apertura porta fra due appartamenti

messaggio inserito mercoledì 11 gennaio 2012 da sharly

[post n° 280186]

apertura porta fra due appartamenti

Buongiorno, vorrei saperecome devo comportarmi, la situazione è questa: io ho un appartamento di proprietà con mutuo per i prox 20 anni; il mio compagno vorrebbe acquistare l'appartamento attiguo con relativo mutuo. Vorremmo poi aprire una porta che metta in comunicazione i 2 appartamenti. Il muro in questione è portante e di cemento armato. Lo stesso divide la mia cucina dalla cucina affianco. Una volta aperta la porta la cucina di la diventerà una sala, quindi l'appartamento "nuovo servirà più come zona giorno( sala+ bagno+ camera ospiti-armadi).LE DOMANDE SONO: DOBBIAMO PR FORZA UNIRE LE PARTICELLE AL CATASTO E FARLE DIVENTERA' UNICA UNITA' ABITATIVA? ANCHE SE CI SONO 2 MUTUI SOPRA E 2 PROPRIETA' DISTINTE?E ancora. la porta devo per forza aprirla in centro o posso aprirla anche u un lato? Grazie
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credo convenga rivolgersi ad un tecnico...
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Conviene sentire il parere di uno strutturista, aprire una porta su un muro portante pregiudica la verifica di tutto il sistema strutturale.
Non credo sussista l'obbligo di fusione per l'apertura di un varco, ma confido nell'intervento di un esperto di catasto.
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se è solo una porta di comunicazione non c'è obbligo di unire le particelle a patto che i due appartamenti mantengano i requisiti necessari per essere due unità immobiliari distinte come sono adesso (rapporti illuminotecnici, etc...). Per ciò che riguarda il muro portante, sei sicura che si tratta di un muro completamente in cemento armato (molto strano) o di un semplice muro portante in mattoni pieni? Ad ogni modo l'apertura la puoi fare dove vuoi previa pratica sismica redatta da un tecnico abilitato che progetterà un'adeguata cerchiatura. ciao ciao
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io non sono d'accordo sul fatto che intervenire per far comunicare due particelli non comporti una variazione in catasto e che comunque quella sarebbe solo una problematica di ordine fiscale a se stante anche se trovo che non si può scindere dal problema originario e cioè due unità abitative diverse che diventano una sola a seguito della presenza di un varco
Se fosse un mio cliente prospetterei due alternative;
l'una (non condivisibile vedi aggravio dei due mutui etc) ed è fare il lavoro (tenendo conto della criticità del muro portante e delle conseguenze anche in ordine alla staticità rispetto all'intera struttura, obbligo parere ingegneristico),
l'altra che consiglierei vivamente è valutare tutte le spese, titoli abilitativi compresi e poi decidere saggiamente di non farne di nulla...
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sarà solo una porta ne un arco ne un varco aperto, solo una porta. per quanto riguarda il muro...è un palazzo anni 80 , è tutto cemento armato(in realtà non so quanto "armato"), mi è stato detto che bisognerà fare dei calcoli prendendo dei dati strutturali. il fatto è che qualcuno mi ha detto queste 2 cose: prima: l'altro appartamento deve mantenere la cucina per essere sempre dichiarato come "unità abitativa" singola e non accorpata alla mia; seconda: l'apertura andrà fatta in centro parete per una migliore stabilità strutturale del palazzo....
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dimenticavo, cosa intendi per "requisiti necessari"? nel "nuovo" appartamento rimarranno un bagno una sala ed una camera da letto verrà eliminata la cucina quindi chiuso ma non eliminato il gas ad esempio.
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L apertura di un varco di comunicazione non comporta necessariamente la creazione di un unica unita immobiliare ma semplicemente rimangono due unita immobiliari comunicanti e accatastati singolarmente. Per l apertura nel muro portante non ci sono assolutamente probkemi. Certo incidera un po sui costi ma niente di inaffrontabile. Parliamo di mille euro per la pratica sismica e un paio di giorni di lavoro fra demolizione e cerchiatura. Bye bye
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Sono d'accordo al 100% con otto, anche se, dando per scontati si parli di fondere due subalterni (non particelle) e per prima cosa la proprietà deve essere una sola, tutto si può fare, ma bisogna sempre vedere se ne vale la pena. Due case non diventano una o una casa non diventano due solo se lo si comunica al catasto. (oltretutto si chiede se neanche quello sia necessario) Il catasto è solo l'ultimo anello della catena di una pratica edilizia che potrebbe rivelarsi molto complicata.

Secondo dubbio, un muro portante tutto in cemento armato sembra una soluzione anomala, comunque tutto può essere a questo mondo. Serve comunque un parere di uno strutturista non solo per sapere se la porta la si possa aprire al centro o di lato, ma se proprio si possa aprire e comunque va fatto un progetto e ne seguirebbero anche qui delle pratiche obbligatorie.

A meno di non fare tutto abusivamente come tutti pretendono di fare (e da come scrive la nostra amica sembra che la porta sia già bella che aperta ma ammetto di essere prevenuto) in barba a leggi regolamenti e buon senso, in quanto spesso sento dire "ma dai, non ci credo, tutto questo casino per aprire una semplice porta tra due appartamenti???????!!!!"
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Non condivido affatto questo atteggiamento negativo e soprattutto diffidente. Un apertura su muro portante non e mai stata un opera infattibile. Per la pratica architettonica resto del parere che due appartamenti comunicanti non sono un unico appartamento. Per i dettagli ti conviene rivolgerti a un tecnico della tua zona che analizzera le problematiche nel dettaglio. Ps. Se sei in zona rimini me ne posso occupare io. Bye bye
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x andrew: è vero forse è un atteggiamento prevenuto, ma sai se ne sentono tante e nel nostro lavoro spesso è pagato solo chi rischia di più e non chi fa il lavoro per bene, a volte si chiede di passare sopra delle norme o quantomeno di aggirarle solo perché l'entità dell'intervento può essere definita modesta, ammetto che si è un pochino generalizzato, solo di sicuro mi sento di dire:

Il catasto non è probatorio, quindi se fosse necessario fondere le unità immobiliari ma anche se non fosse per aprire una porta va fatta prima una pratica edilizia. Molti pensano che tirando su un muro basti fare aggiornamento catastale.

Se è permesso mantenere le due unità immobiliari distinte ma comunicanti , di sicuro DEVONO rispettare il regolamento igienico sanitario. Cosa che probabilmente accade.

La pratica strutturale va comunque affrontata in primis, anche se spero per la nostra amica che ci sia un fraintendimento e che parlando di struttura in c.a. alla fine la porta verrà aperta su una tamponatura e non ci saranno problemi.

Sinceramente il mio tono si è irrigidito leggendo "dobbiamo PER FORZA...e dobbiamo PER FORZA" come capita spesso a voler sminuire un intervento solo perché apparentemente semplice, mettendosi la coscienza in ordine con le risposte di una bacheca di architetti su internet, dove non chiederei, ad esempio, mai un consulto medico o un parere legale così specifico, ma forse è solo una mia errata interpretazione.
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Quoto in toto la riflessione di jhon!
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idem
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A difesa di sherley e dei cittadini italiani in genere mi sento di dire che l itakia e indiscutibilmente uno dei paesi piu burocratici al mondo e che il compito di noi tecnici e comunque quello di semplificare le cose non di complicarle o ingigantirle. Nel rispetto delle leggi ovviamente. Un saluto a tutti.
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Ragazzi, ma vi rendete conto di quello che scrive Sharly?
Le hanno detto che "è un palazzo anni 80 , è tutto cemento armato(in realtà non so quanto "armato")" ......
"è tutto cemento", e non un muro portante in cemento!
Ma chi diavolo le dice queste sciocchezze????
Sharly, quando imparerete che se avete bisogno di un consiglio tecnico dovete rivolgervi ad un professionista e non allo "scienziato" di turno?
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Andrew, grazie, mi sono rivolta ad un ingegnere ora vediamo, comunque ti ringrazio tanto ma sono di Genova!
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Scusatemi tanto, io non sono ferrata in materia, so che in questi palazzi ci sono cresciuta e che si è sempre parlato di cemento armato! ho scoperto solo da poco cosa sia esattamente il cemento armato e mi è stato spiegato alla bene e meglio che quello che io ho sempre chiamato solo e semplicemente c.a. in realtà è calcestruzzo + armatura(barre in acciaio)...per me è sempre stato solo un "problema" per i quadri ecc perchè non puoi piantare un chiodo neppure a pagarlo ;-) scherzi a parte, tutto il palazzo è fatto di c.a. tranne le pareti che separano le stanze nei vari appartamenti che sono di cartongesso(tramezze) e quelle che dividono i corridoi dagli appartamenti che sono di mattone,tutto il resto, cioè tutti i muri che separano un appartamento dall'altro (credi si chiamino perimetrali?!) sono appunto c.a. detto questo, l'ingegnere mi ha detto che devo fare determinate pratiche come quella di inizio lavori previa autorizzazione da parte del condominio, ricevuta deposito Ufficio Zone sismiche e Cemento Armato (ex Genio) dei calcoli strutturale , deposito collaudo statico alle fine dei lavori ecc....girando su internet ho trovato chi dice che devo unire le 2 unità immobiliari, chi dice di no, chi dice che devo mantenere però una cucina sia in uno che nell'altro appartamento per tenerli "separati"....è tutto questo che non mi è chiaro... grazie a tutti voi comunque...estremamente gentili! saluti.
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Certo, se vuoi tenerli separati ogni appartamento deve avere le caratteristiche tali da poter essere un'unità residenziale autonoma, quindi deve avere almeno una cucina, almeno un bagno, ed altre superfici minime.
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