Limbo : [post n° 499862]

Non so che strada prendere

Ciao a tutti.

Dopo 5 anni di lavoro per altri a p. Iva (2 in uno studio, 1 in una impresa di ristrutturazioni chiavi in mano e ora sono sempre in uno studio) e un'esperienza come tecnico e direttore dei lavori per la ristrutturazione di un appartamento che è andata male (sia clienti che ditta poco piacevoli) mi ritrovo in forte crisi sia per quanto riguarda il presente che il futuro.

Attualmente lavoro full time (con un pochino di flessibilità oraria e se mi serve ho la possibilità di un giorno di smart working) e guadagno sui 1300 al mese lordi (è capitato qualcosa in più, dipende da quanta disponibilità economica ha "il capo").

L'ambiente di lavoro non è male ma per vari motivi che non sto qui a raccontarvi non mi ci sento benissimo, tanto che faccio fatica mentale a stare ogni giorno a studio.

Per il futuro...non sono convinta di voler fare la libera professione, soprattutto dopo l'esperienza andata male con i miei clienti.

Sono molto molto confusa e la sto vivendo davvero male.

Se provo a vedere annunci di lavoro per altri studi di architettura mi viene la nausea: sempre la stessa storia del full time in presenza con stipendio che a malapena fa arrivare a fine mese ovviamente a partita Iva.

Non so più se questa è la professione giusta per me, mi sento delusa e frustrata, tutto il giorno chiusa in un ufficio a fare disegni per un altro architetto, l'idea del dover fare gavetta che mi fa sentire in gabbia, il continuo paragone con colleghi che sembrano tutti devoti alla professione mentre io vorrei solo poter avere una vita serena che non sia solo fatta di lavoro.

Ma a quasi 34 anni ormai mi sembra di non avere scelta.
mitch :
Te ne sei accorta un po' tardi, ma non è mai tardi per cambiare!
Le possibilità aperte sono, secondo me:
1) pubblico, nei paesi e nelle cittadine sono alla ricerca di tecnici, con uno stipendio leggermente più alto del tuo, ma se vuoi prendere di più dovrai aumentare le responsabilitá; ma la libertá e tranquillitá del pubblico è comunque mille volte meglio del privato.
2) grandi aziende, fingendo sul cv, per vedere se riesci a trovare qualcosa il più delle volte associata ad ingegneri.
3) aziende semipubbliche, e qui si apre un mondo. Possono essere mal pagate o molto ben pagate, dipende da cul@, contatti e momento.

In bocca al lupo!
ArchiFra :
mitch, 1300 lordi sono netti 700-800 euro: lo stipendio del pubblico si aggira sui 1400/1500 netti a seconda se si è ex C (istruttore) o ex D (funzionario), più la tredicesima. è comunque poco, ma almeno è garantito il 27 del mese, si hanno pagate le ferie, i permessi sanitari, i permessi per motivi personali, la malattia.
Io a 34 anni ho mollato la partita iva e sono entrata in comune, sono funzionario tecnico.
Archifish :
Se per un lavoro andato male, provi disgusto per il mestiere dell'architetto, o trovi il modo di darti una seconda opportunità che magari ti faccia ricredere oppure non sei tagliata per la libera professione (certe situazioni sono all'ordine del giorno).
Sul fare la sguattera per qualcun altro, invece, credo ti sia già risposta da sola. A meno di non trovare un contesto di menti "illuminate", quello è e quello resterà.
Il settore pubblico può essere un buon rifugio, ma devi esserci "portata" al pari della libera professione. come architetto significa un po' "morire dentro", in certe posizioni le responsabilità restano molte, ma hai tranquillità economica (non diventi ricca) e tutti i benefici del posto fisso.
Personalemente, se dovessi cambiare vita, potendo "sognare" e partendo dall'ipotesi di trovare un posto di lavoro, mi butterei sul settore interni/arredi/finiture. Venditore/tuttofare per negozi di arredamento, uomo di fiducia sui cantieri, agente o consulente tecnico per qualche azienda, ecc, ecc (ma capisco che è forse utopico tanto quanto fare l'archietto libero professionista).
sclerata :
Limbo capisco i tuoi dubbi, sono più che leggittimi.
Io di esperienze come progettista e DL ne ho fatte diverse e sono state esperienze molto diverse, alcune molto positive, altre pessime. Credo che basare la tua propensione alla libera professione su una DL andata male sia riduttivo. Io ti direi di darti un'altra possibilità, se riesci.
Fatti furba, stai dove sei, ma guardati intorno, sii consapevole che a studio mai nessuno ti darà il premio, fai il tuo, ma non ti immolare per gente che guarda solo al suo tornaconto. E non è così solo negli studi di architettura, te lo assicuro.
Limbo :
A entrare nel pubblico ci penso ma appunto non so se farebbe per me.

Sclerata purtroppo anche volendo provare a seguire un altro lavoro per conto mio la vedo difficile trovare i clienti, non ho conoscenze e sicuramente l'architetto per cui lavoro non me ne passerà uno.

Ho frequentato un corso Bim ma non so se sfruttarlo, si guadagna un pochino di più ma sei sempre dipendente a partita Iva anche negli studi che usano il bim spesso senza neanche quel poco di flessibilità oraria che ho adesso.

A studio dove sono faccio il mio, cerco di imparare ma a volte non so neanche se mi servirà imparare se non voglio fare la libera professione.
Il brutto è che mi sento costantemente in difetto e non abbastanza (e credetemi che ci sto lavorando anche in terapia su queste cose).
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