riesame pratica edilizia

messaggio inserito mercoledì 28 dicembre 2011 da archiflo

[post n° 279354]

riesame pratica edilizia

Salve!!!
avrei bisogno di un consiglio:ho presentato (a nome del committente) istanza per un permesso di costruire.Il responsabile dell'uff. tecnico (dopo varie lungaggini che nn sto qui a raccontare)ha espresso parere favorevole ma ha scritto che ai fini del rilascio della C.E., avrei dovuto produrre attestazione di avvenuto deposito dei calcoli strutturali al genio civile.Passa, quindi un pò di tempo per redigerli...nel frattempo il mio committente cambia idea e vuole apportare alcune modifiche al progetto (eliminazione di un portico e ampliamento di un altro) trattandosi di variazione della sagoma, qundi variante essenziale, per evitare di presentare due volte i calcoli al genio civile e di incorrere in interruzioni dei lavori, ho deciso di presentare istanza (sempre a nome del titolare della richiesta di C.E.)per il riesame della pratica, sostituendo gli elaborati a corredo della stessa con il progetto che prevede le variazioni. Potreste dirmi se l'iter che ho seguito è corretto???..o avrei dovuto fare una rinuncia a quella pratica e ricominciare tutto??( n.o. forestale...geologo...e quant'altro)
Grazie a quanti vorranno rispondere e auguri di buone feste!!!!
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..io ritirerei la concessione così e poi farei una variante in corso d'opera, ovviamente se la variante non varia la cubatura ma solo la superficie non residenziale...comunque mi sembra strano che per il rilascio della concessione chiedano il deposito al genio dei calcoli anche perchè nel plico dei calcoli da inviare al genio ci va la copia del progetto approvato e la copia della concessione edilizia...cosa ci metti al posto di questi elaborati richiesti?boh...
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A parte il parlare ancora di concessione edilizia dopo più di 10 anni...
molti comuni prevedono il deposito preventivo dei calcoli, quindi suppongo che gli uffici del genio civile siano attrezzati in quel caso, e quindi si "accontentino" di una copia del progetto presentato, piuttosto che di quella del permesso rilasciato.
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come ho già spiegato in precedenza non ho ritirato la c.e. per non fare due volte i calcoli per il genio civile e per evitare di iniziare i lavori e poi bloccarli per almeno un mese...ho preferito risolvere prima la questione!!!Cmq, come diceva il collega, al genio civile si "accontentano" della copia presentata al comune anche in assenza di c.e.....anche se secondo me è un abuso di ufficio ...da parte del comune....ma cmq..facciamo buon viso a cattivo gioco!!!!
adesso si pone però un altro problema: il dirigente dell'ufficio tecnico, nonostante parere favorevole del resp. del proced., mi ha bloccato la pratica perchè, trattandosi di un edificio molto piccolo (sup cop. 34 mq, sup. utile 28 mq, volume 77 mc), secondo lui avrei dovuto presentarla non come edificio residenziale ma come casa rifugio. Ma i requisiti affinchè sia una casa rifugio parlano di 20 mq si sup. utile e io nn ci rientro....e poi...scusate ma il D. M. 5/7/1975 non dice che l'alloggio monostanza, per una persona, deve avere una superficie minima,
comprensiva dei servizi, non inferiore a mq. 28???e allora???...non ho forse rispettato gli standard minimi!?!...il resp. del proc. mi ha detto che deve ricontrollare cosa dice il r.e. comunale...ma io dico: una normativa nazionale non dovrebbe prevalere su un r.e. comunale???....boh?!?
grazie e buon anno a tutti
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No, la normativa nazionale non prevale sul regolamento locale, se questo è più restrittivo.
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