Altezza minima e controsoffittatura

messaggio inserito lunedì 26 febbraio 2018 da Leonardo

[post n° 406403]

Altezza minima e controsoffittatura

Buongiorno a tutti.
Mi trovo a progettare una controsoffittatura e l'illuminazione di un appartamento piuttosto grande. Con stanze altrettanto grandi. Unico neo è che l'attuale soffitto è ad una quota di 2,71 dal pavimento...
Temo di abbassarmi troppo, soprattutto se voglio giocare con strip led, faretti, ecc. Ad esempio mi troverei sopra la cucina con una quota di 2,55, col rischio di vedere i pensili troppo attaccati al soffitto.
Ci tengo a precisare che la proprietaria mi ha chiesto di fare l'impossibile per non usare lampadari.
Che faccio? arrivo a 2,65 metri e poi quando ci sono velette e strip led scendo di altri 6 7 cm? O non dovrei?
Grazie
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L'altezza minima interna utile dei locali adibiti ad abitazione è fissata in m 2,70 riducibili a m 2,40 per i corridoi, i disimpegni in genere, i bagni, i gabinetti ed i ripostigli. Nei comuni montani al di sopra dei m 1000 sul livello del mare può essere consentita, tenuto conto delle condizioni climatiche locali e della locale tipologia edilizia, una riduzione dell'altezza minima dei locali abitabili a m 2,55 (artt.1-2, DM 5 luglio 1975). Quindi non puoi scendere sotto quelle quote.
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...è un intervento che dichiari?...se no...DIVERTITI!
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No, è un intervento per il quale non occorrono titoli abilitativi in quanto si tratta della sola controsoffittatura degli ambienti. Ringrazio Ale, puntuale e precisa, ma io ne facevo più che altro una questione "estetica"... non vorrei risultassero ambienti claustrofobici
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Marò, Leonardo! Dalle nostre parti hanno tutti questa mania dei controsoffitti... Oggi se fai l'architetto e non metti controsoffitti dappertutto ti guardano storto: "Ma come, architè, non mettiamo i controsoffitti in tutta la casa?".
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A parer mio, se controsoffitti hai bisogno del titolo abitativo, perché vai a modificare l'altezza interna e riguarda quindi una condizione igienico-edilizia dell'ambiente. Non a caso ho citato il DM del 75, perché proprio l'obbligo di mantenere un'altezza interna minima fa sì che un'intervento che modifica l'altezza debba essere asseverato da un professionista (CILA per MS). Detto questo, se lo guardi solo dal punto di vista estetico, allora io cercherei di tenermi il più alto possibile...255 mi sembra un po' pochino.
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Per desnip: "Architè vi chiedo solo una cosa, non mettiamo nessun lampadario!"
Per Ale: non ne sono certo ma proprio le ultimissime disposizioni relative alle "semplificazioni" hanno aggiunto gli interventi di controsoffittatura tra quelli di "edilizia libera".
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La mia cliente invece li supera tutti: controsoffitti in tutta la casa, ma in cucina ANCHE un lampadario che è stata un'impresa installare.
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Le ultime disposizioni in tema di semplificazione burocratica sono contenute nel Decreto Legislativo n. 222 del 2016 (cosiddetto Decreto SCIA 2) attuativo della “legge Madia”. Allegata al decreto c'è una tabella con i vari interventi edilizi e le relative procedure e non ci sono disposizioni particolari per i controsoffitti, che quindi non ricadono nella MO, ma nella MS. Detto questo, chiaramente poi valuta tu se soprassedere o meno, l'importante è saperlo.
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Ale credo che Leonardo con ultimissime disposizioni si riferisse al nuovo glossario per gli interventi di edilizia libera che è uscito pochi giorni fa (ma che se ho capito bene non è ancora in vigore). Lì ,in effetti cita come MO anche l’installazione di controsoffiti non strutturali, però leggendo la premessa si parla di interventi da realizzarsi sì senza titolo abilitativo ma “nel rispetto delle prescrizioni degli strumenti urbanistici comunali e di tutte le normative di settore aventi incidenza sulla disciplina dell’attività edilizia” tra le quali anche le norme igienico-sanitarie. Quindi a parer mio, come qualcuno ha già detto, il titolo abilitativo serve se vai a modificare l’altezza dei locali (oltretutto portandola sotto le altezze minime consentite)
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Fabry ha espresso le mie perplessità... Vabbè, lo farò presente ai proprietari, dopodiché nel caso in cui si decida di procedere liberamente dovrò necessariamente rinunciare a controsoffittare tutti gli ambienti...
Però scusate, se il glossario lo ritiene MO, è ovvio che un controsoffitto riduce sempre e comunque l'altezza dei locali. Quando è considerato allora MO? Solo quando si fa qualche veletta o qualche taglio di luce?
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Scusate, non avevo consultato il glossario. In questo momento non è ancora stato pubblicato in gazzetta e quindi non è ancora ufficiale, ma lo sarà a breve. In ogni caso, se bisogna comunque rispettare le prescrizioni degli strumenti urbanistici comunali e di tutte le normative di settore aventi incidenza sulla disciplina dell’attività edilizia, allora va da sé che una modifica dell'altezza necessita del titolo a abilitativo, quindi CILA per MS. Indicarla nel glossario come MO non ha nessun senso, però non è la prima volta che vedo normative che indicano cose insensate o in contrasto con altre normative (es. aggiornamento catastale automatico con fine lavori CILA).
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Pensandoci meglio, e rileggendo ancora il glossario (che in effetti anch’io avevo visto per la prima volta l’altro ieri), mi sa che ho scritto una stupidaggine...
La formazione di controsoffitti non strutturali (e la conseguente modifica dell’altezza) sono sempre considerate MO, poi ovviamente l’intervento deve sempre rispettare le altezze minime previste per quel locale dai diversi regolamenti, altrimenti l’intervento non è ammissibile.
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Il paradosso delle opere "libere" è che si possono fare senza alcuna comunicaizone e senza l'intervento di un tecnico, ma devono rispettare le prescrizioni delle norme urbanistiche ed edilizie.
Ora, un cittadino che vuole farsi "liberamente" un controsoffitto, che ne sa quali sono le altezze minime da rispettare? Magari ignora pure che esistano.
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Infatti secondo me non ha senso averlo inserito tra le opere libere, avrebbero dovuto lasciarlo come MS, implicando quindi l'intervento di un tecnico.
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Il paradosso è stato creato. Onestamente sono a favore della libera attività, ma come giustamente dice Desnip, il cittadino comune conosce le prescrizioni relative alle altezze minime? Certamente no. Il controsoffittatore le conosce? Dubito... Il buon senso vorrebbe che il disegno dei soffitti fosse comunque un incarico rivolto ad un tecnico, il quale per rispettare la normativa progetterà le diverse altezze. "Sbrurocratizzare" un po' onestamente fa comodo a tutti, ma naturalmente tra quello che si dovrebbe fare e quello che si fa ce ne passa... ma è per tutto così
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