parcella architetto

messaggio inserito martedì 11 giugno 2013 da Franco

[post n° 319088]

parcella architetto

salve
qualche mese fà ho scelto un architetto per un progetto di ristrutturazione, fissando un budget massimo di spesa. durante tutto il progetto, l'architetto non ci ha mai informati di una sua parcella, rispondendo alle nostre domande con un "sarà in base al costo dei lavori". quando eravamo quasi alla fine del progetto, ci ha presentato un computo metrico con un costo pari a più doppio di quanto era stato pattuito e, contemporaneamente, una bozza di contratto di per continuare il lavoro e una fattura per un anticipo.
visto il costo esagerato, abbiamo scelto di non continuare nei lavori (anche perchè economicamente impossibilitati), ma l'architetto ora ci chiede il pagamento delle sue prestazioni, calcolato in rapporto al doppio di quanto si era preventivato.
considerando che nel nostro rapporto nn vi era nulla di scritto, ma l'unica bozza di contratto ci è stata presentata insiema al computo, cosa possiamo fare? l'architetto ha giustamente diritto al pagamento o no, non avendoci infomato preventivamente su quanto dovutogli e non avendo predisposto un progetto secondo le nostre esigenze di spesa?
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se le cose sono andate così,siete incappati in un professionista poco serio o semplicemente ingenuo. tra l'altro è obbligatoria la stesura di un disciplinare di incarico in cui vengono stipulati tutti i doveri di entrambe le parti nonchè il preventivo di parcella. ci sono diversi modi di calcolare il dovuto al professionista, basandosi sui minimi tariffari (ancorchè aboliti) oppure andare a percentuale sull'importo finale dei lavori. la buona regola è fare un preventivo di massima spannometrico che dia al cliente l'idea di spesa che sosterrà e, in caso di accettazione, si procede con il prevcemntivo particolareggiato che determina quindi una cifra pressochè esatta delle lavoraziuoni, fatte salve modifiche in corso d'opera.
quando esercitavo facevo così e di norma chiedevo il 10% del costo finale: ovviamente più l'importo sale, più la percentuale si abbassa.
il professionista ha comunque diritto al pagamento dal momento che ha lavorato, io dirimerei la questione saldandolo in base a quanto fatto fino ad ora. vi ricordo che potete comunque ricorrere al suo ordine professionale di appartenenza per valutare un importo congruo se non trovate un accordo in sede privata
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premesso che le ristrutturazioni si potrebbero calcolare in via forfettaria in base ai lavori ..mi spiego meglio esistono delle tabelle in cui possiamo inquadrare idealmente l'entità dell'intervento del tipo leggero, medio o pesante; questo per avere un'idea
il fatto che lui abbia fatto il progetto e presentato un computo relativo a quel progetto di conseguenza il contratto da firmare ci dice che il suo modo di lavorare potrebbe essere qualificato come non del tutto chiaro fin dall'inizio in quanto se un cliente ha un badget limitato (come perlatro capita spesso di questi tempi) o lo si liquida dicendo che la ristrutturazione non ci rientra o si propone un eventuale compromesso molòto facile a dirsi ma quasi impossibile a farsi tralasciando alcuni lavori da fare in seguito in favore di quelli indispensabili
ma non conoscendo il tipo di interventi è difficile giudicare e potrebbe essere che questo architetto abbia agito un totale buona fede...
cercate un accordo per sganciarvi se è questa la vostra intenzione e offrite una cifra a stralcio e saldo del dovuto, questo è il mio consiglio
(ricordatevi che i progetti non vengono fuori dal nulla anche se molti credono che solo solo dei 'disegnini')
in bocca al lupo!
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Direi che vi sono state mancanze da entrambe le parti. Da parte sua il bugget di spesa oltre che dichiarato andava scritto e sopratutto doveva essere chiesta la congruità di spesa con quanto si voleva realizzare. Da parte del professionista deve essere mancata la parte opposta, cioè il disciplinare di incarico e la notifica alla proprietà che ciò che si intendeva realizzare era oltre il bugget pensato.
Se le opere non sono state realizzate, al professionista vanno corrisposte le competenze svolte magari maggiorate in percentuale per il mancato completamento dell'opera, non dipendente da lui.
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"quando eravamo quasi alla fine del progetto"....non ho capito se i lavori sono stati effettivamente iniziati o se sono rimasti su carta.
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i lavori non sono mai stati realizzati in quanto non potevamo sostenere tale spesa.
cosa intendi Lorena quando dici "maggiorate in percentuale per il mancato completamento dell'opera, non dipendente da lui"?
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al professionista che ha stipulato un contratto per le prestazioni professionali concordate in caso di recesso da parte del richiedente per cause non imputabili al professionista, questo potrebbe chiedere la maggiorazione del 25% rispetto a ciò che deve avere ... ma mi pare che in questo caso siete arrivati alla fine del progetto solo sulla carta se non sbaglio ... senza un preventivo sottoscritto non ne avrebbe diritto
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allora, ricapitolando,
1) il professionista in questione ha redatto un computo in base ad un progetto che volevate realizzare;
2) Avevate un budget preciso;
3) avete visto che per le opere da realizzare sforavate;
4) non volete più fare i lavori.

"quando eravamo quasi alla fine del progetto, ci ha presentato un computo metrico con un costo pari a più doppio di quanto era stato pattuito"
Non è che il costo delle opere lo "pattuisci " con l'architetto. Se mai lo pattuisci con l'impresa. L'architetto ti ha fatto intanto un computo metrico per darti una stima dei costi e darti la possibilità di scegliere se proseguire o no.
E' abbastanza normale come procedura a mio avviso.
Secondo me va pagata assolutamente il tempo dedicato alla progettazione e al computo metrico estimativo. Dato che i lavori non sono inziati e non gli era stato già conferito l'incarico di D.LL, direi che potreste chiuderla così.
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mi trovo nella condizione di formulare un preventivo, o meglio l'ho già fatto in via informale, ma non mi è chiaro che il cliente, che è tra l'altro un amico-conoscente (però non c'entra, purtroppo non ci si può fidare della parola, anche di amici..) vorrei fargli firmare un disciplinare di incarico. Hai un modello, una traccia? per sapere come si imposta, non l'ho mai fatto, .. grazie!!
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Allora, a parte la solita confusione che c'è sempre nel descrivere avvenimenti in post di 10 righe; all'Architetto spetta solo il pagamento delle prestazioni effettivamente svolte.
Solo di quelle!!!!!!!A me sembra che abbia fatto un progetto preliminare con un computo metrico estimativo che potrebbe essere anche abbastanza dettagliato, ma credo che possiamo dire di essere sempre nella fase preliminare della progettazione.
E' stata presentata qualche pratica in Comune?????
Ma si può sapere quanto vi ha chiesto di onorario????? Altrimenti non capiamo nulla.
Ma quale 25 % in più per prestazioni parziali!!!!!!Le tariffe le hanno abolite!!!!
Cavolo....ma solo io faccio preventivi dettagliati prima di iniziare a lavorare!!!!!!!!!!! Ora voglio provare a rimanere anche io sul vago......poi presento il conto.....chissà magari mi pagano subito senza tante storie....
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quindi voi mi consigliate di "pagare assolutamente il tempo dedicato alla progettazione e al computo metrico estimativo".
in base a cosa è possibile calcolare una giusta cifra? nn vorrei che l'architetto pretenda cifre folli ma neanche di sottopagare il suo lavoro.
per quanto riguarda le pratiche in Comune, non è stato proprio presentato nulla, ma l'architetto vi si era recata per recuperare informazioni dai tecnici comunali per soluzioni tecniche da applicare al nostro intervento e per recuperare le precedenti concessioni, addirittura senza avvertirci.
come parcella, dato l'importo da lei presunto dei possibili lavori (cifra pari al doppio di quanto avevamo richiesto!!!) ha calcolato una "percentuale di tariffa sull'importo delle opere" (5,4 %) e una "aliquota di prestazioni parziali" (47%), a cui ha aggiunto prima un "aumento del 25% per incarico limitato" e poi un 15% sul totale di "spese".
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il budget quanto era? il computo finale a quanto ammonta invece? cosa ha fatto l'architetto, progetto preliminare, computo metrico estimativo dettagliato, capitolati per le imprese? non possiamo dire quanto dovreste pagarlo perchè non abbiamo in mano nulla, l'unica cosa in questo caso è trovare un accordo per liquidare il lavoro prestato fino ad ora perchè comunque ha lavorato, che voi vogliate o no fare la ristrutturazione. se voi andate dal fruttivendolo e gli cheidete di mostrarvi tutta la merce ma poi decidete di comprare solo mele e banane, gliele pagate comunque anche se non prendete fragole e meloni che vi ha fatto visionare, o no??? la stessa cosa con fli architetti: ha lavorato, gli pagate quanto fatto fino ad ora. e ripeto, se non trovate un accordo vi rivolgete all'ordine della vostra città, non è una cosa grave, semplicemnte rimettetete in altre mani il compito di valutare
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"vi si era recata per recuperare informazioni dai tecnici comunali per soluzioni tecniche da applicare al nostro intervento e per recuperare le precedenti concessioni, addirittura senza avvertirci"
mi pare che l'architetto in questione abbia fatto il suo lavoro con scrupolo direi. Il lavoro di verifica delle concessioni precedenti prima di fare un nuovo progetto è una cosa che andrebbe sempre fatta.....l'unica volta che non lo abbiamo fatto perchè ci siamo fidati di ciò che diceva il cliente in merito alle concessioni precedenti sono nati solo casini.
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@DR COSTA
forse non c'è stata da parte mia una spiegazione sufficiente a far capire che quando vai da un professionista e firmi un contratto poi recedi per motivi tuoi, lo stesso può chiederti il cd 'lucro cessante' da danno patrimoniale....
cioè
'Ogni danno patrimoniale va identificato in un danno nella specie patrimoniale, il cui risarcimento ha come fine quello di colmare la differenza tra la situazione economica attuale del danneggiato e quello in cui si sarebbe trovato se l'illecito o l'inadempimento non si fossero verificati.'
solo nel caso in cui il professionista non abbia responsabilità alcuna nel recsso...
è solo per conoscenza che ho inserito questo perchè riferitomi dal mio avvocato in una determinata circostanza, poi magari nessun professionista lo chiede ma questo è un altro paio di maniche...
quindi come vedi non centrano nulla le tariffe
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Qualche anno fa è successa a me una cosa simile con un intervento di ristrutturazione che volevo eseguire; un mio amico ingegnere aveva fatto vari progetti di ristrutturazione e vari computo metrico e presentazione della pratica in comune. Non avevamo firmato niente nessuno, poi la ristrutturazione non andò più avanti perchè desistei. Nel tempo con il mio amico ingegnere mi sono accordato per pagargli una sorta di rimborso spese e di lavoro computato insieme pari a € 2000,00. (al giorno d'oggi una persona assunta anche a tempo determinato, al mese, prende 1000,00€ anche se laureato in economia specialistica come me per lavorare 160 ore al mese, per carità avrò i contributi pagati ma appunto arriviamo a € 1500,00 lordi e l'incertezza della durata)
La tua storia è un pò diversa perchè non siete arrivati alla presentazione in comune e perchè ci sono state a mio avviso diverse leggerezze (soprattutto dal tecnico che come tale è solo lui a conoscenza di come si svolge la cosa in ogni suo aspetto, dalla fattibilità dei lavori in base alla spesa, a come computare il suo compenso). Credo che se avesti saputo da subito che la cosa sarebbe costata oltre il tuo budget non avresti perso tempo per andare avanti, quindi mi viene da pensare che questo architetto o non sia stato capace a valutare la fattibilità della cosa o abbia fatto il furbo! il compenso non credo sia in base ai lavori che ha fatto perchè non è colpa tua se lui è andato troppo oltre quindi credo che se forfettariamente gli dai 2000, 00 euro come ho fatto io va bene. buona fortuna . Granchio
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Senti Otto io non so dove lavori ma io preferisco farmi pagare per quello che ho fatto e non applicare percentuali di danno o per prestazioni parziali!!!
Ma che danno patrimoniale, se la situazione in Italia è questa qua, se la figura dell'Architetto vale meno di zero è per colpa di certi personaggi che si riempono la bocca di un sacco di menate.
All'architettto spetta il pagamento del solo lavoro che ha effettivamente svolto, vallo a dimostrare in tribunale il danno, voglio proprio vedere come fai e dopo quanti anni ti daranno forse ragione!!!! Hai detto bene, il tuo avvocato te lo ha detto, tanto loro l'onorario lo riscuotono sempre ed intasano i tribunali con cause assurde.
Ora lo sai cosa fa Franco la prossima volta che deve fare dei lavori in casa, va dal buon geometra che gli risolve i casini senza tante menate su prestazione parziale, incarico limitato ecc.
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@granchio
La fattibilità si valuta facendo un computo metrico estimativo delle opere dopo aver steso un progetto. Tra l'altro questo tecnico è andato in comune a prendere tutte le info del caso e ha controllato le concessioni precedenti per vedere che non ci fossero impedimenti.
Per quanto riguarda il confronto che fai tra l'onorario di un professionista architetto e il tuo stipendio di lavoratore dipendente....mi spiace ma non sono molto d'accordo sulla svalutazione che fai del lavoro da libero professionista. Non è solo una questione di contributi pagati. Il professionista ci mette la faccia su quello che fa. Il dipendente sinceramente non so, perchè tanto c'è sempre qualcuno sopra di lui che ne risponde.
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Per granchio
Ma cosa centrano i 1500 € al mese????? Se per fare quel progetto preliminare ho perso un mese di lavoro quanto mi vuoi pagare 1500 € lordi ???? Ma stiamo scherzando????
Un muratore costa 30 € lordi all'ora e non si scappa da quella cifra, prova a farlo lavorare per 170 ore e guarda quanto ti chiede 1500 € ???? Ma fammi il piacere, se il tuo amico ti ha chiesto 2000 € è perchè ha lavorato, secondo me a non meno di 40 € l'ora, fai te i tuoi conti del tempo impiegato.
Poi ognuno è libero di lavorare per un tozzo di pane.
I progetti non si pagano ad ore, vanno a percentuale; sono io professionista che decido se analizzare o meno il mio lavoro e trasformarlo in un tot all'ora.
Ma di solito le due cose coincidono.
Poi ci sono progetti che purtroppo si incasinano e dove, per il tempo perso, quello che alla fine ti metti in tasca è veramente poco rispetto alle responsabilità che hai.
Altre volte fai un docfa a 300 € e ci metti due ore o meno.
MA un professionista lo stesso progetto può farlo in 10 ore oppure in sei ore, e questo non può incidere sul suo compenso, conta solo il risultato.
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anche più di 30 euro (il muratore). Ma su quello nessuno fiata.
Il dentista 100 euro per un quarto d'ora di visita e nessuno fiata.
L'architetto giustamente si vuole far pagare pure lui e succede il finimondo.
In questo caso va pagato quello che il professionista ha effettivamente fatto.
La questione del mancato proseguimento di incarico e la maggiorazione l'ho vista applicata solo una volta qui in studio, ma c'era un disciplinare di incarico che chiariva anche questo punto (il cliente in questione aveva già cambiato 5/6 professionisti....). In questo caso alla lettera di incarico non si è arrivati ma vanno senza dubbio pagate le prestazioni fino a quel momento svolte. Mettetevi d'accordo su una cifra e chiudete la cosa.
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