associazione

messaggio inserito mercoledì 2 gennaio 2008 da marco

marco : [post n° 147518]

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Intanto Buon anno nuovo a tutti!
io e un mio amico stiamo ipotizzando di associarci (visto che non stiamo combinando ancora molto da soli!)...lui però sostiene che chi procaccia lavoro ha diritto ad una quota maggiore (in questo caso lui), nonostante i primi progetti li ho fatti io per intero e da solo! A me sa tanto di furberia da parte sua...voi che ne pensate? Se lui porta i clienti e sta sempre a zonzo e io sto rinchiuso in studio a farmi il mazzo, a lui spetta una quota maggiore???
alinger :
Se hai una convenienza lo fai sennò rinuncia. Però sappi che tra i due tu sei quello più facilmente sostituibile.
Se poi vogliamo filosofeggiare dal punto di vista etico ti dò ragione.

saluti
marco :
grazie alinger per la risposta...diciamo però che lui, finchè non abbiamo iniziato insieme non ha mosso un dito: ha le conoscenze nel privato e nel pubblico ma non riesce a "trovare il tempo" per progettare..mi ha corteggiato per mesi per lavorare insieme perchè io ho più esperienza di lui avendo lavorato per 2 anni e mezzo con Carmassi e adesso però pretende delle disparità: il punto è che se si definiscono due ruoli separati (il procacciatore politicante e il progettista) in una associazione professionale non penso sia giusto diversificare. Lo posso accettare nelle collaborazioni occasionali, ma non in un impegno di questo tipo
nikosky :
e finirebbe peggio....io ero in stretta collaborazione con un soggetto del genere...alla fine io lavoravo e lui a spasso a fare i fatti suoi.....meglio soli!!! se vali il tempo ti darà la possibilità di mostrarlo....ma lui che va in giro a prendere lavori voglio vedere come farà a farli!!!!
fidati lascia perdere...parte malissimo il tuo collega
Giulia :
che se ha la quota maggiore nei guadagni ovviamente avrà anche la quota maggiore nelle spese! se no che associazione è, scusa???
digli così.....e se lui fa storie (come immagino) gli dici "al 50% o niente!" se dovete fare uno studio associato non deve esserci il capo e il dipendente!!!
Campanellino :
Scusa ma ti vuoi associare con una persona che ancora prima di cominciare già mette le mani avanti per avere la fetta più grossa?? Di cui per giunta tu stesso ammetti di non fidarti visto che sospetti della sua "furberia"???
Ma tu sei matto!!!

Poi magari la cosa funziona pure...ma io avrei l'ansia ancora prima di cominciare e non riuscirei a lavorare serenamente!!!
max :
...però, cosa faresti tu, da solo, senza qualcuno che ti porta del lavoro?? poi bisognerebbe capire quanto è questa differenza di quota?? chi firma i progetti... che versa l'Iva... chi paga le spese... vedi che fare un'aasociazione è una cosa molto impegnativa!! e poi bisogna capire se avete costituito associazione dal notaio, o verbale..
cmq, in bocca al lupo
beppe :
Nel nostro mondo lavorativo le cose sono davvero difficili, così come lo sono in tutti d'altronde. Sapere fare questo mestiere è cosa sicuramente assai diffcile, ed ancor più difficile è procacciarsi il lavoro. Ora, arrivando al tuo affare, io credo che bisogna essere chiari sin dal principio mettendo nero su bianco indipendentemente se create uno studio associato o meno. Procacciare lavori non è cosa semplice, se tu pensi di riuscire a fare sia l'uno che l'altro allora non hai bisogno di lui. Ma se è vero ciò che dici, ovvero che lui ci sa fare davvero, allora non vedo nulla di inconsueto. Lui si occupa delle pubbliche relazioni e tu dell'aspetto tecnico. Dividete secondo le percentuali che stabilite sin dall'inizio e la cosa è fatta.
Non ci vedo nulla di male.
ciao
marco :
Ragazzi, la questione non è facile dal momento che io sono rientrato nella mia città natale da 9 mesi e devo riprendere i rapporti lasciati e crearne di nuovi. Lui invece ha consolidato in 3 anni una trama di rapporti. Di fatto da solo lui non riesce a tenere testa ai lavori che si procura, e senza di me non avrebbe fatto molto. Oggi gli ho detto che se vogliamo fare una associazione o si fa 50 e 50 oppure, se a lui non sta bene, possiamo collaborare occasionalmente: lui ha il suo studio e io il mio. Forse ho sbagliato a condividere subito uno studio con lui, ma siamo tutti e due laureati da poco e inesperienti
Marisol :
E menomale che è un tuo amico!!! Che cosa squallida!
marco :
Ragazzi, grazie per i vostri contributi! Penso proprio che gli proporrò collaborazioni occasionali (e lì va bene anche una quota maggiore per chi porta lavoro) ma ognuno con il suo studio. Così mi organizzerò senza dover rendere conto a nessuno e potrò curare in parte le mie relazioni, visto che fino ad ora il sottoscritto ha fatto lo stakanovista per niente!Faticherò di più, guadagnerò meno, ma non sarò ricattato dalle manie di protagonismo di un viziato figlio di papà che mi si dice amico!
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