verifica della legittimita' delle preesistenze è compito del tecnico?

messaggio inserito venerdì 3 ottobre 2014 da robs

[post n° 348904]

verifica della legittimita' delle preesistenze è compito del tecnico?

Salve a tutti,
E' primo progetto di una certa entità che mi affidano, e ho un grosso dilemma:
Si tratta di una ristrutturazione con ampliamento di una casa unifamiliare, la prima cosa che chiedo al committente è il titolo abilitativo, ma lui mi dice che non esiste, la casa era (ed è ancora per me!)abusiva, ma sono passati tanti anni, l'ha anche accatastata e qualche tempo fa aveva chiesto tramite un altro tecnico un PdC per ampliamento che il comune aveva rilasciato senza batter ciglio. Poi per motivi economici non ha iniziato i lavori e si è rivolto a me per un progetto meno impegnativo dal punto di vista economico.
Ho parlato anche col geom. che ha accatastato l'immobile e lui mi dice che il tecnico non deve verificare la legittimità delle preesistenze, quindi di procedere con il PdC, Ma io si che per legge il tecnico, svolge un ruolo di pubblica utilità e si sostituisce alla pubblica amministrazione e se commette degli illeciti in questa veste viene punito molto severamente, infatti, "dovrà eseguire delle indagini per essere certo che l'immobile su cui si vuole fare modifiche abbia uno stato di fatto legittimato: se così non fosse, il tecnico dovrebbe imporre di sanare le eventuali difformità (ammesso che siano sanabili) prima di chiedere la nuova autorizzazione."
Che risci corro se presento il PdC su un opera non autorizzata? Grazie
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...Cosa rischi?...Semplice...Falso ideologico...Continueresti la scia di dichiarazioni mendaci che si son susseguite nel corso degli anni sulle legittimità delle preesistenze urbanistiche, rischiando in prima persona...Cosa intendi nell'asserire che la casa è abusiva?...Il titolo originario che giustifica lo "stare in piedi" del manufatto esiste?...
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Purtroppo non esiste nessun titolo! è un vecchio fabbricato agricolo costruito negli anni 60. Successivamente è stato oggetto di un ampliamento del tutto abusivo che ha raddoppiato la volumetria negli anni 80. Il geometra del paese recentemente lo ha accatastato come fabbricato residenziale (CAT A2). Quando è venuto da me il committente dicendomi che aveva già chiesto un PdC e che era stato approvato dal comune (che addirittura gli aveva calcolato gli oneri di urbanizzazione per l'ampliamento), ho dato per scontato che l'edificio fosse in regola, ma quando gli ho chiesto le carte ecco la sorpresa: non esistono! Lo sapevo, il primo lavoro serio e devo rinunciare, tra l'altro gli ho già fatto il rilievo ed un progetto preliminare con tanto di render che è piaciuto molto. L'unica cosa sarebbe un PdC in Sanatoria, ma non accetteranno mai. Grazie comunque GeoAlessio e se hai suggerimenti resto in ascolto
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...Purtroppo robs, la nostra concezione di coerenza in ItaGlia è alquanto contorta...Capitò un caso non uguale al tuo, ma similare in quanto alle prese con un fabbricato rurale in zona agricola, ma accastata come residenziale (A2, poiché abolita la categoria A6 da parte del catasto), e soggetto a contributi da immobile non destinato ai fini agricoli...Ergo mi domandai...Poiché considerato tale, perché non trattarlo a tutti gli effetti in codesta maniera, e permettere interventi anche di ampliamenti (con conseguenti aumenti di cubatura)?...Perché come ben sai, gli interventi in zona agricola, son consentiti solamente al mantenimento e alla conduzione del fondo a scopo rurale...Quello che mi lascia sgomento è la facilità con cui venne approvato il PdC...Raddoppiare la volumetria è, secondo il sottoscritto, quasi impossibile da poter sanare...Non provarono neanche con la 47/85?...
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No, non hanno mai fatto niente per sanare il fabbricato. Ti aggiorno anche sulle ultime novità: è venuto fuori che non solo il fabbricato originario costruito negli anni 60 è del tutto privo di titolo abilitativo, ma è stato costruito anche in una zona vincolata, vincolo cimiteriale per la precisione. Ora dato che una decina di anni fa il vincolo è stato ridotto con delibera del comune, il proprietario ha pensato bene che la sua casa fosse magicamente diventata regolare! tra l'altro tale riduzione del perimetro del vincolo non credo reggerà per molto perché stanno studiando il nuovo PRG e quando andrà in regione sicuramente rimetteranno il vecchio perimetro che ingloba il fabbricato del committente (il cimitero è in espansione, quindi perché ridurre il vincolo!) Non so più che fare, informerò il cliente sui rischi che corre (rischi che il suo geom. non gli ha mai detto) e cercherò di farmi pagare almeno il rilievo ed il prog. preliminare, così il suo geom. eventualmente potrà fare una variante in corso d'opera al PdC che aveva presentato in precedenza visto che ritiene che il tecnico non debba verificare la legittimità delle preesistenze.Ti ringrazio per i consigli!
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Non puoi valutare la possibilità di sanare il tutto realizzando contemporaneamente l'ampliamento?
Sarebbe un permesso di costruire a sanatoria e comunque a te - se non si potesse eseguire l'intervento - resterebbe comunque l'onorario per la consulenza sullo studio di fattibilità preliminare.
Mi spiegai? ;-)
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