nuova apertura in muratura portante

messaggio inserito lunedì 19 marzo 2012 da kris

[post n° 286300]

nuova apertura in muratura portante

Ciao, sto lavorando ad una ristrutturazione di un edificio in muratura portante, volevo chiedervi se fosse possibile aprire in un muro interno una seconda apertura distante, da un lato, dall'apertura esistente 1,10m e, dall'altro, dal cantonale 1,50 m. Inoltre e' possibile creare una grande apertura (ad arco o architravata) che disti da un cantonale 1,50 m (distanza da cui pare l'apertura esistente) e dall'altro 80 cm (distanza a cui si trovava l'apertua originaria poi tompagnata)? grazie per l'aiuto.
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Ciao Kris,
i tuoi interventi "dovrebbero" rispettano un limite inderogabile per effettuare le aperture senza effettuare una verifica completa dell'edificio cioè lasciano una "spalla" di almeno 50 cm dal muro ortogonale.

Dico dovrebbero perché, per darti una risposta effettiva, bisognerebbe vedere la pianta completa dell'edificio e capire anche che tipo di interventi strutturali eseguire.

Saluti, Braian.
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Perchè parli di "limite inderogabile" di 50 cm?
Ricordo che l'ing. con cui lavoravo considerava come misura spannometrica la metà del vano da aprire (per es. porta di 80 cm, spalla di 40, e così via).
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la distanza dal "cantonale" o da muratura ortogonale deve essere come minimo il doppio dello spessore (es spess 40 = spalletta 80 )
per quanto riguarda l'apertura nella parete non dovrebbe superare 1/2 della lunghezza della muratura
ma secondo me non puoi estrapolare del tutto devi vedere il contesto e che ci sian una regolarità distributiva della muratura e che sia rispetta la regola che tutti i muri siano intersecati da muri trasversali disposti ad interasse non troppo elevato
questo perchè se intervieni su un contesto già al limite rischi molto
poi bisogna vedere sopra e sotto cosa c'è
fai una valutazione semplificata e spannometrica dell'edificio poi entri nel particolare
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Le NTC08 (le norme attuali) e le successive interpretazioni nazionali e regionali hanno posto parecchi "limiti" per poter effettuare nuove aperture in muratura portante potendo considerare l'intervento come "locale" senza quindi dover verificare tutta la struttura. Uno di questi è il mantenimento della spalla di 50 cm per aperture su muri interni e 100 cm dagli angoli dei muri esterni (come per le nuove costruzioni).

E' possibile derogare da queste limitazioni facendo un intervento di "miglioramento sismico" e quindi andare a ricalcolare tutta la struttura ma così l'intervento diventa antieconomico e, nel caso di vecchi edifici, rischia di non poter essere verificato.
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grazie a tutti per le risposte! credo che cerchero' di limitare l'intervento, nel senso di non aprire varchi ampi o nuovi, questo in considerazione del fatto che il cliente richiede un intervento economico e nuovi varchi con relativo adeguamento sismico non permetterebbero cio'
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Piccola precisazione:
le mie prescrizioni erano proprio per evitare "l'adeguamento sismico."

Saluti, Braian.
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Le NTC08 non prescrivono nulla sulle aperture. L'intervento di una nuova apertura o ampliamento di una preesistente è comunque intervento di ristrutturazione edilizia e non va inteso come intervento locale o di riparazione (questo riguarda i consolidamenti) e per essi la NTC08 prescrive specificamente che debba realizzarsi un miglioramento evitando una diminuzione della capacità resistente. Sulla larghezza dal cantonale o dal martello la regola tecnica è che ogni apertura deve distare dal cantonale 1,5 volte la sua larghezza (non c'entra niente lo spessore)..e ogni apertura deve distare da un'altra apertura almento una volta la sua larghezza.
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Con tutto il rispetto Francois mai lette tante parole campate in aria.

Eppoi al Genio Civile cosa presenti? Una relazione di una pagina dove scrivi che il cantonale è pari a 1,5 volte la larghezza della parete?

Capisco che è bello passare per esperti, ma si corre il rischio poi che la gente creda a quello che legge!

Un po' di responsabilità per favore, Braian.
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Quoto braian.
Le considerazioni di francois sono frutto di "pratica costruttiva" che ho sentito applicare anche da ingegneri, ma quale sarebbe il fondamento scientifico? Nella progettazione strutturale bisogna affidarsi alla scienza e non alla pratica, e nel nostro caso è la scienza delle costruzioni.
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