Certificato di agibilità. Cosa succede se non lo rchiedo?

messaggio inserito martedì 19 novembre 2013 da Maya

[post n° 329753]

Certificato di agibilità. Cosa succede se non lo rchiedo?

Salve a tutti. Mi trovo a dovere chiudere una Dia scaduta ormai da circa 6 mesi. Al comune mi hanno detto di mettere una data di chiusura lavori antecedente la data di scadenza, rientrando così nei 3 anni.
Il problema è nella richiesta di agibilità che deve fatta entro 15 giorni dalla chiusura lavori.
Mi ritroverei quindi a fare pagare al cliente una multa di circa 500 euro + il costo della agibilità.
la domanda è: siccome il cliente non ha intenzione di vendere o fittare l'appartamento , posso consigliargli di non richiederla? e lasciare le cose allo stato quo?
grazie a tutti per l'aiuto
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scusa, ma sto affrontando anche io un casino similare. La Dia che io sappia non prevede tassativamente la richiesta di agibilità. E' il permesso di costruire che prevede la richiesta di agibilità entro 15 gg dalla chiusura lavori.
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per quanto riguarda in generale l'utilizzo del certificato di agibilità....io ho visto che dipende molto da cosa voglia fare il padrone di casa. Nel senso che se vuole vendere a uno che deve farsi il mutuo, l'agibilità è una delle prime cose che la banca richiede; per fare affittanze turistiche so che da me lo richiedono; per affittare a un privato pincopallino vedo che si affitta tranquillamente (o meglio le agenzie lo fanno) scrivendo sul contratto che l'immobile locato è sprovvisto del certificato e che tutti ne sono al corrente. Comunque l'agibilità la puoi chiedere secondo me quando vuoi, basta che tu abbia tutti i documenti da presentare (certificati impianti, tutto ok dal punto di vista edilizio, planimetria catastale aggiornata, ecc.ecc.).
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kia, visto che sei informata, ne approfitto per chiederti: le banche per i mutui chiedono l'agibilità anche per immobili molto antichi, che ne sono sprovvisti (al massimo se c'era, si chiamava "abitabilità"). In tal caso il proprietario è tenuto a richiederla?
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ciao desnip. A quanto pare è proprio così come dici e l'ufficio agibilità del mio comune è sommerso da richieste di certificati. Io lavoro in centro storico e le case sono al 90% sprovviste di certificati sia di abitabilità sia di agibilità.
Le banche a quanto pare vogliono il pezzo di carta anche per vecchie case in piedi da 200 anni. Quindi bisogna fare la richiesta allegando tutto quello che si ha (planimetrie del '39, condoni, pratiche recenti per cui però non era obbligatoria a fine lavori richiedere il certificato, certificati conformità impianti o in assenza, quelli di rispondenza, ecc.), si fa una relazione che spiega un po' le vicende dell'immobile....e poi si aspetta la fatidica richiesta di integrazioni perché anche se li riempi di carta, ti chiederanno sempre qualcosa in più.
I problemi per le vecchie case (soprattutto i mezzanini e gli ultimi piani) qua da me sono le altezze interne. Spesso non sono rispettati gli standard di adesso in una casa di 100 anni fa i cui solai vennero impostati in assenza di r.edilizi o di igiene....in tal caso, bisogna dimostrare con idonea documentazione che si tratta di una preesistenza. Poi se non ci credono vengono in sopralluogo e si misurano tutta la casa. Insomma, un lavoraccio!!!!
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Grazie 1000 per l'aiuto!!
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grazie, Kia.
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