Villettopoli

messaggio inserito lunedì 23 marzo 2009 da Ily

[post n° 192335]

Villettopoli

Mi piacerebbe sapere la vostra opinione sul fenomeno, che a me sembra ormai dilagante, delle lottizzazioni a base di villette a schiera, mono o bifamiliari nelle periferie estreme delle grandi città o nei comuni limitrofi: sulla loro qualità architettonica ma sopratutto come "tessuto urbano", e anche sulla loro sostenibilità ambientale (non tanto per la costruzione e manutenzione in se, ma sullo stile di vita che comporta vivere in una di quelle villette).
Ho recentemente letto il libriccino di Serge Latouche sulla decrescita e mi sono resa conto di quanto noi architetti potremmo fare per favorire una società più sostenibile: chi ha letto i miei post sa come la penso riguardo alle villette, ma vi assicuro che è stupefacente vedere, alle 7 di sera, il flusso ininterrotto di macchine sui viali, ogni macchina con a bordo una sola persona.
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il problema non è sulla strutturazione edilizia in sè, ma su quella urbanistica: accanto a questi progetti, che in certi casi sono positivi perchè riqualificano aree e propongono servizi -è il caso di san polino a brescia- andrebbe fatto uno studio consapevole e ragionato delle infrastrutture, più semplicemnte della viabilità pubblica.
il problema fìgrosso resta quello della mentalità: a parte gli abitanti di grandi c ittà come milano e roma, il restio degli italiani è refrattario all'utilizzo del mezzo pubblico che viene visto come sporco, popolano, avvilente, degno solo di poveracci.
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In effetti bisognerebbe far capire alla gente che è inutile andare al lavoro, a fare la spesa o semplicemente in centro in macchina e poi pagare per fare la ciclette o il tapis roulant in palestra quando si possono usare (gratis) le proprie gambe o la bicicletta... ma questo lo posso fare solo se abito in centro o in prima periferia (e infatti io vado sempre a piedi o in autobus, trasse se devo uscire la sera perchè purtroppo per una ragazza è pericoloso). Ma se abito in mezzo alla campagna e voglio andare in città purtroppo DEVO prendere la macchina, e questo ha dei costi: qualità della vita (stress e tempi di spostamento), salute (respiro gas di scarico), ambientali (emissioni di gas di scarico), economici (benzina).
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è questione di cultura. in olanda è normale fare anche 10 km in bici (e fa più freddo che da noi...) per andare al lavoro o a trovare qualcuno.
la differenza è che le piste ciclabili là sono davvero delle valide alternative all'auto, cosa che in italia non avviene: in certi tratti esistono, poi muoiono sulla superstrada... e il ciclista rischia l'incolumità respirando veleni.
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è proprio questione di cultura...quando sono stata a ferrara ho visto tutti muoversi in bici, per la spesa, per il lavoro ecc..io abito in una città molto più piccola di ferrara e tutti per fare 2 metri prendono la macchina, le piste ciclabili fanno piangere...
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chiedete di non usare l'auto ma cosa fa l'amministrazione italiana per utilizzare i mezzi pubblici, a Roma non esiste orario e certezza dei tempi di percorrenza mentre in citata "simili" per dimensioni come Parigi o Berlino i mezzi addirittura hanno l'orario su ogni fermata e per migliorare il servizio anche le fermate piu' sperdute hanno l'indicatore elettronico del tempo di attesa.
Quanto ai quartieri della famiglia Bradford tutti uguali con lo stesso infisso, lo stesso portico lo stesso prato e lo stesso cancello, mi fanno pensare molto alle case popolari anni 50 unrra.inacasa, identiche in ogni punto d'Italia. Certo il ceto e' diverso ma il risultato architettonico e' lo stesso, 200-300 villini identici una mostruosita'.
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sono d'accordo un po' con tutti.
Però secondo me il punto cruciale è che non si può fare a meno di constatare il fallimento dell'urbanistica nel nostro Paese. E' un fallimento che ha basi strutturali e profonde, e non so come possano essere risolvibili.
C'è una carenza nelle scuole (pochi iscritti e poco motivati), una politica che si basa solo sui risultati immediati e quindi incapace di progetti a lungo termine (quindi niente piani di spessore, molti condoni che vanificano quei pochi fatti, per non parlare della mancanza di piani "coraggiosi" e studiati con consapevolezza del futuro), una cronica carenza di infrastrutture e la mancanza di valorizzazione di quelle esistenti (i pendolari sono sempre meno incoraggiati all'uso dei treni, per esempio), un ambientalismo miope ("niente nel mio giardino", e vista la quantità di villettine di giardini ce ne sono eccome!), e tanti altri motivi che non sto ad elencare, altrimenti mi deprimo.
Provocatoriamente, finirei dicendo che non è ora di costruire, quanto di ristrutturare e soprattutto demolire. Ma si sa che la parola demolizione irrita in molti ambiti...
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purtroppo ci si è messa anche l'eliminazione dell'ici che ha dato danti voti ma ha tolto tanti soldi ai comuni, i quali trovano negli oneri di urbanizzazione una consistente quantità di denari!!!!!
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non accusiamo l'ICI che all'estero non esiste, piuttosto bisgnerebbe ridurre l'apparato di fannulloni nell'amministrazione, dimentichi farse che sulle vendite, cessioni......di immobili una quota va proprio ai comuni.
Prima dell'ici imposta nata temporaneamente 10anni fa circa i comuni come facevano?
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x archi
il discorso 'abolizione dell'ICI' è molto bello se fatto come 'spottone' politico per prendere voti... forse non tutti sanno che l'ICI che non viene pagata dai cittadini al comune la paga lo stato ai comuni stessi... peccato che non si sa con che tempi e, soprattutto, in che misura (visto che si è fatta una promessa senza avere la certezza dei fondi da destinare a questo)!!! sono stati destinati dei soldi per investimenti statali al rimborso dell'ICI... ok.... quest'anno lo stato non farà investimenti... ma l'anno prossimo? niente investimenti neanche l'anno prossimo? e parliamo di investimenti per infrastrutture.... non solo per lo stretto sul ponte di messina, per intenderci
peccato sempre che lo stato pretende dai comuni di fare delle pianificazioni delle spese triennali per poi non garantire le entrate (pianificate a bilancio etc etc) nè i tempi.... o cambiando le norme da una finanziaria all'altra... per non parlare del patto di stabilità!
il grosso problema della 'piramide' pubblica di gestione dei fondi è che si è sempre sparpagliato a pioggia, senza un criterio e senza un controllo (se non il criterio di dare tanto e bene a personaggi ammanicati adeguatamente).... senza in qualche misura premiare le amministrazioni virtuose e magari permettere che vengano pagati 50 dipendenti pubblici in un comune di meno di 1000 abitanti
un altro grosso problema è quello di fare le leggi per le grandi città, senza considerare che il 70% circa dei comuni è inferiore ai 5000 abitanti........ e poi si parla di snellire la burocrazia: MAGARI!
per quanto riguarda la quota che va ai comuni sulle vendite e cessioni... non mi risulta comunque mi informerò
e comunque: prima dell'introduzione dell'ICI c'erano dei trasferimenti statali.... semplicemente è stato diversificato il modo di 'dividere' le tasse, e non entro nel merito se giusto o sbagliato
la scelta di come 'spendere' le entrate, a parte una serie di spese di gestione, è una scelta politica... e ogni comune ha una amministrazione eletta dai suoi cittadini....
bye bye

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x archi.
Intanto non posso che approvare in toto quanto detto da delli.

Voglio farti presente, solo perchè probabilmente tu sei troppo giovane per ricordartelo, e quindi non hai cultura in merito, ma l'ICI fu introdotto a partitre dal 1993 per la prima volta, con la Legge Delega del Governo n.421 e e con il DL 504/1992. Solo per l'anno 1992 invece era stata istituita dal Governo l'ISI (Imposta Straordinara Immobiliare) con il DL.333/1992. Quindi parlaimo di 17 anni e non 10.
L'ICI a sua volta ha preso il posto, o meglio ha abolito L'ILOR (Imposta locale sui redditi) e L'INVIM (imposta sull'incremento di valore degli immobili) che erano 2 imposte di cui la prima veniva pagata allo Stato e poi riversata agli enti locali (Regione e comune), con cui ci campavano, l'altra era una imposta determinata sull'incremento del valore di un immobile. Il governo allora si inventò questa tassa poichè invidiosa del fatto che l'italiano qualunque investendo nel mattone poteva avere ricavi maggiore rispetto al denaro conservato in banca, pensò bene di farci anche lui il suo bel tornaconto. Pertanto impose qusta famigerata tassa che è piuttosto complicata da calcolare, e nemmeno mi interessa saper fare, che imponeva al venditore di quel bene una tassa data dalla differenza del valore del bene quando lo aveva comprato con il prezzo di vendita attuale.
Con l'ICI venne soppressa anche questa ma a partire dai 10 anni dopo l'entrata in vigore della legge sull'ICI. Nel 2002 è stata soppressa del tutto anche l'INVIM.
Alla fine togliendo l'ICI sulla prima casa anche ai ricchi, perchè alle classi medio-basse ci aveva già pensato la sinistra, con la franchigia di 200euro, avevano promesso ai comuni, che nel frattempo preoccupati perchè venivano a mancare dei soldi nelle casse, le famose compensazioni. Infatti oggi li vediamo le compensazioni quali sono, basta girare per le città e vedere in che stato sono.
ciao
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[...] non accusiamo l'ICI che all'estero non esiste [...]

L'altra sera in tv ho sentito diversamente. Un economista riportava cifre di tassazione sulla casa molto più alte. Altro che ICI. Si parlava degli Stati Uniti. Ma anche in Germania e Francia mi pare di ricordare ci fosse una situazione analoga.
Si diceva (secondo me giustamente) che un sistema di tassazione che voglia definirsi equo, non può che basarsi su dati facilmente riscontrabili. Case, automobili, barche. Guarda caso, quando parlano di evasione fiscale presunta, le cifre si basano proprio sul confronto fra la quantità di SUV, ville, barche da una parte e i redditi denunciati dall'altra.
L'abolizione dell'ICI sui redditi alti, è semplicemente una ingiustizia sociale. L'avrei pagata volentieri se fosse servito a non chiudere un ospedale, o ad aumentare le pensioni minime.
Poi vabbé ci sono anche gli sprechi, d'accordo, ma qui ci si ostina a non capire che se non entrano da una parte, da qualche altra devono pur venire a prenderseli. E quindi vedi, ad esempio, il prezzo della benzina che non scende perché allo stato non conviene.
Ma TV e giornali parlano solo di stupri ed incidenti d'auto...
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quoto poipoi.
All'estero l'ICI non esiste per il semplice fatto che non si chiama così.
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...non so gli altri paesi, ma negli usa lìici si paga, anzi è molto molto alta essendo uno strumento valido per valutare la reale ricchezza del contribuente.
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Non è pagando l'ICI sulla prima casa (tassa assurda.....come pagare un piccolo affitto perchè si possiede un immobile magari acquistato con tanti sacrifici) che si risolveranno i problemi dell'economia italiana.....
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Vero... basterebbe che i comuni tassassero bene bene le seconde case. Io non sono d'accordo di mettere l'ICI nemmeno sulle case"di lusso" oerchè se la eredito o mie viene donata ma io vivo con mille euri al mese sono fregata.
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