Percorso di studi e futuro

messaggio inserito giovedì 23 febbraio 2017 da Nick

Nick : [post n° 393718]

Percorso di studi e futuro

Ciao a tutti!
Non so se è il posto giusto per scrivere, ma vorrei qualche opinione da architetti e professionisti nel mondo del lavoro. Sono uno studente di architettura al secondo anno, in piena regola con gli esami e con una media abbastanza alta.
Il problema è che non riesco a vedere cosa fare nel mio futuro: non sono convinto pienamente di voler essere architetto progettista ma non vedo quali sbocchi alternativi prendere dopo la triennale o la magistrale..
Vedo i miei compagni di corso convinti e motivati, io ogni volta che entro in università mi sento a disagio e fuori posto e la mole di lavoro per i vari atelier di certo non aiuta..
Qualcuno ha avuto delle esperienze simili e avrebbe dei consigli?
Grazie mille per l'attenzione e scusate per il disturbo!
ponteggiroma :
"Vedo i miei compagni di corso convinti e motivati, io ogni volta che entro in università mi sento a disagio"... sei sulla strada giusta :-)
alsi :
Ok Nick, la tua domanda è piú che legittima. non ci sono sbocchi professionali ad oggi per un laureato in architettura nel nostro paese, questo è il profilo attuale. Puoi leggere alcuni dei vecchi post che troverai sfogliando questo sito. Oggi si trovano lavori da collaboratori in studi di tutti i tipi e 7 su 10 (voglio essere ottimista) sono sottopagati e senza speranza di crescita. Non si trovano studi che propongono contratti di lavoro. Non ci sono opportunitá di concorsi pubblici come impiegati in enti. I concorsi di architettura sono uno strumento poco utilizzato e che praticamente funziona come una lotteria a cui partecipano moltissimi (giustamente) studi. La reale possibilitá di successo tramite questo strumento per uno studente è estremamente ridotta.
mia :
In Italia non ci sono molti sbocchi gratificanti.
Io penso però che questo sia un mestiere per sognatori. Probabilmente qualunque lavoro, in qualunque campo, ad un certo punto può logorare e rendere insoddisfatti; a maggior ragione nel nostro ambito, oggi (ma già da molto tempo) saturo di tecnici e professionisti di ogni tipo, e vittima più di molti altri della crisi economica. Se spulci i vecchi post leggerai molte voci insoddisfatte, a volte indignate, a volte incredule, e mille aneddoti sulla burocrazia e sul sistema Italia...eppure io ricordo anche il post di un'architetto che era andata a "caccia grossa", ossia aveva fatto sostanzialmente una passeggiata in una città piena di bellissima architettura, ed era qui entusiasta a descriverla.
Insomma si va avanti spesso per puro amore dell'architettura, anche se magari di architettura non ne fai mai, e fai solo edilizia o il passacarte tra il committente che vuole sanare la veranda abusiva e il comune al quale non frega che tale veranda affacci sul Colosseo o su una campagna incolta, basta che paghi e gliela fa sanare.
La mole di lavoro durante l'università è indubbiamente elevata, ma non è paragonabile a quello che viene dopo; con la differenza che poi sarai contento se dovrai fare nottate per consegnare un lavoro, vuol dire che si mangia!
aspirantearchitetta :
Ciao! A me è successo in Erasmus, dove tutti erano agguerritissimi e motivati, mentre io studiavo tirando a campare.. Non so dire poi a che punto, ma qualcosa è scattato in me, mi sono resa conto che alla fine tutta questa gente ipermotivata in realtà sono per la maggiore narcisisti che vogliono schiaffare da qualche parte il prossimo Guggenheim Museum, mentre io ho trovato le mie motivazioni più "socialiste" se vogliamo dire, che mi hanno dato la forza di andare avanti.
Certo la situazione non è rosea, ho mandato i cv a tutti i maggiori studi della mia città (Roma) e nonostante un buon 50% abbia risposto, l'offerta massima è stata 400€.
Ora sto facendo qualche concorso e vediamo come va, ma subito dopo inizio a cercare all'estero.
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