Esperienza lavorativa

messaggio inserito sabato 13 novembre 2021 da miky

miky : [post n° 453367]

Esperienza lavorativa

Salve, all'età di 35 anni mi ritengo privo dell'esperienza necessaria che dovrebbe avere un architetto della mia età. Sicuramente l'aver cambiato spesso studio ha influito negativamente sulla mia crescita. Oltretutto dai 28 anni (laurea) ad oggi ho vissuto anche dei periodi senza lavorare. Comincio a pensare che questo lavoro non faccia per me, gli studi da un 35enne credo si aspettino un certo livello di seniority, cosa che io non ho, mi paragono quasi a un neolaureato o poco più. In questi anni ho fatto poco più che il disegnatore, ma il progettista è un altro mestiere che comporta una marea di conoscenze che non possiedo. Mi vergogno molto quando non so una cosa che dovrei sapere. Consigli da parte vostra? Cambiare lavoro? Grazie
davide :
Alla tua età sono decisamente rari gli architetti che possono vantare un'esperienza valida. I più sono bravi a tergiversare e far finta di sapere. Un professionista serio ammette di non sapere e di imparare non si smette mai.
Cerca di cambiare atteggiamento, più positivo. Inizia a seguire corsi di approfondimento e non abbatterti!
Adam Richman :
Che obiettivi hai per la tua futura carriera da architetto? Aprire un tuo studio, lavorare per altri professionisti, lavorare per imprese edili, ecc.?
ArchiFish :
Il saggio è colui che sa di non sapere.
Sei messo meglio di tanti, anche con 20 anni di carriera in più di te. Se non altro sei consapevole dei tuoi limiti, ergo sai da dove partire se intendi approfondire certe tematiche.
sclerata :
e io ti chiedo, prendendo spunto da Adam Richman, che obiettivi hai per la tua vita personale?
Sei uomo/donna, single/accoppiato/sposato, vuoi una famiglia?
Perchè fa molto anche questo...
miky :
sono uomo single. comunque grazie per le risposte
delli :
quanto sei curioso? la conoscenza ed esperienza in più studi te la devi costruire: se ti viene dato un incarico e lo esegui solamente senza porti domande su quello che stai facendo difficilmente potrai crescere... e chi ti sta facendo fare quel lavoro non pensa di poterti dare di più
non voglio "smontarti" ma alcune persone che ho avuto modo di valutare hanno fatto i collaboratori "passivi" e non "attivi"
certo, poi magari in un grande studio sei un numero e tiri linee senza fare passi avanti ma la maggior parte degli studi sono piccoli e con poche persone e ti assicuro che i collaboratori validi (che crescono) sono una manna! i tiralinee "amorfi" vanno e vengono
adesso stai lavorando? imponiti di imparare ! cerca di capire quello che fai, chiedi, studia, approfondisci!
io dopo quasi 30 che lavoro ancora sto studiando...
bye
miky :
@delli forse hai centrato il punto. non trovo interesse in quello che faccio, credo dunque di appartenere alla seconda categoria, tiralinee e basta, manovalanza pura, una persona ampiamente sostituibile. quando sento parlare gli altri di determinati argomenti che non conosco mi sento un pesce fuor d'acqua e ciò mi causa un'ansia quasi costante. oltretutto a questo punto credo di non meritare il compenso che percepisco, che pur non essendo alto forse lo è rapportato alle mie conoscenze...
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