che senso ha freqentre l'università

messaggio inserito giovedì 27 novembre 2003 da belide

[post n° 12597]

che senso ha freqentre l'università

sapete dirmi che senso ha frequentare l'università e sostenere trenta esami se poi tutto viene di fatto annullato dall'esame di stato? non crdete sia più logico e corretto, date le svariate incoerenze legate a questo strumento, proporre un tirocinio obbligatorio dopo la laurea come avviene in svariati paesi d'europa? francamente credo che un ragazzo a trent'anni abbia il diritto di lavorare e di mettere a frutto quello per cui ha lottato sei o sette anni.
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Hai perfettamente ragione..in realtà se li conti bene sono 48 gli esami che si fanno ad architettura..io sono angosciata da quel maledetto esame di stato! ..tanto cmq quando esci dall'università nn sei in grado di lavorare per conto tuo, un tirocinio devi farlo per forza..tanto vale!
un saluto Barbara
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Concordo sul principio dell'eliminazione dell'Esame di Stato (potrebbe benissimo far parte del corso di studi ed essere parte integrante di un lavoro finale che sostiutuisca l'inutilissima tesi di laurea). La realtà però, per ora è questa e bisogna far fronte ad essa. Sarebbe buona norma da parte di ogni neo-laureato, quella di fare un minimo di esperienza lavorativa prima di affrontare l'esame di Stato...insomma, non so voi, ma io, per esempio, durante gli studi, non ho mai dovuto affrontare il problema di un piano di lottizzazione in maniera pratica (Facoltà di Firenze). Inoltre mi chiedo e chiedo a voi: il tirocinio come dev'essere impostato? Dev'essere prevista una retribuzione? Ci devono essere studi tecnici abilitati? Insomma, chiediamo un po' come se la passano i neo-laureati in giurisprudenza per esempio (soprattutto al Sud). Di spunti per la discussione penso di averne proposti solo alcuni...a presto per ulteriori approfondimenti. P.S. Vorrei sapere anche le impressioni sull'esame da parte di qualcuno che, come me, abbia sostenuto lo scritto del 25 novembre a Bari.
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Sono perfettamente e pienamente d'accordo con te.
Ho 33 anni, sono laureata in architettura da 5 anni durante i quali ho lavoricchiato qua e la, occupandomi principalmente di pianificazione (ovvero disegno su cartografia), redazione di relazioni (scopiazzamenti di piani già esistenti), stesura articoli tecnici (testi "copiati" e "incollati" dalle cartelline dei convegni a cui mi mandano).

Come faccio in 8 ore a disegnare piante, prospetti e sezioni di un edificio, dopo + di 5 anni in cui non prendo in mano una squadra e una matita?

Perchè la sera, dopo una dura giornata di lavoro, dovrei esercitarmi e prepararmi su argomenti e tematiche che non ho mai affrontato nel mondo del lavoro, per conseguire uno strumento, "l'esame di stato" che abilita all'esercizio della professione, quando io già lavoro, già esercito e, sicuramente, 8 ore in un aula d'esame non dimostrano nulla di più???!!
Perchè dovrei spendere altre 250 euro, oltre a quella già spese durante gli anni di università, perchè dovrei affrontare un esame che si chiama così ma in realtà non lo è?? Un esame prevede uno studio di testi: se studi lo passi, se non studi riprovi... all'esame di stato è così?...non mi sembra!

Scusate ma, dopo tutta la fatica che ho fatto, mi sono arrogata il diritto di far scrivere sulla mia carta di identità, alla voce "professione":ARCHITETTO!
E' una forma di protesta, ma io SONO UN ARCHITETTO!

SABRINA
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mi dispiace deludervi ma la nuova riforma propone come alternativa all'esame di stato un tirocinio_naturalmente solo x i nuovi laureati!!
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tu non sei architetto, tu sei dottore in architettura. Architetto lo sono io che ho lavorato 4 anni quasi gratis in uno studio di architettura e dopo ho dato l'esame di stato e l'ho passato al primo colpo. lo so ho avuto la fortuna di trova uno studio ove si progettava, ma di notte dalle 3.00 alle 7.00 andavo a scaricare cassette ai mercati generali x guadagnarmi da vivere. Non sono uno zombi e sono felice delle scelte che ho fatto. Ora ho 40 anni sono SOCIA di uno studio (4 uomini e 1 donna) e le cose non vanno malaccio. Coraggio farsi chiamare architetto o scriverlo sulla carta intestata NON SERVE A NULLA se non hai imparato cos'è la professione e passato tutte le tappe...anche l'esame di stato!!!!
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Personalmente, cara/o nananana, non mi deludi affatto. Il tirocinio lo considero necessario ma, finché non c'è, sta a noi decidere tempi e modi per diventare architetti.
In quanto al titolo del tuo scrivere (che trovo quantomeno arrogante) vorrei precisare i seguenti punti:
A) sarebbe bene fornire a noi colleghi ignoranti un link o un riferimento cartaceo per farci una cultura riguardo la sbandierata riforma;
B) che io sappia (o NON sappia) la riforma prevede il tirocinio solo come alternativa ad un esame più complesso dell'attuale ma cmq NON dispensa da un esame conclusivo;
C) la riforma dell'Esame di Stato viene caldeggiata da anni ma, chissà come, puntualmente viene rinviata (le ultime notizie in mio possesso, sicuramente sbagliate, parlano di 2006).
Infine una riflessione rivolta a tutti...bisognerebbe intendersi su una cosa: vogliamo poter mettere una firma su un progetto solo per poter presentare una parcella o (sarebbe più auspicabile) perché siamo architetti non solo sulla carta ma anche nei fatti? Non vogli dire che vivo e mangio pagando in ideali piuttosto che in Euro ma, in tutta coscienza, se anche dovessi superare questo benedetto esame, non credo che (data la mia insufficiente esperienza pratica) potrei firmare un progetto dormendo sonni tranquilli. A presto risentirci e...leggete la riforma...leggete di tutto...ma non fatevene un vanto.
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Mentre scrivevo evidentemente c'era la nosta collega GA(oddio...io son solo dottore e non ho mai scaricato cassette al mercato...potrò onorarmi del titolo di collega?) che faceva lo stesso...evidentemente avevo una premonizione!
In ogni caso rinnovo l'invito all'umiltà...tanto ci sarà sempre qualcuno che ne sa più di noi.
Forti coi deboli e deboli coi forti...naaa...non è roba per me...! (Che la vis polemica resti tale...in fondo dico tutto col sorriso) A presto!
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mi dispiace che tu non capisca lo spirito con cui scrivo. Io sono sempre stata e tutt'ora sto co più deboli perchè so perfettamente cosa vuol dire e di certo non lo spiego a te caro Collega. Io umile lo sono di natura, ma non accetto per principio quelli che vogliono vivere di rendita senza pagare il giusto prezzo delle cose. Invidia, no neppure quella, solo giustizia sociale. Stammi bene Phil (sei esterofilo o straniero? Filippo no?)
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Non vorrei che perdessimo il filo del dibattere: Esame di Stato, sì o no?
Ammetto le mie colpe ma speravo che la polemica non scendesse in cose personali. Non sono esterofilo ma nemmeno bigottamente nazionalista...non credevo che di un nick (o gradisce più il termine "soprannome"?!?) si potesse fare una questione tale da scomodare l'amore per la propria lingua ma tant'è. Mi verrebbe quindi da chiedere se GA sia un diminuitivo o l'accostamento di due iniziali o un impeto minimalista che magari ha corrispondenza anche nelle scelte progettuali. Tuttavia, come il titolo premette, non vorrei andar oltre in questa indagine e cerco di riportare la discussione alla sua essenza originale.
Esame di Stato sì o no? E' vero, le regole ci sono e vanno rispettate e finché non si supera l'Esame siamo miseri dottori. Ma il punto è davvero questo? EVOLUZIONE...atterrisce così tanto questo termine? Che ad essere architetto è solo chi ha superato l'Esame mi sembra cosa risaputa e innegabile. Che il titolo morale di architetto se lo possano meritare solo in pochi mi sembra ancor di più innegabile. La mia domanda è: perché distinguere l'Esame dal corso di studi? Perché essere giudicati per una prova di 8 ore? Perché non poter usare tutti i mezzi a propria disposizione (computer, riviste, libri e quant'altro serva a fare conoscenza architettonica)? Insomma: se è vero che senza esame non si può "firmare" è altrettanto vero che "con l'esame" si può firmare con buona pace di tutti? E' dalle 8 ore di una giornata storta o dritta (sono buono, attribuisco tutti i meriti solo al caso...non sto a scomodare sede d'esame, commissioni, conoscenze, "simpatie" e via dicendo)....dicevo...è dalle 8 ore di una giornata storta o dritta che si capisce se Phil (o chi per lui) è degno d'essere architetto o no? A presto risentirci.
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non avevo dubbi che l'argomento avesse destato interesse, ringrazio tutti coloro che hanno risposto, ma ora è il momento di agire e di innescare una polemica tale da permettere che tale argomento, peraltro già solo "accennato " (si parlava di abolire gli ordini professionali, ma si sa quando ci sono di mezzo i soldi...)qualche anno fà, torni in parlamento e possa generare le giuste riflessioni. a tutelare e regolare l'operato di novelli architetti ci sono migliaia di leggi che prevedono sanzioni anche e soprattutto a livello penale, credo che a 30 anni si sia in grado di assumersi o meno delle responsabilità voi non credete?
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grazie sabrina ciò che dici rispecchia il mio pensiero e mi da forza nel combattere questa ingiustizia, ti voglio raccontare un aneddoto: in america recentemente hanno arrestato un "architetto" non abilitato mentre stava illustrando un argomento ad una platea di architetti abilitati, la notizia ha fatto il giro del mondo ed ha portato all'occhio (di pochi) il problema, si è saputo poi che tutto era stato organizzato da un gruppo di persone contro l'esame di abilitazione. Purtroppo non ricordo il sito internet di tale gruppo so solo che la lotta deve iniziare e deve durare a lungo.
nopn possono continuare così le cose nel nostro paese"democratico", scusa mi sono lasciato prendere la mano. spero di continuare a ricevere messaggi e soprattutto spero che tu voglia collaborare con me affinchè le nostre non restino soltanto parole, come sai l'unione fa la forza. ancora grazie.
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ti prego fammi capire vuoi dire che chi si è laureato in precedenza deve per forza di cose superare l'esame di stato? quindi i miei trenta esami e quasi 30.000.000 di lire spesi non valgono nulla credo che il dereto lo dovresti leggere con più attenzione infatti prevede una riforma del suddetto esame infatti le prove da due sono passate a quattro, inoltre (come se i geometri non fossero più che sufficenti) si istituiscono le figure di architetti junior, forse per loro non c'è bisogno di alcun esame.
grazie per aver risposto aspetto tue notizie.
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non ho affatto paura di superare tutte le tappe purchè come dici tu per superarle non bisogna avere un colpo di fortuna, per pagarmi l'università ho lavorato tutti i giorni ed oltre tutto faccio volontariato inoltre ho già lavorato in un'impresa edile e da un anno in uno studio, ho progettato oggetti, un parco nel mio paese e pochi giorni fa ho consegnato un piano particolareggiato, dormo tre ore a notte per prepararmi all'esame di stato, il problema è che non ho calci in culo tanto potenti da darmi la sicurezza di superare l'esame ne tanta fortuna di trovare il mio relatore in commissione, credo che non siano queste le cose che fanno di un dottore un ARCHITETTO, non trovi?
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condivido in pieno ciò che dici riguardo al problema dei sonni tranquilli.
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phil complimenti hai perfettamente compreso lo spirito del mio quesito.
nessuno vuol campare di rendita, se lo avessi voluto avrei intrapreso un'altra carriera!!!!
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beh!
concordo con l'inutilità dell'esame di stato, dove viene messo in dubbio la capacità di una professione per la quale hai studiato fino a qualche settimana prima, ti dicono ok sei laureato....il giorno dopo qualcuno della commissione di stato ti dice:.. 0kkei nnsei preparato... grazie al piffero...
e complimenti agli ideatori del geniale scoglio che altro nn fanno che mettere in dubbio la serietà delle facoltà di architettura (sacrosanto ma fuoriluogo)
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aspettate un pò di anni e ci saranno tirocini promossi dai vari albi che aboliranno l'esame di stato.
CIAO
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