Trasferirsi in Germania

messaggio inserito venerdì 15 novembre 2013 da arch-eo

[post n° 329524]

Trasferirsi in Germania

Ciao a tutti!

Ho notato che questo argomento era già stato introdotto un annetto fa, ma purtroppo non ho trovato le informazioni che fanno al caso mio.

Tra qualche mese mi trasferirò in Germania, probabilmente a Lipsia, per ragioni personali. Cercherò un posto di lavoro come architetto, ma sono un po' confusa sugli "aspetti giuridici" di questo trasferimento.

Io sono abilitata all'esercizio della professione da poche settimane e lavoro da più di un anno presso uno studio di architettura a Torino. So che in Germania, per essere abilitati all'esercizio della professione, è necessario maturare due anni di esperienza che vanno certificati mediante una raccolta di progetti; qualcuno ha idea di come si deve agire se si è già abilitati, sebbene, come nel mio caso, non si sia ancora raggiunta la quota 2 anni di esperienza? Ho provato a scrivere agli ordini degli Architetti di alcuni Stati, ma non sempre le risposte sono state chiare...

Inoltre qualcuno sa dirmi quali sono in media le condizioni economiche di un giovane architetto (straniero naturalmente!) in terra tedesca? Insomma, al di là del fatto che mi auguro che la questione "lavoro in nero" si possa ritenere superata, quali sono i costi che deve sostenere una persona nella mia posizione? Me lo chiedo, in considerazione del fatto che qua in Italia è diventato praticamente impossibile sopravvivere facendo il mestiere dell'architetto, soprattutto se si è all'inizio e non si hanno grandi entrate...!

Se qualche "esperto" di Germania volesse rispondermi, gliene sarei davvero grata! :)

Ciao!
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Ciao arch-eo,
una mia carissima amica è stata in Germania per erasmus, successivamente dopo la laurea in italia è ritornata in Germania. Ti dico sin da subito che non esiste nè il lavoro in nero e nè il contratto per stagisti, solo contratti a 6 mesi REGOLARI. Il suo primo stipendio è stato di 1.500 € + 10 % per ogni concorso vinto. Queste su per giù sono le condizioni in Germania, ma non so dirti degli aspetti giuridici in quanto lei è stata assunta sin da subito senza essere nemmeno iscritta all'ordine degli architetti in italia! In bocca al lupo!
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Ciao Stewe,

Ti ringrazio per aver risposto.

Già il fatto di lavorare con dei contratti regolari mi fa ben sperare, tanto più che, come tantissimi colleghi, lavoro nel nero più totale senza uno straccio di diritto!

Anche il fatto che la tua amica sia stata assunta senza essere stata nemmeno iscritta all'Ordine in Italia mi dà l'impressione che i tedeschi siano paradossalmente più elastici dei colleghi italiani per quanto riguarda gli aspetti burocratici e formali. Speriamo in bene, dunque!

Intanto adesso cercherò di ottenere delle informazioni più dettagliate da questi due o tre Ordini che ho contattato e spero così di chiarirmi ulteriormente le idee.


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Facci sapere! Magari a qualcuno di noi vien voglia di fare le valigie, almeno sappiamo chi contattare! ;)
In bocca al lupo per tutto!
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queste notizie sui guadagni e modo di lavorare in germania interessa anche me che sono un neo architetto...facci sapere grazie
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Ciao a tutti!

Rispondendo a chi mi ha chiesto gentilmente di aggiornarlo su eventuali mie "scoperte" riguardo il lavoro di architetto in Germania, posso solo dire che per il momento ho avuto risposte abbastanza chiare soltanto dall'Ordine degli Architetti della Sassonia.

In breve, le possibilità per un architetto italiano già abilitato che intende lavorare come libero professionista in Germania pare siano due:

- si dimostra di essere iscritti all'Ordine degli Architetti della provincia italiana di provenienza, mantenendo la residenza in Italia; in questo modo si può esercitare in territorio tedesco come architetto straniero abilitato , in quanto si gode di un'iscrizione temporanea di un anno (prorogabile) alla Architektenkammer di competenza. In quell'anno si possono, per esempio, completare i 24 mesi di tirocinio obbligatori ed essere (teoricamente) già retribuiti come architetti stranieri abilitati;

- si prende la residenza in Germania, si fanno 24 mesi di stage che devono essere adeguatamente certificati (tenete presente che si possono far validare con appositi documenti i mesi di lavoro accumulati eventualmente in Italia), si seguono corsi di aggiornamento per un totale di 35 ore (non so dirvi se i corsi che si seguono eventualmente presso gli Ordini in Italia possano essere ugualmente riconosciuti) e ci si iscrive all'Architektenkammer dello stato/regione in cui si vive. Per il momento ho visto che le quote di iscrizione ai vari ordini oscillano tra 150 e 350 € a seconda delle regioni e con l'iscrizione si accede anche in automatico ad una sorta di sistema previdenziale a livello statale.

In buona sostanza del nostro caro e sudatissimo titolo abilitativo che ne facciamo poco. Tuttavia credo che la prima soluzione delle due che ho illustrato sia quella più percorribile e più conveniente sotto molti punti di vista.

Tenete anche presente che, sebbene riconoscano i mesi di lavoro svolti in Italia, in alcuni casi mi è stato detto che è anche necessario consegnare una sorta di portfolio nel quale si illustrano 2-3 progetti sviluppati nello studio in cui si è fatta pratica e nel quale si indica il ruolo che si è avuto. Sta quindi alla bontà del vostro datore di lavoro italiano permettervi di presentare dei bei progetti fatti presso il suo studio.

Per quel che riguarda il regime fiscale a cui sono sottoposti i nostri colleghi tedeschi, attendo ancora informazioni.

Se anche voi veniste a conoscenza di dettagli in merito a questo argomento, scrivete, grazie :)
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