Primo cliente uguale parente

messaggio inserito mercoledì 14 marzo 2018 da Arch_Sky

[post n° 407063]

Primo cliente uguale parente

Ciao a tutti, è la prima volta che scrivo qui e spero di trovare dei consigli. Vi spiego la mia situazione, che come avrete capito dal titolo riguarda il mio primo incarico da libera professionista. Dopo aver lavorato per alcuni anni in diversi studi professionali ho deciso di camminare con le mie gambe, ed ecco il mio primo cliente, che come spesso avviene per un professionista alle prime armi è un parente. Trattasi di mio cugino che avendo acquistato un appartamento vuole procedere alla ristrutturazione completa. Io, entusiasta per avere finalmente un po' di lavoro tra le mani, faccio un primo sopralluogo e mi rendo contro che l'appartamento necessita di una ristrutturazione completa, inclusa di rifacimento impianti e sostituzione infissi, che si somma ovviamente alla diversa distribuzione degli spazi interni.
Fin qui niente di allarmante, faccio una CILA per manutenzione straordinaria, schemi impianti e ape, direzione e fine lavori...forse qualcosa anche di sicurezza.
Arriviamo al punto dolente. Dopo essermi accertata con un incontro con il tecnico comunale che stia sulla giusta strada, faccio un altro sopralluogo e a quel punto, dopo avergli elencato tutte le lavorazioni necessarie, accenno anche al discorso sulle prestazioni professionali.
Premetto che avevo pensato di applicare uno sconto sulla mia parcella, ma senza che arrivassimo a questo mi sento dire "Vabbe, tu fai una fattura e io ti restituisco le spese di iva e cassa, oltre alle spese generiche". ALT!!! Un momento...questo mi sta chiedendo di emettere una fattura che non sarà mai pagata, quindi lavorare per dare soldi allo stato e impegnare il mio tempo togliendolo ad altri incarichi remunerativi.
Non ci sto affatto, non voglio approfittare della situazione ma questa condizione è oltre i limiti del sopportabile, dato che ai miei timbri e alla mia firma corrisponde una responsabilità che non può essere gratis.
Ho pensato di fare un ultimo tentativo per capire se si rende conto di quanto ha proposto:
- Presentargli un preventivo sommario di tutte le lavorazioni da effettuare (senza costi per evitare di fare lavoro inutile e poi, perchè non ha idea del suo budget);
- Altro elenco delle competenze tecniche o prenotula anche questo senza prezzi indicati
spero così di aprirgli gli occhi su quanto lavoro mi chiede di fare gratis e di arrivare di nuovo alla discussione sulla parte economica, chiarendo una volta per tutte che sono disposta ad aiutarlo in virtù della parentela, ma che sotto una certa cifra non voglio scendere. Se proprio non vuole sborzare allora prenderò l'incarico solo per la CILA e non per direzione lavori, impianti, ape, fine lavori e sicurezza...cose che mi piacerebbe molto fare ma che oggi non mi posso permettere di fare gratis.
Si accettano consigli sulla questione, come muoversi? E secondo voi, qual'è la cifra sotto la quale non dovrei scendere?
Ringrazio tutti.
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Esattamente come ti stai già muovendo, magari essendo ancora più chiara sul fatto che non gli farai il lavoro gratuitamente ma che, comunque, in virtù della parentela (sic!), applicherai uno sconto consistente. Preparagli una nota, stavolta con le tue competenze e con lo sconto effettuato. Per quanto riguarda il prezzo giusto, purtroppo non ci sono più i minimi, ma io comunque mi riferirei alle tariffe che trovi anche su questo sito. Per farlo devi conoscere più o meno l'importo totale dei lavori.
In ogni caso, io procedo in tre maniere differenti, a seconda dell'impegno che richiede il cantiere, o forfettario, o a percentuale, o misto. Nel caso in esame io differirei la parte progettuale/amministrativa, da pagare in forfettario, un tempo potevi tranquillamente chiedere 3/4000 euro di media, ma ora, a meno che tu non debba fare un progetto particolareggiato con progettazione anche degli arredi, 3d ecc ecc, io non andrei oltre i 1500 ( già scontato, ovviamente). Per la parte della direzione lavori, calcola un massimo del 10% sull'importo dei lavori( dipende anche dalla città in cui operi, da me un prezzo "giusto" si attesta sul 7%), da cui puoi togliere, un punticino e mezzo per la parentela. Credo che in questo modo tu possa riuscire a guadagnare una cifra dignitosa e contemporaneamente a conservare i rapporti parentali. Conditio sine qua non, chiarezza e trasparenza assoluta, nonchè (FONDAMENTALE!) incarico scritto con elenco delle prestazioni offerte, onorari da corrisponderti, ed eventualmente acconti e saldo ben specificati.
Per il resto, và e divertiti!
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unica precisazione l ape non lo puoi fare sia perchè sei parente sia perchè deve farlo una persona estranea ai lavori. un alternativa sarebbe quella di offrire un prodotto chiavi in mano comprensivo di lavori ma dovresti avere un impresa molto ma molto affidabile che paga lei la progettazione e quindi farà un preventivo un po più alto. Questo non è il percorso canonico e potresti essere in conflitto di interessi.
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Concordo pienamente con arko !!
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E tieni sottomano un buon antiacido per il tuo stomaco. Ti auguro di no, ma ho la sensazione che ti servirà :D
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Ark_Sky: "Se proprio non vuole sborzare allora prenderò l'incarico solo per la CILA": ma neanche per sogno! Se non vuole "sborzare" neanche quello devi fargli!

diana: il tuo consiglio non dovrebbe essere assolutamente dato da parte di un professionista.
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Grazie Arko, ho già preparato una prenotula con l'elenco dettagliato delle prestazioni professionali...ho messo veramente di tutto, e per la parte progettuale ho valutato una distinzione tra la progettazione di base (per intenderci una scala al 100 sufficiente per la CILA) e tutto quello che per me è più oneroso in termini di tempo...ad esempio, dettagli di arredo, particolari e renders che solitamente mi faccio pagare "a quantità", e anche in questo caso ho mantenuto la mia linea...primo perchè capisca che la qualità e l'approfondimento non può essere svalutato, secondo perchè in questo momento sono occupata con un master (che mi costa soldi a non finire e tempo perso sui mezzi pubblici) e poi perchè sto partecipando alla preparazione di diverse gare per la PA. Altrimenti, senza offesa per le altre categorie, vai da un geometra e ti accontenti del livello di dettaglio che ti offre.
Per quanto riguarda l'elenco relativo alle lavorazioni non ho intenzione di metterci mano fino a quando non capirò di che testa sta. Cosa ancora più importante, dice di avere fretta ma io non ho capito come posso lavorare su un progetto se ancora non so qual'è il budget. Mah...
Comunque, grazie molte per i consigli
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Giusto per sdrammatizzare...già soffro di reflusso e l'antiacido è ormai il mio migliore amico...ma giusto per darmi sollievo mi ha detto ha fretta...cioè, questa casa l'hai comprata da un anno, mi hai chiamato a gennaio dicendo che avevi il tempo di fare le cose con calma e mo ti sei reso conto che devi accellerare?! Un classico ovviamente, ma non puoi pretendere che io vada ai ritmi che dici tu se non hai intenzione di sborzare un euro...tra l'altro mi ha pure chiesto di informarmi sugli incentivi sulle ristrutturazioni. Come tecnico potrei anche saperlo, ma mi pare troppo...apri internet e poi chiama un commercialista....
No no no...non ci siamo
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Arch_Sky, i clienti, parenti e no, hanno sempre fretta... tranne quando devono "sborzare".

Il discorso detrazioni, non sottovalutarlo. Da esperta in materia posso dirti che rappresentano un'opportunità in più e non è affatto vero che basta rivolgersi a un commercialista. Innanzitutto per la maggior parte non ne sanno un granchè e poi ci sono molti aspetti che richiedono la valutaizone da parte di un tecnico. Ad es., che ne sa un commercialista se un intervento è m.o. o m.s., se spesso ci sono delle difficoltà a comprenderlo anche per noi?
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sapevo che avreste risposto così
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Cara Ark, quando senti la parola "fretta", due sono le cose: o accondiscendi e completi la rovina del tuo esofago, o spieghi che ci vuole il tempo che ci vuole. Ho aspettato clienti per mesi e mesi, perchè si decidessero, dopo la fase progettuale, a iniziare la pratica...poi, dopo aver ottenuto i permessi, li ho aspettati perchè si decidessero a iniziare i lavori. Un giorno si svegliano e decidono che per fine mese devono terminare. Agli inizi facevo i salti mortali, ora li mando gentilmente a quel paese. Lo so che il lavoro è poco e che quindi si fa di tutto per non perdere quei pochi incarichi che ti vengono affidati, ma un atteggiamento troppo accondiscendente è deleterio solo per te, perchè in qualche modo a fine lavori ci sarà sempre qualcuno che ti dirà che è colpa tua per i ritardi o per un'esecuzione non esattamente a regola d'arte. Fidati, assecondare tutto e tutti si rivela quasi sempre sbagliato. Il lavoro va fatto bene e secondo i tempi che tu ritieni necessari, altrimenti è solo una perdita di tempo, soldi, e alla fine anche di clienti, visto che litigherai con loro e non ti faranno di certo una buona pubblicità. Pretendi rispetto per la professione, che, come diceva il grande Totò , " mica so' fiaschi, che si abboffano"!
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