Partita IVA e lavoro in un studio privato.

messaggio inserito lunedì 7 settembre 2009 da Cristiana

[post n° 207694]

Partita IVA e lavoro in un studio privato.

Vorrei sapere se esistono delle norme che tutelano i professionisti come me in possesso di P.Iva.
Mi spiego meglio: Da 3 anni lavoro in uno studio tecnico e il compenso lo fatturo eseguendo fattura. Il mio datore di lavoro non vuole assumermi perchè logicamente gli conviene (mi paga SOLO l'iva e l'inarcassa e L'ordine me li pago da sola). Una mia collega mi disse che sarebbe obbligato ad assumermi visto che non si tratta piu' di prestazione occasionale, considerato il fatto che OGNI mese io emetto fatture identiche , quindi trattasi di rapporto continuativo.

Qualcuno puo' aiutarmi? Sono parecchio stufa di questi furbettini. Grazie Cristiana
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potrei sbagliarmi ma credo che il tuo capo non abbia alcun obbligo, dato che tu svogli una prestazione professionale a tutti gli effetti essendo libera professionista (non credo che interessi se continuativa o occasionale). Quello che dici tu credo valga nel caso in cui tu emetta ricevuta e non sia libera professionista. Ripeto comunque che non ne sono certo, spero che qualcuno sappia confermare o meno.
comunque in bocca al lupo...
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il discorso dei tre anni forse poteva valere se tu avessi avuto un contratto a progetto, che per legge non può avere durata superiore a 3 anni
sto sbagliando?
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infatti...ma scusate, se si tratta di lavoro subordinato con contratto di assunzione non si fa fattura e allora credo possa valere il discorso, diversamente facendo fattura come lib prof credo proprio che non ci siano obblighi alcuni di assunzioni...
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Credo che potresti fare vertenza se riesci a dimostrare (ad esempio con la testimonianza dei tuoi colleghi) che tu hai lavorato come dipendente. I requisiti che fanno intuire un rapporto di dipensenza mascherato sono:
1) Avere un orario fisso da rispettare
2) Dover chiedere il permesso per eventuali assenze e dover documentare eventuali malattie
3) Nessuna reale autonomia di gestirti e impostarti il lavoro, cioè se, in altre parole, ti viene detto come e quando fare le cose
4) Uso esclusivo dei mezzi del datore di lavoro
5) Svolgimento dell'attività lavorativa in tutto o in parte preponderante presso la sede del datore di lavoro.

P.S. Quando emettete le fatture, non scrivete cose generiche tipo "consulenza" ma, ad esempio: opera come collaboratore tot ore per operazioni di segreteria, disegno al cad, rilievi ecc...
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X POLICANO

Il discorso del libero professionista non regge, se si riesce a dimostrare i punti che ho elencato. Non è facile...
P.S. Come domicilio fiscale io metterei lo studio dove lavori, e mi farei fare un contratto (scrittura privata) in cui mettono in chiaro che le mensilità devono essere 12, che in caso di assenza non verrà decurtato il compenso, quali sono gli orari e che gli strarodinari verranno fatturati a parte (se si riuscisse a scrivere nella fattura degli straordinari: ore di straordinario, oppure, ore aggiuntive ecc. si potrebbe dimostrare in futuro l'eventuale sussistenza di un rapporto di subordinazione).
Non so se sono stata chiara.
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in quanto libera professionista non c'è tutela in qs senso. io sono nella tua stessa situazione, ma in qs modo riesco ad avere anche dei lavoretti che svolgo autonomamente. solo con p.i. puoi farlo, fatturando tu direttamente.

ciao ciao!
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x Ily, ma se come domicilio fiscale mettessi lo studio, non dovresti dimostrare che paghi un affitto o qualcosa del genere???
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X ILY

Buono a sapersi, si impara sempre qualcosa, certo che dici niente a dimostrare i 5 punti. Domanda da ignorante: ma un libero professionista può indicare la propria sede fiscale una sede intestata ad altri e per la quale non partecipa delle spese? insomma, che professionista sei se non hai tua sede e tue attrezzature, e poi un architetto può far fattura per operazioni di segreteria?? a me nei primi tempi avevano fatto storie per lo sviluppo di materiali digitali di presentazioni di progetti su internet perchè non proprio attinenti la professione di architetto e adesso ci mettiamo a fatturare come segretaria? Se io apro fattura non dovrei fatturare esclusivante ciò che concerne nello specifico la mia attività professionale? Ripeto, sono domande da ignorante (fortunatamente non mi è mai capitato di trovarmi nella situazione), resto in attesa...grazie in anticipo!
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Appunto, il mio ragionamento serve a due motivi:

1) dimostrare di non avere una propria struttura ne proprie attrezzature, per poter dimostrare la dipendenza
2) non avere problemi cogli studi di settore.

Se si può fare o no, questo purtroppo non te lo posso dire, ma penso che convenga sempre cercare di far risultare dalle fatture quello che veramente si fa, per cercare di salvaguardarsi riguardo ai punti 1 e 2...

Sai policano, di fatto tu hai la partita iva ma sei dipendente, quindi secondo me cercare di far risaltare questa cosa serve a tutelare se stessi.
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Mi intrometto nella discussione e porgo un dubbio che mi viene magari fuori tema: se la struttura e' piccola 5-6persone di cui almeno tre sono parenti, come a me e'spesso capitato, magari facendo cosi' il giudice vi darà ma il mobbing successivo vi fara' ragione cambiare lavoro. Ho testato il mobbing sulla mia pelle e neanche penso di intraprendere cause contro il datore di lavoro, quando il mobbing arriva potete avere il problema di confondere il giorno con la notte, non sapete neanche in cosa vi potete cacciare. Io visti i miei precedenti ho deciso di rinunciare a molto vivendo alla giornata, ed essendo per quanto possibile felice
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beh, allora capito lo spirito di dove si vuole arrivare per dimostrare la dipendenza, ma certo che tu che vai a prendere partita iva come architetto e ti iscrivi all'albo pur sapendo di non avere le attrezzature, una sede e altro; in qualche maniera dimostri di non essere in grado di svolgere la professione e sei quasi consenziente a far risultare un'attività subordinata come una libera professione. Anche perchè i casi sono 2: - non hai altri clienti, ma solo lo studio per cui lavori e quindi in qualche modo sei loro "complice" -hai altri clienti (lavoretti tuoi) e quindi come fai a dire che sei subordinato e hai sede presso l'altro studio per lavori che non sono dello studio?

Vabbè, attendiamo cristiana .... e grazie.
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policano, il problema è che gli studi non ti pagano regolarmente se non apri partita iva: anche io ero nella sua stessa situazione, pagata meno di una colf e a tempo pieno, per di più con obbligo di portare il certificato medico se stavo assente anche solo un pomeriggio per un malore!!!
inarsind mi aveva consigliato di fare causa per l'illegalità del contratto, ma per codardia ho lasciato perdere perchè avevo paura di ritorsioni
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quoto Ily, aggiungendo che lavori da 3 anni fatturando sempre lo stesso importo: quindi, più lavoro da dipendente di così!
Inoltre, poichè condivido lo studio con un avvocato che si occupa di cause di lavoro, vi dico di avere coraggio e denunciare queste situazioni, perchè nelle cause di lavoro il dipendente vince praticamente sempre!
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X Desnip:

Ma non c'è il rischio di farsi fare terra bruciata attorno, e di avere giustizia dopo 5-10 anni divendo intanto spendere una barca di soldi (e magari fare i debiti) in avvocati? Avvocati che magari si mangiano tutto il risarcimento danni?
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Beh, dipende dagli avvocati... La mia coinquilina non è così.
Penso che di persone oneste ce ne siano.
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E' prorpio come dite tutti voi. Gli studi ti chiedono partita iva per pagare meno, ma non hai tempo per altri clienti poichè ti assorbono tutto il giorno e spesso, in tempo di consegne, anche gran parte delle serate e dei week end. Spesso senza premi produzione e senza possibilità di crescita. Vale lo stesso per contratti a progetto in cui comunque sei pagato per un progetto che magari nemmeno vedi poi comunque devi fare minimo le tue otto ore, non esistono straoridnari, nè ferie, nè tredicesima...e con un contratto a progetto e datoti di lavoro che ti assorbono non hai la possibilità di prendere altri contratti. Sei un dipendente bello e buono ma tutto mascherato dalle nostre leggi italiane. In teoria dopo tre anni che hai un contratto a progetto dovrebbero assumerti xè sarebbe collaborazione continuata, xò i contratti cambiano per nome di progetto o di una virgola così decade il diritto. Con p.iva sei tu che emetti fattura..quindi se vuoi andare via nessuno ti obbliga... poi fare causa sarebbe una bella cosa ma condivido che lavorare con il mobbing non è il massimo e naturalmente ti crei terra bruciata attorno. la soluzione: sperare in tempi migliori e intanto stringere i denti...morirà prima o poi stà vecchia generazione!!!
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nat: chi è iscritto a un albo professionale NON PUò neanche avere un contratto a progetto
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e comunque distinguiamo lo sfruttamento lavorativo e il mobbing. Sono due cose diverse. Chi viene sottoposto a mobbing magari ha una paga normale e non fa neanche il lavoro per cui è pagato. Il problema in questo caso è la violenza psicologica a cui viene sottoposto.
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ragazzi, altro che vecchia generazione! io ho visto dei ricercatori universitari di 35/40 anni riservare dei trattamenti da fame a neolaureati pagando magari quando fatturavano loro e lasciando arretrati ogni mese!!! E al contrario gente di 60 anni che certo non ti faceva arricchire ma trattava un pò meglio e con più rispetto!
Purtroppo è la mentalità che va cambiata! poi in italia si tenta sempre di essere + furbi degli altri... speriamo comunque nelle nuove leve!
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x fra:
nello studio in cui lavoro ci sono moltissimi ingegneri, architetti anche biologi che sono iscritti all'albo e hanno un contratto a progetto. Dici che illegale?
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