catasto edilizio

messaggio inserito lunedì 4 settembre 2017 da arch.iunior.sara

arch.iunior.sara : [post n° 400294]

catasto edilizio

Buongiorno, sono un Architetto Iunior abilitato e sono alle prime armi ! cortesemente avrei bisogno di un consiglio.
un cliente deve accatastare il suo immobile, registrato attualmente al catasto terreni e da accatastare al catasto edilizio. la situazione e questa:
anni fa, tramite una concessione edilizia, è stato effettuato un progetto di recupero e ristrutturazione di un fabbricato rurale in una località di campagna in Sardegna -
l immobile e stato costruito senza rispettare completamente il progetto ( ovvero piccoli cambiamenti nella distribuzione interna, per quanto riguardo lo spostamento di alcuni tramezzi divisori e di conseguenza anche delle aperture.), rispettando comunque la superficie e le volumetrie.

ora visto che l accatastamento richiede la rappresentazione reale e attuale dello stato di fatto dell'immoblie mi chiedevo se rappresentando lo stato attuale si puo incorrere in problemi ,visto che non rispecchia il progetto presentato in comune anni fa ,avendo fatto dei lavori diversi senza presentare nessun altra pratica edilizia.

spero di essere stata chiara,
vi ringrazio per l aiuto.

Buona giornata

d.n.a. :
serve un accertamento di conformità dello stato reale con quello autorizzato, e poi successivamente si accatasterà come realmente è la situazione. Va valutato se la regolarizzazione è possibile in base al prg comunale, agli eventuali vincoli di zona e alla tipologia di modifiche inserite.
Tommaso :
Sono problemi comuni oggigiorno. Il punto è che ciò che dovrai accatastare deve avere corrispondenza con la situazione urbanistica del comune oltre che , ovviamente, con lo stato di fatto delle cose.
Io direi innanzitutto di eseguire un accesso agli atti, vedere cosa era previsto della soluzione "modificata" e in cosa è difforme il fabbricato rispetto all'ultima pratica edilizia. Chiaramente come dice d.n.a. va valutato quali sono i vincoli che insistono sull'area e se le difformità non entrano in conflitto con nessuna prescrizione urbanistica. In caso di vincolo paesaggistico ad esempio, se come dici tu non sussistono aumenti volumetrici puoi procedere con un accertamento di compatibilità paesaggistica (non esistendo sanatorie paesaggistiche).
Comunque una volta sanato l'eventuale vincolo l'ultimo step è sanare quelle che sono le difformità del fabbricato con l'adeguato titolo. Fine lavori e come da prassi, nuova documentazione catastale allegata
arch.iunior.sara :
Grazie mille per l'aiuto.

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