Studi di architettura e ingegneria furbetti e dove trovarli

messaggio inserito mercoledì 1 dicembre 2021 da Anna

Anna : [post n° 454074]

Studi di architettura e ingegneria furbetti e dove trovarli

Io sono scioccata dalla quantità impressionante di studi di architettura che assumono, concedetemi il termine, a partita iva, senza uno straccio di contratto e tutte le assurdità che prevede l’essere liberi professionisti, e che spesso fanno arrivare i compensi dopo mesi, nonostante la fattura sia però puntualissima. Ma possibile che questa professione sia diventata una giungla? Ognuno fa quello che vuole, come e quando vuole, tanto nessuno controlla, nessuno dice nulla, tutto tace. I primi a rovinare la professione siamo noi stessi professionisti, è inutile che ci lamentiamo dei clienti che non pagano se i primi a non pagare i nostri collaboratori più giovani e spesso con affitti alle spalle - siamo noi stessi. Ovviamente questi studi poi sono quelli con più rilevanza mediatica e architettonica e i soli che riescono addirittura a crescere in questa bolgia di paese. Ridicoli.
d.n.a. :
Cara Anna, hai scoperto l'acqua calda... quello che descrivi è la normalità da almeno una ventina di anni, è una situazione che a ben guardare va bene un po' a tutti.
Anna :
D’altronde perché cercare di cambiare sistema quando possiamo mantenere tutto così in attesa che dal Ministero del Lavoro si sveglino e decidano di fare qualcosa. Non capisco proprio perché cercare di rendere il lavoro in Italia all’altezza dei diritti umani e civili. Questo sfogo rimarrá qui confinato come tutti quelli che ci sono stati fino a ora, ma le cause andranno a discapito di tutti e lo sappiamo benissimo
d.n.a. :
Voi giovani siete fantastici per questo... avete la fiducia e la speranza di quello che combatteva contro i mulini a vento..
il sistema non è un punto fermo, è un continuo divenire, è la somma di una miriade di fattori che sommati danno un risultato. Per quanto tu possa essere convinta che il sistema non funzioni, in realtà esso funziona benissimo. Ci perderei un'ora per spiegarti perchè funziona così, e probabilmente non capiresti, ma per semplificare, ti posso dire che per come è la professione in Italia, la giungla, come la definisci, serve a farti crescere e a darti gli strumenti per venderti nel mercato dei liberi professionisti. chi non sopravvive cambia lavoro, come me, mentre chi sopravvive o annaspa o fa (anzi faceva) i soldi. Non a caso, il nostro stesso problema ce l'hanno gli avvocati, i commercialisti, e in genere tutte le professioni ordinistiche, che con l'aumento considerevole dei laureati, hanno piu offerta di manodopera che lavoro, e in un mercato dove ci sono 10 persone e 5 posti di lavoro, sappiamo tutti, che l'economia vuole che il prezzo vada giù e va giu fino a tendere a 0 se non interviene il legislatore a dire che il minimo deve essere tot.
Tu immagina che ci sono studi che si fanno pagare per assumerti a fare uno stage la...
manuel :
ahahah io ancora mentre studiavo e lavoravo 20 anni fa mi accorsi dell'andazzo... per questo mi sono messo in proprio e lavoro da solo ... comunque ora vorrei ampliarmi e mi piacerebbe avere collaboratori, magari anche amici, ma non schiavi... qualcuno anche con competenze diverse.... unione fa la forza... ho appena messo un annuncio... cmq se vuoi la ciotolina tutti i mesi...... fissa... senza rischi... te la danno.. ma pieghi testa, schiena...ecc...... invece se vuoi crescere rischi... non hai fisso... ma si lavora a commessa... io voglio fare così
Anna :
d.n.a. Se vogliamo raccontarci la favoletta del libero professionista che deve soffrire e fare esclusivamente sacrifici senza nessun rendiconto personale per fare questo lavoro in Italia allora facciamo pure, ma se questo è un problema che investe ormai praticamente tutte le categorie in Italia mi pare abbastanza evidente che il problema stia a monte, che poi è lo stesso che ci ha condotto in questa situazione di evasione dilagante in tutto il territorio e lo stesso che non ci permette di crescere ed essere competitivi a livello non tanto internazionale quanto europeo. Perché, così come i miei genitori, il problema non comincia ad essere un problema fino a quando non tocca te e i tuoi figli, se lo fa automaticamente ci si rende conto che le così le cose non vanno, ma di questo voi “anziani”, con tutto il rispetto, ve ne renderete conto quando vi dovremo pagare la pensione che noi giovani non vedremo mai.
Questa situazione è tutta italiana, quindi magari invece di riderci su sarebbe più utile cercare di far fronte comune ma mi pare evidente che ognuno guarda al proprio orticello, motivo per cui la situazione non cambierà mai.
@manuel a me piacerebbe molto mettermi in proprio ma prima di farlo devo come minimo acquisire le competenze necessarie e non so a quale età (mentale ed esperenziale, non anagrafica) un architetto può definirsi veramente capace e in grado di mettersi in proprio…
d.n.a. :
Ho 40 anni, e NON sono anziano (anche se per un ventenni magari sembro vecchio) e purtroppo faccio già parte di quelli che la pensione, se va bene, la vedranno a 70 anni.
Capirai, tra un po', quando magari lavorerai per conto tuo, e avrai maturato l'esperienza necessaria a farlo che far andare avanti uno studio, magari con collaboratori non è facile, anzi, è proprio difficile e che le entrate di uno studio sono molto incerte, mentre le uscite molto più sicure, e imparerai che per la stragrande maggioranza degli studi, assumere un dipendente, pagarlo il giusto, è un lusso, figurati pagare uno che non sa lavorare, e giustamente, come dici tu "devo come minimo acquisire le competenze necessarie"...
Lavorare in uno studio in modo indipendente e produttivo per lo studio, è un'attività che occupa anni di formazione che ho hai già acquisito o devi acquisire.. fare l'architetto, ancorche alle dipendenze di qualcuno, non è come inscatolare oggetti per amazon che in una settimana impari, ci vogliono anni, e molti.
Se uno studio investe su di te, ti paga, ti forma, ti insegna, e dopo 2/3/4 anni prendi e te ne vai, quelli non ci hanno guadagnato nulla su di te... e siccome, come diceva il mio ex capo, fuori dalla porta non è scritto onlus, lo studio deve guadagnare, anche e non solo dai collaboratori.
Anna :
@d.n.a ho messo apposta la parola anziano tra virgolette, non conoscendo l’età, era una cosa riferita più all’esperienza comunque. Sia chiaro, io non colpevolizzo assolutamente i titolari degli studi che spesso fanno fatica quasi quanto i collaboratori giovani ad arrivare a fine mese a causa delle miriadi di tasse e cose da pagare. Io me la prendo con chi dovrebbe pensare a risolvere queste cose a monte. Gli ordini? Sarebbe la cosa più corretta ma come tutti sappiamo non sono sindacati e non spetta a loro controllare e normare. Collegi di disciplina? Per come sono stati pensati hanno solo il compito di giudicare gli illeciti contenuti nel codice deontologico. Il ministro del lavoro? Probabilmente si, così come chi ha il compito al governo di pensare alle riforme fiscali. Il mio sfogo era dovuto più che altro al fatto che non essendoci delle norme in materia chiare per tutti e dei controlli ognuno fa come vuole e non è corretto, ma proprio da questo fare come si vuole si vedono onesti e meno onesti.
Detto ciò, io sarò una di quelli che aprirà il suo studio in futuro, andando ad alimentare la concorrenza spietata della professione nata dall’impossibilità di vivere come finta partita iva per tutta la vita. Ma non tutti vogliono fare gli imprenditori ed è giusto che sia così, uno lo deve fare perché vuole, non perché è costretto, come avviene in questo periodo storico in Italia, almeno che non faccia proprio altro o si inserisca nella PA.
Nanna :
Ma non raccontiamoci stupidaggini, il fatto di non assumere collaboratori é talmente cosí radicato che anche gli studi piú famosi prendono i ragazzi a 4 soldi pretendendo orari pazzeschi. Ci vogliamo raccontare che uno studio nella top 10 italiana con sede a Roma, con il quale feci un colloquio nel lontano 2014, non puó permettersi di pagare uno stipendio decente i propri collaboratori, invece che un rimborso spese con pretesa di lavorare 6 giorni a settiamana senza orari? Non scheriziamo su! Non é accettabile e non é giustificabile. Anna hai fatto bene a riproporre questo problema, perché purtroppo rimane sempre attuale e per ora senza soluzione.
Anna :
@Nanna ma i professionisti come d.n.a., con tutto il rispetto, nulla a che vedere con la persona, ma solo con lo spirito di adattamento al sistema, sono esattamente una delle cause per cui siamo in queste condizioni. Immobilismo ed eccessivo individualismo, che in certi casi sfocia anche nell’egoismo, hanno portato e portano alla paralisi della nostra professione. Ricordiamocelo quando andiamo a votare per le elezioni degli ordini.
Ah già, bassissime percentuali di partecipazione alle votazioni, a partire dagli architetti più famosi a cui non gliene può fregare una beata
d.n.a. :
Anna, adesso vedi un po' te che da sfruttato sono diventato sfruttatore... io che manco piu faccio il libero professionista.. bah...
Siete, giustamente, incazzate per una situazione, che è radicata e consolidata da anni, ma non crediate che la situazione possa cambiare perché lo volete voi, o perché è giusto che cambi, o perché lo vuole il legislatore...
la situazione è che solo iscritti alla cassa tra ing e architetti, siamo 174 mila, aggiungi gli 84 mila geometri geometri, siamo a oltre un quarto di milione di professionisti su una popolazione di 60 milioni, con un mercato stagnante da anni, con poca attività pubblica, e dove i grossi studi, fatturano, perché esportano all'estero il made in italy.
Con una rapporto di 1 professionista ogni 250 persone, dove vuoi trovare lavoro per tutti? è il mercato che detta le regole.
Un libero professionista che ha lo studietto con pochi collaboratori non può permettersi di assumere con il costo del lavoro in italia. se è generolo ti fa aprire partita iva e ti da un dignitoso. uno studio grande, fa la stessa cosa se ha un titolare intelligente, altrimenti trova a camionate di giovani come voi (senza offesa personale) che prende e parte da Caltanissetta e vanno Roma o milano a lavorare per l'archistar di turno, per fare curriculum, con la paghetta del papà in tasca... e quelli che non hanno il papà coi soldi, e magari sono bravi, lo studio grande li paga come gli altri, e la logica delle teste che li dirigono è questa: ti fai il culo per me 12 ore al giorno, 6 giorni su 7, se sopravvivi e dimostri che sei VERAMENTE bravo, diventi associato.
ripeto che non la cambiate questa situazione.. o vi adattate o cambiate lavoro.
Non è colpa di chi vi ha preceduto, o dei grossi studi o del legislatore, è mercato questo... pesce piccolo mangia pesce grande, il piu debole soccorre, arrivismo a tutti i costi e individualismo, come hai detto tu, sfrenato.
davide :
@d.n.a. non sono per nulla d'accordo.
1 - La verità è una sola, voi "vecchi" (visto che ci chiami giovani) spesso non siete in grado di stare al passo con i tempi con la tecnologia e vi servono i giovani per questo.
2 - Molto spesso vi tenete strette le vostre competenze senza trasmettere nulla con la paura che in futuro, visto che siamo liberi professionisti, vi rubiamo il lavoro ed i clienti.
3 - Vi conviene economicamente averci a p.iva per poterci lasciare a casa quando volete
4 - avete il coltello dalla parte del manico: c'è sempre qualcun altro che può sostituire il collaboratore "ribelle" o che non vi aggrada
5 - il compenso che spesso viene offerto è ridicolo: se vado a stirare ho un compenso orario più alto. La paga che offrite al 90% obbliga i collaboratori a condurre una vita in povertà.
6 - e che dire dei "vecchi" che obbligano ad orari come se si dovesse timbrare il cartellino?

Certamente voi "vecchi" avete le vostre ragioni ma, fidati, le nostre hanno più peso. Siamo noi il futuro, voi no. Vedi, anche io ho 40 anni, ma se mai dovessi riuscire ad avere un collaboratore, lo tratterei con rispetto, come vero libero professionista e con un compenso degno di questo nome. Io voglio cambiare le cose, tu le manterrai uguali a se stesse. Complimenti per l'ampia visione del futuro.
dd :
Ma che bello è @d.n.a. che tenta di dar lezioni con il **** degli altri. Dice di aver cambiato lavoro e pretende di impartire lezioni su cosa sia giusto non fare. Credibilissimo
davide :
@ d.n.a. "Non è colpa di chi vi ha preceduto, o dei grossi studi o del legislatore, è mercato questo... pesce piccolo mangia pesce grande, il piu debole soccorre, arrivismo a tutti i costi e individualismo, come hai detto tu, sfrenato."
Non è vero: la differenza la può fare chiunque. Il cambiamento inizia se qualcuno lavora in modo diverso, la voce si sparge, i giovani non si fanno più fregare. Il mercato cambia. Basta volerlo. Forse non lo cambierò io, forse non avrò riscontro, però lo farò per chi verrà dopo di me.
L'importante è uscire per primi dalle logiche egoistiche. E' questione di dignità personale.
Anna :
d.n.a allora…
Innanzitutto le regole le detta il mercato del lavoro ed è vero, il discorso che fai tu può valere in periodi di lavoro stagnante, questo è un periodo di grande fervore edilizio è il lavoro è raddoppiato per tutti, non ci prendiamo in giro, lo dimostrano le offerte raddoppiate sui vari siti di ricerca lavoro, sono gli stessi studi che ammettono di aver bisogno di qualcuno, dunque se ce n’è la necessità, adesso non parlo di piccolissimi studi, ma magari di quelli più grossi che “esportano il made in Italy” come dici tu, perché non pagare decentemente dato che ci costringono già a lavorare pagandoci le tasse da soli?
Seconda cosa, questa dannatissima storia che siamo tanti non nasce dalla dannatissima scusa che c’è poco lavoro, nasce dal fatto che vivere tutta la vita da finti dipendenti a 1800 euro SE VA BENISSIMO) non è nè fattibile nè dignitoso, quindi dato che comunque siamo costretti a tenerla aperta sta partita iva, arrivati ad un certo l’unto siamo COSTRETTI ad aprire uno studio, almeno è la nostra attività e il fatturato ce lo creiamo noi. Questo meccanismo ha generato una sorta di catena della disperazione che ha fatto sì che nascessero tantissimi piccoli studi di architettura fatti spesso da una-due persone che si fanno concorrenza e da qui nasce la storia del “siamo tanti”. Se avessimo un mercato del lavoro normale e prendessimo stipendi normali senza dover ricorrere alla partita iva sfido moltissime persone a rischiare tutto aprendo il proprio studio. Questa cosa sta svalutando anche la figura dell’architetto perché ormai chiunque si deve aprire uno studio anche se non ha molta voglia di fare l’imprenditore, oppure scambia completamente lavoro, come dici te.
Terza cosa, non è una guerra tra generazioni: noi ventenni stiamo cercando di fare qualcosa per cambiare le cose forse perché avendo vissuto tutta la vita praticamente nella crisi perenne forse avremmo anche un attimino voglia di uscirne, e se c’è una cosa che più sicura non si può è che le cose non cambiano guardando dopo al proprio orticello perché se una cosa porta beneficio a tutti lo porta a me, se lo porta a me solo magari mi va bene oggi ma magari domani mi va male e non posso appellarmi a niente e nessuno per rialzarmi. Stiamo parlando di diritti base del lavoratore, non di concetti astratti, dei ragazzi su Instagram stanno portando fuori e denunciando storie che a nessuno prima è mai venuto in mente di fare, e lo stanno facendo partendo da zero, magari con l’ingenuità della loro giovinezza, ma lo stanno facendo per intere categorie di professionisti per reclamare diritti di base. Le cose si sono sempre conquistate con le lotte, non guardando al proprio orticello, le cose si conquistano facendo squadra, con la partecipazione ma questa partecipazione manca proprio da voi “anziani”, alcuni perché non gli conviene c’è, altri per pigrizia, non prendiamoci in giro.
E comunque, lo ripeto dato che evidentemente non si capisce, la critica non era rivolta a te personalmente ma a un ipotetico professionista x come in giro se ne vedono a migliaia e migliaia, che adotta le strategie di sfruttamento che tutti noi sappiamo.
Siamo incazzati, si, perché c’è un’intera generazione buttata completamente nella precarietà, nell’incertezza, nella povertà e nella consapevolezza che o facciamo qualcosa o non si sa come va a finire. E sinceramente mi pare, oltre che giusto, doveroso lottare per migliori condizioni lavorative, cosa che voi quarantenni neanche vi sforzate di fare.
Con tutto il rispetto.
Anna :
Chiedo scusa per gli errori, ma scrivo con il telefono e di fretta!
Adam Richman :
Anna se l'admin del Riordine degli Architetti?
Anna :
@Adam Richman No, ma li seguo e li sostengo
davide :
Anna, noi quarantenni non siamo tutti uguali. Personalmente sono all'opposto di d.n.a. ed ancora è difficile aprire il proprio studio. Il problema sono i titolari degli studi che, indipendentemente dall'età, se ne approfittano. Ho visto 50enni ancora sfruttati, e 30enni all'apice della carriera. È questione di bravura e fortuna
Nanna :
"quelli che non hanno il papà coi soldi, e magari sono bravi, lo studio grande li paga come gli altri, e la logica delle teste che li dirigono è questa: ti fai il culo per me 12 ore al giorno, 6 giorni su 7, se sopravvivi e dimostri che sei VERAMENTE bravo, diventi associato." Penso che queste righe siano riferite a me visto che ho parlato del mio colloquio con lo studio famoso di Roma, ti rispondo dicendo che Associata ci sono diventata sfanculando l'archistar di Roma ed emigrando all'estero. :)
d.n.a. :
E' bello, perchè da "giovane" anche io avevo le vostre stesse convinzioni.. poi sono diventato "vecchio" ... :-)... e boom baby... sono passato dalla parte opposta della barricata...
quasi sicuramente parlo così perchè non ho mai avuto il coraggio di prendere in mano la mia vita e cercare di fare il salto di qualità... vi auguro tutto il bene possibile, e auguro a tutti di essere felici ed appagati.... mi piacerebbe riparlarne, tra tipo una quindicina di anni, quando io sarò sempre piu vecchio (dentro e fuori) e voi avrete la mia età... e li purtroppo, so già che avrò ragione, ma ora è giusto che non lo capiate, altrimenti il mondo si fermerebbe...
dd :
@d.n.a. dice di avere 40 anni. Io ne ho 35 e non mi sento vecchio, anzi. Mi fa strano che un collega a 40 anni passa "dalla parte opposta della barricata", ma, ripeto, dice anche che ha cambiato lavoro e quindi presumibilmente non calca più il mondo dei "professionisti". Aggiungo inoltre che per capire tutti i meccanismi che ci sono dietro l'arte del costruire e l'arte della burocrazia a 40 anni si è davvero troppo giovani per buttare la spugna. Ma, ripeto, probabilmente è qualcosa che non è più di suo interesse. Perché un sistema che si basa sul conflitto di interesse e sul ribasso non può essere un sistema su cui adagiarsi. Prenda ad esempio la figura del coordinatore della sicurezza: questo professionista non dovrebbe essere pagato dal committente perché lo stesso paga anche l'impresa dei lavori. Come fa un coordinatore della sicurezza a vigilare in piena libertà e tranquillità su un cantiere dovendo dare conto al committente, che lo paga, e dovendolo avvisare nel caso di "infrazioni"?!?!. Probabilmente il committente già sa che magari nell'impresa ci sono dei lavoratori in nero e questo gli consente (al committente) di avere una riduzione di costi di manodopera. Il coordinatore come dovrebbe comportarsi?!?! nel caso reale, non secondo i manuali?!?!Se denuncia e ferma i lavori rischia di non lavorare più. Il coordinatore dovrebbe essere una figura esterna. CONFLITTO DI INTERESSI. Per non fare un esempio qualunque sul ribasso, altro che qualità del progetto, dell'architettura, o di qualsiasi altra cosa. Occorre prendere atto di questo sistema sbagliato e modificarlo eticamente e moralmente. Gli ordini dovrebbero proporre delle nuove linee di inquadramento in base al tipo di lavoro (dipendente o indipendente) e cosa che in Italia non è mai andata, Controlli Controlli Controlli. Hai uno Studio di Architettura? hai bisogno di collaboratori? Hai davvero bisogno di collaboratori? Allora li prendi in carico secondo nuove forme che permettano di "accontentare" anche gli ordini e non far perdere iscritti. E soprattutto forse è il caso di tornare sui minimi tariffari, da rispettare pena sanzioni.
d.n.a. :
@dd ho lavorato 15 anni per uno studio, con finta P.I., ho provato ad avere miei lavori, ma per mia colpa, non ho mai ingranato, nel senso che non sono riuscito a creare quel mondo di relazione che è necessario per vivere di libera professione.
Alla soglia dei 40, mi sono accorto che quello che guadagnavo non mi bastava per mantenere la famiglia, anzi, più precisamente bastava appena a mantenere me, figurarsi moglie e figlio. (certo la moglie lavora, ma nella mia mentalità vecchia, se non guadagno a sufficienza per mantenere comunque tutti non sono contento).
ho optato per "il posto fisso", ma cerco sempre di tenere un occhio fuori dal palazzo, perchè so che la realtà fuori è molto diversa da quello che si vive qui dentro, e la realtà, è pure diversa da quello che si "vive" nei social network.
A 40 anni, però, ho capito che il cambiamento che chiede Anna e gli amici, che giustamente, la sostengono, è cosa ben più grande di quello che pensano loro.
Qualcuno ha detto che ora siamo in un periodo di ripresa con la scusa del 110% e che gli studi hanno cominciato a chiedere personale e ad offrire compensi maggiori, credendo che a fine 110% continui tutto come ora, ma questa è pura utopia, il 110 è un fuoco di paglia che appena finisce lascerà altri anni di crisi e forse peggiore anche (se non sostenuto da un altra invenzione governativa). Chi è giovane, queste dinamiche non le può capire, ma se hai un po' di esperienza e non è particolarmente coraggioso, come il sottoscritto, questa prospettiva l'ha ben presente, e sa già, che chi assume ora è nel bisogno, ma finito il bisogno, l'assunto sarà ben lasciato alla porta.
Io ve lo dico, poi fate voi, e ripeto in bocca al lupo, e vi auguro che il mondo cambi veramente quanto prima, perchè la situazione è grigio scura ( e io parlo dal ricco nord est) figuriamoci in altre regioni d'italia.
Edoardo :
Mi sa che ne abbiamo un esempio nel post successivo, di "furbetti". Poi se ai concorsi pubblici sono in 500 per 1 posto a 1200 euro al mese ci si meraviglia.
Edoardo :
Ripresa??? A Bologna e provincia stanno per varare un PUG che impedirà il consumo di suolo per decenni, oltre alla riconversione residenziale di fabbricati rurali. Sembra che tutti costruiscano adesso in un'orgia felicitatis ma è semplicemente un guizzo per salvare il salvabile... ed entrare nei POC entro fine anno con PUA (pregressi o meno) dove le P.A. chiedono il 30% di terreno subito + opere varie. Sono operazioni rischiose per chi costruisce dato che costruire costa sempre più ed il prezzo al mq non ovunque può salire... anzi. Concordo che il Superbonus sia un fuoco di paglia e rischioso, un contentino... non un volano per una ripresa strutturale dell'edilizia. Ma l'architettura non è edilizia ..è ARTE! E gli artisti campano d'aria e di pubblicità.
d.n.a. :
@Edoardo, la cosa strana è che nei concorsi pubblici, parlo per il settore tecnico e per i comuni piccoli e medi (non i capoluoghi di provincia per intendersi), per 1 posto da 1200 al mese, si presentano in 20 ultimamente. L'ultimo che ho fatto (e che per inciso ho vinto, tanto per tirarmela un po') eravamo in 13 allo scritto e due all'orale. Segno evidente che quel tipo di posto non interessa a nessuno. Naturalmente i concorsi ministeriali, grandi enti ecc, fanno ancora numeri come quelli che dici tu...
sclerata :
io concordo con dna, anche io sono "vecchia" ho 41 anni mi sono messa "in proprio" 5 anni fa quando forse non avevo nemmeno ste grandi basi.
Forse adesso un appoggio di qualcuno che porta avanti in ufficio il "lavoro sporco" mi servirebbe, ma oggi che abbiamo il 110. Quando il 110 non ci sarà più, ci sarà il deserto cari miei, il DESERTO.
Per chi è un professionista normale ed in una realtà di provincia come la mia, non parlo delle archistar o degli studi che fatturano cifre da capogiro, io con le mie 50mila l'anno dove trovo anche i soldi per pagare in modo onesto un altro che lavora con/per me?
dd :
Sul 110% le do perfettamente ragione, è una economia "drogata" a cui seguirà una crisi nel settore dell'edilizia. Aggiungo anche che la "fretta" di accaparrarsi il più possibile verrà "pagata" in un futuro prossimo (è un elemento del tema "ribasso" a cui facevo riferimento prima!!).
Tornando al tema della discussione, la situazione è che non ci sono piu minimi tariffari, si fa a lotta per accaparrarsi clienti offrendo semplicemente meno come compenso, e per forza di cose serve "manodopera" in ufficio naturalmente sottopagata perche alla base il compenso per il lavoro è basso. Con una P.iva poi si puo fare quello che si vuole, non mi servi piu?! grazie ed arrivederci. Ecco perche sostengo che occorrerebbe riformare tutto il sistema, lasciando stare le teorie o i manuali, ma partendo dallo stato reale del lavoro e riconoscere le dinamiche, che sono ormai lontanissime dalla divisione retrograda P.Iva - Assunzione
Anna :
A prescindere da come andrà il 110 che sta un po’ falsando tutta la filiera e lo si vede con l’aumento vertiginoso dei prezzi, abbiamo un quantitativo di micro studi superiore probabilmente a qualsiasi altro paese del Mondo e questo è dovuto alla necessità di mettersi in proprio. Togliendo il meccanismo delle finte partite iva e trovando altri sistemi che permettano alle aziende di sopravvivere continuando ad assumere (non a partita iva) nel caso in cui ne avessero bisogno la maggior parte di questi studi chiuderebbe, di sarebbe meno concorrenza e meno ribasso dei prezzi e quindi meno illegalità. E si, bisognerebbe riprendere in mano i minimi tariffari e questo vale per tutte le categorie professionali, non solo per architetti e ineggneri, solo in questo modo si riuscirebbe a far girare l’economia come dovrebbe essere. Il posto fisso meraviglioso, ci mancherebbe, ma se lo facessi io sinceramente mi prenderei la vita in odio e cadrei in depressione perchè questo dovrebbe essere un lavoro vero e proprio, scelto per passione non per ripiego (altrimenti poi le cose si fanno male e tutti noi conosciamo le situazioni in comune :)). Quindi preferisco lottare perché le cose cambino, ma il cambiamento lo si fa anche alle urne eh, non c’è bisogno di urlare per farsi sentire. Questa è probabilmente la cosa più snobbata da tutti, non solo le vecchie generazioni.
Magari mi arrenderò anche io, non dico di no, proprio per questo ne approfitto ora, e se finirò sotto i ponti almeno non avrò rimpianti.
Edoardo :
Io ho conoscenza di 100 candidati per un posto (+ graduatoria).
Edoardo :
Abolire i concorsi a inviti?
kiot :
Io mi metto tra i vecchi e... secondo me uno dei grandissimi problemi è il ruolo dei geometri praticamente sovrapponibile al 70% nella nostra professione.
ponteggiroma :
un presidente patriota sarebbe l'unica soluzione a tutti i nostri problemi
d.n.a. :
io ho un nome ponteggiroma... Rocco Siffredi... solo lui potrebbe "risollevare" noi vecchi architetti con la sua "scuola" di vita.
ponteggiroma :
no grazie per una volta mi piacerebbe vedere una donna. So che me ne direte di tutti i colori, ma ultimamente ho scoperto di avere una passione travolgente e smodata per la Simona Bonafé, anche la Tinagli non vedrei male tuttavia. Sicuramente entrambe grandi patriote, ovviamente...
Anna :
Dico tanto per eh, ma potremmo mantenere questa conversazione ad un livello decente di maturità e serietà visto che l’argomento é serio e ci riguarda tutti?
Adam Richman :
38enne, percorso lavorativo simile a d.n.a., mi schiero anch'io tra i vecchi.
Due note:
- Ammetto curiosità per uno scenario in cui il legislatore non escluda più l’obbligo di assunzione dei collaboratori iscritti all’Ordine. Come reagirebbe il mercato? Si alzerebbero le parcelle medie - anche senza ripristino dei minimi tariffari - per coprire il costo delle assunzioni? Crollerebbe tutto il sistema (improbabile, in qualche modo si adatterebbe)? Si darebbe fondo alle riserve auree?
- Protestare può essere sacrosanto. Il problema però - imho - è farlo reclamando diritti senza tenere conto della realtà, ad es.: avviare e mandare avanti uno studio solido è difficilissimo; non tutti i titolari di studi sono sfruttatori incapaci e fancazzisti; la laurea in architettura non dà diritto al lavoro dei propri sogni, tantomeno in una Paese con un tecnico ogni 250 abitanti; lavorare sottopagati per un architetto o mettersi in proprio è una scelta figlia delle proprie legittime aspirazioni, ma quasi mai una reale costrizione, mica ce lo ha ordinato il medico di fare il professionista o il collaboratore di un professionista.
d.n.a. :
@Adam Richman se vi fosse l'obbligo di assunzione dei collaboratori iscritti all'ordine, la situazione resterebbe ne piu e ne meno come quella di ora... ricordo (e ricorderai anche tu) quando le parcelle minime erano in vigore e che nessuno le rispettava... se andiamo a considerare che la stessa amministrazione pubblica considera la parcella minima, il massimo da assoggettare a ribasso in sede di gara, capisci che le parcelle sono pura inutilità.
la battaglia degli ordini per abolire le parcelle fa ridere se letta ad oggi, che molti le rivorrebbero obbligatorie, pensando o credendo di poter avere un guadagno dignitoso.
Arko :
È dura raccontare il presente per quello che è e prendersi l’indignazione della platea come se fosse colpa propria.
dna ha fotografato la situazione in maniera impeccabile, non ha detto di essere concorde con la politica degli studi. Dovreste leggere meglio senza farvi influenzare dal vostro (giustissimo) dissenso.
Archi.virus :
Gli architetti in Italia sono troppi rispetto al lavoro disponibile, il mercato della domanda e offerta fa il resto. Punto. Pensare di cambiare una situazione di fisiologico "mercato" e' mera ideologia, tipo il reddito di cittadinanza e i navigator per trovare lavoro sotto casa quando il lavoro non c'e'. Comunque anch'io sono vecchia, ben prima dei 40 ho chiusa p.iva e cercato un posto dipendente in settore interior. In bocca al lupo a chi "resiste"
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