendo con tutto questo. Faccio l'architetto ma come dico io, progettando per il 90% del tempo (tanto per rimanere con le percentuali...,) ma per fare questo ho dovuto spostare lo sguardo anche all'estero, pur restando in Italia. Pertanto un piccolo incoraggiamento: cercate la vostra nicchia, ciò in cui eccellete veramente, imparate bene l'inglese, guardate come lavorano e si muovono i nostri colleghi stranieri, siate competitivi e aprite il cervello verso il mondo, ma soprattutto, non fossilizzatevi nel fare l'architetto in modo tradizionale, a mio avviso non funziona più da tempo...
ArchiFish :
Manca solo: "Se vuoi sapere come ho fatto io, compra il mio videocorso a 250 €"
davide :
a parte la battuta di archifish (pessima) ... hai un sito web? così possiamo capire cosa intendi e magari imparare da te. Le scartoffie burocratiche dovrai pur farle, oppure le deleghi a qualcuno. Farsi la nicchia è complicato, sono anni che ci provo ma con pessimi risultati. Dacci qualche dritta, non solo un incoraggiamento
ponteggiroma :
E dalla prossima settimana, il primo fascicolo di architetto 100% in edicola, con sconto del 70% a sole 200€ il restante lo pagherai in comode rate al tasso di interesse del 15%....
davide :
ma perché siete così acidi? e se invece avesse davvero trovato un modo diverso di lavorare? aprite la mente!
Ily :
Io dopo anni di porte sbattute in faccia, pare che la stia trovando. Il mio ultimo anno è stato un mix di:
- valutazioni sismiche preliminari
- consulenze su affreschi
- corsi di aggiornamento per colleghi e addetti ai lavori sugli argomenti di mio interesse (miglioramento sismico e intonaci decorati)
- valutazioni di immobili storici a scopo compravendita.
Adesso mi aspettano nuovi appassionanti lavori nel campo che adoro, il restauro. Poi certo, ci sono state - e ci saranno - le pratiche edilizie e le analisi normative, ma quello che importa è il nuovo trend :-)
Ma curiosamente, per me non è un sacrificio fare "le scartoffie", anzi.
desnip :
scusa ma 70+30+70 fa 170...
100%architetto :
Ciao Davide. Non saprei come aiutarti, ma ti posso dire come mi muovo io, e se ciò ti sarà utile, mi fa piacere. Ho studiato molto da autodidatta nelle mie nicchie di competenza. Parlare bene l'inglese mi ha facilitato molto. Non ho mai fatto comunella con politici, sindaci e roba vari per avere lavori localmente.
Ho visto cosa facevano i miei colleghi all'estero e come costruivano. Non ho usato l'invidia e la competizione disfattista, ma solo il desiderio d'imparare nuove expertise, nuove tecniche costruttive, nuove aree di intervento in cui poter applicare le mie abilita (tutti le abbiamo) ma soprattutto, ho cambiato mentalità.
Credo di fondo ci sia anche una questione psicologica, forse perché a priori bisognerebbe acquisire una salda fiducia in se stessi. Se tu sai quanto vali, allora fatti valere!
Anche per me non è stato tutto facile, anche io ho preso fregature, ma poi ho voltato pagina... certo non mi sono arricchita (...come certi colleghi che più fanno demenze e più li chiamano), semplicemente ora faccio con soddisfazione ciò che mi piace veramente.
- I committenti: assumo con loro un atteggiamento autorevole, o è così, o non se ne fa niente! Preferisco rinunciare a un lavoro, anziché perdere tempo che potrei impiegare altrove. Cerca di riconoscere a naso quelli in malafede. Scartali subito, o saranno guai in futuro.
- Incarichi: evito le scartoffie a priori. Delego colleghi che conosco e di cui mi fido, facendomi fare prima un preventivo scritto (mi raccomando), altrimenti nisba. Io progetto e basta.
- Parcelle: non farti mai sottopagare, pur applicando degli sconti. Se si rivolgono a te vuol dire che ti scelgono per un motivo valido. Se invece lo fanno perché costi di meno, fai attenzione. Infatti, dopo averti sfruttato ben bene, andranno da un collega che gli chiederà ancora meno. Con i committenti seri, lavora sempre e dico "sempre" con gli anticipi. Mettili nelle condizioni di doverti saldare altre tranche durante, e a fine lavori. Diventa buon stratega e soprattutto, mastica un po' di giurisprudenza (se non lo fai già).
Questo e molto altro ho imparato nei miei oltre vent'anni di esperienza in Italia e all'estero, ma un'altra cosa vorrei aggiungere: sii affidabile, puntuale e preciso con i committenti e con i colleghi (ma vale anche per la vita). Se prometti di chiudere un cantiere o di consegnare un documento in tale data, fallo anche se ciò dovesse causarti notti insonni o dispendio di energie non previste. Diventerai noto per la tua bravura, serietà e soprattutto affidabilità. Un committente ha bisogno di sapere che è tutelato dal suo tecnico, senza pensare che lo stai prendendo per i fondelli facendo la cresta chissà su cosa. le pensano di tutte. Fai sempre dei preventivi di parcella per i tuoi lavori, così il tuo committente saprà in anticipo quanto spenderà. Qui dovrai essere bravo tu a capire se un dato lavoro prevederà delle aggiunte o meno. Nel caso fosse necessario, utilizza delle clausole che stabiliscano eventuali aumenti di parcella.
Questa è ciò che mi sento di dirti. Se hai delle domande, chiedi pure, felice di esserti stata di aiuto nel mio piccolo.
davide :
Grazie mille! in realtà è una bella conferma di quello che sto cercando di fare. L'unica cosa è che delego solo gli aspetti che non sono in grado di fare ... le scartoffie le gestisco io.
L'unica cosa è che sia per le parcelle che emetto (prezzi medi), che per la franchezza, continuo a perdere lavori interessanti. Vanno tutti da chi promette mari e monti e da chi fa prezzi più bassi. Sono abbastanza demoralizzato per questo. Continuerò così, anche perché credo sia l'unico modo per lavorare bene
ArchiFish :
A scanso di equivoci, la mia era una battuta assolutamente innocente (secondo qualcuno pessima, secondo me no, altrimenti non l'avrei fatta). Nessuna acidità, da parte mia, quindi. Trovo molto più acidi quelli che vogliono a tutti i costi trovare del marcio, in un commento "leggero" e senza dietrologie (il mio).
Geppo81 :
Leggendo tutti i post non sembrava così. La battuta pareva acida anche a me. Troppo comodo ritrattare.
Nanna :
Lavori all'estero risiedendo in Italia? In quale Nazione estera lavori maggiormente? Di che progetti ti occupi?
ArchiFish :
@Geppo81
"comodo ritrattare" un c@zzo (perdona il francesismo).
Se non avessi voluto fare dell'ironia non avrei nemmeno perso tempo a fornire spiegazioni. Sarei rimasto semplicemente della mia idea, magari rincarando la dose, visto il fioccare di supercazzole e spunti da pseudo guru permaloso che sono seguite.
sputnik :
Anche io lavoro all'estero da quattro anni e sono un architetto ancora iscritto in Italia. Ogni tanto passo del tempo a leggere questi post veramente interessanti per vedere cosa succede a casa mia. Però scusa @archifish, hai qualcosa da fare durante il giorno o passi il tempo a sputare sentenze?
Leggendo ogni volta il contenuto di post e risposte annesse, ho avuto una certa impressione e ditemi se sbaglio. Se qualcuno racconta su disavventure e difficoltà professionali, vige la regola del mal comune mezzo gaudio, invece se qualcun'altro parla di cose positive, tutti a sospettare, criticare, fare battute infelici. Forse entra in ballo l'invidia un pochino?
Alessandro :
Io dopo 6 anni all'estero sto aprendo la mia attivitá in Italia. 100% lavoro proveniente dall'estero. Sono ancora agli inizi ma sembra una cosa fattibile. Se funzionerá sará un bel traguardo.
100%architetto :
Ciao Nanna, mi occupo soprattutto di progetti per edifici residenziali, secondo un modus operandi che qui in Italia (ed Europa) ancora non esiste.
ArchiFish :
@sputnik
premesso che quello che ho da fare durante il giorno non è affar tuo (e non sputo sentenze, esprimo semplicemente la mia opinione), permettimi di fornirti una differente chiave di lettura all'umore della comunità virtuale in cui ci troviamo.
Abbiamo una risicata percentuale di utenti che compaiono e ci raccontano come hanno avuto fortuna e quanto a loro girino bene le cose (quasi tutti all'estero e/o quasi tutti senza prove concrete di ciò che raccontano e/o senza fare le doverose premesse sul come siano riusciti ad arrivare dove sono).
Per contro c'è una percentuale consistete di colleghi che, confermando l'andazzo nazionale della professione, si dicono insoddisfatti tanto degli aspetti pratici, quanto di quelli economici dell'essere architetto in Italia.
Ora, tutto ciò considerato, se qualcuno ci racconta che ha sfondato o che altrove le cose vanno meglio, a mio avviso le battute, le critiche ed i sospetti, entrano in ballo per questioni statistiche (e di contenuti dei post), più che per invidia.
Permettimi in fine di aggiungere che, sovente, i pochi "fotunelli", non rendendosi conto di essere anche tali (e non solo bravi o dotati), vengono qui spronandoci ad alzare la testa, a svegliarci, a fuggire quando non, addirittura, a dirci che siamo noi stessi la causa dei nostri mali.
Dal mio punto di vista, è questo che mi manda in bestia (per modo di dire); il fatto che non si rendano conto di essere loro l'eccezione, la convinzione che se ci sono riusciti loro, tutti possano farlo. Troppo spesso trapela la mancata consapevolezza che la loro condizione positiva è statisticamente difficilmente riproducibile per la moltitudine di storie, problemi, limiti e contesti che differenziano ciascuno di noi. E' tutto ciò che mi fa storcere il naso, non certo l'invidia, credimi.
archistufo :
100% d'accordo con @ArchiFish
archistufo :
Se sei collaboratore in un studio alla fine fai mille cose a volte anche contemporaneamente e ritagliarsi la "nicchia", ossia "fare quello che piace e basta" per la mia esperienza personale è praticamente impossibile. Il mio cervello è apertissimo verso il mondo ma, non basta e nemmeno sono fossilizzato nel fare l'architetto tradizionale (che poi ancora non ho capito che vuol dire).
Ci si destreggia fra scartoffie burocratiche, CILA, arredamento, cemento armato, rendering e fotoinserimenti, aggiornamento sito aziendale, cartellonistica pubblicitaria e chi più ne ha più ne metta.
Per cui chiedo a 100%architetto se può farmi capire come lei svolge la professione.
ponteggiroma :
beh archistufo però qui si sta parlando di tematiche legate strettamente alla libera professione e di come affrontarle a quel che mi sembra di capire. Tu parli di tutt'altre problematiche che hanno a che vedere con il sistema delle collaborazioni negli studi.
archistufo :
Si certo @ponteggi non era mia intenzione... Vedo comunque che nello studio in cui collaboro i liberi professionisti che svolgono la professione non si fanno scappare nulla, e non fanno solo quello che piace...
Chiedo: se il collaboratore volesse intraprendere la libera professione avendo fatto la gavetta come la sto facendo io, assolvendo a compiti e mansioni le più disparate ed il 90% delle volte che non sono nelle sue corde, come fa a ritagliarsi la nicchia? Come fa a coltivare/praticare ciò che più sente come congeniale se in studio le priorità sono altre e non far crescere la persona in base alle proprie attitudini/preferenze?
desnip :
A me invece fa imbestialire questo "alone di mistero"... 100%architetto, non puoi dirci prosaicamente cosa fai? Cosa vuol dire fare l'architetto in un modus operandi che in Europa non esiste?
Almeno Ily lo fa, descrivendoci nei dettagli le sue attività.
Nanna :
Esattamente desnip! Non mi ha risposto alle domande....! Vabbè me ne farò un ragione! :P
Ps. Io all'estero ci vivo e lavoro da più di 6 anni...ma anche io devo capire cosa significhi modus operandi che in Europa non esiste..!
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