fatturazione

messaggio inserito giovedì 23 ottobre 2014 da SabaGio

[post n° 350023]

fatturazione

Buon pomeriggio: devo fatturare al cliente una notula per una prestazione professionale (progetto+scia+dl) a seguito di lavori di ristrutturazione presso il suo immobile.
Mi chiede, ovviamente per risparmiare, se io posso fatturare regolarmente all'impresa che effettua i lavori, e a sua volta l'impresario gira il conto al cliente con iva al 10% anzichè 22%,
Ovviamente nel conto che l'impresa deve avere dal cliente per i lavori edili inserisce anche la mia parcella, il tutto con iva agevolata al 10%. Il risparmio del mio cliente è appunto l'iva.
Per me ovviamente con cambia nulla poichè tra averli dal cliente o dall'impresa non fa differenza, ma mi chiedo se da un punto di vista deontologico ci possono essere problematiche in merito al legame tra progettista e costruttore....
A voi l'ardua sentenza.
Grazie
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ma tu dovresti fare la fattura all'impresa sempre col 22%....e poi l'impresa gira la fattura al cliente con iva al 10%? e l'impresa tirerebbe fuori l'iva al 22 per pagare te? perchè comunque l'iva al 22 nella tua fattura qualcuno la deve pagare. A me sembra un giro un po' assurdo. A mio avviso la fattura va fatta al cliente e non all'impresa. Se sei il D.L (e quindi devi controllare il lavoro dell'impresa) come fai a farti pagare dall'impresa (io soggetto controllato)? Non ci sarebbe stato nessun problema a farsi pagare da una impresa se magari nell'ambito di un cantiere vieni contattato per una consulenza ma in questo caso proprio non va fatto.
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Tra l'altro, oltre tutto quello che ha detto Kia, sui moduli (per lo meno su quelli che utilizzo io nella mia regione) c'è scritto esplicitamente che il progettista/DL non ha alcun legame con l'impresa esecutrice, proprio in virtù del fatto che il controllore sarebbe un dipendente del controllato, si è mai visto?!
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Per l'impresa l'IVA non è un costo, anche se esborsa un 12% di differenza tra il 10% pagato dal cliente e il 22% pagato a me, la recupera nel calderone della contabilità.
La questione più delicata che io mi ponevo era appunto relativa al conflitto di interesse tra la mia figura di D.L., il committente e l'impresa.... Anche a mio avviso è contrario alle norme deontologiche, ma avrei voluto avere un parere anche da voi.
grazie
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Ragazzi ma che state dicendo? Io cliente chiamo l'impresa che nel suo preventivo mi offre anche la progettazione e DD.LL.: dove sta il problema? Molti nella mia città fanno così. Io non vedo il problema.
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Sono perplessa anche io. A quanto ne so il vincolo di terzietà è richiesto esclusivamente per le CIL, non esiste per SCIA o PDC.
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Già nel preambolo del codice deontologico è chiaro quale deve essere il rapporto corretto tra committente, impresa e professionista.
Poi consiglio la lettura dell' art. 32...
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avevo pensato anche io a quell'articolo del codice....
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In ogni caso secondo me l'impresa non può essere committente della direzione lavori.
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nei casi in cui si ha l'impresa che costruisce e vende poi gli immobili allora si. Ma se io sono il tecnico chiamato dal committente che ristruttura casa non posso farmi pagare dall'impresa.
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E se mi chiama l'impresa?
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kitto, se ti chiama l'impresa sei direttore tecnico e non direttore dei lavori, hanno ragione Gibo e Kia: il DL è il garante tecnico del committente, che deve pagarlo. le norme deontologiche prima erano locali ora nazionali www.awn.it/AWN/Engine/RAServeFile.php/f/codice_deontologico_ITA%282%… all'art 14 comma 4 risponde a SabaGio. il tuo committente dovrebbe rifiutare questa soluzione, la fattura è la sua garanzia del tuo lavoro; l'avverbio "regolarmente" del post mi sembra inappropriato, adesso chiedo (e non incito alla violazione delle leggi) se metà fatturi e metà...
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Giulio sei direttore tecnico se l'impresa ti chiama per supportarla. Io invece parlo del caso in cui l'impresa fa da tramite tra te e il committente, cosa ben diversa.
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io la vedo così: ci si fa pagare dall'impresa se è l'impresa a chiamarti per una consulenza tecnica oppure se l'impresa è una di quelle che acquista immobili e poi ristruttura vendendo il cosidetto "chiavi in mano" al cliente. L'impresa nel caso che dice kitto può al massimo consigliare un tecnico al cliente ma poi il rapporto professionale deve essere tra cliente e architetto senza di mezzo l'impresa che regola i pagamenti altrimenti che garanzia ha il cliente? Tra l'altro manco questo va bene nella pratica perchè è capitato al mio capo che un cliente avesse scelto prima l'impresa e poi quest'ultima lo avesse consigliato come tecnico.....risultato: dimissioni da d.l. dopo alcuni mesi perchè il cliente era diffidente e anche se non c'era nulla di anomalo nella gestione del cantiere, era difficile da gestire il fatto di essere stati segnalati dall'impresa. Quindi esperienza fallimentare anche se il contratto era tra cliente e professionista.. A me se fossi il cliente non piacerebbe un rapporto col tecnico che passa attraverso l'impresa del tipo che se ci sono nuovi prezzi da approvare e io cliente non so nulla di edilizia, come faccio a fidarmi del giudizio del tecnico?
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Cmq, parliamoci chiaro: il succo della questione di questo post è un committente che in qualche modo vuole "eludere" un'imposta.
Perchè non è che SabGio è il tecnico dell'impresa, ma è quello del cliente, che vuole non farlo passare per tale, per pagare meno Iva.
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Esatto...! Questo è il succo della questione!
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come al solito, desnip ha capacità di sintesi! :-))))
Sabagio, al cliente spiega che non si può per una serie di motivi e che se la deve metter via
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Però c'è una cosa: se si tratta di una prestazione già svolta dovrebbe esserci, per regola, una lettera di incarico.
In questo caso il cliente non può proprio dire niente, visto che è lui cha ha incaricato.
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